{"id":229801,"date":"2022-12-02T15:14:16","date_gmt":"2022-12-02T14:14:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=229801"},"modified":"2022-12-02T15:14:19","modified_gmt":"2022-12-02T14:14:19","slug":"la-futura-italia-dellera-meloni-sara-piu-povera-e-impaurita-la-situazione-della-nazione-nel-2022-fotografata-dal-censis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2022\/12\/02\/la-futura-italia-dellera-meloni-sara-piu-povera-e-impaurita-la-situazione-della-nazione-nel-2022-fotografata-dal-censis\/","title":{"rendered":"La futura Italia dell\u2019era Meloni sar\u00e0 pi\u00f9 povera e impaurita: la situazione della Nazione nel 2022 fotografata dal Censis."},"content":{"rendered":"\n<p>Roma, 2 Dic 2022 - Il Centro Studi Investimenti Sociali (Censis) ha presentato oggi il suo 56esimo\u00a0rapporto sulla situazione sociale italiana\u00a0e ne emerge un quadro abbastanza cupo: \u00e8 \"la malinconia a definire oggi il carattere degli italiani\", sintetizza la Fondazione.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Otto italiani su 10 non sono pi\u00f9 disposti a fare sacrifici&nbsp;per cambiare, n\u00e9 per seguire la moda n\u00e9 per fare carriera, l'83,2% non ha pi\u00f9 voglia di sacrificarsi per mettere in pratica le indicazioni degli osservatori, l'81,5% per vestirsi alla moda, il 70,5% per acquistare prodotti di prestigio, il 63,5% per sembrare pi\u00f9 giovani, il 58,7% per sentirsi pi\u00f9 belli. Il 36,4%, inoltre, non \u00e8 disposto a sacrificarsi nemmeno per avanzare nel lavoro e guadagnare di pi\u00f9.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Pensando a due anni dalla pandemia, agli effetti del cambiamento climatico ormai evidenti e ai nove mesi, finora, di conflitto in Ucraina, l'89,7% degli italiani dichiara che prova tristezza, e il 54,1% ha la forte tentazione di restare passivo. L'84,5% \u00e8 convinto che eventi geograficamente lontani possano cambiare improvvisamente la quotidianit\u00e0 e stravolgere i destini.&nbsp;Il 61,1% teme che possa scoppiare una guerra mondiale, il 58,8% che si ricorra all'arma atomica, il 57,7% che l'Italia entri in guerra.&nbsp;Oggi il 66,5% degli italiani si sente insicuro:&nbsp;prima del Covid, nel 2019, la percentuale era 10 punti pi\u00f9 bassa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 51,7% degli italiani teme di rimanere vittima di reati, ma nell'ultimo decennio il numero delle denunce \u00e8 diminuito del 25,4%.&nbsp;Nel 2012 in Italia erano stati denunciati 2.818.834 reati, nel 2021 sono stati 2.104.114, con una differenza di 714.720 delitti. Nell'ultimo decennio, secondo i dati, sono diminuiti drasticamente i crimini pi\u00f9 efferati: gli omicidi volontari sono passati dai 528 del 2012 ai 304 del 2021 (-42,4%), e nell'ultimo anno in 32 province italiane - quasi 11 milioni di residenti - non \u00e8 stato commesso neppure un omicidio.<\/p>\n\n\n\n<p>In calo anche la criminalit\u00e0 predatoria: tra il 2012 e il 2021 le rapine sono diminuite da 42.631 a 22.093 (-48,2%), i furti in casa da 237.355 a 124.715 (-47,5%), i furti d'auto da 195.353 a 109.907 (-43,7%). Milano guida la graduatoria delle province in base ai reati denunciati in rapporto ai residenti, con 59,9 reati ogni 1.000 abitanti, a fronte di una media nazionale di 35,7. &nbsp;Seguono Rimini (55), Torino (50,6), Bologna (49,8) e Roma (48,6). Firenze \u00e8 settima (47,3), Napoli al decimo (42,2).<\/p>\n\n\n\n<p>Nell'ultimo decennio sono aumentate solo alcune fattispecie di reato contro la persona, come&nbsp;le violenze sessuali: erano 4.689 nel 2012, sono 5.274 nel 2021: +12,5%.&nbsp;Crescono anche le estorsioni (+55,2% tra il 2012 e il 2021), che rappresentano, secondo il Censis, \"una spia della pressione della criminalit\u00e0 organizzata\" che aumenta nei periodi di crisi economica.