{"id":212412,"date":"2021-09-30T09:00:30","date_gmt":"2021-09-30T07:00:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=212412"},"modified":"2021-09-30T09:00:32","modified_gmt":"2021-09-30T07:00:32","slug":"cna-alla-regione-rilanciamo-le-aree-interne-uno-sviluppo-sostenibile-dei-borghi-sardi-criticita-e-opportunita-da-cogliere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2021\/09\/30\/cna-alla-regione-rilanciamo-le-aree-interne-uno-sviluppo-sostenibile-dei-borghi-sardi-criticita-e-opportunita-da-cogliere\/","title":{"rendered":"Cna alla regione: rilanciamo le aree interne: Uno sviluppo sostenibile dei borghi sardi: criticit\u00e0 e opportunit\u00e0 da cogliere."},"content":{"rendered":"\n<p>Cagliari, 30 Sett 2021 \u2013 In una nota la Cna Sardegna comunica che in Sardegna vi sono 165 i borghi popolati in media da 1.400 abitanti e caratterizzati da un forte tasso di invecchiamento della popolazione (circa un quarto degli abitanti ha superato i 64 anni) e dalla presenza di molti edifici in disuso (11.700 edifici inutilizzati e 46.000 abitazioni vuote).<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 quanto si evince da una recente indagine svolta dalla Cna Sardegna secondo cui in un contesto di futura irreversibile riduzione della popolazione, che potrebbe arrivare al -28% da qui al 2050, e senza un cambiamento di rotta, sar\u00e0 la popolazione dell\u2019entroterra isolano a calare maggiormente: - 36% in base alle proiezioni demografiche. Ovviamente i primi centri urbani ad essere colpiti saranno i piccoli borghi. Eppure, i borghi sardi sono depositari di una enorme ricchezza paesaggistica, storica ed identitaria. \u00c8 qui che si trovano le tracce di una storia importante, millenaria, stratificazione di culture e di saperi, ma questi elementi rischiano di perdersi a causa della scomparsa di coloro che sono in grado di tramandarli.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl calo demografico, lo spopolamento dell\u2019entroterra, tende a determinare la perdita di identit\u00e0 culturale dell\u2019Isola \u2013 spiegano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale della Cna Sardegna -. Serve dunque un progetto di sviluppo che ponga maggiore attenzione alle dinamiche socio-economiche dell\u2019entroterra, attraverso la valorizzazione e la tutela dell\u2019immenso patrimonio paesaggistico e culturale, ripensando la qualit\u00e0 della domanda turistica, promuovendo un turismo culturale, naturalistico, esperienziale e promuovendo la cultura, l\u2019economia, l\u2019artigianato e le tradizioni locali. Il rischio \u00e8 che il fenomeno stesso, accelerando, possa portare, in certe realt\u00e0 dell\u2019interno, non solo ad una morte economica ma anche ad una ben pi\u00f9 irreversibile morte anagrafica. Una morte che \u00e8 anche una morte culturale, quando l\u2019impoverimento del territorio porta ad un impoverimento del capitale umano, con gli individui culturalmente pi\u00f9 preparati che prediligono contesti socio-economici pi\u00f9 dinamici e tendono a spostarsi verso le grandi citt\u00e0, i comuni litoranei o all\u2019estero. Inoltre in un contesto di declino demografico, diventano pi\u00f9 onerosi e meno efficaci il presidio e la tutela del territorio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Sulla base della ricerca di Cna Sardegna, si stima che i borghi dell'Isola sono 165, popolati in media da 1.400 abitanti, caratterizzati da un forte tasso di invecchiamento della popolazione (circa un quarto degli abitanti ha superato i 64 anni) e dalla presenza di molti edifici abbandonati e abitazioni vuote (11.700 edifici inutilizzati e 46.000 abitazioni vuote). Dall'analisi delle dinamiche demografiche emerge che in un contesto di riduzione della popolazione, che potrebbe arrivare al -28% da qui al 2050, e senza un cambiamento di rotta, sar\u00e0 la popolazione dell'entroterra a calare maggiormente (-36% in base alle proiezioni demografiche). I primi centri urbani ad essere colpiti saranno i piccoli borghi.