{"id":244823,"date":"2024-02-01T09:09:28","date_gmt":"2024-02-01T08:09:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=244823"},"modified":"2024-02-01T09:09:29","modified_gmt":"2024-02-01T08:09:29","slug":"in-flessione-il-credito-per-le-imprese-sarde-crollo-nellindustria-il-report-di-cna-sardegna-ad-ottobre-2023-il-volume-di-credito-concesso-alle-imprese-sarde-era-pari-a-79-miliard","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2024\/02\/01\/in-flessione-il-credito-per-le-imprese-sarde-crollo-nellindustria-il-report-di-cna-sardegna-ad-ottobre-2023-il-volume-di-credito-concesso-alle-imprese-sarde-era-pari-a-79-miliard\/","title":{"rendered":"In flessione il credito per le imprese sarde, crollo nell\u2019industria \u2013 Il Report di Cna Sardegna. Ad ottobre 2023 il volume di credito concesso alle imprese sarde era pari a 7,9 miliardi di euro: l\u201911% in meno rispetto al livello raggiunto alla fine di luglio 2022."},"content":{"rendered":"\n<p>Cagliari, 1 Feb 2024 - Il protrarsi delle restrizioni nella politica monetaria in un contesto economico sempre pi\u00f9 instabile rende sempre pi\u00f9 fragili e rischiose le condizioni delle imprese sarde. Lo si evince da una ricerca sul credito effettuata dal Centro Studi della Cna Sardegna che fotografa una situazione allarmante, specie per le imprese attive nel settore industriale - con le costruzioni in primo luogo - e per le imprese di pi\u00f9 piccole dimensioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il dossier analizza gli ultimi dati disponibili sul mercato del credito (ottobre 2023), consentendo ormai di monitorare l\u2019impatto dei numerosi rialzi del tasso ufficiale decisi dalla BCE (luglio, settembre, novembre e dicembre 2022, febbraio, marzo, maggio, giugno, agosto e settembre 2023), che lo hanno portato dallo 0% su cui si era assestato da marzo 2016, al 4,5% attuale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCon il protrarsi dell\u2019orientamento restrittivo della politica monetaria e in un contesto economico che nel corso dei mesi non cessa di essere instabile - commentano Luigi&nbsp;Tomasi e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna&nbsp;- diventano sempre pi\u00f9 fragili e rischiose in Sardegna le condizioni per fare impresa\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Guardando alla dinamica dei prestiti complessivi (ovvero quelli a breve e a medio-lungo termine) concessi alle imprese sarde, il dossier della Cna sarda evidenzia una ininterrotta tendenza di riduzione a partire da ottobre 2022, prima moderato (-0,3% rispetto a ottobre 2021), poi via via pi\u00f9 rilevante, attestandosi sul -7,2% ad agosto 2023, poi sul -8,4% a settembre e poi ancora sul -6,1% a ottobre 2023.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A quella data il volume di credito concesso alle imprese sarde era pari a 7,9 miliardi di euro: l\u201911% in meno rispetto al livello raggiunto alla fine di luglio 2022. Il calo riguarda tutti i comparti di attivit\u00e0 economica, ma l\u2019intensit\u00e0 della riduzione registrata dalle consistenze dei prestiti alle imprese che svolgono attivit\u00e0 industriali \u00e8 ben pi\u00f9 rilevante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Considerando lo stock al netto delle sofferenze e dei PCT, per questa attivit\u00e0 economica&nbsp;la flessione nell\u2019ultimo anno (tra ottobre 2023 e ottobre 2022) \u00e8 dell\u2019ordine del -12% (contro il -6% complessivo), con tassi negativi che hanno superato il -20% a febbraio e poi a settembre 2023, il -17% a aprile, maggio, luglio e agosto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il livello delle consistenze alla fine di ottobre 2023 \u00e8 quasi del 30% inferiore a quello registrato un anno prima. Importante anche il calo registrato nel&nbsp;settore delle costruzioni&nbsp;(-6,5% a ottobre 2023) ma, soprattutto, quello che ha coinvolto le imprese pi\u00f9 piccole (societ\u00e0 di persone, semplici, di fatto e ditte individuali con meno di 20 addetti), attestato sul&nbsp;-7,6% a ottobre 2023, dopo riduzioni superiori al -6% registrare a partire da luglio 2023. Per le imprese pi\u00f9 strutturate, che erano state le prime a registrare una contrazione gi\u00e0 a ottobre 2022 (-1,7%), la flessione annua dello scorso ottobre \u00e8 stata del -5,4%, dopo cali pi\u00f9 rilevanti osservati nei tre mesi precedenti (-6,6%, -7,5% e -8,8% a luglio, agosto e settembre).