{"id":226771,"date":"2022-09-15T16:31:09","date_gmt":"2022-09-15T14:31:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=226771"},"modified":"2022-09-15T16:31:11","modified_gmt":"2022-09-15T14:31:11","slug":"226771","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2022\/09\/15\/226771\/","title":{"rendered":"(title)"},"content":{"rendered":"\n<p>Confindustria Sardegna - Rapporto regionale Pmi 2022.<\/p>\n\n\n\n<p>Cagliari, 15 Sett 2022 - Dopo cinque anni consecutivi di crescita, la pandemia ha determinato una contrazione del numero di PMI. In base agli ultimi dati demografici e di bilancio disponibili, nel 2020 il numero stimato di PMI che operano nel nostro sistema produttivo si attesta a quota 153.627, un dato in flessione del 3,9% rispetto al 2019 ma ancora superiore del 2,5% rispetto ai valori del 2007. L\u2019area geografica che fa registrare il calo pi\u00f9 marcato di PMI \u00e8 il Centro (-6,6%), seguito dal Mezzogiorno (-4,1%), mentre risultano pi\u00f9 contenute le perdite nel Nord-Est e Nord- Ovest (rispettivamente -2,7% e -3,3%).<\/p>\n\n\n\n<p>Il calo di numerosit\u00e0 di piccole e medie imprese si estende a tutte le regioni eccetto il Molise (+0,6%). Gli impatti pi\u00f9 severi si verificano in Abruzzo (-8,7%) e nel Lazio (-8,6%), mentre risultano meno colpite la Basilicata (-0,6%), le Marche (-2,4%), la Lombardia (-2,6%) e il Friuli-Venezia Giulia (-2,6%).<\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto ai valori del 2007, invece, le regioni che evidenziano i maggiori incrementi sono Trentino-Alto Adige (+22,4%), Lombardia (+7,7%) e Campania (+13,9%).<\/p>\n\n\n\n<p>Le PMI italiane impiegano 4,5 milioni di addetti, occupati per il 53,4% nelle piccole imprese e per il 46,6% nelle imprese di media dimensione. Il Nord-Ovest \u00e8 l\u2019area che fornisce il maggior contributo occupazionale, con pi\u00f9 di 1,5 milioni di occupati (34,9% del totale della forza lavoro impiegata nelle PMI), seguito dal Nord-Est con 1,1 milioni di addetti (25,9%). Le PMI di Centro e Sud Italia impiegano un minor numero di addetti, rispettivamente 900 mila (19,8%) e 868 mila unit\u00e0 (19,1%).&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il Nord-Ovest si conferma l\u2019unica area del Paese in cui gli addetti impiegati nelle medie imprese (803mila) superano quelli delle piccole (778mila). Tra gli addetti delle PMI del Nord-Est, il 52% (512mila) lavora in imprese di piccole dimensioni, con la quota che aumenta nel Centro (56,5%) e nel Sud del Paese (59,8%).\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>A livello territoriale, in termini numerici, sono Lombardia (1,1 milioni), Veneto (521 mila) ed Emilia-Romagna (445 mila) le regioni che impiegano pi\u00f9 addetti nel sistema di PMI. Molise (62,9%), Sicilia (61,8%) e Marche (60,8%) sono le regioni con la distribuzione dell\u2019impiego nelle piccole imprese pi\u00f9 elevata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2007, prima della crisi finanziaria, le PMI italiane erano caratterizzate da profili pi\u00f9 rischiosi rispetto a quelli attuali. Negli ultimi anni il tessuto di piccole e medie imprese si \u00e8 infatti rafforzato sotto il profilo patrimoniale, anche in seguito all\u2019uscita dal mercato delle societ\u00e0 pi\u00f9 fragili e indebitate. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Prima della recessione in Italia operavano circa 150 mila PMI. Di queste, secondo il CeBi Score 4, poco meno del 40% erano considerate solvibili, a fronte del 24,7% con fondamentali rischiosi, mentre il rimanente 35,5% delle societ\u00e0 era classificato in un\u2019area di vulnerabilit\u00e0. Nonostante il peggioramento dovuto agli effetti del Covid, l\u2019incidenza della rischiosit\u00e0 in base al CeBi Score 4 rimane su livelli non preoccupanti. Nel 2020, su un totale di 153 mila PMI, la percentuale di imprese a rischio \u00e8 aumentata passando dal 10,2% al 14,4% del 2019; in parallelo la quota di solvibili si \u00e8 ristretta dal 59,5% al 53,9% \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>A livello territoriale la quota pi\u00f9 alta di PMI in area di rischio si osserva nel Centro (18,7% nel 2020, dal 12,3% del 2019), seguito dal Mezzogiorno (14,8% nel 2020, dall\u201911,5%), mentre il Nord-Ovest si porta dal 9,8% al 13,9% e il Nord-Est si conferma l\u2019area a minor rischio passando dall\u20198,1% all\u201911,6%.