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le famiglie che vivono in condizione di&nbsp;povert\u00e0 assoluta&nbsp;sono&nbsp;pi\u00f9 di 1,9 milioni&nbsp;(7,5% del totale), 5,6 milioni di persone (9,4% della popolazione: un milione di persone in pi\u00f9 rispetto al 2019). Di queste, il 44,1% risiede nel Mezzogiorno. I giovani 18-24enni usciti precocemente dal sistema di istruzione e formazione sono il 12,7% a livello nazionale e il 16,6% nelle regioni del Sud, contro una media europea di dispersione scolastica del 9,7%. Mediamente nei paesi dell'Ue la quota di 25-34enni con il diploma \u00e8 dell'85,2%, in Italia al 76,8% e scende al 71,2% al Sud; inferiore alla media europea anche la percentuale di 30-34enni laureati o in possesso di un titolo di studio terziario: il 26,8% in Italia e il 20,7% al Sud, contro una media Ue del 41,6%. Il nostro paese detiene anche il&nbsp;primato europeo per il numero di Neet, giovani che non studiano e non lavorano: il 23,1%&nbsp;dei 15-29enni a fronte di una media Ue del 13,1%. Ma nelle regioni del Mezzogiorno l'incidenza sale al 32,2%.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il 92,7% degli italiani \u00e8 convinto che l'accelerata dell'inflazione durer\u00e0 a lungo,&nbsp;il 76,4% che non potr\u00e0 contare su aumenti significativi delle entrate familiari nel prossimo anno, il 69,3% teme che nei prossimi mesi il proprio tenore di vita si abbasser\u00e0 (il 79,3% tra le persone gi\u00e0 a basso reddito), il 64,4% sta ricorrendo ai risparmi per fronteggiare l'inflazione, che colpisce anche i percettori di redditi fissi. Di conseguenza gli italiani ritengono \"particolarmente insopportabili\": l'87,8% il gap tra le retribuzioni dei dipendenti e dei manager, l'86,6% i bonus milionari di buonuscita per i 'top' (\"pagati per andarsene piuttosto che per lavorare\"); l'84,1% le tasse troppo ridotte dei giganti del web; l'81,5% i \"facili guadagni\" di personaggi come gli influencer, ritenuti \"senza un comprovato talento e competenze certe\", ma anche, con simili percentuali, le feste sfarzose dei vip e i loro jet privati, lo sfoggio di auto e suv potenti, di ville con giardini e piscine, e poi l'esibizione (anche sui social) di vacanze, cene, hotel e locali di gran lusso.<\/p>\n\n\n\n<p>Scuola e universit\u00e0 si vanno svuotando di studenti a causa della contrazione demografica: secondo le previsioni tra dieci anni potrebbero esserci quasi 900 mila alunni in meno alle elementari e alle medie; tra vent'anni i giovani in et\u00e0 scolastica potrebbero ridursi di 1,7 milioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi cinque anni, si legge, gli alunni delle scuole sono diminuiti da 8,6 milioni a 8,2 milioni, un -4,7%&nbsp;(-403.356). L'onda negativa si sente in particolare nella scuola dell'infanzia (-11,5%) e nella primaria (-8,3%). Anche nelle universit\u00e0 nell'anno accademico 2021-22 si assiste a una contrazione delle immatricolazioni: -2,8% rispetto all'anno precedente (9.400 in meno). Le previsioni descrivono \"aule scolastiche desertificate e un bacino universitario depauperato: gi\u00e0 tra dieci anni la popolazione di 3-18 anni scender\u00e0 dagli attuali 8,5 milioni a 7,1 milioni, e nel 2042 potrebbe ridursi a 6,8 milioni (1,7 milioni in meno rispetto al 2022)\". Lo \"tsunami demografico\", cos\u00ec lo definisce il Censis, investir\u00e0 prima la primaria e la secondaria di primo grado, con un decremento, rispetto a oggi, di quasi 900 mila persone di 6-13 anni nel 2032, per arrivare nel decennio successivo a colpire la scuola secondaria di secondo grado: 726.000 ragazzi di 14-18 anni in meno rispetto al 2022. Tra vent'anni, nel 2042, la popolazione 19-24enne avr\u00e0 subito un calo di quasi 760 mila persone rispetto a oggi: a parit\u00e0 di propensione agli studi universitari, si conterebbero 390.000 iscritti e 78.000 immatricolati in meno rispetto a oggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Paese invecchia:&nbsp;la popolazione di almeno 65 anni di et\u00e0 \u00e8 pari al 23,8% del totale e rispetto a trent'anni fa registra un aumento del 60%. Stando alle previsioni tra vent'anni il 33,7% della popolazione italiana sar\u00e0 sopra 65 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>\"L'ambito destinato ad aggravarsi nell'immediato futuro \u00e8 quello del personale sanitario\", perch\u00e9 non solo gli obiettivi del Pnrr ma anche \u201cla stessa gestione attuale della sanit\u00e0 risultano fortemente problematiche alla luce