{"id":167072,"date":"2018-11-14T17:22:06","date_gmt":"2018-11-14T16:22:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=167072"},"modified":"2018-11-14T17:22:06","modified_gmt":"2018-11-14T16:22:06","slug":"innovazione-agricola-pigliaru-e-caria-a-presentazione-in-azienda-sperimentale-di-ussana-di-due-nuove-varieta-di-grano-duro-e-una-di-medica-studiate-e-registrate-da-agris","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2018\/11\/14\/innovazione-agricola-pigliaru-e-caria-a-presentazione-in-azienda-sperimentale-di-ussana-di-due-nuove-varieta-di-grano-duro-e-una-di-medica-studiate-e-registrate-da-agris\/","title":{"rendered":"Innovazione agricola, Pigliaru e caria a presentazione in azienda sperimentale di Ussana di due nuove variet\u00e0 di grano duro e una di medica studiate e registrate da Agris"},"content":{"rendered":"<p>Ussana, 14 Nov 2018\u00a0\u2013 Si chiamano Nuraghe, Shardana e Pratosardo le nuove variet\u00e0 vegetali nate dalle sperimentazioni sul miglioramento genetico portate avanti prima in laboratorio e poi in campo dai ricercatori dell\u2019Agenzia regionale Agris Sardegna e presentate\u00a0oggi\u00a0alla stampa e agli agricoltori, alla presenza del presidente Francesco Pigliaru e dell\u2019assessore dell\u2019Agricoltura Pier Luigi Caria, nell\u2019azienda Agris di San Michele, tra i territori di Ussana e Donori. Nuraghe e Shardana sono due nuove variet\u00e0 di grano duro, mentre Pratosardo (chiamata cos\u00ec per il nome della localit\u00e0 dove \u00e8 stata coltivata alle porte di Nuoro) \u00e8 una nuova variet\u00e0 di medica poliforma. Le tre new entry del panorama agricolo isolano sono state iscritte da Agris nel Registro Nazionale Varietale italiano.<\/p>\n<p>Ad aprire il lavori il direttore generale dell\u2019Agenzia di ricerca in agricoltura, Roberto Zurru, che ha raccontato la lunga storia dell\u2019azienda San Michele e le numerose attivit\u00e0 di ricerca che per quasi 90 anni hanno permesso di coltivare in quelle terre le pi\u00f9 importanti novit\u00e0 della cerealicoltura sul piano regionale e nazionale degli ultimi decenni e di registrare 8 nuove variet\u00e0 di grano.\u00a0I ricercatori Marco Dettori e Mirella Vargiu, hanno illustrato, rispettivamente, le principali caratteristiche delle nuove variet\u00e0 di grano duro \u201cNuraghe\u201d e \u201cShardana\u201d e della medica polimorfa \u201cPratosardo\u201d.<\/p>\n<p>Ha sottolineato l'importanza del lavoro di ricerca portato avanti da Agris, il presidente Francesco Pigliaru, definendolo \u201cun tassello davvero essenziale per evitare di rimanere indifesi davanti alla concorrenza internazionale. Dalla ricerca, che \u00e8 gi\u00e0 un valore in s\u00e9, ma da solo insufficiente - ha proseguito il Presidente -, \u00e8 importante fare un ulteriore sforzo collettivo per capire come mantenere o rilanciare il settore cerealicolo in Sardegna. Sappiamo che la produttivit\u00e0 \u00e8 migliorata, ma registriamo anche una forte riduzione della superficie coltivabile, avvenuta tra il 2008 e il 2011. Serve la condivisione di tutti, coltivatori, industriali, politica, su un vero 'piano industriale' del comparto, che individui su quali azioni, quali tecnologie, quali mercati di sbocco puntare insieme per guadagnare competitivit\u00e0 e quote di mercato,\u00a0 per espandere\u00a0 la produzione puntando sulla qualit\u00e0 e su margini adeguati. Abbiamo un potenziale importante - ha concluso Francesco Pigliaru - come testimoniano questi nuovi prodotti con caratteristiche uniche, ed \u00e8 importante valorizzarlo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cL\u2019iscrizione di queste nuove variet\u00e0 premia il lavoro e riconosce le preziose attivit\u00e0 di ricerca svolte in questi anni dagli studiosi di Agris\u201d. Cos\u00ec Pier Luigi Caria che ha aggiunto: \u201cLa mancanza di unit\u00e0 fra gli agricoltori indebolisce ancora di pi\u00f9 la fase di contrattazione del prezzo, soprattutto del grano duro, nella fase della vendita. Creare massa critica fra i produttori primari \u00e8 la vera scommessa che deve affrontare tutto il settore. Come politica - ha proseguito l\u2019assessore - abbiamo cercato di sostenere il comparto dopo aver incontrato e sentito i portatori di interesse. Abbiamo approvato proprio ieri una delibera che con oltre 1 milione di euro sostiene le filiere dei grani antichi, cereali minori, grano tenero e leguminose da granella. La prossima settimana porteremo in Giunta un\u2019altra delibera che con 1milione e 600mila euro sostiene la filiera del grano duro. Siamo disponibili a ragionare - ha concluso Caria - su proposte e idee che vengano dal basso e che riguardino anche l\u2019avvio di Organizzazioni di produttori\u201d.