{"id":249978,"date":"2024-07-25T08:51:47","date_gmt":"2024-07-25T06:51:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=249978"},"modified":"2024-07-25T08:51:50","modified_gmt":"2024-07-25T06:51:50","slug":"cna-indagine-congiunturale-sulle-imprese-artigiane-della-sardegna-2023-in-chiaro-scuro-incertezza-e-cauto-ottimismo-il-sentimento-per-il-2024","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2024\/07\/25\/cna-indagine-congiunturale-sulle-imprese-artigiane-della-sardegna-2023-in-chiaro-scuro-incertezza-e-cauto-ottimismo-il-sentimento-per-il-2024\/","title":{"rendered":"Cna &#8211; Indagine congiunturale sulle imprese artigiane della Sardegna: 2023 in chiaro scuro \u2013 incertezza e cauto ottimismo il sentimento per il 2024."},"content":{"rendered":"\n<p>Cagliari, 25 Lug 2024 - Le imprese artigiane sarde hanno vissuto nel complesso un 2023 in chiaroscuro, sebbene meno turbolento dell\u2019anno precedente. Lo si evince dall\u2019ultima indagine congiunturale condotta dalla CNA Sardegna su un campione rappresentativo di imprese artigiane dell\u2019isola finalizzata a fare il punto sull\u2019andamento dell\u2019economia delle PMI sarde tra la fine del 2023 e la prima parte del 2024.<\/p>\n\n\n\n<p>Specialmente nel primo semestre 2022 il rapido calo della fiducia e l\u2019impennata dei costi energetici, legato all\u2019esplosione della crisi nell\u2019est europeo, avevano impattato duramente sui livelli di ordinativi e fatturato, con cali generalizzati - indicato dal 40% delle imprese - solo parzialmente recuperati grazie a una buona stagione estiva e al periodo natalizio. La situazione del 2023 \u2013 evidenzia il dossier della Cna sarda - non \u00e8 stata molto diversa:&nbsp;una prima parte dell\u2019anno stagnante e una seconda parte solo moderatamente espansiva, trainata da turismo, costruzioni e da primi segnali di rallentamento dell\u2019inflazione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cLe crisi internazionali e il loro possibile impatto sui corsi energetici e sulle traiettorie di allentamento monetario, hanno rappresentato e rappresentano una minaccia per la congiuntura nazionale e regionale e questo ha pesato sulla fiducia e sulle aspettative delle imprese \u2013 commentano&nbsp;Francesco Porcu&nbsp;e&nbsp;Luigi Tomasi, rispettivamente segretario e presidente regionale della Cna Sardegna \u2013.Nell\u2019ultimo biennio la congiuntura economica \u00e8 stata nettamente pi\u00f9 positiva per le imprese medio grandi (quelle con fatturato superiore a 100 mila euro), le quali, non solo hanno indicato una crescita di produzione, ricavi e ordinativi anche nella prima parte del 2022, ma hanno fatto molta meno fatica nella fase successiva, mostrando segnali di crescita per tutto il 2023. Di contro, le imprese pi\u00f9 piccole hanno fornito indicazioni critiche, mostrando una maggiore vulnerabilit\u00e0 nel corso dell\u2019anno passato. Le imprese pi\u00f9 grandi (con fatturato superiore a 500 mila euro) si dichiarano tuttavia pi\u00f9 pessimiste nella valutazione della congiuntura recente, con una prevalenza di indicazioni negative per i primi sei mesi del 2024 per produzione, ordinativi e fatturato.<\/p>\n\n\n\n<p>Al livello settoriale,&nbsp;costruzioni e impiantistica hanno beneficiato della spinta fornita dall\u2019impennata della domanda di riqualificazione edilizia, come testimoniato da saldi - tra chi indica crescita e chi indica calo - pi\u00f9 positivi sia nel 2022, sia nel 2023. Nonostante l\u2019onda del rinnovo incentivato si stia esaurendo, le imprese delineano una prima parte di 2024 ancora positiva, seppure in forte rallentamento. Si pu\u00f2 dire che l\u2019aumento dei prezzi di materiali e semilavorati abbia limitato solo parzialmente la crescita dell\u2019attivit\u00e0 di riqualificazione abitativa in Regione, anche a beneficio delle tante piccole imprese artigiane che operano nel settore delle costruzioni e dei lavori edilizi specializzati.