{"id":169845,"date":"2019-01-17T19:09:15","date_gmt":"2019-01-17T18:09:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=169845"},"modified":"2019-01-17T19:09:15","modified_gmt":"2019-01-17T18:09:15","slug":"peste-suina-pigliaru-e-unita-di-progetto-presentano-ultimi-dati-leradicazione-e-prevista-tra-il-2019-2020","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2019\/01\/17\/peste-suina-pigliaru-e-unita-di-progetto-presentano-ultimi-dati-leradicazione-e-prevista-tra-il-2019-2020\/","title":{"rendered":"Peste suina. Pigliaru e unit\u00e0 di progetto presentano ultimi dati: l\u2019eradicazione \u00e8 prevista tra il 2019-2020."},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 17 Gen 2019\u00a0\u2013 Manca davvero poco per l\u2019eradicazione della Peste suina africana (PSA) in Sardegna: un obiettivo atteso da 40 anni, da quando la malattia arriv\u00f2 dalla penisola Iberica. Dagli ultimi dati presentati\u00a0oggi, durante una conferenza stampa a Villa Devoto a Cagliari, le misure adottate nel corso degli ultimi 4 anni e intensificate dal 2017 hanno portato a un forte miglioramento della situazione PSA nei suini domestici e nei cinghiali. Secondo il report, illustrato dal presidente Francesco Pigliaru e dai vertici dell\u2019Unit\u00e0 di Progetto (UdP) per l\u2019eradicazione della malattia, \u201cla PSA \u00e8 attualmente riscontrata, pressoch\u00e9 esclusivamente in alcune aree della Sardegna centrale, prevalentemente nei maiali bradi ancora presenti e in minor misura in alcune popolazioni di cinghiali. Molto probabilmente, il virus della PSA non \u00e8 in grado di persistere nei soli cinghiali, in cui appare in via di graduale auto-estinzione. Le azioni di depopolamento dei maiali bradi ancora presenti continueranno quindi nelle prossime settimane e mesi, mentre la definitiva eradicazione della PSA \u00e8 prevista nel 2019\/2020\u201d.<\/p>\n<p>Nella presentazione del rapporto, sul piano pi\u00f9 prettamente tecnico-scientifico, sono intervenuti il responsabile dell\u2019UdP e direttore generale della Presidenza della Regione, Alessandro De Martini, il direttore generale dell\u2019Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS), Alberto Laddomada, e il Coordinatore unico per la lotta alla PSA dell\u2019ATS, Franco Sgarangella. Proprio Sgarangella ha rappresentato\u00a0l\u2019UdP,\u00a0ieri a Bruxelles, alla riunione tecnica con una delegazione della Sanit\u00e0 animale della Commissione europea, a cui ha partecipato anche il Ministero della Salute, in cui sono stati illustrati i notevoli progressi raggiunti dalla Regione Sardegna nell\u2019eradicazione della PSA.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019eradicazione della Peste suina, che ha tenuto i nostri territori in ostaggio per quarant\u2019anni, era un obiettivo di legislatura\u201d, ha detto il presidente Pigliaru. \u201cAver affrontato questa battaglia complicata in modo cos\u00ec articolato, con capacit\u00e0, determinazione, coraggio, arrivando a un risultato tanto positivo, \u00e8 uno dei grandi successi della nostra azione di governo. Ci sono ancora passaggi da fare, naturalmente, ma vuol dire che abbiamo consolidato la lotta, coinvolto i territori, cambiato il clima e la prospettiva non solo in Sardegna ma anche a Bruxelles, da dove\u00a0oggi\u00a0finalmente arriva una apertura importantissima. Vuol dire \u2013 prosegue il Presidente\u00a0\u2013\u00a0che abbiamo fatto quello che nessuno aveva fatto prima, che siamo a un passo dalla vittoria definitiva, storica. \u00c8 un caso di successo basato su punti chiari: abbiamo modificato i livelli di responsabilit\u00e0 \u2013 ha spiegato\u00a0\u2013\u00a0sollevando i Sindaci dalla difficolt\u00e0 della gestione diretta del problema e nello stesso tempo abbiamo individuato e seguito un modello scientifico che ha gi\u00e0 funzionato in Estremadura cambiando l\u2019economia di un\u2019intera regione. Ancora, abbiamo facilitato in tutti i modi possibili l\u2019uscita dall\u2019illegalit\u00e0. Siamo riusciti a fare tutto questo attraverso la formula di governance dell\u2019Unit\u00e0 di Progetto, che si \u00e8 rivelata vincente anche per il programma Iscol@.