della carenza di medici, di infermieri e di altro personale sanitario\u201d, scrive ancora il Censis. Mentre nel decennio 2010-2019, \u00e8 spiegato, il Fondo sanitario nazionale ha registrato un incremento medio annuo dello 0,8%, passando da 105,6 a 113,8 miliardi, nel 2020 \u00e8 aumentato a 120,6 miliardi, con un incremento medio annuo dell'1,6% nel periodo 2020-2022 dovuto alle misure anti-Covid. Ma l'incidenza del finanziamento del Ssn scender\u00e0 al 6,2% del Pil nel 2024 (era il 7,3% nel 2020). Dal 2008 al 2020 intanto&nbsp;il rapporto medici-abitanti in Italia \u00e8 diminuito da 19,1 a 17,3 ogni 10.000 residenti, e quello relativo agli infermieri da 46,9 a 44,4<\/p>\n\n\n\n<p>A causa del caro-bollette, si stima che&nbsp;355.000 aziende&nbsp;(8,1% delle imprese attive)&nbsp;potrebbero subire un grave squilibrio&nbsp;tra costi e ricavi. L'86,6% si colloca nel terziario, il 13,6% nel settore industriale; le criticit\u00e0 interessano 3,3 milioni di addetti (19,2% del totale), di cui il 74,5% nei servizi (2,5 milioni di addetti) e il 25,5% nell'industria (850.000 addetti). Se si verificassero gli esiti gi\u00e0 osservati nelle passate ondate di crisi, sarebbero ancora una volta le microimprese a soffrire di pi\u00f9. Tra il 2012 e il 2020 le imprese attive si sono ridotte di 15.000 unit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il 51% dei lavoratori dipendenti \u00e8 attualmente in attesa del rinnovo contrattuale. Nel settore privato la quota scende al 36,5%, mentre nella pubblica amministrazione il mancato rinnovo riguarda la totalit\u00e0 dei dipendenti (100%). I mesi di vacanza contrattuale vanno dai 35 del settore pubblico ai 31 del settore privato. L'attesa di vedere rinnovato il contratto collettivo nazionale sfiora i tre anni. Sono 6,3 milioni i dipendenti con contratto scaduto e non ancora rinnovato, di cui 3,5 milioni nel settore privato e 2,8 nel settore pubblico. Oggi in Italia nel settore privato si contano oltre quattro milioni di lavoratori che non raggiungono una retribuzione annua di 12.000 euro; di questi, 412.000 hanno un contratto a tempo indeterminato e un orario di lavoro a tempo pieno. Il lavoro dipendente non e' piu' al riparo del pericolo della povert\u00e0.&nbsp;Nel 2021, sul totale degli occupati, il 9,7% si trovava in condizioni di povert\u00e0 relativa.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Terza et\u00e0 tra insicurezza economica, difficolt\u00e0 tecnologiche, spese per la cura domestica<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo essersi ritrovati nel periodo pandemico al vertice della piramide dei garantiti, il ritorno improvviso e inatteso dell'inflazione ha collocato i&nbsp;pensionati&nbsp;tra coloro che sono pi\u00f9 esposti all'erosione del potere d'acquisto. &nbsp;Pensando al proprio futuro,&nbsp;solo il 38,7% si sente con le spalle coperte sul piano economico&nbsp;(nel 2019 era al 68,2%). La fragilizzazione della condizione economica dei pensionati non solo rischia di mettere in crisi il welfare familiare a supporto di figli e nipoti, ma alimenta la loro paura verso alcuni rischi sociali. Il 35,2% dei pensionati si sente poco coperto in caso di malattia e necessit\u00e0 di ricorrere a prestazioni sanitarie, il 45,4% in caso di non autosufficienza.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ultrasessantacinquenni che possono definirsi utenti di internet&nbsp;(si collegano almeno qualche volta al mese)&nbsp;non vanno oltre il 51,4% del totale. Tutti gli altri (il 48,6% degli anziani) non si collega mai o quasi mai\u201d. E' quanto emerge nel 56\u00b0 Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese. Analogamente, \u201ctra le persone che dispongono al pi\u00f9 della licenza media, la quota di coloro che risulta fuori da internet raggiunge addirittura il 43,6%. Tra anziani e sotto-scolarizzati poco meno di una persona su due \u00e8 esclusa da internet. Tra gli esclusi da internet si trova l\u20198,1% della popolazione maggiorenne residente in Italia (circa 4,1 milioni di persone). Il profilo di queste persone \u00e8 molto caratterizzato: innanzitutto nell\u201980% dei casi si tratta di