{"id":173441,"date":"2019-04-30T08:59:59","date_gmt":"2019-04-30T06:59:59","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=173441"},"modified":"2019-04-30T08:59:59","modified_gmt":"2019-04-30T06:59:59","slug":"sport-e-benessere-il-perfezionismo-rubrica-a-cura-del-dottor-andrea-melis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2019\/04\/30\/sport-e-benessere-il-perfezionismo-rubrica-a-cura-del-dottor-andrea-melis\/","title":{"rendered":"Sport e Benessere &#8211; Il Perfezionismo \u2013 Rubrica a cura del Dottor Andrea Melis"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 30 Apr 2019 - La domanda da porsi \u00e8: quando ci si pu\u00f2 ritenere scivolati nel patologico, piuttosto che in una sana voglia di miglioramento?<\/p>\n<p>La risposta \u00e8: quando si arriva ad acquisire l'abitudine di esigere da s\u00e9 o dagli altri pi\u00f9 di quanto richiesto da un determinato contesto, allora ci si potr\u00e0 considerare preda del perfezionismo.<\/p>\n<p>Per dovere di cronaca stiamo parlando del Perfezionismo Clinico, un tratto del Disturbo Ossessivo Compulsivo di Personalit\u00e0 secondo il DSM V (Manuale Diagnostico e Statistico Dei Disturbi Mentali) e non di quello non patologico.<\/p>\n<p>Nel corso delle ricerche e delle esperienze cliniche sono stati individuate 3 tipologie di perfezionismo, che attualmente possono manifestarsi separatamente o in congiunzione:<br \/>\nPerfezionismo auto-orientato: che riflette la tendenza ad imporsi standard elevati e ad essere particolarmente critici e severi con s\u00e9 stessi.<br \/>\nPerfezionismo orientato verso l\u2019altro: caratterizzato dalla tendenza a definire standard elevati per gli altri, con valutazioni esigenti e rigorose rivolte alla prestazione altrui.<br \/>\nPerfezionismo socialmente prescritto: indica la tendenza a credere che gli altri nutrano aspettative elevate nei loro riguardi e rispetto alle loro prestazioni, e giudicheranno negativamente l\u2019eventuale fallimento (<a href=\"https:\/\/www.chiarafrancesconi.it\/letture\/comportamento-e-personalita\/76-perfezionismo-patologico.html\">https:\/\/www.chiarafrancesconi.it\/letture\/comportamento-e-personalita\/76-perfezionismo-patologico.html<\/a>).<\/p>\n<p>La definizione che vi offrir\u00f2 oggi a livello di bibliografia \u00e8 tratta dal Corso di Educazione Alimentare che feci anni fa con quello che considero uno dei miei mentori, il Dott. Giuseppe Musolino (Biologo Nutrizionista, diplomato ISEF, <a href=\"https:\/\/musolino.jimdo.com\">https:\/\/musolino.jimdo.com<\/a>), professionista che reputo molto acuto e sensibile.<\/p>\n<p>Da cosa parte il Perfezionismo?<\/p>\n<p>Talvolta, alla base di tutto c'\u00e8 una caparbia ricerca del successo, intesa anche come<br \/>\napprovazione degli altri; altre volte, invece, la motivazione \u00e8 insita nel succitato narcisismo, ovvero nel bisogno di evitare fallimenti.<\/p>\n<p>Per certi versi, tali caratteristiche potrebbero anche essere auspicabili, perch\u00e9 gli sforzi profusi si accompagnano spesso ad un aumento del senso di autostima.<br \/>\nIl problema \u00e8 che queste peculiarit\u00e0 vengono spinte fino al parossismo, tanto da tramutarle in difetti.<br \/>\nIl perfezionista, infatti, non ha il senso del limite: da una parte si considera onnipotente, dall'altra si sente estremamente insicuro, perch\u00e9 non riesce a comprendere quanto sforzo profondere per raggiungere il suo obiettivo.<\/p>\n<p>E allora, nel dubbio che non stia dando il massimo, infonde sempre maggiore impegno, come nel pi\u00f9 classico dei circoli viziosi.