\u00a0La storia di questa battaglia \u00e8 la storia di un lavoro di squadra che ha coinvolto e messo insieme moltissime persone, cittadini, professionisti, amministratori, istituzioni di ogni livello\u201d, ha detto Francesco Pigliaru, che ha ringraziato quanti hanno lavorato per raggiungere il risultato. \u201cNella considerazione dell\u2019Europa stiamo passando dall\u2019essere gli ultimi della classe a diventare un modello per gli altri \u2013 ha concluso\u00a0\u2013, \u00e8 un successo che appartiene a tutta la Sardegna e di cui andiamo orgogliosi\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIl risultato di\u00a0oggi\u00a0\u00e8 il coronamento di quanto messo in campo dal Sistema Regione, con impegno e determinazione, in questi ultimi 5 anni. Nel 2014 il ministero della Salute voleva commissariare la Sardegna in conseguenza della disastrosa situazione venutasi a determinare a seguito dell\u2019esplosione di focolai nel biennio 2012-2013. Da l\u00ec \u00e8 partita la scelta della Giunta di fare delle battaglia contro la PSA un impegno di legislatura\u201d. Cos\u00ec Alessandro De Martini che ha aggiunto: \u201cIl 2014 non era l\u2019anno zero, ma eravamo al 36esimo anno di presenza della malattia in Sardegna. Siamo quindi partiti dall\u2019analisi degli errori del passato per costruire un piano d\u2019intervento che avesse un approccio innovativo. Per fare questo abbiamo, con umilt\u00e0, cercato l\u2019aiuto dei maggiori esperti sul campo; li abbiamo trovati in Sardegna e all\u2019estero e con loro abbiamo elaborato la strategia d\u2019intervento e pianificato le attivit\u00e0 di questi anni. La questione della PSA in Sardegna \u2013 ha proseguito il responsabile dell\u2019UdP \u2013 coinvolge diversi temi e, tra questi, l\u2019uso delle terre civiche e la gestione dei controlli che spettano alle amministrazioni locali in tema sanitario. E proprio avendo cura delle inevitabili difficolt\u00e0 degli amministratori locali, abbiamo lavorato affinch\u00e9 il Consiglio regionale votasse la legge 34 del 2014 che ha permesso, tra l\u2019altro, di sollevare i sindaci da responsabilit\u00e0 legate al tema degli abbattimenti, allontanando il pi\u00f9 possibile dai Comuni la gestione di questi momenti di crisi. In ogni abbattimento, di animali non registrati e di cui fosse ignota la propriet\u00e0, i sindaci sono stati sempre informati a operazione in corso e mai prima\u201d. A questo si aggiunga che \u00e8 stato avviato un confronto aperto con tutti gli attori coinvolti nella problematica: amministratori locali, allevatori e loro rappresentanze, cacciatori e loro associazioni e con tutti \u00e8 stata intrapresa una forte collaborazione che ha contribuito grandemente al raggiungimento del risultato di\u00a0oggi.<\/p>\n<p>Nel fare un bilancio dell\u2019incontro di ieri a Bruxelles, De Martini ha spiegato che ormai ci sono tutte le condizioni per la regionalizzazione del tema PSA in Sardegna, ovvero suddividere l\u2019Isola in zone infette e indenni, cos\u00ec da permettere a queste ultime di riprendere la commercializzazione delle carni e dei suoi derivati fuori regione. I tempi attesi per la riapertura dell\u2019export sono di circa 6 mesi.<\/p>\n<p>Il responsabile dell\u2019UdP ha inoltre ricordato che, proprio per le limitazioni dovute alla PSA che impediscono il trasporto fuori dall\u2019Isola degli scarti di macellazione e lavorazione delle carni suine, il Presidente della Regione ha dovuto adottare delle ordinanze contingibili e urgenti per consentire la prosecuzione delle macellazioni e delle lavorazioni.