{"id":191250,"date":"2020-07-03T14:52:17","date_gmt":"2020-07-03T12:52:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=191151"},"modified":"2020-07-03T14:52:17","modified_gmt":"2020-07-03T12:52:17","slug":"rapporto-2020-listat-fotografa-litalia-piu-povera-e-diseguale-dopo-il-virus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2020\/07\/03\/rapporto-2020-listat-fotografa-litalia-piu-povera-e-diseguale-dopo-il-virus\/","title":{"rendered":"Rapporto 2020 &#8211; L&#8217;Istat fotografa l&#8217;Italia: pi\u00f9 povera e diseguale dopo il virus"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 3 Lug 2020 - Il Presidente dell'Istat Gian Carlo Blangiardo ha presentato oggi a Palazzo Montecitorio il \"Rapporto annuale 2020. La situazione del Paese\", alla presenza del Presidente della Camera Roberto Fico, del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e delle pi\u00f9 alte cariche dello Stato.<\/p>\n<p>Il quadro economico e sociale italiano a met\u00e0 2020 si presenta \"eccezionalmente complesso e incerto\", si legge sul comunicato dell'Istat che specifica come \"al rallentamento congiunturale del 2019 si \u00e8 sovrapposto l\u2019impatto della crisi sanitaria e, nel primo trimestre, il Pil ha segnato un crollo congiunturale del 5,3%\". I segnali pi\u00f9 recenti includono inflazione negativa, calo degli occupati, marcata diminuzione della forza lavoro e caduta del tasso di attivit\u00e0, una prima risalita dei climi di fiducia. Le previsioni Istat stimano per il 2020 un forte calo dell\u2019attivit\u00e0 economica, solo in parte recuperato l\u2019anno successivo.<\/p>\n<p>\"Il segno distintivo del Paese nella fase del confinamento \u00e8 stato di forte coesione\" prosegue l'Istat. \"Questa si \u00e8 manifestata nell\u2019alta fiducia che i cittadini hanno espresso nei confronti delle istituzioni impegnate nel contenimento dell\u2019epidemia e in un elevato senso civico verso le indicazioni sui comportamenti da adottare. Nonostante l\u2019obbligo di restare a casa, emerge l\u2019immagine di una quotidianit\u00e0 ricca ed eterogenea, in cui la famiglia ha rappresentato un rifugio sicuro per molti, ma non per tutti. Le restrizioni non hanno impedito alle persone di dedicarsi alle relazioni sociali, alla lettura, all\u2019attivit\u00e0 fisica e ai tanti hobbies, consentendo di cogliere anche le opportunit\u00e0 che la maggiore disponibilit\u00e0 di tempo ha offerto alla gran parte della popolazione\".<\/p>\n<p>Il Pil \"dopo una flessione ulteriore nel secondo trimestre\" si prevede che possa registrare \"un aumento nel secondo semestre dell'anno\". L'Istituto di statistica ricorda che la prospettiva per la media del 2020 \u00e8 di una caduta del Prodotto interno lordo dell'8,3%. \"Il percorso di ripresa \u00e8 previsto rafforzarsi nella parte finale dell'anno, producendo un effetto di trascinamento positivo sui risultati del 2021 che, in media d'anno, segnerebbero un ritorno a una crescita significativa del Pil (+4,6%)\".<\/p>\n<p>La pandemia da Covid-19 si \u00e8 innestata su una situazione sociale caratterizzata da \"forti e crescenti disuguaglianze\", rileva l'Istat. La classe sociale di origine \"influisce ancora in misura rilevante sulle opportunit\u00e0 degli individui nonostante il livello di ereditariet\u00e0 si sia progressivamente ridotto. Per la generazione pi\u00f9 giovane per\u00f2 \u00e8 anche diminuita la probabilit\u00e0 di ascesa sociale\" sottolinea l'Istat.<\/p>\n<p>Tra il 2014 e il 2019, l\u2019occupazione \u00e8 cresciuta in maniera pressoch\u00e9 continua, seppure con ritmi gradualmente meno intensi (da +293 mila nel 2016 a +145 mila nel 2019). L\u2019espansione \u00e8 proseguita nella prima met\u00e0 del 2019 ma il generale rallentamento dell\u2019economia ha causato un moderato calo nella seconda parte dell\u2019anno. La povert\u00e0 assoluta tra il 2014 e il 2019 \u00e8 rimasta stabile dopo il raddoppio del 2012 e ha segnato una diminuzione, soprattutto nel Meridione, solo nel 2019.<\/p>\n<p>Nel 2020, dopo la sostanziale stagnazione dei primi due mesi (-0,1 per cento a gennaio e +0,1 per cento a febbraio), il sopraggiungere dell\u2019epidemia ha colpito il mercato del lavoro causando una riduzione di 124 mila occupati (-0,5 per cento) a marzo, pi\u00f9 che raddoppiata ad aprile (-274 mila, -1,2 per cento).