<\/p>\n<p>La paura di fallire genera ansia, che sviluppa insicurezza, che origina l'errore, che crea frustrazione, che innesca le alterazioni dell'umore, la depressione, l'intolleranza verso il prossimo, l'alienazione, l'isolamento sociale. La solitudine. Perch\u00e9 gli altri non sono all'altezza, sono inferiori, incapaci. Mediocri. Non ci si sforza di comprendere, apprezzare, accettare il resto del mondo.<\/p>\n<p>Un delirio egocentrico, in cui l'attitudine \u00e8 quella di criticare e sminuire l'operato altrui, ma anche il proprio.<\/p>\n<p>Tuttavia, tali conseguenze negative vengono solitamente ben tollerate, perch\u00e9 considerate attestazione dei propri sforzi.<\/p>\n<p>Quando gli obiettivi sono raggiunti, vengono subito sminuiti e di riflesso viene innalzato il livello dei successivi.<\/p>\n<p>In un perenne stato di insoddisfazione, in cui il motivo portante \u00e8 quello di dovere dimostrare sempre il proprio valore.<\/p>\n<p>In questo modo, il perfezionista finisce per impegnarsi a fondo in un numero di attivit\u00e0 via via sempre minore, finch\u00e9 non raramente queste si riducono ad una soltanto.<\/p>\n<p>La libert\u00e0 viene meno, si diventa schiavi di se stessi.<\/p>\n<p>Il pensiero diviene unidimensionale e unidirezionale, perch\u00e9 la perfezione, come la verit\u00e0, deve per definizione stare inequivocabilmente da un'unica parte, non pu\u00f2 stare in due contesti contemporaneamente, si parla allora di pensiero dicotomico o del \u201ctutto o nulla\u201d.<\/p>\n<p>Viene cio\u00e8 a mancare ogni sfumatura nel modo di pensare e di agire.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 visto in bianco o nero (o cos\u00ec o niente!), non esiste una via di mezzo: i risultati<br \/>\nconseguiti sono ottimi o disastrosi, la dieta si segue alla lettera o ci si abbuffa ad libitum, si va a correre tutti i giorni o mai, ci si dopa o si abbandona la palestra.<br \/>\nLa ricerca della perfezione pu\u00f2 facilmente intaccare anche la sfera nutrizionale, perch\u00e9 il perfezionista \u00e8 convinto che la stima degli altri sia condizionata al peso e alla condizione fisica raggiunta.<\/p>\n<p>La correlazione del perfezionismo con i disturbi del comportamento alimentare \u00e8 stata sottolineata da un gran numero di Autori.<\/p>\n<p>Per comodit\u00e0 di consultazione vi metto questo link a conferma di ci\u00f2 che \u00e8 scritto su come fonte ed evidenza scientifica (<a href=\"https:\/\/www.aidap.org\/2016\/perfezionismo-e-disturbi-dellalimentazione\/\">https:\/\/www.aidap.org\/2016\/perfezionismo-e-disturbi-dellalimentazione\/<\/a>).<\/p>\n<p>La paura del fallimento qui si traduce in timore di ingrassare, e per fronteggiare ci\u00f2 si \u00e8 disposti a sottostare ai regimi dietetici pi\u00f9 duri, sempre basati su diktat dicotomici: \u201cdevo seguire una dieta da 1000 calorie, non una di pi\u00f9\u201d.<\/p>\n<p>L'unica cosa che si ottiene il pi\u00f9 delle volte \u00e8 uno stallo del metabolismo, un blocco che ci pone in un limbo dove sicuramente non si ingrassa ma in maniera altrettanto sicura non si DIMAGRISCE.<\/p>\n<p>Col tempo, la dieta ferrea porta inevitabilmente ad un aumento del senso di fame, soprattutto nei confronti dei carboidrati. Sopraggiunge dunque il ''rebound'' cio\u00e8 rimbalzo, che inizia solitamente con piccole trasgressioni.<\/p>\n<p>Una volta infrante le regole, per\u00f2, subentrano le emozioni negative (senso di colpa, disgusto, paura di ingrassare, fallimento) e con esse un senso di perdita di controllo.<\/p>\n<p>Ecco allora riproporsi lo scisma dicotomico, \u201ctutto o niente\u201d: \u201cho ceduto\u2026 ora posso anche far fuori tutto il frigo, tanto ormai lo sgarro \u00e8 commesso\u201d.