\u00a0Per\u00f2 ha sottolineato anche che il prossimo 2 marzo scade, improrogabilmente l\u2019ultima ordinanza (la quarta dal 2016) che il Presidente della Regione pu\u00f2 emettere. A questo punto, considerato che le strutture in grado di trattare questa tipologia di scarti presenti in Sardegna non sono assolutamente sufficienti, \u00e8 necessario che il ministero della Salute autorizzi il trattamento degli scarti di macellazione negli impianti del territorio nazionale.\u00a0Sino ad\u00a0oggi\u00a0il Ministero della Salute, a fronte di specifiche richieste della Regione, ha sempre negato questa autorizzazione ma, in considerazione dei risultati ottenuti, diventerebbe difficilmente comprensibile un ulteriore diniego.<\/p>\n<p>\u201cOggi\u00a0\u2013 ha osservato Laddomada \u2013 siamo riusciti ad eliminare buona parte dei suini bradi presenti in Sardegna. E l'impatto di questa misura \u00e8 stato una forte riduzione della presenza del virus nei cinghiali selvatici, che stiamo osservando in particolare sui campioni raccolti durante la stagione venatoria ancora in corso. Inoltre, si \u00e8 molto ridotta anche la proporzione di cinghiali con anticorpi, che negli animali giovani - sotto i 18 mesi di et\u00e0 - \u00e8 al di sotto dell'1%, ulteriore dato che suggerisce che la malattia \u00e8 in via di estinzione tra i selvatici. Infine, \u00e8 da pi\u00f9 di quattro mesi che non si verifica nessun focolaio di malattia nei suini domestici.\u00a0Se nei prossimi mesi \u2013 ha concluso il direttore generale dell\u2019IZS \u2013 riusciremo a eliminare gli ultimi animali bradi, potremmo pervenire alla eradicazione della malattia gi\u00e0 nel corso di quest'anno, o al pi\u00f9 tardi nei primi mesi del 2020\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn questi anni \u2013 ha detto Sgarangella \u2013 noi veterinari abbiamo chiesto molti sacrifici agli allevatori con cui abbiamo lavorato costantemente e fattivamente per accompagnare le aziende su percorsi rispettosi delle norme igienico sanitarie e di biosicurezza. Lo stesso abbiamo fatto con i cacciatori nella raccolta dei campioni dai cinghiali abbattuti. Dall\u2019incontro di ieri a Bruxelles \u00e8 emersa una importante apertura della Commissione UE relativamente all\u2019export dei prodotti suini sardi\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Le tre popolazioni di suini. Le misure di controllo della PSA si focalizzano sulle tre popolazioni di suini della Sardegna: circa 178mila capi domestici allevati in 14034 aziende; circa 90mila cinghiali presenti nell\u2019Isola; qualche centinaio di maiali bradi illegali ancora presenti nei territori, spesso pi\u00f9 inaccessibili, di 7\/8 Comuni tra Barbagia e Ogliastra.<\/p>\n<p>Le novit\u00e0 pi\u00f9 incoraggianti, e che fanno ben sperare in una prossima eradicazione della PSA, giungono dai dati elaborati sulle analisi di laboratorio effettuate nei campioni prelevati dai cinghiali selvatici dove \u00e8 stata riscontrata una notevole regressione del virus (che indica infezione recente) di oltre il 95% rispetto al passato. Si \u00e8 passati infatti da una presenza del virus nell\u20191,69% dei cinghiali analizzati nel triennio 2012-15 allo 0,67% nel 2015-2018 e allo 0,08 registrato tra il 2018-2019. In parallelo, \u00e8 diminuita anche la presenza di cinghiali trovati positivi agli anticorpi contro la PSA: dal 2012 ad\u00a0oggi, si \u00e8 scesi dall\u20198,5%, poi al 4,9% e infine all\u20191,87% della stagione venatoria in corso. Grazie alla collaborazione dei cacciatori, il numero dei campioni analizzati \u00e8 cresciuto di anno in anno, attestandosi ultimamente sui 12mila campioni, e questo consente di avere un quadro sempre pi\u00f9 preciso della situazione.