{"id":169639,"date":"2019-01-13T16:28:38","date_gmt":"2019-01-13T15:28:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=169639"},"modified":"2019-01-13T16:28:38","modified_gmt":"2019-01-13T15:28:38","slug":"metano-presidente-pigliaru-su-energia-sardegna-pretende-risposte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2019\/01\/13\/metano-presidente-pigliaru-su-energia-sardegna-pretende-risposte\/","title":{"rendered":"Metano, presidente Pigliaru: \u201csu energia Sardegna pretende risposte\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 13 Gen 2019.\u00a0\u201cCome si pensa di assicurare entro il 2025 il fabbisogno energetico, termico ed elettrico, della Sardegna? Ho posto questa domanda sin dal primo momento in cui \u00e8 stato chiaro che il Governo attuale si sarebbe discostato dalla strada che avevamo faticosamente tracciato con quello precedente. In questi giorni l\u2019hanno avanzata anche le forze sociali ed economiche direttamente al ministro Di Maio.\u00a0Oggi\u00a0la pongo di nuovo, perch\u00e9 nessuno ha ancora risposto.\u201d Il presidente della Regione Francesco Pigliaru conferma la forte preoccupazione sul fronte metano, \u201cpreoccupazione che non \u00e8 solo delle Istituzioni regionali, ma di tutta la Sardegna. Lo provano gli interventi che si sono susseguiti da parte delle principali organizzazioni di rappresentanza dei lavoratori e dell\u2019industria - sottolinea -, di associazioni ambientaliste, di tecnici e di rappresentanti delle diverse forze politiche. Se da un lato emerge chiaramente che l\u2019abbandono del carbone come fonte da cui trarre energia termoelettrica \u00e8 un obiettivo condiviso e da raggiungere in tempi brevi, possibilmente non oltre la fine del 2025 - dice il presidente Pigliaru -, \u00e8 altrettanto chiaro a tutti che ci\u00f2 non pu\u00f2 avvenire mettendo in pericolo la sicurezza del sistema energetico regionale e la sua capacit\u00e0 di rispondere adeguatamente ai fabbisogni di cittadini e imprese senza generare costi aggiuntivi. Allo stesso modo siamo tutti consapevoli che la condizione di insularit\u00e0 crea svantaggi importanti dal punto di vista energetico, e quindi consapevoli della necessit\u00e0 di dover contare su pi\u00f9 fonti per rispondere adeguatamente alla richiesta. La decarbonizzazione entro il 2025 - chiarisce il Presidente - implica obbligatoriamente che altre fonti energetiche, meno inquinanti e possibilmente pi\u00f9 efficienti vadano a sostituire il carbone. Perch\u00e9 questo sia possibile servono la pianificazione e la realizzazione di nuove infrastrutture, sostenendo investimenti prolungati nel tempo e che vanno ben al di l\u00e0 del limite temporale del 2025. Nel Piano Energetico e Ambientale della Regione Sardegna il percorso \u00e8 chiaramente delineato. Mentre abbiamo promosso con forza lo sviluppo equilibrato nel tempo e sostenibile delle rinnovabili, la realizzazione di smart e micro grid, interventi di efficientamento energetico in ambito pubblico, la mobilit\u00e0 elettrica e i distretti energetici, destinando ad essi rilevanti risorse nazionali, regionali e comunitarie, abbiamo posto le basi per sostituire una parte della produzione termoelettrica da carbone con quella derivante dal Gas naturale\u201d, spiega Francesco Pigliaru ripercorrendo le azioni portate avanti dalla Giunta.<\/p>\n<p>Il Presidente ricorda che la forma di approvvigionamento scelta era quella del GNL, attraverso un\u2019infrastruttura di depositi e rigassificatori, con una rete di distribuzione capace di collegare tra loro queste facilities con i 38 bacini che si erano costruiti o erano in corso di realizzazione. Opportuni interventi regolatori avrebbero consentito di fornire il sistema di una fonte energetica, il metano, attualmente non presente in Sardegna, in grado di favorire una transizione energetica ambientalmente pi\u00f9 sostenibile e meno onerosa. Questo sistema, unito agli altri investimenti previsti all\u2019interno della Strategia Energetica Nazionale sulla rete elettrica, sarebbe stato in grado di accompagnare adeguatamente l\u2019abbandono del carbone.