<\/p>\n<p>Hanno cos\u00ec inizio le abbuffate, per compensare le quali si tenta di rimediare con comportamenti sempre pi\u00f9 intransigenti (dieta ancora pi\u00f9 ferrea, digiuno, vomito autoindotto, lassativi, diuretici, controllo ossessivo del peso, attivit\u00e0 fisica compulsiva).<br \/>\nIl risultato finale di ogni ciclo del genere \u00e8 un progressivo calo dell'autostima e un costante aumento delle preoccupazioni riguardo al peso e al corpo.<br \/>\nInsieme a quello della danza, il mondo del body building \u00e8 sicuramente uno di quelli pi\u00f9 a rischio.<br \/>\nPrimo, perch\u00e9 si tratta dello sport perfezionistico per eccellenza; secondo, perch\u00e9 il cibo viene interpretato pi\u00f9 da un punto di vista funzionale che edonistico (\u201cmangio le proteine\u201d, non \u201cgusto una succulenta fiorentina\u201d); terzo, perch\u00e9 certe estremizzazioni dietetiche (vedi soprattutto gli attuali orientamenti carbofobici) sono potenzialmente prodromiche di future alterazioni del comportamento alimentare, tipo diete chetogeniche senza consapevolezza o competenze.<\/p>\n<p>Lo scopo primo di un programma dietetico non deve essere quello di far dimagrire, ma quello di poter essere adottato come stile di vita, ovvero mantenuto per sempre.<\/p>\n<p>Non \u00e8 certo il caso della maggior parte dei programmi nutrizionali in voga negli ultimi tempi.<\/p>\n<p>Apro parentesi.<\/p>\n<p>A lavoro mi capita di osservare clienti che chiedono il '' Tutto e Subito '' e colleghi che lo offrono.<\/p>\n<p>Lungi da me l'idea sincera di giudicare, perch\u00e9 posso capirlo, per\u00f2 con altrettanta fermezza non condivido.<\/p>\n<p>Il mio obbiettivo quando si ha il piacere di scegliermi come Personal Trainer sposa esattamente la filosofia del mio Formatore, cio\u00e8 la strutturazione mentale di uno stile che possa essere esperito per sempre, consapevoli che possono ovviamente anche presentarsi momenti o addirittura periodi di debacle.<\/p>\n<p>\u00c8 umano.<\/p>\n<p>Pu\u00f2 capitare.<\/p>\n<p>Lo accetto nella vita dei miei clienti, come lo accetto nella mia.<\/p>\n<p>Forse \u00e8 anche per questi programmi nutrizionali e di allenamento ''Pret a Porter'' che ci sono cos\u00ec tante persone fortemente sovrappeso in Italia e cos\u00ec tante persone che vivono l'allenamento e la nutrizione in maniera cos\u00ec conflittuale, io le osservo e a volte mi sembrano le due facce della stessa moneta chiamata sofferenza.<\/p>\n<p>Non posso non dispiacermi.<\/p>\n<p>Sia ben chiaro esistono persone con qualche chilo in pi\u00f9 e persone con una condotta perfezionista che vivono la vita con serenit\u00e0, ci\u00f2 che a volte ci allontana gli uni dagli altri sono i giudizi e le etichette non richieste, che affibbiamo non certo per aiutare ma per incasellare un essere umano in una cornice figlia della condanna perch\u00e9 casualmente ha un Modus Vivendi diverso dal nostro. A.M.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 30 Apr 2019 &#8211; La domanda da porsi \u00e8: quando ci si pu\u00f2 ritenere scivolati nel patologico, piuttosto che in una sana voglia di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":170287,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,51,56],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173441"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=173441"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/173441\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/170287"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=173441"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=173441"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=173441"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}