{"id":244325,"date":"2024-01-15T09:18:42","date_gmt":"2024-01-15T08:18:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=244325"},"modified":"2024-01-15T09:18:45","modified_gmt":"2024-01-15T08:18:45","slug":"economia-alimentare-artigiana-tre-mila-imprese-10mila-addetti-e-252milioni-di-export-artigiano-nel-mondo-isola-al-top-per-le-produzioni-certificate","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2024\/01\/15\/economia-alimentare-artigiana-tre-mila-imprese-10mila-addetti-e-252milioni-di-export-artigiano-nel-mondo-isola-al-top-per-le-produzioni-certificate\/","title":{"rendered":"Economia alimentare artigiana \u2013 Tre mila imprese, 10mila addetti e 252milioni di export artigiano nel Mondo. Isola al top per le produzioni certificate."},"content":{"rendered":"\n<p>Cagliari, 15 Gen 2024 - L\u2019aumento delle imprese produttrici e l\u2019incremento delle vendite dei prodotti all\u2019estero fanno bene all\u2019artigianato alimentare sardo di qualit\u00e0. Infatti, se da una parte la fiammata inflazionistica ha ridotto il potere d\u2019acquisto delle famiglie sarde, penalizzando i consumi interni, dall\u2019altra non si sono spente n\u00e9 la forza produttrice delle imprese artigiane isolane degli alimenti e del bere, n\u00e9 la voglia di prodotti sardi nei Paesi oltreconfine.<\/p>\n\n\n\n<p>E i numeri dell\u2019Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, che ha analizzato i dati Istat del 2023, lo dicono chiaramente: l\u2019artigianato sardo nei settori dell\u2019alimentare, delle bevande e della ristorazione in Sardegna conta 2.942 imprese artigiane attive, il 10,7% del totale dell\u2019artigianato sardo con 10.183 addetti. Grazie a questi numeri l\u2019Isola si classifica al primo posto tra tutte le regioni italiane per l\u2019elevato peso degli addetti del settore alimentari, bevande e ristorazione sul totale economia (3,3% contro l\u20191,5% nazionale). Inoltre tra le prime 5 province, sempre a livello nazionale, per la pi\u00f9 alta incidenza degli addetti nei settori in esame sul totale economia, figurano Nuoro (5,8%), al primo posto, e il Sud Sardegna (4,4%), al terzo.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI nostri artigiani del gusto utilizzano materie prime sarde e metodi di produzione tipici che evidenziano il legame con il territorio regionale \u2013 commenta Maria Amelia Lai, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna \u2013 la genuinit\u00e0 di queste specialit\u00e0 fa bene alla salute, fa muovere l\u2019economia e contribuisce a mantenere alta la bandiera dei prodotti alimentari sardi nel mondo. Per questo, i prodotti e le imprese della nostra tradizione alimentare, che hanno nella qualit\u00e0 e nell\u2019artigianalit\u00e0 della lavorazione il proprio elemento distintivo, vanno promossi ancora di pi\u00f9\u201d. \u201cI quasi 252milioni di giro d\u2019affari e l\u2019export in continua crescita \u2013 continua la Presidente Lai - certificano la qualit\u00e0 delle nostre produzioni alimentari, un patrimonio di bont\u00e0, variet\u00e0 e tradizione unico al mondo. Impariamo a esserne orgogliosi e a difendere, tutti insieme, chi lo produce e a valorizzare maggiormente ogni tipologia alimentare. In questo modo proteggiamo il futuro dei nostri territori, delle nostre famiglie e delle nostre imprese e offriamo opportunit\u00e0 di lavoro per i giovani\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra i territori ben 888 imprese alimentari artigiane lavorano nell\u2019area Sassari-Gallura con 3.144 addetti, 635 nel Sud Sardegna con 2.129 lavoratori, 606 nell\u2019area di Cagliari con 2.238 dipendenti, 530 Nuoro e Ogliastra con 1.856 addetti e 283 a Oristano con 817 collaboratori.<\/p>\n\n\n\n<p>Positivo anche il bilancio dell\u2019export: nell\u2019Isola, negli ultimi 12 mesi, il valore delle esportazioni di alimentari e bevande, ha toccato i 252 milioni di euro pari al 3,3% dell\u2019export manifatturiero. La dinamica delle esportazioni sarde nel primo semestre del 2023 \u00e8 preceduta da segno positivo ed \u00e8 pari al +14,7%, la terza miglior performance rilevata tra tutte le regioni. Da Sassari-Gallura sono stati venduti 120milioni di euro di prodotti alimentari, da Oristano 46, da Nuoro-Ogliastra 43, dal Sud Sardegna 22 e da Cagliari 20.