<\/p>\n<p>\u201cOggi\u00a0invece - incalza Francesco Pigliaru - un decreto Direttoriale del Ministero dell\u2019Ambiente, un atto amministrativo\u00a0di dubbia legittimit\u00e0, avvia di fatto il procedimento di phasing out dal carbone senza che la Regione sia stata in alcun modo coinvolta e si sia verificato se questo possa avvenire senza rischi per il sistema energetico regionale. E purtroppo il Piano Energia e Clima appena pubblicato dal Governo conferma per noi gli scenari pi\u00f9 temuti. Quindi cosa si intende fare? La Sardegna pretende risposte, pretende che non siano messi a rischio n\u00e9 i piani di investimento pronti ad attivarsi e sui quali ci siamo impegnati con determinazione, n\u00e9 tantomeno gli attuali posti di lavoro, che si misurano in migliaia. E intanto il prossimo 21 gennaio\u00a0avremo la conferenza di servizi per Eurallumina dove il problema della fornitura di energia termica ed elettrica costituisce un aspetto fondamentale del piano industriale. Gi\u00e0 in quella sede ci aspettiamo che i rappresentanti di Mise, Mattm ed Enel sappiano chiarire quali sono le conseguenze dell\u2019uscita dal carbone e quali sono gli interventi previsti per accompagnare questa transizione nel caso specifico. Senza assicurazioni politiche e tecniche su questo fronte - conclude il presidente Pigliaru -, appare evidente che si pone un grave problema per l\u2019economia regionale e per chi sar\u00e0 chiamato a governare questa Regione nell\u2019ormai prossimo futuro.\u201d<\/p>\n<p>Il Piano Energia e Clima del Governo prevede, per il phase-out dal carbone, una nuova interconnessione elettrica Sardegna-Sicilia-Continente insieme a nuova capacit\u00e0 di generazione a gas o capacit\u00e0 di accumulo per 400 MW localizzata nell\u2019isola nonch\u00e9 installazione di compensatori per almeno 250MVAR. Si evince che la capacit\u00e0 di generazione a gas ipotizzata ed il fabbisogno aggiuntivo di imprese e cittadini dovrebbero essere assicurati, non pi\u00f9 attraverso un adeguato e regolato sistema a rete interconnesso, ma tramite un sistema di depositi, non si sa se isolati, che verrebbero riforniti attraverso bettoline e camion criogenici che obbligatoriamente dovranno percorrere le strade e le coste della Sardegna, con la possibilit\u00e0 del determinarsi di situazioni di monopolio nella fornitura. Ma \u00e8 lo stesso Piano ad evidenziare che \u201cl\u2019obiettivo della decarbonizzazione presenta problematiche con riferimento alla gestione in sicurezza della rete sarda\u201d, prevedendo che si debba \u201cvalutare un nuovo collegamento con la Sardegna nella parte Sud. Una prima ipotesi prospettata dal gestore della rete \u00e8 quella di due nuovi collegamenti \u201cContinente-Sicilia\u201d - \u201cSicilia-Sardegna\u201d, sui quali, tuttavia, sia il MiSE che ARERA si sono riservati le proprie valutazioni\u201d. Si tratta quindi di ipotesi. La stessa TERNA nel suo piano 2018 dedica ampio spazio alle criticit\u00e0 del sistema elettrico della Sardegna, evidenziando al contempo che, nello scenario della SEN, si consegue un deciso miglioramento laddove per la Sardegna tutti i gruppi a carbone si considerano dismessi (phase-out totale del carbone) a favore dell\u2019installazione di nuovi cicli combinati ad alto rendimento a gas. Quanto alla programmata realizzazione per rinforzare la capacit\u00e0 di scambio tra Continente \u2013 Sicilia e Sardegna, Terna, nel ritenerlo prioritario ai fini dell\u2019adeguatezza dello scenario Sen, fissa a partire dal 2020 l\u2019avvio dell\u2019attivit\u00e0 di progettazione e dal 2025 la sua realizzazione, con un completamento previsto \u201ca lungo termine\u201d. Red<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 13 Gen 2019.\u00a0\u201cCome si pensa di assicurare entro il 2025 il fabbisogno energetico, termico ed elettrico, della Sardegna? 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