{"id":188721,"date":"2020-05-08T09:17:23","date_gmt":"2020-05-08T07:17:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=188721"},"modified":"2020-05-08T09:17:23","modified_gmt":"2020-05-08T07:17:23","slug":"covid-19-gli-effetti-della-pandemia-sul-sistema-delle-pmi-indagine-della-cna-il-65-degli-artigiani-sardi-e-molto-preoccupato-per-questa-crisi-solo-una-piccola-percentuale-21-guarda-al-futuro-co","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2020\/05\/08\/covid-19-gli-effetti-della-pandemia-sul-sistema-delle-pmi-indagine-della-cna-il-65-degli-artigiani-sardi-e-molto-preoccupato-per-questa-crisi-solo-una-piccola-percentuale-21-guarda-al-futuro-co\/","title":{"rendered":"Covid 19, gli effetti della Pandemia sul sistema delle Pmi: indagine della Cna: il 65% degli artigiani sardi \u00e8 molto preoccupato per questa crisi, solo una piccola percentuale (2,1%) guarda al futuro con ottimismo"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 8 Maggio 2020 - L\u2019emergenza Covid sta lasciando strascichi drammatici sul tessuto economico sardo.\u00a0Il 65% degli artigiani sardi \u00e8 estremamente preoccupato e soltanto una piccola percentuale (il 2,1%) guarda al futuro con un po\u2019 di ottimismo. Le imprese sarde giudicano poco chiare e di difficile applicazione le misure di distanziamento sociale imposte dal Governo e reputano gli interventi a favore dell\u2019economia insufficienti ad arginare la portata della crisi in corso. Nonostante le criticit\u00e0, il mondo delle piccole e medie imprese sarde condivide comunque la scelta di una ripartenza graduale prevista dalla cosiddetta Fase 2 dell\u2019emergenza. Solo l\u20198,7% avrebbe voluto ripartire immediatamente, anche a costo di una nuova ondata di contagi. Quasi la met\u00e0 degli imprenditori (oltre il 47%) ritiene invece che si debba ripartire con gradualit\u00e0 e seguendo una programmazione comunicata preventivamente e con chiarezza.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge da un\u2019indagine della Cna nazionale \u2013 effettuata tra il 20 e il 26 aprile scorsi su un campione complessivo di 14 mila imprese italiane \u2013 che ha registrato la partecipazione di 239 imprese sarde rappresentative dell\u2019intero sistema dell\u2019artigianato e delle micro e piccole imprese. I settori con maggior peso nell\u2019isola sono stati quelli delle costruzioni (27,5%) e delle attivit\u00e0 di produzione (16,9%). A testimonianza delle micro dimensioni delle nostre imprese, il 91% del campione intervistato ha meno di dieci addetti: il 57,32% ha tra uno e quattro addetti, mentre quasi un terzo (il 23,1%) non ha dipendenti e\/o collaboratori.<\/p>\n<p>L\u2019indagine della Cna - Dall\u2019indagine della Cna emerge che\u00a0il 71,1% delle imprese isolane ha sospeso completamente l\u2019attivit\u00e0 dopo il 23 marzo\u00a0mentre la restante quota ha potuto continuare ad operare o perch\u00e9 inclusa nel novero dei settori di \u201cutilit\u00e0 essenziale\u201d (22,3%), o perch\u00e9 ha fatto comunicazione al Prefetto (in questa fattispecie, pari 1,9%, rientrano le imprese che operano nelle filiere dei settori di utilit\u00e0 essenziale) o perch\u00e9 si \u00e8 organizzata tramite le consegne a domicilio (4,7%).<\/p>\n<p>Nella prima parte dell\u2019indagine \u00e8 stato chiesto agli imprenditori di valutare l\u2019azione realizzata nei mesi passati dal Governo che ha riguardato sia il contenimento dell\u2019emergenza sanitaria con la limitazione agli spostamenti personali e la chiusura delle attivit\u00e0 economiche sia i provvedimenti a sostegno del sistema.<\/p>\n<p>Giudizio sulle misure di contenimento dell\u2019emergenza sanitaria.\u00a0Le misure di limitazione degli spostamenti e di sospensione delle attivit\u00e0 sono state giudicate\u00a0necessarie dal 41,7%\u00a0dei rispondenti ed\u00a0efficaci dal 40,8%. In entrambi i casi i giudizi positivi superano quelli negativi di quasi venti punti a evidenza che secondo gli imprenditori il distanziamento sociale appare di fatto come la medicina necessaria pi\u00f9 potente per contenere il virus.