{"id":209326,"date":"2021-07-12T16:01:45","date_gmt":"2021-07-12T14:01:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=209326"},"modified":"2021-07-12T16:01:46","modified_gmt":"2021-07-12T14:01:46","slug":"presentata-la-relazione-annuale-del-presidente-dellinps-e-il-xx-rapporto-dellistituto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2021\/07\/12\/presentata-la-relazione-annuale-del-presidente-dellinps-e-il-xx-rapporto-dellistituto\/","title":{"rendered":"Presentata la Relazione Annuale del Presidente dell\u2019Inps e il XX Rapporto dell\u2019Istituto."},"content":{"rendered":"\n<p>\u00a0Roma, 12 Lug 2021 - Il Presidente dell\u2019Inps Pasquale Tridico ha illustrato oggi la Relazione annuale sulle attivit\u00e0 dell\u2019Istituto nel 2020. La presentazione, trasmessa in diretta sulla Tv di Stato, si \u00e8 svolta presso la Sala della Regina della Camera dei Deputati alla presenza tra gli altri del Vicepresidente della Camera, Andrea Mandelli, del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea Orlando e della Ministra per le Pari opportunit\u00e0 e la Famiglia, Elena Bonetti.<br>\u00a0<br>Filo conduttore della Relazione del Presidente Tridico sono i temi dell\u2019equit\u00e0 - tra generazioni e all\u2019interno di ciascuna generazione \u2013 della sostenibilit\u00e0 del sistema e dell\u2019innovazione finalizzata a servizi pi\u00f9 semplici ed efficienti per i cittadini.<br>Insieme al XX Rapporto annuale Inps, la Relazione traccia un bilancio di ci\u00f2 che l\u2019Istituto ha fatto nel 2020 e analizza non solo gli effetti di questo anno attraversato dalla pandemia sulla flessione della produzione e dell\u2019occupazione ma anche l\u2019attivazione delle risposte da parte del Legislatore, implementate dall\u2019Inps, che hanno attutito l\u2019impatto della crisi.<br>L\u2019intenso impegno delle strutture per erogare correttamente i sostegni a milioni di nuovi utenti, oltre a quelli \u201cordinariamente\u201d serviti, ha generato un profilo nuovo per l\u2019Istituto avviando una concreta strategia di innovazione basata su nuovi paradigmi tecnologici e organizzativi.<br>\u00a0Gli interventi dell\u2019Inps ai tempi del Covid - Il ruolo dell\u2019Inps durante la fase emergenziale \u00e8 stato fondamentale per l\u2019attuazione dei provvedi\u00admenti emanati dal Legislatore per attenuare gli effetti economici e sociali della pandemia. Gli inter\u00adventi messi in atto dall\u2019Istituto nel periodo dell\u2019emergenza Covid hanno raggiunto oltre 15 milioni di beneficiari e circa 20 milioni di individui, per una spesa complessiva di 44,5 miliardi di euro.<br>In particolare, ad oggi, tramite l\u2019Istituto, hanno ricevuto misure per emergenza Covid:\u00a04 milioni e 300mila lavoratori autonomi, professionisti, stagionali, agricoli, lavoratori del turismo e dello spettacolo; 6 milioni e 700mila lavoratori dipendenti beneficiari delle integrazioni salariali, che hanno rice\u00advuto in totale oltre 32 mln pagamenti di indennit\u00e0, per una spesa complessiva pari a 23,8 miliardi (18,7 miliardi nel 2020); 210mila disoccupati che hanno fruito del prolungamento del trattamento di disoccupazione (NASpI); 515mila nuclei familiari ai quali \u00e8 stata assicurata l\u2019estensione dei congedi dal lavoro per favorire la conciliazione dell\u2019attivit\u00e0 lavorativa con le esigenze familiari e di cura; 850mila nuclei familiari che hanno fruito del bonus\u00a0baby-sitting; 722mila famiglie con gravi difficolt\u00e0 economiche alle quali \u00e8 stato erogato il Reddito emergen\u00adziale (REm); 216mila bonus per lavoratori domestici e 1 milione e 800mila nuclei familiari (circa 3,7 milioni di individui) che hanno beneficiato del Red\u00addito di cittadinanza o della Pensione di cittadinanza, che, nel corso della pandemia, ha costituito un potente strumento di sostegno del reddito nei confronti delle fasce pi\u00f9 bisognose della popo\u00adlazione e, al contempo, ha contribuito a ridurre il rischio di tensioni sociali.