<\/p>\n<p>A causa delle limitazioni nella possibilit\u00e0 di ricerca di lavoro, l\u2019aumento degli inattivi ha implicato che l\u2019effetto della crisi non si sia trasferito immediatamente sul tasso di disoccupazione. Nei mesi di marzo e aprile, nonostante la caduta dell\u2019occupazione, si \u00e8 registrata una marcata diminuzione della disoccupazione (-484 mila, -23,9 per cento), associata a un eccezionale aumento dell\u2019inattivit\u00e0 (+746 mila, +5,4 per cento).<\/p>\n<p>Dai dati provvisori sulle forze di lavoro emerge inoltre che i lavoratori in Cig ad aprile - nella settimana di intervista - sono stati quasi 3,5 milioni. \"Nella difficile situazione economica generata dalle misure di contrasto alla pandemia, la presenza di una consistente porzione di occupazione non regolare rappresenta un ulteriore fattore di fragilit\u00e0 per un numero elevato di famiglie\". Si legge nel Rapporto. \"Nella media del triennio 2015-2017 circa 2,1 milioni di famiglie (per oltre 6 milioni di individui) hanno almeno un occupato irregolare. La met\u00e0, poco pi\u00f9 di un milione, ha esclusivamente occupati non regolari\".<\/p>\n<p>Durante il lockdown la quota di chi ha lavorato da casa, almeno per alcuni giorni nell'arco del mese, \u00e8 aumentata, coinvolgendo pi\u00f9 di 4 milioni di occupati. \"La stima dell'ampiezza potenziale del lavoro da remoto, basata sulle caratteristiche delle professioni, porta a contare 8,2 milioni di occupati (il 35,7%)\", fa sapere l'Istituto. \"Si scende a 7 milioni escludendo gli impieghi per cui in condizioni di normalit\u00e0 \u00e8 comunque preferibile la presenza (ad esempio gli insegnanti)\". Nel 2019, rileva l'Istat, \"meno di un milione di questi occupati ha effettivamente lavorato da casa\".<\/p>\n<p>\"L'emergenza sanitaria interviene a valle di un lungo periodo in cui il servizio sanitario nazionale \u00e8 stato interessato da un ridimensionamento delle risorse\". \"Dal 2010 al 2018 la spesa sanitaria pubblica \u00e8 aumentata solo dello 0,2% medio annuo a fronte di una crescita economica dell'1,2%\", si spiega. La spesa per investimenti delle aziende sanitarie \u00e8 scesa dai 2,4 miliardi del 2013 a poco pi\u00f9 di 1,4 miliardi nel 2018. Rispetto al 2012 \"il solo personale a tempo indeterminato del comparto sanit\u00e0 si \u00e8 ridotto di 25.808 unit\u00e0 (-3,8%): i medici sono passati da 109mila a 106mila (-2,3%) e il personale infermieristico da 272mila a 268mila (-1,6%)\".<\/p>\n<p>\"La pandemia ha avuto un significativo impatto sulla quantit\u00e0 e il tipo di offerta del sistema sanitario e ne potrebbe influenzare la dinamica e l\u2019organizzazione anche in futuro\". In risposta allo stress della domanda correlata al covid-19, tutti i servizi sanitari regionali hanno reagito limitando l\u2019offerta ordinaria, rinviando gli interventi programmati differibili e scoraggiando la domanda non urgente. Il timore del contagio ha avuto un ruolo importante nel limitare la domanda. Si \u00e8 ridotta drasticamente l\u2019offerta di interventi di chirurgia elettiva non urgente, ma non \u00e8 cambiata l\u2019offerta di interventi non differibili in ambito oncologico ed ortopedico.<\/p>\n<p>\"La rapida caduta della natalit\u00e0 potrebbe subire un'ulteriore accelerazione nel periodo post-Covid\". \"Recenti simulazioni, che tengono conto del clima di incertezza e paura associato alla pandemia in atto, mettono in luce un suo primo effetto nell'immediato futuro; un calo che dovrebbe mantenersi nell'ordine di poco meno di 10mila nati, ripartiti per un terzo nel 2020 e per due terzi nel 2021\". E La prospettiva peggiora se si tiene conto dello shock sull'occupazione. I nati scenderebbero a circa 426mila nel bilancio finale del corrente anno, per poi ridursi a 396mila, nel caso pi\u00f9 sfavorevole, in quello del 2021\".<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 3 Lug 2020 &#8211; Il Presidente dell&#8217;Istat Gian Carlo Blangiardo ha presentato oggi a Palazzo Montecitorio il &#8220;Rapporto annuale 2020. 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