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre all\u2019elemento demografico, la crisi dei borghi sardi \u00e8 connessa a molteplici fattori di criticit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei principali \u00e8&nbsp;l\u2019accessibilit\u00e0, intesa sia in termini fisici sia digitali. Non essere raggiungibili, dalle persone e dalle attivit\u00e0 economiche, \u00e8 uno dei principali ostacoli allo sviluppo di questi territori. Sicuramente l\u2019accessibilit\u00e0 dei borghi dell\u2019interno \u00e8 un fattore fortemente critico: sono serviti da una rete lenta e poco integrata (si pensi alla scarsa diffusione della rete del trasporto pubblico locale sul territorio o alla carenza di infrastrutture digitali), hanno poche porte d'accesso al territorio e non riescono ad interagire in maniera integrata. Non sono dunque facilmente accessibili e rimangono per questo tagliati fuori dai principali flussi che determinano lo sviluppo economico e sociale. E non meno importante \u00e8 l\u2019accessibilit\u00e0 dei borghi attraverso la rete web non sempre disponibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Un secondo elemento di criticit\u00e0 \u00e8 la&nbsp;scarsa capacit\u00e0 dei borghi di attirare giovani ed imprese. Lo spopolamento demografico procede di pari passo con la perdita delle attivit\u00e0 economiche, che tendono a localizzarsi nei territori costieri e nelle aree urbane, maggiormente attrattivi e dinamici. Le attivit\u00e0 strettamente connesse all\u2019ambiente rurale, sia di tipo agricolo, sia di tipo artigianale o enogastronomico, non sono valorizzate, e comunque non costituiscono un elemento in grado di preservare l'equilibrio demografico dei borghi.<\/p>\n\n\n\n<p>Un terzo elemento di criticit\u00e0 \u00e8 connesso alla&nbsp;bassa qualit\u00e0 dei servizi offerti alla persona. I borghi, essendo isolati, sono difficilmente collegati ai principali servizi, come ospedali, centri di formazione superiore, polarit\u00e0 culturali, tutti elementi fortemente relegati al contesto urbano. Questo rende difficile mantenere alto il livello formativo e di welfare per la popolazione, creando forti squilibri territoriali in termini di opportunit\u00e0 di vita. Lo spopolamento fisico e la fuoriuscita delle attivit\u00e0 economiche determina un problema di degrado fisico dei centri urbani. Quando non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 chi vive nel territorio non c'\u00e8 pi\u00f9 chi investe sul territorio, le amministrazioni perdono la capacit\u00e0 economica di investire. Velocemente sopraggiunge il degrado fisico. Si attiva cos\u00ec un processo di svalutazione economica e di perdita di valore degli immobili che non fa altro che impoverire ulteriormente queste parti di territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>L'altra faccia dello spopolamento \u00e8&nbsp;l'abbandono e il degrado dei territori aperti, sempre meno manutenuti dagli agricoltori che prima vivevano nei borghi e sempre pi\u00f9 soggetti a fenomeni di dissesto. La mancanza del presidio territoriale comporta una ridotta capacit\u00e0 di applicare una costante manutenzione del territorio che, insieme all'incremento del verificarsi di eventi meteo estremi, determina sempre pi\u00f9 spesso dissesti idrogeologici, frane, alluvioni fluviali, incrementa anche il rischio di incendi.<\/p>\n\n\n\n<p>Si deve intervenire subito con l'obiettivo di cogliere le opportunit\u00e0 che il territorio isolano offre.&nbsp;L'elemento pi\u00f9 naturale su cui puntare per il rilancio dei borghi \u00e8 il turismo rurale ed esperienziale, una forma di turismo basata sulla tipicit\u00e0 e sulla qualit\u00e0 del vivere, un modello di offerta che ben si attaglia alle caratteristiche dei borghi sardi. A livello nazionale, secondo i dati Mibac,&nbsp;nel 2017 il turismo rurale e nei borghi \u00e8 cresciuto con tassi a doppia cifra. L'interesse turistico per queste mete \u00e8 confermato dai numeri internazionali: il 2017 \u00e8 stato l'anno internazionale del turismo sostenibile, che ha promosso l\u2019impegno per lo sviluppo di nuove destinazioni di viaggio basate su tradizioni, esperienze, emozioni, autenticit\u00e0, qualit\u00e0 di vita, in alternativa o complementari alle mete turistiche pi\u00f9 tradizionali. In Sardegna, come e pi\u00f9 di altri contesti, le tradizioni, l'artigianato, l\u2019enogastronomia sono elementi unici e altamente riconoscibili.<\/p>\n\n\n\n<p>Sviluppare questa vocazione significa cogliere le molteplici opportunit\u00e0 offerte dal territorio.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima \u00e8 connessa alla&nbsp;valorizzazione del patrimonio di interesse storico e ambientale e identitario. Uno degli elementi che attrae il turismo rurale \u00e8 proprio il contesto territoriale di pregio.&nbsp;Puntare sulla valorizzazione dei molteplici beni storici e ambientali ospitati dai borghi sardi e metterli a sistema attraverso una rete, fisica e di conoscenze, che permetta al visitatore di fruirne, \u00e8 il primo obiettivo da perseguire.