{"id":191174,"date":"2020-03-31T12:32:31","date_gmt":"2020-03-31T10:32:31","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=186874"},"modified":"2020-03-31T12:32:31","modified_gmt":"2020-03-31T10:32:31","slug":"coronavirus-imprese-in-sardegna-il-46-delle-attivita-produttive-52mila-sono-chiuse-per-decreto-26mila-sono-artigiane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2020\/03\/31\/coronavirus-imprese-in-sardegna-il-46-delle-attivita-produttive-52mila-sono-chiuse-per-decreto-26mila-sono-artigiane\/","title":{"rendered":"Coronavirus-Imprese\u2014In Sardegna il 46% delle attivit\u00e0 produttive (52mila) sono chiuse per Decreto: 26mila sono artigiane."},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 31 Mar 2020 - Supera il 46% la percentuale delle imprese sarde di tutti i settori chiuse per Decreto. Sono infatti circa 52mila attivit\u00e0 \u2013 si legge in un comunicato di Confartigianato Sardegna - che hanno lasciato a casa oltre 126mila tra addetti e dipendenti. Tra i settori colpiti dal blocco, c\u2019\u00e8 l\u2019artigianato con oltre 26mila imprese (circa il 70% del settore) e circa 70mila lavoratori; a questo numero ufficiale bisogna aggiungere quelle che stanno svolgendo l\u2019attivit\u00e0 in modo parziale o ridotto, quelle che hanno deciso di chiudere per l\u2019impossibilit\u00e0 di reperire sistemi di protezione individuali o di mantenere il \u201cdistanziamento sociale\u201d, quelle senza richieste di prodotto o servizio e quelle che hanno difficolt\u00e0 a reperire materie prime, semilavorati o ricambi. Tutte chiuse anche le 22.378 imprese edili, di cui il 58,1% artigiane (13.011 realt\u00e0), che impiegano oltre 40mila addetti<\/p>\n<p>Una \u201cbomba sociale\u201d che interessa almeno 100mila famiglie sarde e oltre 300mila persone in attesa del sostegno statale o degli Enti bilaterali delle attivit\u00e0 produttive.<\/p>\n<p>Le stime sono dell\u2019Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna, che ha analizzato la situazione sulla base dei codici Ateco inseriti nei Decreti e negli aggiornamenti che si sono seguiti dall\u201911 marzo in poi.<\/p>\n<p>Tutte le imprese, soprattutto quelle artigiane obbligate a stare chiuse, stanno pagando un prezzo altissimo alla crisi \u2013 afferma nella nota Antonio Matzutzi, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna \u2013 e le piccole attivit\u00e0 che ancora possono lavorare stanno dimostrando ancora una volta il loro grande senso civico facendo il loro dovere e la loro parte. Abbiamo condiviso la necessit\u00e0 di limitare alle attivit\u00e0 essenziali la possibilit\u00e0 di lavorare, consapevoli dell\u2019impatto economico ma con la convinzione che la responsabilit\u00e0 sociale che ci caratterizza ci obbligasse a scelte dolorose ma utili per il Paese\u201d.<\/p>\n<p>Le imprese artigiane chiuse in Sardegna<\/p>\n<p>Tra le imprese artigiane chiuse i settori maggiormente colpiti sono: l\u2019edilizia (esclusi gli installatori di impianti che possono operare) con circa 13mila aziende chiuse, seguite dal comparto del benessere 2.900, dalla metalmeccanica con 2.000, la moda 300, il legno\/arredo con 1.500 e l\u2019artistico allargato con 7.000 attivit\u00e0 chiuse.<\/p>\n<p>Sul fronte degli addetti artigiani che restano senza lavoro, in totale in regione, le aziende artigiane lasciano a casa oltre 68mila persone tra dipendenti, titolari, soci e collaboratori familiari. In questo caso il settore pi\u00f9 coinvolto in termini assoluti \u00e8 sempre l\u2019edilizia con oltre 35mila persone, il benessere con 7mila, metalmeccanica 5mila, moda 800, legno\/arredo con 4mila e 16mila quelli che operano nell\u2019artistico allargato.