{"id":170413,"date":"2019-01-30T11:17:52","date_gmt":"2019-01-30T10:17:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=170413"},"modified":"2019-01-30T11:17:52","modified_gmt":"2019-01-30T10:17:52","slug":"cna-sardegna-appalti-pubblici-prosegue-il-trend-positivo-per-la-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2019\/01\/30\/cna-sardegna-appalti-pubblici-prosegue-il-trend-positivo-per-la-sardegna\/","title":{"rendered":"Cna Sardegna &#8211; Appalti pubblici: prosegue il trend positivo per la Sardegna"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 30 Gen 2019 - Prosegue in Sardegna il trend positivo degli appalti pubblici. Nel 2018 il mercato dei lavori pubblici nella nostra regione ha registrato pi\u00f9 di 1000 bandi di gara promossi, per un valore complessivo a base di gara pari a 870 milioni. Si tratta di quantit\u00e0 in crescita rispettivamente del 21% e 23% rispetto al 2017, un anno nel corso del quale il mercato aveva segnato una riduzione dell\u20198% delle opportunit\u00e0 per le imprese, a fronte di una concentrazione della spesa su interventi di dimensioni pi\u00f9 grandi (+49% l\u2019importo complessivo a base di gara rispetto al 2016). La fase positiva ha visto una netta accelerata negli ultimi tre mesi dell\u2019anno con un numero medio di gare pari a 120 per una spesa di oltre 115 milioni.<\/p>\n<p>\u201cIl mercato degli appalti pubblici in Sardegna continua il suo trend positivo - commentano Francesco Porcu e Antonello Mascia, rispettivamente segretario regionale della Cna Sardegna e presidente di Cna Costruzioni -. La Sardegna sembra aver superato la fase di stallo soprattutto grazie all\u2019apporto dei Comuni che nel 2018 hanno mandato in gara ben 740 appalti per un valore di oltre 377 milioni. E\u2019 molto positiva anche la crescita dei micro appalti (fascia sotto i 150mila euro), che rappresentano nella nostra isola il 54% dei bandi anche se solo il 5% del valore complessivo, che in futuro dovrebbero essere ulteriormente favoriti dalle nuove regole contenute nella finanziaria nazionale 2019. Le nuove disposizioni che consentono per questa fascia l\u2019affidamento diretto, sebbene circoscritte al 2019, potranno rappresentare un\u2019importante opportunit\u00e0 per le piccole imprese locali. Certo sar\u00e0 necessario che le stazioni appaltanti si dotino di un quadro regolamentare adeguato, al fine di garantire il rispetto dei principi di concorrenza e di trasparenza. Al contempo per incoraggiare i segnali di crescita occorre rendere pi\u00f9 snelle ed efficienti le strutture deputate a gestire i processi di spesa e semplificare il quadro normativo\u201d.<\/p>\n<p>La dimensione degli appalti descrive una ripresa generalizzata, con tassi particolarmente importanti per i piccoli-medio lavori (tra 500 mila euro e un milione) e per i medio-grandi (1-5 milioni), che registrano tassi espansivi dell\u2019ordine del 70% sia in termini di numero che di importo.<\/p>\n<p>Il dato interessante dell\u2019ultimo scorcio del 2018 \u00e8 per\u00f2 la decisa ripresa della domanda di taglio micro: i lavori di importo inferiore a 150 mila alla fine dell\u2019anno risultano in crescita di oltre 20 punti percentuali rispetto al 2017.\u00a0 Il mercato continua pertanto a caratterizzarsi per una domanda fatta di micro e piccole dimensioni: il 79% delle gare promosse non supera i 500 mila euro, mentre la relativa spesa non supera il 12%. Poco meno del 20% del mercato regionale \u00e8 concentrato sui tagli medi (500 mila- 5 milioni), pari al 33% delle risorse in gara. Infine le gare di importo superiore a 5 milioni rappresentano poco pi\u00f9 del 2% della domanda, assorbendo per\u00f2 il 55% della cifra d\u2019affari potenziale complessiva.<\/p>\n<p>In sintesi la domanda \u00e8 polarizzata tra numerose gare di importo micro (ambito di attivit\u00e0 per le imprese locali, perlopi\u00f9 artigiane), mentre la quota pi\u00f9 rilevante delle risorse \u00e8 appannaggio di pochi grandi competitors che si contendono una media di 25 gare l\u2019anno nell\u2019ultimo quinquennio. Oltre alla ripresa della micro-domanda locale l\u2019altra caratteristica del mercato nel 2018 \u00e8 la concentrazione dei grandi lavori su tagli maxi: se nel complesso le gare di importo superiore a 5 milioni perdono 8 opportunit\u00e0 rispetto al 2017, passano da 5 a 12 quelli di importo superiore a 15 milioni, tra cui tre superano la soglia dei 50 milioni. Si tratta di due concessioni di servizi e di un appalto integrato. La prima concessione, in regime di project financing, \u00e8 stata promossa dal Comune di Sassari, per l'affidamento della gestione e manutenzione del cimitero cittadino e del cimitero di Palmadula, per un importo compressivo di 65,7 milioni. L\u2019altra \u00e8 una concessione di servizi promossa dal Comune di Cabras relativa all\u2019affidamento in concessione dello stabilimento per la commercializzazione all'ingrosso e al dettaglio di prodotti ittici e per la lavorazione dei prodotti della pesca, per un importo complessivo a base di agra pari 53 milioni.