{"id":255342,"date":"2025-01-17T10:17:04","date_gmt":"2025-01-17T09:17:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=255342"},"modified":"2025-01-17T10:17:07","modified_gmt":"2025-01-17T09:17:07","slug":"si-conferma-il-trend-positivo-dellexport-sardo-nel-2024-ma-sullo-scenario-futuro-incombe-il-rischio-delle-politiche-protezionistiche-degli-usa-di-trump-il-report-della-cna-sardegna-in-sens","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2025\/01\/17\/si-conferma-il-trend-positivo-dellexport-sardo-nel-2024-ma-sullo-scenario-futuro-incombe-il-rischio-delle-politiche-protezionistiche-degli-usa-di-trump-il-report-della-cna-sardegna-in-sens\/","title":{"rendered":"Si conferma il trend positivo dell\u2019export sardo nel 2024, ma sullo scenario futuro incombe il rischio delle politiche protezionistiche degli Usa di Trump: il Report della Cna Sardegna. In sensibile aumento la vendita di prodotti sardi all\u2019estero; da 4,9 a 5,4."},"content":{"rendered":"\n<p>Cagliari, 17 Gen 2025 - Si conferma la tendenza positiva che aveva caratterizzato l\u2019export sardo nella prima parte del 2024. Secondo i dati pi\u00f9 recenti di fonte Istat,\u00a0nei primi nove mesi dell'anno appena concluso si \u00e8 registrata una variazione del +9,6% rispetto allo stesso periodo del 2023.\u00a0Il valore complessivo dei prodotti isolani venduti all\u2019estero \u00e8 passato da 4,9 miliardi a 5,4 miliardi di euro, segnando un incremento di oltre 460 milioni di euro. Se la seconda met\u00e0 dell\u2019anno confermer\u00e0 queste tendenze,\u00a0il 2024 potrebbe chiudersi con un bilancio superiore agli 8 miliardi di euro, avvicinandosi al record di 8,9 miliardi registrato nel 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 quanto si evince da un dossier del Centro Studi della Cna Sardegna che \u2013 pur evidenziando una crescita importante dell\u2019export sardo \u2013 lancia l\u2019allarme per le esportazioni agroalimentari sarde, messe a rischio dalle politiche protezionistiche annunciate dal rieletto presidente Usa Donald Trump.&nbsp;Il mercato Usa nel 2024 ha infatti assorbito oltre il 52% delle vendite di prodotti agroalimentari sardi e la ancora scarsa diversificazione dei mercati di sbocco potrebbe penalizzare non poco le imprese sarde.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricerca della Cna sottolinea come,&nbsp;escludendo il settore della raffinazione petrolifera (che rappresenta oltre l\u201980% dell\u2019export totale), la crescita annua \u00e8 arrivata fino a quasi il +33%.&nbsp;Tra i principali traini dell\u2019export sardo figura l\u2019agroalimentare (+9,6%), che si prepara a chiudere l\u2019anno con un nuovo incremento, proseguendo il trend positivo che dura ormai da sei anni.&nbsp;In particolare, il settore caseario, tradizionalmente rilevante, ha subito un rallentamento durante il trimestre estivo, mentre sono emersi con forza il settore vitivinicolo, quello della pasta e, ancora una volta, il comparto oleario, che ha gi\u00e0 superato il record di vendite del 2023.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimanendo nell\u2019ambito manifatturiero, il settore chimico-farmaceutico ha mostrato una notevole ripresa (+67%), tornando ai livelli del 2022 dopo il calo significativo nel 2023. Il settore della lavorazione dei metalli ha registrato un'impressionante crescita (+80%), seguito da macchinari e apparecchiature (+50%) e tessile (+47%). Al contrario, si rilevano flessioni nelle vendite di prodotti in legno, carta e stampa (-8,5%) e di minerali non metalliferi (-11,9%).<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure, come detto, sull\u2019export sardo aleggia l\u2019ombra delle misure protezionistiche degli USA. \u201cNello scenario futuro aleggia il rischio di un\u2019escalation commerciale tra gli Stati Uniti di Donald Trump e la Cina e che potrebbe coinvolgere anche le produzioni europee&nbsp;-&nbsp;commentano&nbsp;Luigi Tomasi&nbsp;e&nbsp;Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna&nbsp;\u2013.