<\/p>\n\n\n\n<p>La tendenza alla riduzione delle consistenze dei prestiti complessivi alle imprese, che \u00e8 il risultato del&nbsp;saldo tra nuove erogazioni e crediti estinti nel periodo, \u00e8 un fenomeno riscontrabile in tutti i territori, con i tassi negativi pi\u00f9 importanti registrati nelle regioni del nord e del centro.&nbsp;La Sardegna \u00e8 per\u00f2 la prima tra le regioni meridionali per intensit\u00e0 della contrazione delle consistenze.<\/p>\n\n\n\n<p>Considerando le&nbsp;attivit\u00e0 industriali, la riduzione del 12% registrata in Sardegna la colloca in settima posizione per maggiore intensit\u00e0 del calo, ben al di sopra della media nazionale e in prima posizione, anche in questo caso, tra le regioni meridionali. Tra le imprese di costruzioni, la riduzione \u00e8 particolarmente forte in gran parte del nord ovest (Liguria, -17,9%, Piemonte, -11,5%, Lombardia, -11%), come anche nelle Marche (-10%) e nel Veneto (-856), contribuendo a definire una media nazionale superiore a quella registrata dalle imprese di costruzioni sarde (-7,5% contro -6,5%). Guardando alle dimensioni delle imprese, se in linea generale le imprese pi\u00f9 piccole mostrano cali pi\u00f9 rilevanti rispetto a quelle pi\u00f9 strutturate, in alcune regioni, soprattutto tra quelle del centro-nord, si osserva una situazione inversa: \u00e8 il caso, tra le grandi regioni, di Piemonte e Lazio, ma anche di Liguria, Valle d\u2019Aosta e Trentino-Alto Adige al nord, e dell\u2019Umbria al centro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il mercato del credito regionale continua a configurarsi come particolarmente \u201crischioso\u201d, come indica un costo del credito tra i pi\u00f9 alti nel confronto con le altre regioni italiane, sia a breve che a medio-lungo termine. A settembre 2023 il costo dell\u2019indebitamento a breve termine (ovvero per esigenze di liquidit\u00e0) \u00e8 pi\u00f9 elevato in generale nelle regioni meridionali, e tra queste&nbsp;la Sardegna si colloca tra le prime posizioni per rischiosit\u00e0, soprattutto per quanto riguarda i servizi.&nbsp;Nell\u2019isola le imprese hanno dovuto pagare il 7,9% di interesse annuo, contro una media nazionale del 6,3%&nbsp;(un tasso che sfiora il 9% nel settore delle costruzioni e supera l\u20198% nei servizi), a fronte di medie nazionali attestate, rispettivamente, sul 7,2% e 6,4%.&nbsp; La nostra regione si colloca cos\u00ec al terzo posto dopo Calabria e Valle d\u2019Aosta nel settore delle costruzioni, e al secondo, dopo la Calabria, nel settore dei servizi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto riguarda le attivit\u00e0 manifatturiere, per le quali si osserva usualmente un tasso di interesse pi\u00f9 contenuto (5,95% la media nazionale), quello medio registrato in regione alla fine di settembre 2023 (6,94%) \u00e8 pi\u00f9 basso solo di quello praticato in Calabria e in Basilicata.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Meno penalizzante il quadro che emerge dalla classifica in base al tasso sui prestiti connessi per esigenze di investimento, che vede la Sardegna in sesta posizione, superata oltre che dalla Calabria, da altre quattro regioni meridionali (Molise, Sicilia, Basilicata e Abruzzo); seguono nella graduatoria le altre due regioni meridionali (Campania e Puglia) e la Valle d\u2019Aosta, l\u2019ultima a superare un valore del tasso del 6%, a fronte di una media nazionale pari al 5,75%.<\/p>\n\n\n\n<p>In ogni caso, sia per quanto riguarda i prestiti a breve che a lungo termine, le condizioni risultano peggiorate in tutte le regioni, per le quali si osserva un sensibile aumento del tasso di interesse rispetto alla rilevazione di settembre 2022. In Sardegna, quello a breve termine per il totale delle attivit\u00e0 economiche \u00e8 passato da 4,88% a 7,86%; in Lombardia dal 2,92% al 5,92%; in Veneto, la regione con il tasso pi\u00f9 basso a settembre 2022 (2,87%) si \u00e8 attestato sul 6%; la media nazionale \u00e8 passata da 3,29% a 6,3%.&nbsp; Similmente, per le operazioni di investimento, in regione si \u00e8 passati da 3,29% a 6,28%; in Basilicata, che si caratterizzava per il tasso pi\u00f9 alto a settembre 2022 (3,87%), \u00e8 salito a 6,55%; in Molise \u00e8 passato da 3,75% a 7,3%; nel Lazio da 1,49% (il tasso pi\u00f9 basso a settembre 2022) a 5,83%; la media nazionale da 2,07% a 5,75%.