{"id":187726,"date":"2020-04-16T10:19:59","date_gmt":"2020-04-16T08:19:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=187726"},"modified":"2020-04-16T10:19:59","modified_gmt":"2020-04-16T08:19:59","slug":"cna-sardegna-emergenza-sanitaria-covid-19-in-sardegna-recessione-superiore-a-quella-nazionale-e-al-sud-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2020\/04\/16\/cna-sardegna-emergenza-sanitaria-covid-19-in-sardegna-recessione-superiore-a-quella-nazionale-e-al-sud-italia\/","title":{"rendered":"Cna Sardegna &#8211; Emergenza sanitaria Covid 19: In Sardegna recessione superiore a quella nazionale e al Sud Italia"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 16 Apr 2020 - L\u2019emergenza sanitaria rischia di avere un impatto sull\u2019economia della Sardegna ancora pi\u00f9 devastante rispetto al resto d\u2019Italia.\u00a0 Nonostante l\u2019Isola sia stata colpita dall\u2019epidemia in misura meno grave soprattutto rispetto alle regioni del Nord-Ovest\u00a0 (come tutto il centro-sud, d\u2019altronde) le conseguenze del lock-down e della riduzione della domanda aggregata che condizioner\u00e0 la fase di ripartenza lasceranno il segno: considerando che ad inizio anno le attese erano per una seppur blanda crescita economica (intorno al +0,3%), l\u2019economia sarda nel 2020 rischia di vedere andare in fumo come minimo 3 miliardi di euro (4,4 miliardi nel caso del protrarsi delle restrizioni fino a giugno).<\/p>\n<p>Secondo una analisi del Centro Studi della Cna Sardegna, - si legge in una nota diffusa stamane a Cagliari - \u00a0l\u2019isola infatti, per via di una serie di vulnerabilit\u00e0 strutturali della sua economia (tra cui, il pi\u00f9 alto peso del settore turistico, l\u2019elevata quota di lavoratori precari, una maggiore esposizione al rischio liquidit\u00e0 per le imprese, un settore delle costruzioni pi\u00f9 vulnerabile, l\u2019altissima quota di export nel settore petrolifero), nel 2020 potrebbe sperimentare una recessione superiore sia a quella nazionale, sia a quella delle regioni del Sud.<\/p>\n<p>Coerentemente con gli scenari sviluppati dall\u2019ultima nota congiunturale dell\u2019Istat, la CNA ha stimato l\u2019impatto economico innescato dall\u2019emergenza sanitaria considerando due scenari: il primo tiene conto di un blocco dell\u2019attivit\u00e0 economica ristretto ai mesi di marzo e aprile e di una graduale riapertura nei successivi trimestri dell\u2019anno; il secondo ipotizza l\u2019estensione del periodo di chiusura delle attivit\u00e0 non essenziali anche ai mesi di maggio e giugno.<\/p>\n<p>Analizzando l\u2019impatto sulle diverse componenti del PIL - ovvero spesa finale di famiglie, residenti e non residenti (e quindi turisti), spesa della PA (tra cui sanit\u00e0, scuole e protezione sociale), investimenti (macchinari e costruzioni), import ed export - il risultato \u00e8 che nel primo caso (due mesi di stop economico e distanziamento sociale) il PIL regionale potrebbe crollare del -9,6% rispetto allo scenario base (ovvero, il 2020 senza emergenza sanitaria) e di quasi il -15% nello scenario peggiore (quattro mesi di lock-down). Si tratta di un risultato peggiore sia rispetto al -9,1% previsto per il Pil nazionale (-14,2% nello scenario pi\u00f9 grave), sia rispetto al -6,8% del Mezzogiorno (-11,5% nel secondo scenario).<\/p>\n<p>In sostanza, - aggiunge - considerando che ad inizio anno le attese erano per una seppur blanda crescita economica (intorno al +0,3%), l\u2019economia sarda nel 2020 rischia di vedere andare in fumo oltre 3 miliardi di euro (4,4 miliardi nel caso pi\u00f9 grave).<\/p>\n<p>L\u2019analisi della Cna - \u201cSiamo di fronte ad un evento, i dati del Fondo Monetario di ieri l\u2019altro lo confermano, che per effetti prodotti non ha precedenti - commentano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu presidente e segretario regionale CNA -. La crisi determina la pi\u00f9 grave caduta in un solo trimestre della produzione e dell\u2019occupazione a livello mondiale che si sia mai registrata nella storia del capitalismo, inclusi i periodi di guerra. La Sardegna, come dimostra il nostro report, rischia per una serie di vulnerabilit\u00e0 strutturali della sua economia di sperimentare una recessione superiore alle altre aree del paese, meridione compreso. Sono richieste risposte eccezionali nelle dimensioni dell\u2019impegno finanziario e modalit\u00e0 indite e non convenzionali negli strumenti da mettere in campo per contrastare gli effetti della pandemia. Occorre guardare alle importanti e nuove opportunit\u00e0 offerte dall\u2019utilizzo dei fondi strutturali europei, sia per quanto attiene alla programmazione in corso ma soprattutto alla prossima 2021-2027, considerato che sono cadute molte delle rigidit\u00e0 e dei vincoli che ne rallentavano la gestione: dal venir meno dell\u2019obbligo del cofinanziamento nazionale, ai vincoli di concentrazione tematica, alla possibilit\u00e0 di trasferire risorse da un programma all\u2019altro.<\/p>\n<p>Occorre insomma \u2013 dichiarano i vertici Cna \u2013 aprire una nuova fase. La Giunta regionale riprogrammi con urgenza le coordinate entro cui collocare lo sforzo per l\u2019uscita dall\u2019emergenza sanitaria e l\u2019avvio della fase due della ripartenza dell\u2019economia. Per far questo occorre mettere in campo tutte le energie e gli sforzi necessari per avviare la ricostruzione economica, attraverso una cabina di regia partecipata dalle istituzioni regionali, locali e dalle forze sociali\u201d.