<\/p>\n<p>Sono sostanzialmente tre le azioni che hanno alimentato il trend positivo: l\u2019avvio, nella primavera del 2015, del nuovo programma di eradicazione da parte dell\u2019UdP, l\u2019intensificazione dei controlli veterinari (secondo semestre 2017) da parte dell\u2019ATS anche grazie alla creazione dei GIV (Gruppo di intervento veterinario) e dal dicembre 2017 il depopolamento massivo dei maiali bradi e irregolari.<\/p>\n<p>Dal 2015 a\u00a0oggi\u00a0sono stati abbattuti 3892 maiali bradi: 478 nel 2015-2016, 616 nel 2017, 2652 nel 2018 e 146 nel 2019. Il pascolo brado, vietato da quarant\u2019anni, non \u00e8 mai stato contrastato adeguatamente come in quest\u2019ultimo triennio. Quasi 500 maiali bradi sono stati abbattuti nel 2016, dopo una prima finestra di regolarizzazione\/emersione degli allevamenti illegali. L\u2019attivit\u00e0 di depopolamento \u00e8 stata rivista e rafforzata nel 2017 dopo una seconda finestra. Quasi 3.500 capi bradi abbattuti tra il dicembre 2017 e met\u00e0 gennaio 2019 (oltre il 90% in Barbagia e Ogliastra). I test di laboratorio hanno confermato in modo inequivocabile che i maiali bradi sono la prima fonte e serbatoio di virus, con positivit\u00e0 del 70% in alcuni territori. Oltre 200 suini, inoltre, sono stati abbattuti in aziende registrate, ma con gravi irregolarit\u00e0. Le \"finestre\" di regolarizzazione hanno comunque consentito la emersione di circa 500 allevamenti, ora registrati e regolarmente sottoposti ai controlli veterinari previsti dalle norme.<\/p>\n<p>Se nel triennio 2012-2014 i focolai registrati nelle aziende erano stati 223, con un picco di 109 nel 2013, nel triennio 2015-2017 si \u00e8 scesi a 56, mentre nel 2018 ci si \u00e8 fermati a 5.<\/p>\n<p>Tra il 2015 e il 2018, con il dato ancora in aggiornamento sull\u2019ultima annualit\u00e0, sono stati effettuati un totale di circa 200mila controlli nelle aziende e lungo la filiera suinicola, con un costante aumento delle attivit\u00e0 nel corso degli anni.<\/p>\n<p>La riunione del Comitato Veterinario Permanente, tenuta ieri a Bruxelles, aveva all\u2019ordine del giorno la situazione epidemiologica della Sardegna sulla presenza della PSA. Il quadro \u00e8 stato presentato dal rappresentante della Regione Sardegna e dell\u2019Unit\u00e0 di Progetto, Franco Sgarangella, e dal direttore generale del ministero della Salute, Silvio Borrello. Il direttore ha illustrato i dati elaborati dalla Regione che evidenziano un marcato miglioramento, in questi ultimi anni, della situazione epidemiologica sia negli allevamenti domestici sia nei cinghiali, con il contrasto al pascolo brado illegale ormai limitato ad alcune zone della Sardegna Centrale dove, nel 2018, si sono verificati 5 focolai nel domestico.<\/p>\n<p>Tutti i rappresentanti della Commissione europea hanno sottolineato e apprezzato il grande lavoro fatto dalla Regione Sardegna e da tutte le amministrazioni coinvolte in collaborazione con il Ministero. I Responsabili della Commissione Europea hanno incoraggiato il Ministero e la Regione ad andare avanti sulla strada intrapresa aprendo alla prossima \"regionalizzazione\" della Sardegna e quindi alla possibilit\u00e0 di riavviare l\u2019export. Le buone pratiche utilizzate in Sardegna sono state sottolineate dai Commissari europei e da diversi Paesi membri che si sono complimentati per il lavoro svolto.