{"id":240475,"date":"2023-09-25T05:03:39","date_gmt":"2023-09-25T03:03:39","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=240475"},"modified":"2023-09-25T05:03:43","modified_gmt":"2023-09-25T03:03:43","slug":"la-morte-di-matteo-messina-denaro-a-otto-mesi-dal-suo-arresto-dimostra-che-piu-di-una-cattura-si-tratterebbe-di-una-resa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2023\/09\/25\/la-morte-di-matteo-messina-denaro-a-otto-mesi-dal-suo-arresto-dimostra-che-piu-di-una-cattura-si-tratterebbe-di-una-resa\/","title":{"rendered":"La morte di Matteo Messina Denaro a otto mesi dal suo arresto dimostra che pi\u00f9 di una cattura si tratterebbe di una resa."},"content":{"rendered":"\n<p>Palermo, 25 Sett 2023 - Otto mesi dopo l'arresto che ha tanto preso spazio sulle prime pagine dei giornali, non solo italiani,\u00a0Matteo Messina Denaro \u00e8 morto\u00a0nel reparto detenuti dell'ospedale San Salvatore de L'Aquila.\u00a0Il capomafia di Castelvetrano era stato portato nel supercarcere aquilano dove \u00e8 stato sottoposto alle cure per il cancro al colon, seguito dall'equipe dell'Oncologia dell'ospedale de L'Aquila, curato in cella. Un mese fa, dopo due interventi, la situazione \u00e8 precipitata e ne \u00e8 stato disposto il ricovero nel reparto detenuti del nosocomio. Negli ultimi giorni con il peggiorare delle condizioni il capomafia \u00e8 stato prima sottoposto alla terapia del dolore, poi sedato. Le visite dei pochi familiari ammessi le scorse settimane sono state sospese.<\/p>\n\n\n\n<p>Messina Denaro, per\u00f2, ha potuto riconoscere la figlia&nbsp;Lorenza Alagna, avuta durante la latitanza e le ha dato il suo cognome. E lei lo ha assistito nelle ultime ore. Dall'arresto il padrino \u00e8 stato interrogato pi\u00f9 volte dai pm di Palermo precisando, fin dal primo incontro, che non avrebbe mai collaborato con la giustizia. Il boss, autorizzato a incontrare i familiari stretti e il suo avvocato, la nipote&nbsp;Lorenza Guttadauro, non ha per\u00f2 mai potuto vedere la sorella,&nbsp;Rosalia Messina Denaro,&nbsp;il suo alter ego, arrestata nei mesi scorsi per mafia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon voglio fare il superuomo e nemmeno l\u2019arrogante, voi mi avete preso per la mia malattia\u201c cos\u00ec durante un interrogatorio di fronte ai magistrati di Palermo, oggi reso pubblico, perch\u00e9 inserito nella documentazione con cui la procura ha chiesto la chiusura delle indagini per il medico&nbsp;Alfonso Tumbarello, accusato di avere favorito la sua latitanza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nato il 26 aprile del 1962, si era reso irreperibile subito dopo la cattura di Tot\u00f2 Riina, avvenuta il 15 gennaio 1993. Ed esattamente trenta anni dopo anche lui viene arrestato, quasi nello stesso giorno e i due sono legati anche dalle famoso archivio del capo corleonese che secondo il pentito Nino Giuffr\u00e8 erano nelle mani del boss di Castelvetrano:&nbsp;\u201cRiina era maniacale nel mettere insieme e conservare tutti i documenti, prendeva appunti anche alle riunioni e li metteva da parte e quelle carte sono finite a Matteo Messina Denaro\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La sua latitanza \u00e8 datata 2 giugno 1993. Uno degli ultimi avvistamenti \u00e8 del 14 settembre 1993 proprio a Castelvetrano. Il racconto di quel giorno nel racconto di un investigatore dell\u2019epoca. \"Andammo al bar per un caff\u00e8 e i nostri sguardi incrociarono quello di Matteo Messina Denaro. Allora il boss era ancora libero. Ci scrutammo a lungo, lui sapeva chi eravamo. Noi sapevamo tutto di lui, della sua famiglia e dei suoi amici politici. C'era una strana aria quel giorno\u201d. Ed infatti qualche ora dopo il giovane boss partecip\u00f2 insieme a&nbsp;Leoluca Bagarella e Giuseppe Graviano&nbsp;al fallito attentato al commissario&nbsp;Rino German\u00e0&nbsp;che, su mandato di Paolo Borsellino, indagava su Cosa Nostra nel trapanese.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni il suo&nbsp;impero miliardario&nbsp;veniva pezzo per pezzo smontato e sequestrato ed \u00e8 stato in gran parte smantellata la sua \u201crete di protezione\u201d e non si \u00e8 mai smesso di dare la caccia al padrino che viveva come un fantasma, anche se la sua invisibilit\u00e0 non gli ha impedito di diventare padre.