\u00a0 L\u2019appalto integrato \u00e8 stato invece promosso dal CACIP - Consorzio Industriale provinciale di Cagliari, per affidare la progettazione esecutiva e la realizzazione dei lavori del roaming delle linee A e B del termovalorizzatore di Cagliari, per un importo a base di gara di 61,6 milioni.<\/p>\n<p>La legge finanziaria 2019 (L. 145\/2018) ha introdotto una deroga \u201ca tempo\u201d al Codice dei Contratti Pubblici, prevedendo la possibilit\u00e0, per le stazioni appaltanti, di procedere all\u2019affidamento di lavori di importo\u00a0fino a 150.000 euro\u00a0mediante affidamento diretto previa consultazione, ove esistenti, di tre operatori economici, e tramite procedura negoziata per gli appalti tra i 150 mila e i 350 mila euro, con consultazione di almeno dieci operatori economici ove esistenti.<\/p>\n<p>Le nuove norme, a meno di ulteriori proroghe, avranno vigore dal primo gennaio al 31\u00a0dicembre\u00a02019 e un primo bilancio degli effetti sar\u00e0 possibile trascorso almeno un primo trimestre dall\u2019entrata in vigore della norma. In questa fase si pu\u00f2 valutare l\u2019ambito di intervento di tali deroghe che dovrebbero snellire, favorendolo, l\u2019iter di gara relativo ai piccoli interventi, che come detto, rappresentano in regione la fetta pi\u00f9 rilevante del mercato su cui si gioca la competizione delle imprese locali.<\/p>\n<p>Nella media degli ultimi 5 anni, i lavori di importo inferiore ai 150 mila euro rappresentano infatti il 54% nel numero e il 5% del valore; una percentuale in aumento rispetto al quinquennio precedente in cui si attestava sul 47% e nettamente superiore alla media nazionale (pari al 41% nel periodo 2013-2018, in crescita anche in questo caso rispetto al periodo precedente).<\/p>\n<p>Sul fronte della spesa le nuove norme prendendo a riferimenti i bandi al di sotto i 350mila euro andrebbero ad impattare su una tipologia di interventi che in media assorbono l\u201911% del valore complessivo in gara, una quota in modesta flessione rispetto al quinquennio precedente, ma pari a pi\u00f9 del doppio rispetto al dato medio nazionale.<\/p>\n<p>Con 740 gare promosse nel 2018 per un valore di 377 milioni, i Comuni sardi continuano a svolgere il ruolo di motore della ripresa, incrementando la domanda del 31% e la relativa spesa di oltre l\u201980%: a tale gruppo di committenti spettano due delle tre maggiori gare dell\u2019anno. Estremamente positivo anche il bilancio per le Province (da 49 a 63 interventi, da 9 a 23 milioni di risorse in gara) e per la Regione (+12% il numero di gare, per una spesa aumentata di quasi 30 milioni). Per le Aziende Speciali invece il bilancio \u00e8 a doppia velocit\u00e0, con un numero di gare raddoppiato, a fronte di un valore a base di gara in forte riduzione (-37%), legato alla pubblicazione nel 2017 di maxi-gare di Abbanoa, a fronte di interventi pi\u00f9 ordinari promossi nell\u2019ultimo anno concluso (1 milione in media).<\/p>\n<p>Continua a mostrare segni evidenti di riduzione dell\u2019attivit\u00e0 il gruppo delle Grandi Committenze, da imputare soprattutto all\u2019Anas, che in tutto l\u2019anno \u00e8 stata attiva con appena 8 gare promosse, per una spesa pari a 100 milioni, contro i quasi 270 del 2017. A bilanciare in parte la modesta attivit\u00e0 dell\u2019Anas, si segnala l\u2019importante ripresa delle Ferrovie, che hanno promosso dieci gare per un importo complessivo di 87 milioni. Tra queste si segnala l\u2019appalto integrato da 40 milioni per la progettazione esecutiva e lavori riguardanti l'armamento ferroviario e le opere civili della sede ferroviaria e relative pertinenze, in tratti saltuari della linea Cagliari-Golfo Aranci nelle tratte a Nord di Oristano. In flessione anche il numero di gare promosse dall\u2019amministrazione centrale, a fronte di una crescita esponenziale della spesa (da 5,6 a 83,7 milioni), grazie alla gara da 39,6 milioni promossa da Infratel Italia per la costruzione e gestione dell\u2019infrastruttura passiva a banda ultralarga, ma anche all\u2019accordo quadro promosso da Consip per la gestione, conduzione, manutenzione e l'efficientamento energetico degli impianti di illuminazione pubblica di propriet\u00e0 degli Enti Locali, quantificati nel caso della Sardegna in un massimo di 14.000 punti luce, per un importo a base di gara pari a 11,3 milioni.<\/p>\n<p>La crescita del mercato registrata in Sardegna si colloca in un contesto anche pi\u00f9 brillante registrato in molte altre regioni italiane. Nella media nazionale il numero di gare nel 2018 risulta in crescita del 28%, con tassi superiori o uguali al 50% osservati in Molise, Marche, Toscana e Lazio. In termini economici la Sardegna scende nella classifica per crescita rispetto al 2017, mostrando una performance migliore solo a quella registrata in quattro regioni: la Lombardia, che cresce del 20%, il Piemonte, che rimane sostanzialmente stabile sui livelli di spesa del 2017, e Friuli Venezia Giulia e Valle d\u2019Aosta, le uniche regioni con spesa in calo. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 30 Gen 2019 &#8211; Prosegue in Sardegna il trend positivo degli appalti pubblici. 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