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSi tratta di un comparto in piena crescita ed evoluzione \u2013 afferma Daniele Serra, Segretario di Confartigianato Imprese Sardegna - che sempre pi\u00f9 risponde alle esigenze di una clientela che nel corso dei lustri ha modificato e affinato i propri gusti e stili alimentari\u201d. \u201cIn ogni caso, \u00e8 merito di questi \u201cartigiani del cibo\u201d se i nostri prodotti piacciono tanto anche all\u2019estero \u2013 continua Serra - un patrimonio economico e di tradizione culturale che va costantemente difeso e valorizzato. Il fatto che anche l'export agroalimentare continui a segnare una crescita, segnala un riconoscimento internazionale che non pu\u00f2 che renderci orgogliosi\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le produzioni artigiane pi\u00f9 importanti ci sono panetterie e laboratori che producono dolci, biscotti, prodotti secchi da forno, prodotti di pasticceria conservati, snack dolci o salati e possono anche effettuare vendita diretta al pubblico, pasticcerie e gelaterie che producono prodotti freschi (negli ultimi anni presidi di artigianato ed innovazione alimentare grazie a grandi lievitati diversi da quelli solitamente offerti dal sistema industriale pi\u00f9 massificato) e offrono anche servizi di ristorazione tramite la vendita diretta al pubblico (anche ambulante), bar che alla somministrazione diretta stanno affiancando sempre pi\u00f9 la vendita di prodotti artigianali, pastifici che producono paste alimentari fresche e secche (anche farcite, in scatola o surgelate) ma anche cuscus e gnocchi, salumifici e norcinerie che producono carne essiccata, salata o affumicata e salumi, le imprese delle filiera lattiero-caseari, imprese che producono t\u00e8, caff\u00e8, cacao,&nbsp; cioccolato, caramelle, confetti, condimenti e spezie, imprese che producono vini, distillati, birre, queste ultime in forte ascesa negli ultimi anni grazie soprattutto a microbirrifici. Da non dimenticare poi rosticcerie, friggitorie, pizzerie, pizzerie a taglio, birrerie, pub, enoteche, catering, banqueting, banchi del mercato che preparano cibo per il consumo immediato, venditori di cibo di strada, attivit\u00e0 di recente e crescente fortuna, ed esercizi che fanno solo cibo da portare via.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo il rapporto di Confartigianato Sardegna, che ha analizzato i pi\u00f9 recenti dati ISTAT, la Sardegna ha registrato il pi\u00f9 alto numero nazionale di operatori agroalimentari certificati DOP, IGP e STG: ben 15.440, il 19% del totale italiano. Parliamo in primis di produttori primari ovvero vivai, aziende agricole, aziende zootecniche che conferiscono le proprie le materie prime alle migliaia di piccole imprese, soprattutto artigiane, come pastifici, risifici, molini, oleifici, caseifici, conserve e marmellate, mielifici, trasformatori di prodotti sott\u2019olio e verdure confezionate, pasti pronti, cantine, birrifici, salumifici che, a loro volta, le trasformano in prodotti d\u2019eccellenza a certificazione europea.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Ministero dell\u2019agricoltura, della sovranit\u00e0 alimentare e delle foreste, ricorda come siano 8 i prodotti alimentari sardi di qualit\u00e0 riconosciuti dall\u2019Unione europea mediante i marchi DOC (Denominazione di Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta) e STG: agnello di Sardegna, Carciofo Spinoso di Sardegna, Culurgionis d\u2019Ogliastra, Fiore Sardo, Pecorino Romano, Pecorino Sardo, Olio di Sardegna e Zafferano di Sardegna.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricchezza del territorio sardo si declina anche in ben 243 prodotti agroalimentari tradizionali, caratterizzati da metodiche di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidate nel tempo: 85 paste fresche e panetteria, 63 prodotti vegetali, 21 formaggi, 20 prodotti di origine animale, 18 carni, 15 pesci e molluschi, 12 prodotti della gastronomia, 7 bevande e distillati, 1 grassi e 1 condimenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Come detto, tutto questo va al di la della fiammata inflazionistica che ha ridotto il potere d\u2019acquisto delle famiglie, penalizzando i consumi. Nel secondo trimestre 2023 ha ristagnato (+0,2%) la spesa delle famiglie, ma segnato una flessione del 2,3% della spesa per beni non durevoli, che comprendono gli alimentari.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei primi nove mesi del 2023 il volume delle vendite al dettaglio di prodotti alimentari ha segnato un calo del 4,4%, pi\u00f9 marcato rispetto al -3,5% dei beni non alimentari. Il peso dell\u2019inflazione sui bilanci famigliari si riverbera sulla fiducia dei consumatori, la quale a novembre registra un ritorno alla crescita, dopo quattro mesi di cali consecutivi.<\/p>\n\n\n\n<p>A novembre, secondo i dati preliminari, l\u2019inflazione evidenzia un netto calo, scendendo a +0,8%, dato che non si registrava da marzo 2021. Un contributo al rallentamento dell\u2019inflazione si deve inoltre alla nuova decelerazione del ritmo di crescita dei prezzi dei beni alimentari (+6,1%, era +6,3% a ottobre), che esercita un freno alla crescita su base annua dei prezzi del \u201ccarrello della spesa\u201d (+5,8%, era +6,1% a ottobre). Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 15 Gen 2024 &#8211; L\u2019aumento delle imprese produttrici e l\u2019incremento delle vendite dei prodotti all\u2019estero fanno bene all\u2019artigianato alimentare sardo di qualit\u00e0. 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