\u00a0<br>L\u2019occupazione e il lavoro - Da qualunque prospettiva lo si analizzi, il 2020 \u00e8 stato caratterizzato da una brusca caduta del fabbisogno di lavoro, con una riduzione degli occupati del 2,8% ed un calo delle unit\u00e0 di lavoro del 7,1% e delle ore lavorate del 7,7%, facendo trasparire una riduzione allargata del contributo lavorativo. Una parte degli occupati, se pur ridotta a seguito del blocco dei licenziamenti, ha perso il lavoro, ma molti hanno lavorato e guadagnato meno.<br>Il volume complessivo degli assicurati Inps, indicatore indiretto della totalit\u00e0 dei lavoratori regolari, non \u00e8 diminuito nel 2020, attestandosi a 25.546 milioni, valore identico a quello del 2019. La pandemia non ha tanto ridotto il numero assoluto di assicurati quanto il numero medio di settimane di effettivo lavoro: dal valore di 42,9 settimane nel 2019 si \u00e8 scesi a 40,1 nel 2020.<br>In corrispondenza al calo dell\u2019input lavorativo si registra quello dei redditi da lavoro: l\u2019imponibile previdenziale \u00e8 diminuito di circa 33 miliardi, scendendo da 598 miliardi nel 2019 a 564 miliardi nel 2020 (-5,6%). In valore assoluto, la contrazione pi\u00f9 rilevante \u00e8 stata quella dei dipendenti privati (da 369 a 340 miliardi, pari al\u00a0-7,9%), mentre per gli autonomi il calo \u00e8 stato pari al\u00a0-6,0%.<\/p>\n\n\n\n<p>Se consideriamo le retribuzioni individuali, la retribuzione media annua dei dipendenti \u00e8 scesa da 24.140 euro nel 2019 a 23.091 euro nel 2020 (-4,3%, corrispondente a una perdita di poco pi\u00f9 di 1.000 euro), a seguito della riduzione media delle settimane lavorate. Questo accresce la polarizzazione all\u2019interno del lavoro dipendente, se si tiene conto del fatto che le retribuzioni medie annue dei dipendenti occupati a tempo pieno e per tutto l\u2019anno sono cresciute da 32.668 a 36.448 euro (+11,6%).<br>L\u2019efficacia degli ammortizzatori sociali - Cassa Integrazione Guadagni -&nbsp;L\u2019anno 2020 ha visto un utilizzo eccezionale degli strumenti di sostegno al reddito. La Cassa Integrazione Guadagni ha aumentato di circa tredici volte le uscite con i provvedimenti in deroga passando, infatti, da 1,4 nel 2019 a 18,7 miliardi nel 2020, a seguito dell\u2019aumento del numero dei beneficiari, passati da 620.000 a 6,7 milioni, con un valore medio pro capite della prestazione pari a 2.788 euro. Fenomeno diffuso nell\u2019insieme dei lavoratori, considerando che i dipendenti in cassa a zero ore, inizialmente pari alla met\u00e0 nel primo confinamento (45% in aprile 2020) sono calati come incidenza al 9% (novembre 2020) fino a raggiungere il 7% (febbraio 2021). Il 43% delle imprese nel 2020 non ha mai usufruito di Cig, mentre il 18% solo nella prima fase di rigido confinamento, il 17% anche successivamente ma esaurendone l\u2019uso nell\u2019anno, mentre il 22% ha continuato a ricorrervi.<br>L\u2019ampia adozione di Cig, in particolare in deroga, ha frenato il crollo dei redditi: dai dati dell\u2019imponibile contributivo, Inps rileva che in assenza del sostegno derivante dagli ammortizzatori sociali l\u2019imponibile contributivo mediano per i lavoratori coinvolti in Cig-Covid sarebbe diminuito del 60%; grazie alla Cig, la perdita si \u00e8 ridotta al 33%.