{"id":208734,"date":"2021-06-29T12:46:59","date_gmt":"2021-06-29T10:46:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=208734"},"modified":"2021-06-29T12:47:01","modified_gmt":"2021-06-29T10:47:01","slug":"operazione-dea-madre-associazione-per-delinquere-finalizzata-al-traffico-illecito-di-materiale-archeologico-deferite-alla-g-34-persone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2021\/06\/29\/operazione-dea-madre-associazione-per-delinquere-finalizzata-al-traffico-illecito-di-materiale-archeologico-deferite-alla-g-34-persone\/","title":{"rendered":"Operazione \u201cDea Madre\u201d: Associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di materiale archeologico. Deferite all\u2019A.G. 34 persone."},"content":{"rendered":"\n<p>Lanusei (Nuoro), 29 Giu 2021 \u2013 A conclusione di una congiunta attivit\u00e0 d\u2019indagine, coordinata dal Procuratore Capo dott. Biagio Mazzeo reggente la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lanusei e condotta dai militari della Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Lanusei, del Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari, dal personale del Commissariato di P.S. di Lanusei e del N.I.P.A.F. dell\u2019Ispettorato Forestale di Lanusei, sono state deferite in stato di libert\u00e0 34 persone che, a vario titolo, si sono resi responsabili di Associazione per Delinquere, uscita o esportazioni illecite, ricerca Archeologica senza Concessione, tramite Scavi Clandestini, Impossessamento Illecito di Beni Culturali Appartenenti allo Stato, Contraffazione di opere d\u2019arte, ricettazione, furto aggravato, estorsione, coltivazione, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, minacce aggravate e danneggiamento a seguito di Incendio, uso\/sottrazione di cose sottoposte a sequestro, favoreggiamento personale, inosservanza delle prescrizioni cautelari imposti dall\u2019A.G.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indagine ha preso l\u2019avvio nel mese di Agosto 2016 a seguito di un intervento effettuato dalle forze dell\u2019ordine su di un nuraghe sito nella localit\u00e0 \u201cOrzili\u201d dell\u2019argo del comune di Arzana e pertanto veniva predisposto dalla Procura della Repubblica di Lanusei, un team di operatori interforze con lo scopo di contrastare l\u2019emergente e radicato fenomeno di ricerca e commercio illecito di reperti archeologici, provenienti da scavi clandestini ed effettuati in diversi siti nuragici ubicati in tutto il territorio sardo. Inoltre nel prosieguo delle indagini sono emersi chiari elementi che hanno concretizzato l\u2019esistenza di diverse associazioni a delinquere sparse nell\u2019isola, tutte collegate tra di loro, finalizzate all\u2019esecuzione di numerosi reati.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indagine, oltre a svelare l\u2019organigramma delle organizzazioni, ha permesso di individuare e ricostruire anche le sue ramificazioni. Infatti, gi\u00e0 dal contenuto delle prime conversazioni intercettate, era emerso la distinzione di diversi gruppi, autonomi in relazione all\u2019operativit\u00e0 ed alle modalit\u00e0 di ricerca e scavo, ma con la stessa comunione di intenti e di interscambiabilit\u00e0 degli oggetti per la loro successiva immissione nel mercato.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Gruppo di Arzana costituito da Vincenzo Beniamino Marongiu, Sabina Romagnoli, Carlo Pili, Pietro Monni, Augusto Puddu, Nicol\u00f2 Piras, Federico Luigi Laisceddu, Tomaso Melis, Roberto Cabras, Raffaele Cocco, Sebastiano Gioi, Efisio Arbau e Michele Cau.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece il gruppo della Baronia, costituito da Antonio Francesco Deledda, Pasqualino Deledda, Mariano Puddu, Diego Pinna, Mauro Maria De Amicis, Massimo Gianfranco Dessolis, Gianpiero Marceddu, Matteo Sanna e Gian Michele Secchi,<\/p>\n\n\n\n<p>Il Gruppo di Cagliari era costituito da Gianluca Meloni, Gabriele Mascia, Felice Ciccolella, Mario Sarais, Enrico Cara Antioco Casula.<\/p>\n\n\n\n<p>I componenti di queste associazioni risultano essere legati da un vincolo associativo molto solido che li ha portati a commettere, come sopra elencato, pi\u00f9 e gravi reati, mantenendo continui e reciproci contatti finalizzati all\u2019attivit\u00e0 di ricerca, all\u2019 aggiornamento sull\u2019andamento degli scavi in corso, allo scambio di informazioni circa il valore ed i diversi canali di vendita dei reperti archeologici gi\u00e0 in loro possesso (spesso costituiti da manufatti abilmente falsificati). Inoltre, la difficile indagini degli investigatori dell\u2019Arma oltre ai reati gi\u00e0 perseguiti, ha permesso di far affiorare condotte illecite che inserivano parte degli indagati in un contesto criminale ben pi\u00f9 ampio e grave ossia quello di un vasto traffico di armi clandestine e munizioni nonch\u00e9 furti e rapine. Da l\u00ec la scelta investigativa, d\u2019intesa con il Procuratore Mazzeo, di dare priorit\u00e0 assoluta a questa emergente fattispecie di reato che, confluita nell\u2019attivit\u00e0 d\u2019indagine denominata Diablo e Diablo 2\u00b0 tempo, che ha permesso nei mesi di gennaio e dicembre del 2018 d\u2019arrestare i capi e i gregari di questa pericolosissima associazione per delinquere arzanese.