<\/p>\n\n\n\n<p>Una seconda opportunit\u00e0 \u00e8 connessa allo&nbsp;sviluppo del turismo lento, che, specialmente in un contesto post-pandemico, \u00e8 destinato a crescere sempre pi\u00f9 rapidamente, di pari passo con il turismo dei luoghi, delle esperienze e delle tradizioni locali, veicolato dagli strumenti dell\u2019economia della condivisione. Si tratta di forme di fruizione del territorio a trecentosessanta gradi, spesso con l'ausilio di mezzi di trasporto sostenibili, a piedi o in bicicletta, fondate sulla lettura del paesaggio in chiave antropologica. Il turista lento punta a conoscere le tradizioni dei luoghi, gli usi e i costumi e trova nell\u2019esplorazione del borgo la sua meta ideale.<\/p>\n\n\n\n<p>La terza opportunit\u00e0 \u00e8 connessa all\u2019ampliamento dell'offerta turistica regionale, in un'ottica di maggiore destagionalizzazione dell'offerta e riduzione del decongestionamento delle localit\u00e0 turistiche costiere. Sviluppare il turismo nei borghi pu\u00f2 essere un modo per allungare la stagione ed aprire ad altri territori il mercato turistico. I borghi oltre al mare offrono molte altre opportunit\u00e0 di esplorazione di territori attraverso la rete sentieristica regionale, i parchi, la rete delle aree archeologiche e dei beni storico-architettonici, che se messi a sistema offrono una alternativa al turismo tradizionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Valorizzare i borghi attraverso un modello di sviluppo basato sul turismo rurale vuol dire anche&nbsp;valorizzare i prodotti artigianali tipici, enogastronomici o meno, anche attraverso l'individuazione di marchi di origine controllata. I molteplici prodotti tipici locali devono costituire il marchio distintivo del territorio, il biglietto da visita per qualunque turista. Lo sviluppo delle attivit\u00e0 turistico-ricettive, e pi\u00f9 in generale commerciali, contrasterebbe il fenomeno dello spopolamento, con ricadute sul livello occupazionale, special modo per la popolazione giovane.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>In contesti analoghi per livello di spopolamento, criticit\u00e0 occupazionale, isolamento fisica e ricchezza paesaggistica, attraverso&nbsp;politiche integrate di rilancio fondate sulla valorizzazione del territorio, incentivazione delle imprese innovative e recupero edilizio secondo tecniche e materiali tradizionali, sono stati avviati&nbsp;processi di sviluppo locale sostenibile. Si pensi ad esempio al recupero dei borghi alpini piemontesi, che sono stati prima di tutto un laboratorio a cielo aperto di tecniche di recupero di architettura tradizionale, per universit\u00e0 e tecnici, e sono poi diventati catalizzatori del processo di rivitalizzazione del territorio. Oppure al caso della creazione dell'albergo diffuso di Santo Stefano di Sessanio (AQ) dove oltre al recupero fisico si \u00e8 puntato sul recupero delle tradizioni per attrarre visitatori in grado di creare un indotto turistico legato alle tradizioni rurali e fortemente radicato nel territorio.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L'attivazione di un processo di riqualificazione \u2013 evidenzia Cna Sardegna - offrirebbe&nbsp;opportunit\u00e0 anche al settore delle costruzioni e all'economia in senso pi\u00f9 ampio. Il recupero fisico dei borghi inciderebbe in maniera diretta sull\u2019incremento delle attivit\u00e0 produttive collegate al settore edilizio ed in particolare sulle attivit\u00e0 artigiane. Determinerebbe la&nbsp;valorizzazione patrimoniale dei beni immobili, di&nbsp;incentivo per la propriet\u00e0 edilizia&nbsp;e per l\u2019innesco di un processo di manutenzione, ristrutturazione, restauro e trasformazione degli edifici. Potrebbe dunque aiutare ad invertire la rotta del declino delle attivit\u00e0 economiche, lasciando spazio a nuove attivit\u00e0 imprenditoriali sempre pi\u00f9 orientate ad uno sviluppo sostenibile.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attivazione di un processo di riqualificazione offrirebbe, inoltre, molte opportunit\u00e0 anche al settore delle costruzioni e all'economia in senso pi\u00f9 ampio.&nbsp;Il recupero fisico dei borghi inciderebbe in maniera diretta sull\u2019incremento delle attivit\u00e0 produttive collegate al settore edilizio e in particolare sulle attivit\u00e0 artigiane. Determinerebbe la valorizzazione patrimoniale dei beni immobili, di incentivo per la propriet\u00e0 edilizia e per l'innesco di un processo di manutenzione, ristrutturazione, restauro e trasformazione degli edifici. Potrebbe dunque aiutare ad invertire la rotta del declino delle attivit\u00e0 economiche, lasciando spazio a nuove attivit\u00e0 imprenditoriali sempre pi\u00f9 orientate ad uno sviluppo sostenibile. 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