<\/p>\n\n\n\n<p>Sempre in tema di impatto degli ammortizzatori sociali, in assenza di questi si rileva che la disuguaglianza sarebbe aumentata del 93%, mentre con essi \u00e8 stata arginata, frenando tale aumento al 55%. Di contro, l\u2019intervento pubblico avrebbe potuto essere pi\u00f9 selettivo nell\u2019individuazione delle categorie beneficiarie di una serie di bonus, per i quali si \u00e8 fatta prevalere l\u2019istanza del rilancio dell\u2019economia. Infine, sono emerse le necessit\u00e0 di nuove fattispecie di lavoro, in particolare quelle intermediate dalle piattaforme digitali, che richiedono nuove tutele e per le quali l\u2019Inps, insieme a Inail, ha creato un sistema per poter garantire la platea sempre pi\u00f9 ampia di&nbsp;gig workers.<br>RdC\/PdC -&nbsp;Mentre le analisi Inps illustrano come la disuguaglianza nei redditi annuali sia cresciuta di quasi il 50% negli ultimi 30 anni, e la disuguaglianza salariale raddoppiata, \u00e8 evidente un inesorabile aumento della precarizzazione del lavoro che richiede maggiori protezioni ed equit\u00e0. In questa direzione andrebbe l\u2019inserimento di un salario minimo, che avrebbe un effetto non solo di contrasto alla povert\u00e0 ma anche di stimolo ai consumi e alla crescita, oltre ad un effetto positivo sui saldi di finanza pubblica. Si stima un aumento del gettito di 3 miliardi con un salario minimo a 9 euro.<br>Inequivocabile l\u2019efficacia nel contrasto alla povert\u00e0 e inclusione sociale apportato dal Reddito\/Pensione di Cittadinanza, soprattutto nel 2020, diventando un fattore determinante per 1,8 milioni di famiglie contro un impatto ancor peggiore dalla crisi. Sono 3,7 i milioni di individui, di cui un quarto minori, che hanno beneficiato della misura in quanto membri di un nucleo percettore, che in media ha ricevuto 552 euro al mese per nucleo familiare.<br>La occupabilit\u00e0 dei percettori di RdC, purtroppo, \u00e8 molto scarsa. Un gran numero di percettori di RdC\/PdC \u2013 una misura la cui erogazione \u00e8 pari in media a 552 euro per intero nucleo familiare - \u00e8 costituito da minori (1.350.000), disabili (450.000), persone con difficolt\u00e0 fisiche o psichiche non percettori di pensioni di invalidit\u00e0, oltre a circa 200.000 percettori di PdC. Soprattutto per essi la misura \u00e8 stata un\u2019\u00e0ncora di salvataggio, uno strumento di inclusione sociale prima di tutto, una leva contro la regressione nella povert\u00e0 assoluta.<br>I dati Inps, incrociati con ulteriori indicatori di disagio economico locale, dimostrano che l\u2019incidenza del RdC aumenta con il crescere dello svantaggio economico e si riduce al migliorare delle condizioni del mercato del lavoro, evidenziando che la distribuzione territoriale del beneficio \u00e8 condizionata principalmente da fattori socioeconomici.<br>Il capitale sociale ha un ruolo importante nello spiegare l\u2019incidenza dei percettori di RdC\/PdC nei comuni di tutte le aree del Paese e, quando si stima un modello di regressione per spiegare l\u2019incidenza delle revoche a livello comunale, emerge che a parit\u00e0 di tali condizioni, non si riscontra alcuna differenza tra aree del Nord e del Sud.<br>Nel 2020, infatti, l\u2019Inps ha intensificato le procedure per controlli amministrativi interni sincroni gi\u00e0 in fase di istruttoria, che si affiancano alle efficaci collaborazioni sinergiche con le Forze dell\u2019Ordine e con la Guardia di Finanza, con ottimi risultati. Ulteriori implementazioni sono in corso, grazie ad accordi con diverse amministrazioni che detengono dati di interesse. Parallelamente, con ben altro intento, attraverso accordi di Inps con Caritas, Sant\u2019Egidio e Anci, viene promossa la ricerca attiva di coloro che vivono situazioni di maggior disagio per aiutarle ad accedere a prestazioni erogate da Inps che forse non conoscono e che possono rivelarsi per loro fondamentali.