<\/p>\n<p>Le imprese artigiane aperte e in \u201cprima linea\u201d in Sardegna.<\/p>\n<p>Sotto la plancia della nave Sardegna e Italia, in ogni caso, vi sono attivit\u00e0 che tengono viva l\u2019Isola, come il resto del Paese durante il\u00a0confinamento in casa\u00a0e nelle quali vi \u00e8 una elevata presenza di micro e piccole imprese.<\/p>\n<p>L\u2019autotrasporto\u00a0garantisce la logistica delle merci, rifornendo il commercio alimentare e la grande distribuzione, mentre l\u2019autoriparazione\u00a0provvede agli interventi di emergenza sui mezzi. La sanificazione degli ambienti di lavoro \u00e8 affidata alle\u00a0imprese delle pulizie e disinfestazione. Le imprese dell\u2019alimentare\u00a0garantiscono la panificazione e la produzione di beni essenziali per l\u2019alimentazione. Per un guasto agli impianti, per l\u2019adeguamento della connettivit\u00e0 e dei sistemi di rete e wirless di case e aziende possiamo affidarci alle imprese dell\u2019impiantistica elettrica, elettronica e termoidraulica,\u00a0essenziali anche per l\u2019assistenza alle strutture ospedaliere e per la predisposizione in corso dei nuovi reparti di terapia intensiva. Per manutenzione dei capi di abbigliamento sono a disposizione imprese di\u00a0lavanderia e pulitura. La limitata circolazione delle persone, ma spesso dettata da cause di urgenza e di emergenza, come nel caso del trasporto dei medici, \u00e8 garantita da\u00a0taxi e imprese di noleggio autovetture con conducente. Attivit\u00e0 di smart working e funzionalit\u00e0 dei nostri devices, indispensabili per garantire la limitata socialit\u00e0 di queste settimane \u00e8 garantita dalle imprese di\u00a0riparazione di computer e apparecchiature per le comunicazioni.<\/p>\n<p>In tutti questi\u00a0comparti in prima linea nella battaglia contro il coronavirus\u00a0operano le imprese artigiane. In Sardegna sono 10.307 le imprese artigiane aperte e che mandano avanti l\u2019economia sarda, il 29,6 del totale del comparto che conta 34.766 aziende. 1.455 sono quelle alimentari, 2.981 dell\u2019installazione impianti, 2.375 della manutenzione autoveicoli, 643 del trasporto persone, 1488 del trasporto merci, 109 delle attivit\u00e0 di supporto ai trasporti, 701 le imprese di pulizia e disinfestazione, 231 di riparazione di pc e sistemi informatici, 292 della lavanderia, 31delle onoranze funebri e servizi connessi;<\/p>\n<p>Il sostegno alle imprese artigiane chiuse e ai loro dipendenti.<\/p>\n<p>Le imprese artigiane in questo periodo di grande difficolt\u00e0 possono accedere agli ammortizzatori sociali garantiti dai recenti decreti attraverso il Fondo Fsba, un Fondo nazionale costituito ormai 4 anni fa ad iniziativa delle organizzazioni di rappresentanza dell\u2019Artigianato e dai sindacati di categoria: nei casi, oggi troppo frequenti, di sospensione totale o parziale dell\u2019attivit\u00e0 d\u2019impresa, per motivi legati all'emergenza sanitaria le imprese possono contare su Fsba, un fondo nazionale al quale la normativa ha affidato il compito di garantire gli ammortizzatori sociali alle imprese in difficolt\u00e0 per via dell\u2019emergenza Coronavirus. Il Fondo, quindi, \u00e8 l\u2019ammortizzatore sociale a disposizione delle imprese artigiane, da quelle del settore artistico a quelle del benessere, e garantisce loro, per questi primi mesi di emergenza, un sostegno al reddito, che li permetta di evitare licenziamenti e chiusure aziendali, soluzioni sempre dolorose per i nostri artigiani: le imprese potranno avere tutte le informazioni contattando gli uffici territoriali di Confartigianato o l\u2019Ente Bilaterale Artigiano della Sardegna<\/p>\n<p>Il Fsba non riguarda, invece, le imprese artigiane dell\u2019edilizia, che potranno accedere ad un altro ammortizzatore sociale, la Cassa integrazione Ordinaria, facendone richiesta all\u2019INPS, seguendo una procedura peraltro semplificata per via della situazione, attraverso gli uffici di Confartigianato sul territorio o il proprio consulente. A questo proposito, la Cassa Artigiana dell\u2019Edilizia della Sardegna, costituita da Confartigianato Sardegna e le organizzazioni sindacali regionali, potr\u00e0 fornire tutte le informazioni e delucidazioni che le nostre imprese dovessero richiedere.