<\/p>\n<p>Giudizio sulle misure a favore delle imprese e l\u2019economia.\u00a0 Gli artigiani sardi sono critici anche sulle modalit\u00e0 scelte dal governo per arginare il crescente disagio economico e sociale connesso alla chiusura dell\u2019economia. In particolare, con i provvedimenti volti a favorire il mantenimento dell\u2019occupazione nel periodo di confinamento e a contrastare la carenza di liquidit\u00e0 (moratoria sui finanziamenti, credito agevolato, sospensione dei versamenti fiscali e contributivi).<\/p>\n<p>In particolare, le micro e piccole imprese sarde hanno giudicato gli interventi a favore dell\u2019economia non sufficienti per arginare la portata della crisi in corso. Infatti, questi vengono giudicati positivamente da poche imprese sarde per le parti riguardanti la moratoria sui finanziamenti (21,8%), la sospensione dei versamenti (28,9%) e gli ammortizzatori sociali (19,9%). Ancor meno apprezzate le misure sul credito per le quali la quota di giudizi positivi arriva ad appena 7 punti percentuali.<\/p>\n<p>Gli ammortizzatori sociali.\u00a0Gli ammortizzatori sociali sono stati lo strumento utilizzato in maggior misura dalle imprese (72,4%), una impresa su due ha presentato domanda per ottenere credito aggiuntivo e il 35,1% ha chiesto la moratoria sui finanziamenti. Solo il 42,3% ha potuto avvalersi della sospensione dei versamenti fiscali e contributivi.<\/p>\n<p>In particolare,\u00a0la richiesta di ammortizzatori sociali ha riguardato complessivamente il 72,4% delle imprese con dipendenti (nel 59,5% per sospensione a zero ore)\u00a0ed \u00e8 risultata particolarmente accentuata nei settori manifatturieri nei quali il confinamento ha comportato una brusca interruzione dell\u2019attivit\u00e0: la moda (50,0%), la produzione (72,7%), il legno e arredo (86,4%), i servizi per la persona (100%). In tutti questi settori le richieste di sospensione a zero ore superano abbondantemente i cinquanta punti percentuali. Di contro, una richiesta di ammortizzatori sociali meno accentuata, ma comunque rilevante, \u00e8 giunta dalle imprese che operano nei cosiddetti settori di \u201cutilit\u00e0 essenziale\u201d che hanno continuato ad operare (servizi alle imprese e trasporti\/logistica). Da notare che nell\u2019attesa che i lavoratori ricevessero la cassa integrazione il 14% delle aziende ha anticipato l\u2019importo.<\/p>\n<p>Venendo alla Fase 2 iniziata lo scorso 4 maggio, il 50,8% delle imprese sarde ha dichiarato di essersi dotato dei dispositivi e delle misure imposte dal Governo per riprendere l\u2019attivit\u00e0\u00a0e prevenire rischi per dipendenti e clientela (distanziamento tra le persone, utilizzo di dispositivi di protezione individuale, misure di igienizzazione, controlli salute etc).\u00a0Il 25,9% non sta ancora adeguando l\u2019attivit\u00e0 alle nuove disposizioni e la restante parte (il 23,4%) non sa esattamente come procedere.<\/p>\n<p>Le imprese che si dichiarano pi\u00f9 avanti nell\u2019adozione delle misure di sicurezza, operano soprattutto nei settori che hanno sub\u00ecto meno il confinamento (alimentari e bevande, trasporto e logistica e servizi per le imprese). Pi\u00f9 in ritardo quelle che operano nei settori in cui \u00e8 pi\u00f9 frequente il contatto con i clienti finali e per i quali resta ancora incerta la data di riapertura (filiera del turismo e servizi per la persona).<\/p>\n<p>Nel tessuto economico isolano vi \u00e8 per\u00f2 la consapevolezza che nei prossimi mesi, nei quali dovremo convivere con il virus, i ritmi di attivit\u00e0 registreranno forti diminuzioni determinate in molti casi proprio dalle nuove misure di sicurezza. Soltanto per il 13,7% delle imprese queste misure non avranno alcun impatto. Per il restante 85,3% esse invece determineranno un peggioramento dei risultati aziendali, dovuto nel 34% dei casi ai maggiori costi di gestione e nel 52,3% dei casi alla riduzione dell\u2019attivit\u00e0. Per tutti settori l\u2019adozione delle nuove norme impatter\u00e0 fortemente sull\u2019attivit\u00e0 delle imprese.