&nbsp;La Sardegna, se si considera l\u2019export di prodotti manifatturieri al netto del settore petrolifero, \u00e8 la sesta regione italiana per esposizione verso il mercato statunitense, con oltre il 14% del fatturato estero registrato dai produttori isolani nel 2024. Il settore in assoluto pi\u00f9 esposto \u00e8 quello agroalimentare, uno dei principali bersagli delle politiche protezionistiche adottate dagli USA negli ultimi 15 anni. Il rischio \u00e8 che, a causa di una difficolt\u00e0 strutturale nella diversificazione dei mercati di sbocco, l\u2019aumento dei dazi possa penalizzare enormemente i produttori agroalimentari sardi (soprattutto di formaggi e vini), che rischiano di subire danni economici significativi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Come gi\u00e0 accennato, nei primi nove mesi del 2024, rispetto allo stesso periodo del 2023,&nbsp;l\u2019export regionale ha registrato una crescita significativa del +9,6% in valore. Tuttavia, tra luglio e settembre, il trend positivo si \u00e8 temporaneamente interrotto (-8,4% rispetto al 2023), un rallentamento attribuibile esclusivamente alla fluttuazione delle vendite di prodotti petroliferi raffinati (-16% nel trimestre). Escludendo le esportazioni petrolifere, il dato del terzo trimestre torna invece positivo, con un incremento del +39%.&nbsp; Considerando il dato cumulato&nbsp;su nove mesi, al netto dei prodotti raffinati, la crescita si attesta al +32,7%.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019export manifatturiero - Nel settore manifatturiero, i primi nove mesi del 2024 hanno confermato l\u2019ottimo stato di salute del&nbsp;comparto agroalimentare, che ha registrato una crescita del +6,8% rispetto allo stesso periodo del 2023. Le vendite di prodotti in metallo continuano a crescere rapidamente (+80% su base annua), mentre il settore delle sostanze e dei prodotti chimici ha mostrato una forte ripresa: dopo il crollo del 2023, ha chiuso i primi nove mesi dell\u2019anno con un significativo +67%, recuperando completamente i livelli del 2022. Anche il settore dei macchinari (+50%) e il tessile (+47%) mostrano dati positivi. Di contro, si registrano flessioni nei mezzi di trasporto (-16%), con un trimestre estivo particolarmente negativo (-64% rispetto allo stesso periodo del 2023), cos\u00ec come nel settore del legno e carta (-8,5%) e negli articoli in gomma, plastica e minerali non metalliferi (-11,9%).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il comparto agroalimentare - In ambito agroalimentare, dopo cinque anni di trend positivo, il terzo trimestre del 2024 ha registrato il primo segnale di arretramento del valore dell\u2019export di prodotti lattiero-caseari. Il calo del -20% registrato tra giugno e settembre \u00e8 stato cos\u00ec pesante da trascinare in territorio negativo la variazione cumulata nei primi nove mesi (-2,0%). Analizzando le vendite estere di pecorino e dolce sardo, che rappresentano la gran parte dell\u2019export nel settore, \u00e8 evidente come a incidere sia stata la dinamica dei prezzi, che ha confermato il calo dei mesi precedenti (la quotazione di settembre \u00e8 di 13 euro al kg, contro i 14,2 dello stesso periodo dell\u2019anno prima). Da notare, tuttavia, come un trend di indebolimento emerga anche dall\u2019analisi delle quantit\u00e0 vendute (nonostante il dato medio su nove mesi rimanga superiore a quello del 2023).<\/p>\n\n\n\n<p>In crescita, invece, le esportazioni di vini e altre bevande, che nei primi nove mesi del 2024 hanno registrato un incremento delle vendite estere del +9,1%. Positivo anche il dato relativo a pasta e prodotti da forno (+4,6%), trainato da un trimestre estivo estremamente robusto (+34% rispetto allo stesso periodo dell\u2019anno precedente). Si confermano le ottime performance del settore oleario, che si sta rapidamente ritagliando uno spazio significativo nel bilancio dell\u2019export agroalimentare regionale. Basti pensare che, nei primi nove mesi del 2024, il comparto ha chiuso con un brillante +57%, portando il valore dell\u2019olio sardo venduto all\u2019estero a superare i 7,6 milioni di euro, pi\u00f9 delle vendite di tutto il 2023.