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraverso il Cerved Group Score (CGS) \u00e8 possibile monitorare l\u2019evoluzione del rischio in chiave prospettica valutando l\u2019impatto dell\u2019emergenza Covid nel 2020 e della ripresa del 2021 sui profili di rischio delle PMI.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati di fine 2020 mettono in evidenza una forte riduzione delle PMI in area di sicurezza (dal 32,6% del 2019 al 17,3%) e un consistente aumento delle PMI rischiose (dall\u20198,4% al 13,2%). Nel 2021, per effetto del graduale rallentamento delle restrizioni e della ripresa dell\u2019attivit\u00e0 economica l\u2019indice fa registrare un netto miglioramento: la quota in area di sicurezza ritorna a crescere (21,2%) e nello stesso tempo si riduce la percentuale di PMI a rischio (dal 13,2% all\u201911,4%), restando tuttavia su livelli pi\u00f9 elevati rispetto al 2019.<\/p>\n\n\n\n<p>A livello territoriale, nel 2021 tutte le aree fanno registrare una riduzione della quota di PMI a rischio, non riportandosi tuttavia sui valori registrati prima del Covid. Nel Mezzogiorno si osserva il miglioramento pi\u00f9 marcato (dal 18,7% al 14,6% di PMI a rischio) che porta l\u2019area alla minor distanza rispetto ai livelli del 2019 (+1,7 punti percentuali). Nel Nord-Est si passa dal 9,9% all\u20198,1% di PMI a rischio (contro il 5,8% pre-Covid, mentre nel Nord-Ovest la quota di rischiose si porta al 9,8% dall\u201911,3%, un valore, che supera di 3,4 punti percentuali il dato del 2019. Il Centro Italia, dove si osserva il miglioramento pi\u00f9 lieve (dal 15,1% al 15,0%), diventa la macroarea con la maggiore incidenza di imprese a rischio (+4,6 p.p. rispetto al 2019).<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le regioni italiane, Lazio (18,9% PMI a rischio nel 2021; + 5,7 p.p. rispetto al 2019), Toscana (12,3%; +4,3 p.p.) e Sicilia (16,8%; +3,6 p.p.) sono quelle che fanno registrare i peggioramenti pi\u00f9 significativi rispetto allo scenario pre-Covid, mentre tengono meglio Abruzzo (12,8%; +0,3 p.p.), Sardegna (15,0%; +0,8 p.p.) e Basilicata (12,1%; +0,9 p.p.).<\/p>\n\n\n\n<p>La distribuzione geografica delle tre diverse componenti del rischio fisico riflette l\u2019eterogeneit\u00e0 del territorio italiano, con forti differenze a livello regionale.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019area che presenta una maggiore quota di addetti di PMI in zone ad alto rischio di alluvione \u00e8 il Nord-Est (21,9% del totale), con una forte incidenza registrata in Emilia-Romagna (43,9%), seguito dal Centro (16,1%), dove \u00e8 significativa l\u2019esposizione della Toscana (39,2%), e dal Nord-Ovest (4,9%), trainato dal dato della Liguria (21,2%), mentre nelle regioni del Sud si osservano incidenze pi\u00f9 basse negli addetti a rischio (3,0%). In termini di rischio frane la Valle d\u2019Aosta evidenzia i livelli di rischiosit\u00e0 pi\u00f9 alti (32,9% addetti in classi di rischio alta o molto alta), seguita dalla Liguria (15,3%), mentre le altre regioni fanno registrare incidenze inferiori al 10%. Anche l\u2019incidenza del rischio sismico si diversifica molto a livello territoriale, con quote pi\u00f9 alte di addetti in zone a rischio in Calabria (77,4% degli addetti) e Molise (68,6%). Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Confindustria Sardegna &#8211; Rapporto regionale Pmi 2022. 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