<br>NASpI -&nbsp;I dati sulla NASpI non mostrano una tendenza negativa rispetto al 2019 in quanto il blocco dei licenziamenti ha ridotto gli ingressi nella condizione di disoccupazione: rispetto al 2019 i beneficiari a seguito di licenziamento, che nel 2019 erano 811.000, sono divenuti 654.000, mentre \u00e8 aumentata leggermente la componente proveniente dai cessati nei contratti a termine (da 1.656.000 a 1.723.000).&nbsp;<br>Denatalit\u00e0 e lavoro - La scarsa natalit\u00e0 che caratterizza il Paese ha un impatto sul mercato del lavoro e sulla sostenibilit\u00e0 della crescita economica. I giovani entro i 29 anni di et\u00e0, che nel 1951 rappresentavano pi\u00f9 della met\u00e0 della popolazione (51,6%), ne costituiscono oggi circa il 28%. Tale squilibrio \u00e8 ormai diffuso in tutto il territorio nazionale. Secondo l\u2019Istat, l\u2019indice di dipendenza, cio\u00e8 il rapporto tra la popolazione non attiva e quella attiva, \u00e8 da anni superiore al 50%, mentre l\u2019indice di vecchiaia (maggiori di 65 anni\/minori di 14 anni) \u00e8 aumentato di oltre il 5% tra il 2019 e il 2020, raggiungendo la quota di 179,3 anziani ogni cento giovani.<br>Data la composizione non omogenea per fasce di et\u00e0 della popolazione italiana, la situazione \u00e8 destinata ad aggravarsi e l\u2019ingresso di lavoratori dall\u2019estero ha compensato solo in parte tale squilibrio: quando volger\u00e0 al termine il ciclo di vita demografico dei cosiddetti baby boomers, il ritmo di entrata non sar\u00e0 pi\u00f9 sufficiente a compensare quello di uscita e la domanda di welfare tender\u00e0 ad aumentare per effetto della spesa sanitaria dovuta all\u2019invecchiamento della popolazione.<br>Anche la spesa assistenziale tender\u00e0 ad aumentare, soprattutto per le esigenze di protezione di un mercato del lavoro caratterizzato da eccessiva flessibilit\u00e0, redditi instabili e precari. Aumenta il part-time, soprattutto tra le donne, con un conseguente allargamento del divario reddituale e contributivo tra i generi, e si amplia il dualismo tra Centro-Nord e Sud Italia. A riguardo, l\u2019allargamento della base contributiva grazie a maggiori tassi di partecipazione e il contrasto al lavoro nero richiederebbero maggiori investimenti e politiche pubbliche incisive per riequilibrare le differenze.<br>L\u2019attenzione politica dovrebbe attestarsi maggiormente su tre aspetti in particolare: maggiore sostegno alla natalit\u00e0; ampliamento della base contributiva, soprattutto al Sud, con l\u2019emersione del lavoro irregolare, regolarizzazione degli stranieri, spinta verso tassi di partecipazione pi\u00f9 alti, soprattutto da parte delle donne; incremento della produttivit\u00e0 del lavoro.<\/p>\n\n\n\n<p>In tale contesto, l\u2019introduzione di nuove misure come l\u2019assegno unico potrebbero dare un contributo alla ripresa delle nascite e alla produttivit\u00e0, insieme alla previsione di un congedo di maternit\u00e0 obbligatorio e pi\u00f9 lungo anche per gli uomini e una contribuzione agevolata per le donne madri.