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella provincia trapanese, lo ricordano ancora mentre in Porsche guidava verso il lido di&nbsp;Marina di Selinunte&nbsp;per andare nel&nbsp;suo locale preferito dove si ritrovava con gli amici di sempre:&nbsp;Giuseppe Fontana, Leonardo Ciaccio, Ciccio Clemente e Francesco Geraci.&nbsp;Pantaloni Versace, Rolex Daytona, foulard. \u201cQuando Riina lo incaric\u00f2 di pedinare Falcone, Martelli e Maurizio Costanzo a Roma, a fine \u201991, lui \u2013 racconta uno pentito, il mazarese Vincenzo Sinacori \u2013 trovava sempre il tempo di fare una buona scorta di camicie nel negozio pi\u00f9 esclusivo di via Condotti e andava a mangiare nei locali pi\u00f9 alla moda. Confuso fra la bella gente, perch\u00e9 lui, la faccia da vecchio mafioso siciliano proprio non ce l\u2019ha\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Attento a gestire la sua latitanza uno dei boss pi\u00f9 ricercati del mondo ha alimentato l'immagine di un implacabile playboy con i Ray Ban, le camicie griffate e gli orologi costosi (anche quando \u00e8 stato arrestato ne aveva uno al polso).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E poi le donne. All'inizio fu&nbsp;Andrea Hasleher, una ragazza austriaca che gli aveva fatto perdere la testa. Giovane e bella lavorava in un albergo di Selinunte. Matteo Messina Denaro, frequentava l'albergo e Andrea a un certo punto si trasfer\u00ec in una villa di Triscina affittata dal boss. Di lei si era invaghito anche l\u2019allora direttore dell'albergo,&nbsp;Nicola Consales, che nel 1991 sar\u00e0 ucciso a Palermo con due scariche a bruciapelo dopo avere confidato ai suoi collaboratori che presto avrebbe messo alla porta \"questi quattro mafiosetti\" degli amici di Matteo. Le cronache raccontano che, dopo il delitto, Messina Denaro and\u00f2 a trovare la sua amica in Austria. Intanto era nata un'altra storia con&nbsp;Francesca Alagna, sorella del commercialista di fiducia dell'ex patron della Valtur, Carmelo Patti, sospettato di essere un prestanome del padrino. Dalla relazione con Francesca Alagna nel 1996 Messina Denaro ha avuto una figlia Lorenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi c'\u00e8&nbsp;Maria Mesi&nbsp;che ha avuto anche una condanna per favoreggiamento per averlo ospitato e accompagnato durante la latitanza. Tra tutte le donne che gli sono state attribuite, lei \u00e8 quella che forse ha contato di pi\u00f9 nella vita di Messina Denaro: \"Sei la cosa pi\u00f9 bella che ci sia\" \u00e8 il messaggio che aveva affidato a uno dei \"pizzini\", intercettati dagli investigatori. Maria pensava anche agli innocenti passatempi di Matteo come i videogiochi Nintendo, ancora di prima generazione. Attenzioni che si intrecciavano con le confidenze di due innamorati.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi i soprannomi&nbsp;Diabolik, con il quale lo chiamavano i suoi fedelissimi, ma anche&nbsp;\u201cU siccu\". Uno \u00e8 pi\u00f9 legato alla tradizione della mafia e l\u2019altro pi\u00f9 moderno, pi\u00f9 legato al suo volto amante della moda e del lusso.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il padrino di Castelvetrano si \u00e8 sempre mosso sul solco della&nbsp;ferocia criminale di&nbsp;Salvatore Riina&nbsp;e il pragmatismo politico di&nbsp;Bernardo Provenzano,&nbsp;ma soprattutto ha guardato al padre&nbsp;don Ciccio,&nbsp;morto da latitante nel 1998. Quando il vecchio patriarca scomparve, del giovane Matteo si erano perse le tracce gi\u00e0 da cinque anni, nel 1993, prima ancora che fosse coinvolto nelle indagini sulle stragi di quegli anni. E da allora Diabolik era sempre riuscito a sfuggire ai vari blitz nonostante la terra bruciata fatta intorno dagli investigatori a cui non sono sfuggiti neanche i suoi familiari come la sorella&nbsp;Patrizia,&nbsp;arrestata e accusata di avere gestito un giro di estorsioni, il fratello Salvatore, i cognati, un nipote.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimangono sulla sua figura tanti dubbi: dai rapporti con la&nbsp;massoneria, le piste estere (dalla Spagna a Dubai), da chi lo ha aiutato in questi trent\u2019anni di latitanza, a chi ha coperto le sue tracce, ma anche dubbi se realmente sia stato l\u2019erede&nbsp;di Riina e Provenzano e sulla sua reale capacit\u00e0 di ricostruire la struttura unitaria di Cosa nostra intaccata dagli arresti e da un processo di frammentazione.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Di lui rimane l\u2019immagine della foto segnaletica con i&nbsp;Rayban&nbsp;e quella dell\u2019arresto con il giubbotto alla moda in mezzo a due carabinieri. Era questa la fine che voleva Diabolik?