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large is-resized\"><img loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.cronacaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/operazione-diablo.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-208736\" width=\"746\" height=\"497\" srcset=\"https:\/\/www.cronacaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/operazione-diablo.jpg 600w, https:\/\/www.cronacaonline.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/operazione-diablo-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 746px) 100vw, 746px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Le migliaia di intercettazioni captate ed analizzate dagli uomini del Commissariato di P.S. di Lanusei, del NIPAF-Ispettorato forestale, della Compagnia CC di Lanusei e del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cagliari hanno evidenziato come gli indagati eseguivano le ricerche archeologiche clandestine per poi \u201ccanalizzare\u201d i reperti rinvenuti verso il mercato estero ed in particolare verso quello francese; qui venivano ricettati e molto probabilmente riciclati grazie a un emigrato sardo\/ogliastrino dimorante in Francia. Nel corso dell\u2019indagine sono state eseguite numerosissime perquisizioni tra le quali vengono citate le principali dell\u201908 ottobre 2016 a carico di Marongiu, del 19 dicembre 2016 a carico di Cabras e Cocco, del 17 gennaio 2017 a carico di Giorgio Quartu e di Irmo Cinus, del 20 gennaio 2017 a carico di Gabriele Mascia e Gianluca Meloni, del 25 gennaio 2017 a carico di Felice Ciccolella, di Mario Sarais, di Davide Sollai di Michele Cau, di Antonio Francesco Deledda e di Pasqualino Deledda, del 17 marzo 2017 a carico di Sebastiano Atzori, Diego Pinna, Mauro Maria De Amicis, Mariano Puddu, Gianpiero Marceddu e Sebastiano Gioi, del 20 marzo 2017 a carico di Enrico Cara, del 21 marzo 2017 a carico di Massimo Gianfranco Dessoli e Matteo Sanna, nonch\u00e9 quelle poste in essere a Tunisi (Tunisia) il 29 dicembre 2016 (a carico di Roberto Cabras e Raffaele Cocco) e a Metz (Francia) il 01 dicembre 2017 (a carico di Carlo Pili), che hanno permesso il recupero di diversi reperti archeologici che, sottoposti ad esame tecnico-scientifico dai funzionari delle Soprintendenze di Cagliari e Sassari, sono stati valutati di notevole interesse storico-scientifico. Tra questi anche il sequestro di un intero \u201csito archeologico\u201d presente all\u2019interno di una propriet\u00e0 in uso ad un indagato in territorio di Isili (NU) che \u00e8 stato senza ombra di dubbio un importantissimo obiettivo finalizzato al contrasto del reato perseguito. L\u2019aver messo in luce quel \u201cmuseo a cielo aperto\u201d - cos\u00ec come definito dagli stessi indagati nel corso di diverse intercettazioni - \u00e8 da ritenersi un importante contributo non solo al contrasto del fenomeno, ma anche e soprattutto alla tutela del patrimonio archeologico sardo. Ci\u00f2 \u00e8 emerso anche grazie alle relazioni tecniche redatte da funzionari archeologi della Soprintendenza di Cagliari che da tempo riconosce l\u2019importanza della zona. L\u2019intervento assai invasivo compiuto dai componenti dell\u2019associazione per delinquere perseguita, altro non ha fatto che danneggiare irrimediabilmente la stratigrafia del sito, causando la perdita definitiva di dati importanti per la ricostruzione storica delle strutture.<\/p>\n\n\n\n<p>Le intercettazioni hanno anche permesso di mettere in evidenza la cattiveria e la pericolosit\u00e0 sociale di alcuni dei personaggi, in particolar modo di quelli arzanesi, autori anche di un danneggiamento a mezzo fuoco avvenuto nella notte tra il 31 marzo ed il 01 aprile 2017 ad una struttura sita in loc. Cea \u2013 agro del comune di Bari Sardo.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo screening investigativo effettuato sull\u2019episodio, ha permesso di dimostrare come Vincenzo Beniamino Marongiu, rivolgendosi a un complice Ogliastrino \u2013 facente parte dei 34 soggetti deferiti \u2013 abbia organizzato la spedizione punitiva a Cea.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 bene ricordare che in Sardegna gli insediamenti archeologici sono cos\u00ec numerosi che, sovente, le segnalazioni relative agli scavi clandestini pervengono alle Autorit\u00e0 preposte alla tutela anche a distanza di anni rispetto alla data della loro effettiva esecuzione. Proprio questo \u00e8 il problema pi\u00f9 rilevante nella protezione del patrimonio culturale in Sardegna che risente sicuramente della scarsa presenza antropica nel territorio, perlopi\u00f9 concentrata nei maggiori centri urbani (la superfice del territorio si aggira intorno ai 24.000 Km2 circa e la popolazione \u00e8 di circa 1.680.000 per una densit\u00e0 abitativa pari a 69 abitanti\/Km2, tra le pi\u00f9 basse d\u2019Italia). La Sardegna possiede un immenso patrimonio archeologico, non esattamente quantificabile, ma sicuramente nell\u2019ordine di migliaia di siti difficilmente controllabili, fra i quali, certamente, alcuni noti solo ai c.d. \u201ctombaroli\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lanusei (Nuoro), 29 Giu 2021 \u2013 A conclusione di una congiunta attivit\u00e0 d\u2019indagine, coordinata dal Procuratore Capo dott. 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