<\/p>\n<p>Le maggiori criticit\u00e0 - Ma quali sono gli elementi che fanno della Sardegna una delle economie regionali in questo momento pi\u00f9 vulnerabili? In base all\u2019analisi della Cna un primo elemento riguarda la composizione della quota di occupazione \u201csospesa\u201d dal DCPM 11 marzo 2020 e dal DM Mise 25.<\/p>\n<p>Sebbene in Sardegna la percentuale complessiva di lavoratori fermati dai decreti sia inferiore alla media nazionale (il 27% contro il 33%), - continua la nota - tra di essi ben oltre la met\u00e0 (il 54%, contro il 34% nazionale e il 40% delle regioni del Sud) \u00e8 composta da dipendenti con contratti a termine o partite iva senza dipendenti, ovvero la componente pi\u00f9 fragile e pi\u00f9 esposta al rischio di perdita del lavoro o di disagio economico. A questo va aggiunto che la Sardegna \u00e8, tra le regioni italiane, la quarta per incidenza del turismo sull\u2019occupazione e la terza per incidenza del turismo sul valore aggiunto, con il settore turistico che in assoluto \u00e8 destinato a pagare le conseguenze maggiori della crisi attuale (ad esempio, secondo Cerved al livello nazionale ricettivit\u00e0 e agenzie di viaggio rischiano di perdere il 30-35% di fatturato, trasporti aerei e autonoleggio tra il 20 e il 25%, in uno scenario di blocco dell\u2019attivit\u00e0 fino a Maggio).<\/p>\n<p>Questi elementi rappresentano fattori di forte vulnerabilit\u00e0 che si traducono in un probabile maggiore impatto negativo sulla spesa finale delle famiglie residenti e non residenti (i turisti).<\/p>\n<p>Se poi si guarda agli investimenti delle imprese in macchinari e impianti, il problema in questo caso \u00e8 la capacit\u00e0 di autofinanziamento delle aziende, ovvero la crisi di liquidit\u00e0 indotta dal blocco dell\u2019attivit\u00e0 economica e dalle conseguenze nel medio-breve termine, ad esempio, in termini di difficolt\u00e0 di approvvigionamento bancario, che sar\u00e0 necessario per far fronte alle spese correnti e, quindi, a quelle in conto capitale programmate. In questo caso la minore quota di fatturato delle imprese soggetto a \u201csospensione\u201d ministeriale \u00e8 controbilanciata dalla percentuale in assoluto pi\u00f9 elevata tra le regioni italiane della quota di crediti deteriorati gestiti dalle banche regionali (il 29,4%, contro una media nazionale del 18% e del 24% al Sud); questo elemento, in particolare, espone il sistema regionale al rischio di una pi\u00f9 intensa restrizione del mercato del credito nella fase pi\u00f9 critica.<\/p>\n<p>Altro elemento di vulnerabilit\u00e0 riguarda gli investimenti in costruzioni; il settore stava lentamente recuperando da una fase di crisi epocale che aveva lasciato per strada, in dieci anni (dal 2010 al 2019) qualcosa come 2.800 imprese, il 13% del totale dello stock attivo nel 2010, quasi tutte piccole e medie imprese artigiane (tra gli artigiani nell\u2019edilizia il calo \u00e8 stato del -22%, 3.580 imprese in meno in un decennio). Nonostante questa ecatombe, nel 2019 il 65% delle imprese edilizie in Sardegna \u00e8 ancora fatto da artigiani, molti dei quali rischiano di non sopravvivere ad una nuova crisi settoriale. A questo proposito, il centro studi Cna ha stimato un crollo degli investimenti in costruzioni in Italia superiore al -20% nel 2020, e le dinamiche che l\u2019industria delle costruzioni in Sardegna aveva sperimentato nel quadriennio 2008-2011, pi\u00f9 negative del dato medio nazionale, suggeriscono che il calo in Regione, a consuntivo, potr\u00e0 essere anche maggiore.<\/p>\n<p>Infine anche l\u2019export potrebbe non aiutare ed \u00e8 vero che la domanda estera di prodotti sardi nel comparto alimentare \u00e8 cresciuta nel 2019, specialmente per quanto riguarda formaggi e prodotti lattiero caseari (il settore agroalimentare potrebbe subire di meno il calo della domanda internazionale nel 2020), tuttavia, oltre l\u201980% del valore delle esportazioni regionali \u00e8 rappresentato da prodotti petroliferi raffinati (il peso del comparto agroalimentare \u00e8 di appena il 3,1%), un settore \u2013 conclude il comunicato della Cna Sarda - che nel 2020 \u00e8 destinato a subire un tracollo delle vendite globali e che, oltre al calo della domanda, sta affrontando le conseguenze delle diatribe in seno ai principali paesi produttori (cio\u00e8, Arabia Saudita e Russia) sul contenimento della produzione (le quotazioni del greggio nella media del 2020 potrebbero assestarsi intorno ai 35 dollari al barile, dai 61 dollari del 2019). A titolo di esempio, nel 2009, anno dell\u2019ultima recessione globale, il valore dell\u2019export regionale era crollato del -44%, ben al di sopra del -21% medio nazionale. Red-com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 16 Apr 2020 &#8211; L\u2019emergenza sanitaria rischia di avere un impatto sull\u2019economia della Sardegna ancora pi\u00f9 devastante rispetto al resto d\u2019Italia.\u00a0 Nonostante l\u2019Isola sia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":187727,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,51,53],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/187726"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=187726"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/187726\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/187727"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=187726"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=187726"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=187726"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}