<\/p>\n<p>Gli interventi migliorativi sulla genetica delle variet\u00e0 di grano duro tiene sempre pi\u00f9 conto delle necessit\u00e0, anche salutistiche, e delle evoluzioni alimentari nei gusti dei consumatori. Creare nuove variet\u00e0 di grano duro significa inoltre valorizzare le produzioni di pani e delle diverse paste tradizionalmente legate a determinati territori, tutelando quindi la variegata storia agroalimentare della Sardegna. Questi miglioramenti genetici sia sul grano duro e sia sulla medica poliforma devono inoltre essere inseriti nei contesti climatici delle zone di coltivazione, garantendo efficienza e sostenibilit\u00e0 produttiva, sul piano economico per gli agricoltori e ambientale per l\u2019intero ecosistema ospitante.<\/p>\n<p>Il miglioramento genetico delle specie agrarie \u00e8 una attivit\u00e0 complessa che richiede alta specializzazione, tempi di attuazione molto lunghi e mancata certezza di risultati positivi a causa dell\u2019aleatoriet\u00e0 delle condizioni meteo-climatiche, agronomiche ed economiche. Per questo, l\u2019iscrizione al Registro Nazionale Varietale deve essere considerato come un risultato di prestigio e un importante riconoscimento della ricerca svolta in Sardegna in ambito agronomico sotto la supervisione del Ministero delle Politiche agricole, alimentari, forestali e del Turismo. La disponibilit\u00e0 di nuove variet\u00e0 adatte agli ambienti di coltivazione della Sardegna permette di rafforzare il settore sementiero locale, mette a disposizione degli agricoltori genotipi adatti alla specificit\u00e0 delle condizioni climatiche ed agronomiche della Sardegna e implementa le costituzione di filiere corte locali a marcato carattere identitario.<br \/>\nL\u2019iscrizione nel Registro Nazionale Varietale permetter\u00e0, nel caso del grano duro, di mettere a disposizione degli agricoltori sardi grani di ottima potenzialit\u00e0 produttiva e di qualit\u00e0 tale da soddisfare la domanda di grani duri locali per sostenere la crescente richiesta di pani e pasta da filiera corta.<\/p>\n<p>Nel caso della medica polimorfa Pratosardo gli agricoltori e allevatori sardi potranno fruire di semente di alta qualit\u00e0 in grado di ridurre la dipendenza da mangimi di provenienza esterna, oltre a offrire agli industriali sementieri regionali una ulteriore e importante opzione commerciale per la quale \u00e8 prevista nei prossimi anni una domanda in forte crescita.<\/p>\n<p>Karalis: esempio virtuoso di una variet\u00e0 di grano duro tutta sarda. Per selezionare una nuova variet\u00e0 di grano sono necessari dai 10 ai 12 anni di lavoro, partendo dall\u2019incrocio fino all\u2019iscrizione finale nel Registro varietale. A Ussana, da oltre 10 anni, \u00e8 stata selezionata da Agris la variet\u00e0 Karalis: attualmente la pi\u00f9 coltivata in Sardegna. Dal 2003 al 2017 sono stati prodotti 80.185 quintali di seme certificato di Karalis. Quindi, nello stesso periodo, sono stati prodotti oltre 1milione e 600mila quintali di grano duro di tale variet\u00e0 per l\u2019ammasso. Ci\u00f2 significa che su una produzione media in Sardegna di 7milioni di quintali almeno 1quintale su 7 \u00e8 rappresentato dalla variet\u00e0 Karalis. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ussana, 14 Nov 2018\u00a0\u2013 Si chiamano Nuraghe, Shardana e Pratosardo le nuove variet\u00e0 vegetali nate dalle sperimentazioni sul miglioramento genetico portate avanti prima in laboratorio&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":167073,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,52],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/167072"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=167072"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/167072\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=167072"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=167072"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=167072"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}