\u00a0Gli effetti negativi pi\u00f9 rilevanti sono per\u00f2 attesi dalle imprese che operano a stretto contatto con la clientela finale: il turismo (100%) e i servizi per la persona (89,9%).<\/p>\n<p>Fatta eccezione per il solo comparto dell\u2019alimentare\u00a0tutti i settori saranno penalizzati soprattutto dal rallentamento e dalla riduzione dell\u2019attivit\u00e0. Questo dato, di per s\u00e9 non sorprendente, riflette in parte l\u2019impatto che il confinamento ha avuto sui rapporti che le imprese avevano con la clientela prima dell\u2019emergenza. Solo il 18,8% delle imprese dichiara di non avere perso clienti a causa dell\u2019emergenza. Il 23,4% ha invece registrato gi\u00e0 una riduzione del numero di clienti mentre\u00a0il 51,3% potrebbe subire una erosione del portafoglio clienti se l\u2019economia non dovesse ripartire a ritmi adeguati e in tempi brevi.<\/p>\n<p>Aumento dei costi, riduzione dell\u2019attivit\u00e0 e perdita dei clienti sono solo alcuni elementi che impatteranno sul fatturato 2020 che, complessivamente in Italia, \u00e8 atteso in diminuzione di circa 42 punti percentuali rispetto al 2019. \u00c8 una perdita attesa assai rilevante, considerato che il confinamento dovrebbe durare complessivamente sei settimane, che incorpora evidentemente le difficolt\u00e0 emerse prima della sospensione delle attivit\u00e0 economiche, la lentezza con cui l\u2019economia italiana e quella globale potrebbero ripartire, il timore di una eventuale successiva ondata di contagi.\u00a0\u00a0Le perdite maggiori sono previste dalle imprese che operano nella filiera del turismo dove il fatturato potrebbe diminuire del 70\/80% in un anno. \u00c8 l\u2019ennesima conferma che questo settore \u00e8 il pi\u00f9 penalizzato dalla crisi anche perch\u00e9 per lungo tempo dovr\u00e0 fare a meno della domanda proveniente dall\u2019estero.<\/p>\n<p>Il secondo settore per perdite attese (-50%) \u00e8 la moda. Il confinamento ha determinato la cancellazione della presentazione delle nuove collezioni oltre che il crollo della domanda, sia interna che estera. Infine, a completare il podio dei settori in maggiore difficolt\u00e0 vi sono, quasi appaiati, il commercio, i servizi per la persona.<\/p>\n<p>Nonostante le aspettative per il futuro siano improntate al pessimismo, tra gli imprenditori sardi prevale comunque il senso di responsabilit\u00e0 e una visione chiara circa le azioni che dovranno essere intraprese per risalire la china.\u00a0Pensando agli ambiti in cui investire nel prossimo futuro, dopo la fine dell\u2019emergenza, il consenso del 81,3% degli imprenditori sardi converge sulla sicurezza. A livello settoriale, questo dato registra il valore pi\u00f9 alto nel settore dei servizi per la persona (80,7%) a conferma che anche nei settori maggiormente penalizzati dalle difficolt\u00e0 del momento vi \u00e8 la consapevolezza che nel medio-lungo periodo non vi pu\u00f2 essere prosperit\u00e0 economica senza la salute. Non a caso solo l\u20198,7% delle imprese sarde ritiene che l\u2019economia debba ripartire immediatamente, anche a costo di una nuova ondata di contagi. Quasi la met\u00e0 degli imprenditori (oltre il 47%) \u00e8 invece convinta che si debba ripartire con gradualit\u00e0 e seguendo una programmazione comunicata preventivamente e con chiarezza. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 8 Maggio 2020 &#8211; L\u2019emergenza Covid sta lasciando strascichi drammatici sul tessuto economico sardo.\u00a0Il 65% degli artigiani sardi \u00e8 estremamente preoccupato e soltanto una&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":187727,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,51,53],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188721"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=188721"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/188721\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/187727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=188721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=188721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=188721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}