<\/p>\n\n\n\n<p>Nel frattempo ha accumulato&nbsp;mandati di cattura e&nbsp;condanne&nbsp;all'ergastolo per associazione mafiosa, omicidi, attentati, detenzione e trasporto di esplosivo<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSono il quarto di sei figli e sono l\u2019unico che ha&nbsp;continuato l\u2019attivit\u00e0 di&nbsp;mio padre&nbsp;dedita alla coltivazione dei campi\u201d, dett\u00f2 a verbale Matteo, negli uffici della Squadra mobile di Trapani, il 30 giugno 1988, ascoltato come&nbsp;testimone&nbsp;nell\u2019indagine per un omicidio. Nel 1989 il padre&nbsp;lo fece partecipare agli&nbsp;omicidi di 4 uomini&nbsp;d\u2019onore della famiglia di&nbsp;Alcamo&nbsp;in dissenso con le strategie trapanesi e corleonesi, strangolati e sciolti nell\u2019acido, come la mafia usava fare in quei tempi.&nbsp;A vent\u2019anni Messina Denaro partecip\u00f2 attivamente, assieme ai corleonesi, alla guerra contro le famiglie ribelli di Marsala e del Belice. Divenne il&nbsp;pupillo&nbsp;di Tot\u00f2 Riina. Era gi\u00e0 un mafioso per\u00f2 prendeva l\u2019indennit\u00e0 di disoccupazione dall\u2019Inps, e se ne vantava. A 27 anni venne denunciato per associazione mafiosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo a indagare e scrivere il nome di Matteo Messina Denaro in un fascicolo di indagine fu&nbsp;Paolo Borsellino&nbsp;nel 1989.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le&nbsp;tredici condanne&nbsp;all'ergastolo inflitte a 16 boss per la strage di Capaci c'\u00e8 anche Matteo Messina Denaro. Nell'attentato del&nbsp;23 maggio del 1992&nbsp;morirono il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro. Fu tra i mandanti della strage di via D'Amelio a Palermo, nella quale persero la vita il magistrato italiano Paolo Borsellino e cinque agenti della scorta: Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina: era il&nbsp;19 luglio 1992.<\/p>\n\n\n\n<p>Nello stesso mese Messina Denaro fu tra gli esecutori materiali dell'omicidio di&nbsp;Vincenzo Milazzo&nbsp;(capo della cosca di Alcamo), che aveva cominciato a mostrarsi insofferente all'autorit\u00e0 di Riina. Dopo pochi giorni dopo, strangol\u00f2 barbaramente anche la compagna di Milazzo,&nbsp;Antonella Bonomo,&nbsp;che era incinta di tre mesi: i due cadaveri furono poi seppelliti nelle campagne di&nbsp;Castellammare del Golfo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il superlatitante \u00e8 ritenuto responsabile anche della&nbsp;Strage dei Georgofili a Firenze&nbsp;avvenuta nella notte tra il 26 e il 27 maggio del 1993 nei pressi della Galleria degli Uffizi, nella quale morirono cinque persone in seguito all'esplosione di un'autobomba. Per la giustizia italiane \u00e8 stato mandante anche della strage di via Palestro a Milano, avvenuta il 14 maggio 1993, quando un'autobomba uccise cinque persone.<\/p>\n\n\n\n<p>Si \u00e8 risaliti a Messina Denaro anche per l'attentato di&nbsp;via Fauro a Roma, quando, il 14 maggio del 1993, un'autobomba esplose nei pressi della casa del giornalista&nbsp;Maurizio Costanzo,&nbsp;all'epoca molto impegnato nella lotta alla mafia. Sia Costanzo sia la moglie Maria De Filippo rimasero illesi, ma ci furono 24 feriti.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel novembre 1993, infine, il piccolo&nbsp;Giuseppe Di Matteo&nbsp;a soli 12 anni fu sequestrato su ordine di Messina Denaro per costringere il padre Santino a ritrattare le sue rivelazioni sulla strage di Capaci: dopo 779 giorni di prigionia, il piccolo Di Matteo venne brutalmente&nbsp;strangolato e il cadavere sciolto nell'acido.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Palermo, 25 Sett 2023 &#8211; Otto mesi dopo l&#8217;arresto che ha tanto preso spazio sulle prime pagine dei giornali, non solo italiani,\u00a0Matteo Messina Denaro \u00e8&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":238439,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240475"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=240475"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240475\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":240476,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/240475\/revisions\/240476"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/238439"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=240475"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=240475"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=240475"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}