{"id":199320,"date":"2020-12-13T09:46:35","date_gmt":"2020-12-13T08:46:35","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/?p=199320"},"modified":"2020-12-13T09:46:36","modified_gmt":"2020-12-13T08:46:36","slug":"coronavirus-le-regioni-italiane-in-giallo-e-arancione-nessuna-regione-rossa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2020\/12\/13\/coronavirus-le-regioni-italiane-in-giallo-e-arancione-nessuna-regione-rossa\/","title":{"rendered":"Coronavirus: le regioni italiane in giallo e arancione, nessuna regione rossa."},"content":{"rendered":"\n<p>Roma, 13 dic 2020 - Nuovo cambio di colori, in diverse regioni italiane, sul fronte della lotta al Covid 19. Da oggi, domenica 13 dicembre, dopo la firma del ministro della Salute, Roberto Speranza, nel nostro Paese non ci sono pi\u00f9 regioni in rosso (rischio alto), ma soltanto regioni arancioni (rischio medio) e gialle (rischio basso). Il quadro della situazione, in questa seconda ondata, fotografa una situazione in deciso miglioramento ma - come sottolineato con forza da tutti gli esperti - bisogna continuare a rispettare le regole sul distanziamento, perch\u00e9 non si tratta di un \"liberi tutti\". Vengono sempre raccomandate prudenza e attenzione, soprattutto nei giorni delle prossime festivit\u00e0 natalizie e di fine anno, anche per evitare eventuali ricadute e il fondato rischio di una terza ondata nelle prossime settimane.<\/p>\n\n\n\n<p>Le regioni rosse, quindi, sono passate prima da 8 a 5, poi soltanto ad una, da oggi nessuna. In queste ultime settimane oltre a Lombardia, Piemonte e Calabria, infatti, anche Campania, Toscana. Provincia autonoma di Bolzano, Valle d'Aosta e infine l'Abruzzo (da rosso ad arancione per decisione del governatore Marsilio, poi da arancione a rosso per decisione del Tar, da oggi nuovamente arancione con l'ordinanza del ministro), hanno lasciato la zona in cui sono previste le massime restrizioni per cercare di frenare i nuovi contagi. Alcuni territori da rosso ad arancione altri sono arrivati fino al giallo. Per effetto della nuova ordinanza, quindi, sono 4 le regioni arancioni (e una provincia autonoma) e 15 le regioni gialle (e una provincia autonoma).<\/p>\n\n\n\n<p>Le regioni in zona gialla sono: Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Marche, Puglia, Umbria, Lazio, Liguria, Molise, Provincia autonoma di Trento, Sardegna, Sicilia, Lombardia, Piemonte, Basilicata, Calabria, mentre quelle in zona arancione: Campania, Toscana, Provincia autonoma di Bolzano, Valle d'Aosta, Abruzzo. Nessuna regione, dunque, in zona rossa. La situazione, che potrebbe cambiare nel prossimo fine settimana, con l'intero paese quasi completamente 'giallo', \u00e8 il frutto della valutazione di una serie di parametri che aiutano gli esperti a valutare i diversi fattori di rischio in ogni regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Deroghe possibili solo per gli spostamenti tra i piccoli comuni e distanti pochi chilometri l'uno dall'altro, nessuna possibilit\u00e0 di 'aprire' alla mobilit\u00e0 all'interno della provincia o tra una citt\u00e0 e l'altra. Il governo ribadisce la necessit\u00e0 di mantenere la linea del rigore in vista di Natale e Capodanno, \"due settimane che mi preoccupano e se passa il messaggio 'liberi tutti' ripiomberemo in una fase pericolosa a gennaio e febbraio\" ripete il ministro della Salute Roberto Speranza, appoggiato dall'analisi degli scienziati che indica un numero di nuovi casi e un'incidenza \"ancora troppo alti\".<\/p>\n\n\n\n<p>Come introdurre queste deroghe, per\u00f2, \u00e8 ancora un rebus che n\u00e9 a palazzo Chigi n\u00e9 nella maggioranza \u00e8 stato sciolto e che andr\u00e0 risolto nelle prossime ore: mercoled\u00ec \u00e8 calendarizzata al Senato una mozione del centro destra che punta a cancellare i divieti ed \u00e8 evidente che il governo non pu\u00f2 arrivare a quella data senza una sua proposta se vuole evitare l'incidente parlamentare, visto anche lo scontro aperto degli ultimi giorni sul Recovery e le divisioni tra i rigoristi e coloro che invece chiedono maggiori aperture.&nbsp; &nbsp;L'ultima opzione messa sul tavolo \u00e8 quella di presentare proprio al Senato una mozione di maggioranza che impegni il governo a cambiare il decreto, inserendo la possibilit\u00e0 di spostarsi tra i piccoli comuni e con un limite di 20 chilometri, che potrebbe essere votata anche da parte delle opposizioni. Un escamotage che per\u00f2 non risolverebbe del tutto i problemi: se, infatti, fornirebbe la via d'uscita politica al premier Giuseppe Conte che ha chiesto un'assunzione di responsabilit\u00e0 al Parlamento per modificare il decreto, non darebbe la soluzione tecnica, visto che bisognerebbe in ogni caso mettere mano alla norma.<\/p>\n\n\n\n<p>Le soluzioni restano quindi due, essendo stata esclusa anche dagli uffici legislativi di Chigi e di diversi ministeri la possibilit\u00e0 di intervenire con le Faq: o un emendamento al decreto gi\u00e0 presente in Parlamento - possibilit\u00e0 che nella stessa maggioranza viene giudicata difficilmente percorribile vista la ristrettezza dei tempi e l'affollamento di provvedimenti da votare, a partire dalla manovra fino al decreto ristori e al decreto sicurezza - oppure un nuovo decreto che modifichi quello del 2 dicembre. Ma in questo caso Conte dovrebbe risolvere la grana all'interno del Consiglio dei ministri, con Speranza e il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia che hanno gi\u00e0 detto di essere contrari ad ogni apertura e di esser pronti a metterlo a verbale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 13 dic 2020 &#8211; Nuovo cambio di colori, in diverse regioni italiane, sul fronte della lotta al Covid 19. 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