<\/p>\n<p>Dalle esperienze maturate tra il 1978 e il 2014 la Giunta Pigliaru ha valutato punti di forza e di debolezza nei diversi piani di eradicazione messi in campo dalla Regione in questi decenni. Il passaggio principale che ha determinato un cambio di rotta rispetto al passato \u00e8 la nascita dell\u2019Unit\u00e0 di Progetto (UdP) per l\u2019eradicazione della PSA in Sardegna. L\u2019UdP, vera novit\u00e0 sul piano organizzativo, per la prima volta ha messo in stretto collegamento tutti i soggetti istituzionali, e non solo, coinvolti nella lotta al virus. Un coordinamento che ha permesso di attivare un lavoro di squadra mai visto sul piano legislativo e quindi operativo nelle diverse azioni intraprese per debellare la malattia. L\u2019UdP ha una organizzazione piramidale dove sono chiari: responsabilit\u00e0, compiti e obiettivi. E dove l\u2019informazione e il dialogo non impediscono un processo decisionale rapido ed efficace. Proprio l\u2019approvazione della legge 34 del 2014, licenziata dal Consiglio Regionale, ha permesso per la prima volta di sollevare i sindaci, troppo esposti, dalle attivit\u00e0 di abbattimento degli animali irregolari.<\/p>\n<p>L\u2019UdP ha coordinato le azioni degli Assessorati di Sanit\u00e0, Agricoltura e difesa dell\u2019Ambiente, dell\u2019Azienda Tutela della Salute (ATS), dell\u2019Istituto zooprofilattico sperimentale (IZS), del Corpo forestale e di Vigilanza ambientale, delle Agenzie regionali Forestas e Laore Sardegna. Ha poi collaborato con le istituzioni governative e dell\u2019Unione europea, con le Prefetture e le forze di polizia nazionale, con le comunit\u00e0 locali e con i sindaci, con Universit\u00e0 e Centri di ricerca nazionali ed esteri, con allevatori e trasformatori e le loro rappresentanze di categoria, con i cacciatori e le associazioni venatorie. Proprio attraverso la straordinaria collaborazione delle compagnie di caccia si \u00e8 riusciti a monitorare costantemente la presenza della PSA nei cinghiali selvatici. L\u2019Unit\u00e0 di Progetto ha inoltre promosso campagne informative e corsi di formazione per i cittadini e i diversi portatori di interesse.<\/p>\n<p>Novit\u00e0 importanti, che hanno contribuito a migliorare notevolmente le attivit\u00e0 di contrasto alla PSA, sono arrivate attraverso la riorganizzazione dei servizi veterinari che ha permesso un particolare rafforzamento dei controlli lungo tutta la filiera suina: allevamenti, macelli, punti di trasformazione e vendita, ristoranti, agriturismo, porti e aeroporti. I servizi veterinari sono stati infatti inseriti nell\u2019ATS, mentre l\u2019eradicazione della PSA \u00e8 stato uno degli obiettivi fondamentali assegnato al direttore generale ATS, Fulvio Moirano, da parte della Giunta. Altro impulso positivo \u00e8 arrivato con la nomina del Coordinatore unico per la lotta alla PSA all\u2019interno dell\u2019ATS, Franco Sgarangella. Ha inoltre contribuito alla buona riuscita delle attivit\u00e0 la rotazione dei veterinari ufficiali, la creazione di 12 team addizionali (veterinario + agente tecnico), in forza all\u2019UdP e seguiti dal Coordinatore unico, il piano interno dell\u2019ATS per verificare l\u2019efficacia dei controlli e la riorganizzazione dell\u2019ufficio sanzioni. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 17 Gen 2019\u00a0\u2013 Manca davvero poco per l\u2019eradicazione della Peste suina africana (PSA) in Sardegna: un obiettivo atteso da 40 anni, da quando la&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":169847,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,51,52],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169845"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=169845"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/169845\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/169847"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=169845"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=169845"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=169845"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}