anziani, il 59,9% possiede la sola licenza media inferiore, per due terzi sono donne e in quasi la met\u00e0 dei casi (47,6%) abitano in Comuni con meno di 10.000 abitanti. Il loro livello socio-economico, nell\u201980% dei casi, \u00e8 basso o medio-basso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>I&nbsp;lavoratori domestici&nbsp;sono nel complesso circa 2 milioni. Nel 2021 i lavoratori domestici contribuenti sono stati 961.358. In prevalenza si tratta di donne (816.476, quasi l'85% del totale) e la maggioranza dei lavoratori domestici \u00e8 di origine straniera (672.609, il 70%). Poco pi\u00f9 della met\u00e0 sono colf (509.987, il 53%). La figura della badante \u00e8 predominante tra coloro che provengono dall'Europa dell'Est (46,3%). La domanda di colf e baby-sitter \u00e8 sostanzialmente ad ore (rispettivamente per l'89,9% e l'86,1% dei datori di lavoro). Nel caso in cui fosse necessario il sostegno a un proprio familiare non autonomo, pi\u00f9 della met\u00e0 del campione (58,5%) eviterebbe in tutti i modi di fare ricorso a una Residenza sanitaria assistenziale (Rsa), preferendo assumere una badante. Mediamente,&nbsp;la spesa sostenuta dalle famiglie per una badante oscilla intorno a 1.200 euro mensili,&nbsp;circa 750 euro per colf e baby-sitter<\/p>\n\n\n\n<p>Nel Mezzogiorno&nbsp;sono necessari mediamente&nbsp;3,5 anni per realizzare un'opera pubblica, un anno in pi\u00f9 rispetto al resto del paese.&nbsp;A livello nazionale servono 18 mesi&nbsp;dalla progettazione, nelle varie fasi, alla pubblicazione del bando o dell'avviso di gara: un arco di tempo superiore a quello che serve per l'affidamento e poi l'esecuzione dell'opera (15 mesi). Il Pnrr ha previsto che entro il 2024 dovrebbe ridursi di almeno il 15% il tempo dell'esecuzione dei lavori, corrispondente a circa un mese, e a meno di 100 giorni il tempo medio tra pubblicazione del bando e aggiudicazione dell'appalto, corrispondente a poco pi\u00f9 di tre mesi. Poich\u00e9 i tempi lunghi sono dovuti ai passaggi burocratici, \u00e8 necessario aumentare l'efficienza delle stazioni appaltanti. Le amministrazioni locali e regionali hanno avviato il 67% delle procedure, una percentuale che arriva all'80% in Calabria e Sardegna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Su 12,5 milioni di edifici ad uso residenziale, il 57% \u00e8 stato costruito prima del 1970. Circa il 70% della popolazione italiana vive in abitazioni con pi\u00f9 di 30 anni d'et\u00e0.&nbsp;Un'abitazione in classe G (un terzo del totale&nbsp;e la quasi totalit\u00e0 di quelle costruite prima del 1970) presenta consumi energetici mediamente quattro volte pi\u00f9 elevati rispetto a una in classe B&nbsp;(standard minimo per nuove costruzioni). I consumi energetici del settore civile raggiungono il 45% del totale, superiori a quelli dell'industria e dei trasporti. Dal funzionamento degli edifici (riscaldamento, raffrescamento, illuminazione) si determina il 17,5% delle emissioni di CO2.&nbsp;Il Super bonus ha prodotto 43 miliardi d'investimenti autorizzati ad agosto,&nbsp;che hanno attivato nel totale dell'economia (filiera costruzioni e altri settori) 90,5 miliardi, contribuendo per 57 miliardi alla formazione del Pil e attivando 700.000 nuovi addetti.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 2 Dic 2022 &#8211; Il Centro Studi Investimenti Sociali (Censis) ha presentato oggi il suo 56esimo\u00a0rapporto sulla situazione sociale italiana\u00a0e ne emerge un quadro&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":229802,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229801"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=229801"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229801\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":229803,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/229801\/revisions\/229803"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/229802"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=229801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=229801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=229801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}