<br>Spesa pensionistica - Al 31 dicembre 2020, i pensionati italiani erano pari a circa 16 milioni, di cui il 7,7% uomini e l\u20198,3% donne. Nonostante le donne pensionate siano la maggioranza, le pensioni medie mensili degli uomini (pari a 1.897 euro) superano significativamente quelle delle donne (pari a 1.365). Il divario retributivo a livello territoriale si riflette nel dato pensionistico: le pen\u00adsioni medie al Centro-Nord superano di poco i 1.700 euro, mentre quelle al Sud e Isole sono pari a 1.400 euro. Le prestazioni previdenziali rappresentano l\u201981% del totale e quelle assistenziali il 19%. La categoria pi\u00f9 numerosa \u00e8 rappresentata dalle pensioni di anzianit\u00e0\/anticipate con il 30,9% del totale, seguita da quella delle pensioni di vecchiaia con il 24,5% e dalle pensioni ai superstiti con il 20,5%; le prestazioni agli invalidi civili sono il 15,3% del totale; le prestazioni di invalidit\u00e0 previden\u00adziale e le pensioni\/assegni sociali sono rispettivamente il 5% e il 3,9%.<br>Quota100<br>La misura sperimentale e triennale di Quota 100 ha permesso il pensiona\u00admento anticipato di 180.000 uomini e 73.000 donne&nbsp;nel primo biennio 2019-20. Dall\u2019analisi del take-up di Quo\u00adta 100 emerge che la misura \u00e8 stata utilizzata prevalentemente da uomini, con redditi medio-alti e con una incidenza percentuale maggiore nel settore pubblico. Se ci si limita invece ai dipendenti del settore privato, oltre al genere e al reddito, assume un ruolo chiave anche la salute negli ultimi anni di carriera. Rispetto agli impatti occupazionali attraverso la sostituzione dei pensionati in Quota 100 con lavoratori giovani, un\u2019analisi condotta su dati di impresa non mostra evidenza chiara di uno stimolo a maggiori assunzioni derivante dall\u2019anticipo pensionistico.&nbsp;<br>Opzione Donna - L\u2019opzione Donna ha permesso circa 35.000 pensionamenti nel primo biennio 2019-20. Dall\u2019analisi di un campione di donne con i requisiti per l\u2019adesio\u00adne a questo canale di pensionamento, emerge che hanno scelto l\u2019Opzione prevalentemente soggetti con redditi bassi, a volte silenti, ovvero senza versamenti contributivi nell\u2019anno antecedente al pensionamento. Anche limitandosi al solo settore privato, il reddito basso si conferma essere la determinante pi\u00f9 significativa per questa scelta.&nbsp;<br>Revisione del sistema pensionistico - Il dibattito pubblico recente si \u00e8 concentrato su alcune proposte di revisione del sistema pensionisti\u00adco. Nel Rapporto Annuale si approfondiscono tre proposte, dal punto di vista degli effetti economici sulla spesa pensionistica sia nel breve che nel lungo periodo. Nello specifico, sono analizzate: la proposta di consentire il pensionamento anticipato con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall\u2019et\u00e0; l\u2019opzione al calcolo contributivo con 64 anni di et\u00e0 e 36 di contributi; e un\u2019opzione di anticipo della sola quota contributiva della pensione a 63 anni, rimanendo ferma a 67 la quota retributiva.&nbsp;<br>Dall\u2019approfondimento emerge che la prima proposta \u00e8 la pi\u00f9 costosa, partendo da 4,3 miliardi di euro nel 2022 e arrivando a 9,2 miliardi a fine decennio, pari allo 0,4% del prodotto interno lordo. La seconda \u00e8 meno onerosa, costando inizialmente 1,2 miliardi, con un picco di 4,7 miliardi nel 2027, e per questo pi\u00f9 equa in termini intergenerazionali, con risparmi gi\u00e0 poco prima del 2035, per effetto della minor quota di pensione dovuta all\u2019anticipo ma soprattutto per i risparmi generati dal calcolo contributivo. Nell\u2019ultima proposta analizzata si garantisce flessibilit\u00e0 per la componente contributiva dell\u2019assegno pensionistico con costi molto pi\u00f9 bassi per il sistema: l\u2019impegno di spesa parte da meno di 500 milioni nel 2022 e raggiungerebbe il massimo costo nel 2029 con 2,4 miliardi di euro. Nel lungo periodo le proposte portano a una riduzione della spesa pensionistica rispetto alla normativa vigente, ma con impatti chiaramente differenti e diversa sostenibilit\u00e0 sui conti pubblici.