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio Trump e la guerra dei dazi - Secondo il dossier della Cna sarda il ritorno di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti solleva interrogativi sulle implicazioni future di un possibile aumento delle tensioni commerciali al livello globale, che potrebbero ripercuotersi negativamente sull\u2019economia sarda.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019Agenda 47, il programma economico e politico di Trump per il suo secondo mandato, ha come pilastro il&nbsp;ritorno a politiche commerciali protezionistiche, che prevedono l\u2019innalzamento delle tariffe doganali per incentivare la produzione interna e ridurre il deficit commerciale. In un contesto in cui l'Unione Europea \u00e8 tra i principali partner degli Stati Uniti, le nuove misure tariffarie rischiano di ridurre la competitivit\u00e0 delle esportazioni regionali verso il mercato americano, aumentando i costi e scoraggiando gli scambi bilaterali.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando la percentuale del valore dell\u2019export manifatturiero (escludendo il settore petrolifero) destinato al mercato statunitense nei primi nove mesi del 2024, emerge che, tra le regioni italiane,&nbsp;la Sardegna si colloca al sesto posto, con una quota americana sul totale pari a circa il 14%, un valore nettamente superiore alla media nazionale (10,9%).&nbsp;Si tratta di circa 118 milioni di euro, che, proiettati su base annua (stimando i tre mesi mancanti da ottobre a dicembre), arrivano a 163 milioni di euro. Questi dati evidenziano la&nbsp;significativa esposizione delle aziende esportatrici sarde al rischio di un eventuale inasprimento delle tariffe doganali Usa.<\/p>\n\n\n\n<p>Al livello settoriale, - continua - quello in assoluto pi\u00f9 esposto \u00e8&nbsp;il settore agroalimentare, che nel 2024 ha esportato negli Stati Uniti prodotti per un valore superiore al 52% del fatturato estero totale&nbsp;(decisamente marginale \u00e8 l\u2019esposizione nei principali settori dell\u2019export manifatturiero sardo, quello chimico e quello metallurgico). Gi\u00e0 in occasione della prima \u201cguerra commerciale\u201d con la Cina, inaugurata dagli USA durante il primo mandato di Donald Trump, gli operatori del settore avevano lanciato l\u2019allarme per il rischio di un aumento delle tariffe, aumento che rischiava di mettere in discussione la crescita di un settore promettente per l\u2019economia dell\u2019Isola. Da allora, l\u2019esposizione verso il mercato americano non \u00e8 diminuita (era il 49,8% nel 2019), soprattutto nell\u2019ambito dei prodotti caseari e nel comparto vitivinicolo. La limitata diversificazione dei mercati di sbocco, che aumenta il rischio di dipendenza da un singolo mercato, torna quindi a rappresentare una minaccia per lo sviluppo dell\u2019export agroalimentare sardo.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra parte, conclude la nota, se si guarda alla storia del protezionismo made in Usa si scopre che dal 2009 il settore agroalimentare \u00e8 il secondo in termini di misure implementate, alle spalle soltanto del comparto metallurgico. In quest\u2019ambito, gli interventi principali hanno riguardato il comparto cerealicolo, ma in uno scenario futuro anche settori come il vino, i formaggi e i salumi, gi\u00e0 oggetto di precedenti dazi, potrebbero subire pesanti penalizzazioni. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 17 Gen 2025 &#8211; Si conferma la tendenza positiva che aveva caratterizzato l\u2019export sardo nella prima parte del 2024. 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