&nbsp;L\u2019incerta congiuntura economica e l\u2019indebolimento della domanda interna, schiacciata dalla riduzione del potere d\u2019acquisto e dal calo della fiducia delle famiglie,&nbsp;hanno invece pesato sulle dinamiche del settore del commercio,&nbsp;con timidi di stabilizzazione per la prima parte del 2024.&nbsp;Il settore manifatturiero \u00e8 quello che segnala, in media, le oscillazioni pi\u00f9 marcate: un primo semestre dell\u2019anno sempre negativo e un recupero, quasi completo, nella seconda; questo andamento si \u00e8 osservato sia nel 2022, sia nel 2023, ed \u00e8 atteso replicarsi anche nel 2024. Pi\u00f9 stabile l\u2019andamento della congiuntura nel settore dei&nbsp;servizi,&nbsp;tendenzialmente stazionaria,&nbsp;mentre si mostra pi\u00f9 critica la situazione per il settore dei&nbsp;trasporti,&nbsp;soprattutto nel corso del 2023.<\/p>\n\n\n\n<p>Nell\u2019ultimo biennio, energia, materiali, semilavorati e costi intermedi (credito, consulenze, noli, servizi, etc.) hanno subito aumenti vertiginosi, impattando sui modelli di redditivit\u00e0 delle imprese e trasferendosi, pi\u00f9 o meno gradualmente, ai prezzi di vendita. Quanto detto emerge chiaramente dai risultati dell\u2019indagine CNA: il primo semestre del 2022 ha visto schizzare alle stelle i prezzi dell\u2019energia, il cui aumento si \u00e8 propagato lungo le catene di valore a materiali e semilavorati.&nbsp;Quasi il 20% delle imprese ha infatti indicato di aver sperimentato una crescita molto intensa dei costi di produzione nel primo semestre 2022, a cui aggiungere un altro 73% che ha indicato una crescita pi\u00f9 modesta. Nonostante questo,&nbsp;la stragrande maggioranza degli artigiani ha mantenuto i prezzi di vendita stabili&nbsp;(lo indica otre il 65% degli intervistati). Nei mesi successivi la crescita dei costi di produzione \u00e8 proseguita, generalizzata, sebbene in maniera meno intensa, mentre l\u2019aumento dei costi ha cominciato a trasferirsi ai prezzi di vendita sempre pi\u00f9 diffusamente.&nbsp;A fine 2023 l\u2019incremento stimato \u00e8 del +12,2% su base annua, un dato che rispecchia la crescita dei prezzi alla produzione praticati dalle imprese manifatturiere e da quelle di costruzioni. Nonostante il rallentamento dell\u2019inflazione generale, la crescita attesa dei prezzi alla fine del primo semestre del 2024 si mantiene sostenuta (+9,3%).<\/p>\n\n\n\n<p>Il tema dell\u2019aumento dei costi di produzione emerge con prepotenza anche nella tassonomia delle difficolt\u00e0 riscontrate dalle imprese negli ultimi sei mesi;&nbsp;aumento dei costi di approvvigionamento&nbsp;e&nbsp;aumento dei costi generali&nbsp;(personale, noli, consulenze, etc.) compaiono infatti in larga parte delle risposte - quasi il 20% nel primo caso - con indicazioni di persistenza in un orizzonte temporale semestrale. Ma non solo crescita dei costi: pressione fiscale e eccesso di burocrazia rimangono problemi impellenti, assieme all\u2019elevata concorrenza e ai problemi di pagamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce delle politiche monetarie restrittive dell\u2019ultimo biennio, non sorprende che sia&nbsp;aumentata la quota di imprese artigiane che lamenta un deterioramento delle condizioni complessive del finanziamento bancario; nel 2021 si trattava di appena il 2,3% degli artigiani, nel 2023 la quota \u00e8 salita al 13,4%. Siamo ancora lontani dal 39% del 2011, ma il segnale negativo \u00e8 coerente con le dinamiche pi\u00f9 recenti del mercato del credito in Sardegna. Aumento del margine della banca sui prestiti gi\u00e0 concessi e richiesta di rientro, anche parziale, sui prestiti per esigenze di liquidit\u00e0 sono gli eventi maggiormente verificatisi.