<\/p>\n\n\n\n<p>Quanto alle dimensioni di impresa, a giugno 2023, ultimo mese per il quale si dispone di tale informazione, il costo dell\u2019indebitamento a breve termine si mostrava particolarmente elevato soprattutto per le piccole imprese, che in regione hanno dovuto pagare, in media, pi\u00f9 dell\u201911,4% di interesse annuo, il pi\u00f9 alto su tutto il territorio nazionale, caratterizzato da un valore medio pari all\u20198,55%.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019evidente peggioramento delle condizioni per la concessione di credito al settore imprenditoriale osservabile in Sardegna come anche su tutto il territorio nazionale, si inserisce in un recente percorso di miglioramento della qualit\u00e0 del credito, misurato dall\u2019incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti concessi alle imprese. In base ai dati disponibili, la qualit\u00e0 del credito alle imprese dell\u2019isola, ovvero,&nbsp;il flusso dei nuovi prestiti deteriorati sul totale dei finanziamenti, a giugno 2023 era attestato sull\u20191,23% del totale dei prestiti concessi, un livello inferiore alla media nazionale (1,6%) e in flessione rispetto all\u20191,4% registrato a giugno 2022. Il netto miglioramento della qualit\u00e0 del credito registrato negli anni pi\u00f9 recenti \u00e8 senza dubbio evidente, basti ricordare che&nbsp;nel 2014 il tasso di deterioramento in regione superava il 10%; ma negli ultimi mesi iniziano a riscontrarsi alcuni segnali che potrebbero anticipare un tendenziale peggioramento, indotto dal rialzo dei tassi di interesse e da un quadro macroeconomico meno favorevole, che potrebbero incidere in maniera pi\u00f9 importante sulla futura capacit\u00e0 di rimborso dei debitori con una quota rilevante di prestiti a tasso variabile. In particolare, per alcuni ambiti di attivit\u00e0 e tipologie di imprese: a giugno 2023 per le imprese di costruzioni il tasso di deterioramento risultava gi\u00e0 in sensibile aumento, dall\u20191% di settembre 2022 al 2,8% dell\u2019ultima rilevazione. Pi\u00f9 modesto l\u2019aumento, ma comunque indicativo di una tendenza in atto, per le imprese manifatturiere, per le quali la qualit\u00e0 del credito \u00e8 peggiorata, stante un tasso di deterioramento salito da 0,8% a 1,2%.&nbsp; Alcune proiezioni della Banca d\u2019Italia, coerenti con lo scenario macroeconomico dello scorso ottobre, indicano un pi\u00f9 recente graduale incremento del tasso di deterioramento del complesso dei prestiti a famiglie e imprese nel corso del biennio 2024-2025, che potrebbe raggiungere il 3,2% nel 2025, per effetto dell\u2019aumento dell\u2019onere del debito.<\/p>\n\n\n\n<p>Una situazione che potrebbe dunque confermare i primi segnali di allarme che riguardano per il momento soprattutto le imprese sarde attive nel settore delle costruzioni. Ma che potrebbero coinvolgere anche le imprese pi\u00f9 piccole per le quali, oltre ad un leggero aumento del tasso di deterioramento (dall\u20191,6% all\u20191,65%), si registra, alla fine di giugno 2023, una quota delle sofferenze sui crediti totali pari al 5,5%, superiore a quella del totale imprese e soprattutto in crescita rispetto al 5,3% osservato alla fine di dicembre 2022. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 1 Feb 2024 &#8211; Il protrarsi delle restrizioni nella politica monetaria in un contesto economico sempre pi\u00f9 instabile rende sempre pi\u00f9 fragili e rischiose&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":187727,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,53],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/244823"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=244823"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/244823\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":244824,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/244823\/revisions\/244824"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/187727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=244823"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=244823"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=244823"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}