&nbsp;<br>Innovazione e rilancio dell\u2019Inps - Il tema della riorganizzazione interna \u00e8 un tema centrale nel bilancio di attivit\u00e0 dell\u2019Istituto. Dal confronto con altre agenzie analoghe in altri paesi europei, l\u2019Inps emerge come l\u2019organizzazione con la pi\u00f9 am\u00adpia gamma di prestazioni erogate ed il minor costo per prestazione fornita. In ragione di queste conclusioni l\u2019Inps sta dedicando molte energie alla transizione al digitale, chiamando a raccolta risorse progettuali interne ed esterne. Sebbene la digitalizzazione dei servizi pubblici sia un processo in atto da molti anni, i cittadini non percepiscono ancora le transazioni digitali come la modalit\u00e0 pi\u00f9 efficace per interagire con la Pub\u00adblica Amministrazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Per questa ragione il Consiglio di Amministrazione ha adottato due piani per il triennio in corso - il \u201cPiano Strategico Digitale 2020-2022\u201d e il \u201cPiano Strategico ICT 2020-2022\u201d - con l\u2019obiettivo di delineare un preciso percorso di innovazione e transizione al digitale, che l\u2019Istituto ha prontamente avviato. I due Piani strategici adottati nel corso del 2020 sono stati scomposti in un programma coerente di progetti di innovazione, sviluppati parallelamente agli ordinari processi di manutenzione e aggiornamento incrementale delle infrastrutture ICT. Il nuovo approccio delineato nel Piano ICT si basa su nuovi paradigmi tecnologici ed organizzativi. La necessaria continuit\u00e0 dei servizi si affianca al processo di evoluzione ed innovazione di processi ed infrastrutture, puntando su piattaforme che permettono di offrire servizi ai cittadini in modo proattivo, con procedure semplificate e automatiz\u00adzate.<br>Nel corso del 2020 sono stati attivati 14 progetti di innovazione ed altri 55 sono gi\u00e0 stati avviati nella prima met\u00e0 del 2021, tra cui soluzioni moderne di intelligenza artificiale e iniziative basate sulla&nbsp;blockchain. L\u2019Inps, grazie alle caratteristiche tecnologiche, organizzative, infrastrutturali e di sicurezza di cui dispone, \u00e8 tra i componenti del futuro Polo Strategico Nazionale, il progetto orientato alla creazione di un datacenter nazionale per la gestione efficiente dei dati amministrativi.<br>Ovviamente, la trasformazione digitale non pu\u00f2 limitarsi all\u2019innovazione tecnologica e delle procedu\u00adre, ma richiede di intervenire sulle competenze del personale attualmente in servizio, per il quale \u00e8 in corso un piano di&nbsp;change management.<br>In questo contesto di grande e consapevole spinta all\u2019innovazione che sta caratterizzando oggi l\u2019Inps, il rilancio dell\u2019Istituto passa attraverso il suo personale, a tutti i livelli, il cui sforzo e impegno nell\u2019ultimo anno sono stati encomiabili. La valorizzazione delle risorse umane \u00e8 un obiettivo che i vertici dell\u2019Inps perseguono con attenzione costante.<br>Sono queste le premesse con cui l\u2019Inps si presenta all\u2019appuntamento operativo con il PNRR, piano a cui ha dato il suo contributo e in cui sono stati accolti sei progetti disegnati dallo stesso Istituto. Le iniziative di impulso alla digitalizzazione e al rinnovamento dell\u2019Inps potranno avere una ricaduta significativa nell\u2019intero processo di crescita di tutta la PA e del welfare degli italiani. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0Roma, 12 Lug 2021 &#8211; Il Presidente dell\u2019Inps Pasquale Tridico ha illustrato oggi la Relazione annuale sulle attivit\u00e0 dell\u2019Istituto nel 2020. 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