<\/p>\n\n\n\n<p>In riferimento ai prossimi due anni, solo una minoranza delle imprese (il 16,5%) sta pianificando investimenti, una percentuale che sale al 44% tra le imprese di maggiore dimensione (oltre 500 mila euro di fatturato), ma che scende al 14% tra quelle pi\u00f9 piccole. Da un lato, molte imprese non ritengono l\u2019investimento necessario per il miglioramento del proprio modello economico, dall\u2019altro, lo scenario di mercato \u00e8 ritenuto non ideale per pianificare azioni finalizzate all\u2019incremento della produttivit\u00e0 o della capacit\u00e0 produttiva; non marginale, tuttavia, \u00e8 la quota di operatori che indica di non avere margine economico per progettare gli investimenti. Interrogate su quale ambito ritengano strategico in un\u2019ottica di sviluppo futuro dell\u2019azienda, si osserva come alcuni elementi siano completamente ignorati dalle imprese, alcuni di indubbia importanza sociale, come il&nbsp;miglioramento della sicurezza sul lavoro&nbsp;(lo indica appena il 3,1% delle imprese), altri pi\u00f9 fondamentali in termini di competitivit\u00e0 e crescita d\u2019impresa, come&nbsp;internazionalizzazione, acquisto di brevetti o licenze, marketing, comunicazione o formazione e aggiornamento del capitale umano. A quanto pare, le imprese artigiane della Sardegna ritengono l\u2019investimento funzionale solo all\u2019aumento della capacit\u00e0 produttiva, mirato, quindi, all\u2019acquisto di macchinari, attrezzature e mezzi mobili (come indicato dal 48% delle imprese), a cui aggiungere una parte significativa che si orienterebbe per l\u2019ammodernamento o l\u2019ampliamento degli immobili per l\u2019attivit\u00e0 produttiva (30,4%).<\/p>\n\n\n\n<p>Concludiamo con un\u2019osservazione dal forte indirizzo strategico.&nbsp;Tra le imprese artigiane manifatturiere quasi un terzo indica di essere pronta a investire in impianti FER, a patto, per\u00f2, di poter disporre di un adeguato schema incentivante.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQueste indicazioni \u2013 evidenziano Porcu e Tomasi - rafforzano l\u2019idea che la&nbsp;proposta dalla CNA di introdurre un sistema di incentivi indirizzato alle imprese manifatture sarde al fine di promuovere l\u2019installazione di impianti fotovoltaici nei tetti dei capannoni e ridurre il consumo di elettricit\u00e0&nbsp;\u2013&nbsp;nella forma di un credito d\u2019imposta del 50% per le spese sostenute per l\u2019installazione degli impianti&nbsp;(incluso il sistema di accumulo) -&nbsp;possa portare, nella realt\u00e0, a risultati significativi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>In linea con il risultato del sondaggio, la Cna Sardegna stima che, ipotizzando il coinvolgimento, in un triennio, del 20% delle PMI manifatturiere (circa 1.500 unit\u00e0 produttive) e ipotizzando una dimensione media dell\u2019impianto installato pari a 48 kW (dimensione media degli impianti esistenti in Italia in ambito terziario), si potrebbe arrivare a una potenza installata di 72 MW, 88 GWh medio di produzione annua, corrispondente a un incremento del 6,5% della produzione complessiva da fotovoltaico di tutta la Regione.&nbsp;L\u2019abbattimento dei consumi energetici della singola PMI sarebbe intorno al 22%, mentre il risparmio energetico per tutto il settore manifatturiero regionale arriverebbe al 5,5%&nbsp;(88 GWh sul consumo totale di circa 1.600 GWh*). L\u2019investimento attivato, considerando un costo medio dell\u2019impianto di 2.000 euro per kW, sarebbe pari a 145 milioni di euro, ovvero 72,4 milioni di euro in termini di credito d'imposta concesso alle imprese. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 25 Lug 2024 &#8211; Le imprese artigiane sarde hanno vissuto nel complesso un 2023 in chiaroscuro, sebbene meno turbolento dell\u2019anno precedente. 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