<\/p>\n<p>L\u2019edilizia in Sardegna e l\u2019attivit\u00e0 della Cassa Artigiana dell\u2019Edilizia della Sardegna (Caes).<\/p>\n<p>Tutte chiuse le 22.378 imprese edili, di cui il 58,1% artigiane (13.011 realt\u00e0), che impiegano oltre 40mila addetti. Tra il 2008 e il 2017, il comparto ha perso il 34,4% della sua forza, con oltre 22mila imprese che hanno cessato definitivamente l\u2019attivit\u00e0, lasciando per strada pi\u00f9 di 45mila addetti. Il comparto ha anche subito un crollo verticale anche del valore aggiunto: tra il 2007 e il 2016 \u00e8 calato del 27,7%, corrispondente a un mancato giro d\u2019affari di 652 milioni di euro. Infatti, se nel 2007 era di 2 miliardi e 351milioni nel 2015 \u00e8 passato a 1 miliardo e 657 milioni. Nel 2017 l\u2019incidenza sul valore aggiunto delle Costruzioni sull\u2019economia regionale della Sardegna \u00e8 stata del 5,6%.<\/p>\n<p>A sostenere le imprese artigiane dell\u2019edilizia, c\u2019\u00e8 la Caes, la Cassa Artigiana dell\u2019Edilizia della Sardegna che eroga una serie di prestazioni come l\u2019accesso agli ammortizzatori sociali quali la Cassa Integrazione Ordinaria e in Deroga e l\u2019assegno ordinario.<\/p>\n<p>Le proposte per uscire dalla crisi.<\/p>\n<p>Dobbiamo prepararci alla fine della \u201cquarantena\u201d. Per le imprese occorrono sostegno e incentivi per la \u201ctenuta in moto delle attivit\u00e0 produttive\u201d, per consentir loro di restare attive anche senza poter lavorare, taglio del carico fiscale, riapertura, anche graduale, delle attivit\u00e0 a quarantena conclusa e accesso al credito \u201csprint\u201d ovvero immediata liquidit\u00e0 con zero burocrazia. Per la popolazione dobbiamo vedere attentamente ci\u00f2 che sta succedendo in Cina ovvero il fenomeno del \u201crevenge spending\u201d, letteralmente, spendere per vendicarsi, con file nei negozi per rifarsi del tempo perduto. Ai primi posti delle cose che si vogliono fare ci sono: andare al ristorante, viaggiare, festeggiare e fare shopping. E quindi per qui proponiamo alcune soluzioni: sostegno alla capacit\u00e0 di spesa (come il taglio del cuneo fiscale), detrazioni al 100% per ristrutturazioni e manutenzioni, e altri bonus che possano incentivare gli acquisti o la fruizione di servizi.<\/p>\n<p>\u201cPer affrontare la\u00a0crisi di liquidit\u00e0 delle piccole imprese \u2013 suggerisce Matzutzi \u2013 come prima cosa ci sar\u00e0 la fondamentale necessit\u00e0 di un intervento massiccio da parte dello Stato, con un forte potenziamento di risorse, per innescare un meccanismo virtuoso in cui le banche dovranno adeguarsi per consentire l\u2019erogazione del credito agli imprenditori con istruttorie veloci e semplici\u201d.<\/p>\n<p>\u201cDopo aver messo in sicurezza le nostre imprese e i nostri dipendenti \u2013 conclude Matzutzi \u2013 occorrono fatti certi, rapidi e concreti per permettere a tutti di ripartire quando questa emergenza si concluder\u00e0\u201d. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 31 Mar 2020 &#8211; Supera il 46% la percentuale delle imprese sarde di tutti i settori chiuse per Decreto. 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