{"id":166615,"date":"2018-11-02T14:12:25","date_gmt":"2018-11-02T13:12:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=166615"},"modified":"2018-11-02T14:12:25","modified_gmt":"2018-11-02T13:12:25","slug":"industria-progetto-aria-delegazione-carbosulcis-in-missione-in-canada-forte-interesse-dello-snolab-di-sudbury-per-le-attivita-inserite-nel-piano-di-riconversione-della-miniera-di-nuraxi-figus","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2018\/11\/02\/industria-progetto-aria-delegazione-carbosulcis-in-missione-in-canada-forte-interesse-dello-snolab-di-sudbury-per-le-attivita-inserite-nel-piano-di-riconversione-della-miniera-di-nuraxi-figus\/","title":{"rendered":"Industria, progetto aria, delegazione Carbosulcis in missione in Canada. Forte interesse dello Snolab di Sudbury per le attivit\u00e0 inserite nel piano di riconversione della miniera di Nuraxi Figus"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 2 Nov 2018\u00a0\u2013 Canada chiama Sardegna. E l\u2019Isola risponde. Gli studi e le ricerche sui misteri dell\u2019universo, dalla materia oscura alle energie sconosciute che regolano il cosmo, uniscono la nostra regione e il Nord America grazie al Progetto Aria, coordinato dall'Istituto di Fisica Nucleare (INFN) e ospitato nella miniera della Carbosulcis a Nuraxi Figus. Nei giorni scorsi, una delegazione sarda, composta dall\u2019amministratore della Carbosulcis, Ing. Antonio Martini, da due ingegneri della societ\u00e0 partecipata dall\u2019Assessorato dell\u2019Industria, Massimiliano Cabiddu e Stefano Farenzena, nonch\u00e9 da una rappresentanza del sistema della ricerca, composta dal prof. Cristiano Galbiati, docente alla Princeton University e ricercatore ai Laboratori del Gran Sasso, e dal prof. Alberto Devoto, dell\u2019Universit\u00e0 di Cagliari, hanno visitato a Sudbury, nella provincia dell\u2019Ontario, gli impianti di SNOLAB, il laboratorio scientifico sotterraneo specializzato in fisica dei neutrini e della materia oscura, ospitato a 2 chilometri sotto la superficie della miniera di nickel di Vale Creighton, la miniera pi\u00f9 profonda del Canada dove ogni giorno si estraggono migliaia di tonnellate di tout venant di nickel. Snolab, diretto dal fisico Nigel Smith, \u00e8 una struttura scientifica di livello mondiale e il programma di ricerca \u00e8 attualmente incentrato sulla fisica subatomica, in gran parte sulla fisica dei neutrini e della materia oscura. Si tratta di un'espansione delle strutture esistenti costruite per l'esperimento sui neutrini solari dell'Osservatorio di Sudbury SNO, di cui \u00e8 stato direttore il premio Nobel 2015 per la fisica, Arthur McDonald, anch\u2019egli coinvolto nel Progetto Aria e che l\u2019anno scorso \u00e8 stato in visita in Sardegna. Il laboratorio, distribuito su una superficie di oltre 8mila metri quadrati, di cui 5mila in sottosuolo, occupa oltre 100 persone tra scienziati, ricercatori e dipendenti.<\/p>\n<p>\"Abbiamo creduto da subito sul Progetto Aria,\u00a0sin dal 2015, finanziandolo e investendo importanti risorse, anche umane, perch\u00e9 la Sardegna ha tutte le potenzialit\u00e0 per portare avanti iniziative legate all'innovazione e alla ricerca tecnologica\", ha commentato il Presidente della Regione, Franceso Pigliaru. \"La Regione \u00e8 un partner affidabile e in grado di soddisfare le esigenze che arrivano dal mondo scientifico. Il progetto ARIA \u00e8 soltanto un pezzo del nostro programma di ricerca e innovazione, dagli esperimenti alla Sotacarbo alle attivit\u00e0 previste nella miniera di Sos Enattos a Lula, a quelle del\u00a0radiotelescopio di San Basilio. Alla Carbosulcis \u00e8 in atto una ristrutturazione importante, a seguito del Piano di chiusura della Miniera. Grazie alla tradizione mineraria, con il Progetto Aria\u00a0oggi\u00a0la Sardegna \u00e8 agganciata a un network mondiale di altissima ricerca e innovazione. L'auspicio \u00e8 che non sia solo ricerca di base ma che si traduca anche in produzione con alto valore industriale per creare pi\u00f9 lavoro di quanto ne sta creando adesso. Occupazione di qualit\u00e0, basata su competenze e professionalit\u00e0, che rappresentano il futuro dei nostri giovani\".<\/p>\n<p>\u201cImpegni istituzionali in Sardegna non mi hanno consentito purtroppo di partecipare alla missione in Canada e illustrare di persona quello che stanno facendo la Regione e l\u2019Assessorato per la riconversione industriale della Carbosulcis\u201d, ha detto l\u2019assessora Maria Grazia Piras. \u201cCi sono due aspetti di grande rilevanza: il primo \u00e8 legato proprio alla \u2018nuova vita\u2019 della societ\u00e0 partecipata. Esaurito il ciclo di estrazione del carbone, si ha bisogno di realizzare progetti coraggiosi e all\u2019avanguardia. Il nostro sforzo in tal senso \u00e8 stato ripagato. Con le attivit\u00e0 previste dal piano industriale della Carbosulcis, in particolare attraverso i programmi di ricerca, abbiamo messo le basi per costruire opportunit\u00e0 di lavoro per i giovani altamente qualificati presenti nella societ\u00e0. Il Progetto Aria significa aprirsi al mondo dell\u2019innovazione e della scienza, significa affrontare sfide decisive per il futuro di un territorio dalle grandi potenzialit\u00e0. Il secondo aspetto riguarda il lavoro che l\u2019Assessorato e tutta la Giunta hanno svolto in questi anni sul fronte delle societ\u00e0 partecipate. Ne abbiamo chiuso tante, razionalizzando cos\u00ec i costi, e nel contempo ci siamo concentrati sulle realt\u00e0 societarie che invece hanno un ruolo e una missione precisa, e garantiscono una gestione sana e corretta dei bilanci. La Carbosulcis \u00e8 una di queste\u201d.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 stata una visita significativa, e soprattutto formativa, in una miniera in produzione dove \u00e8 presente e convive un laboratorio importante a livello mondiale\u201d, ha osservato l\u2019amministratore della Carbosulcis, Antonio Martini. \u201cLa nostra miniera \u00e8 in chiusura ma stiamo realizzando importanti progetti di riconversione, come l\u2019impianto per la produzione di Argon in collaborazione con l'INFN, il primo di questo tipo in Europa e il primo al mondo realizzato con tecnologia innovativa. Il nostro prodotto sar\u00e0 usato per fare esperimenti nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso e poi potrebbe anche trovare utilizzo in laboratori come lo SNOLAB. L\u2019auspicio \u00e8 che si creino le condizioni per una pi\u00f9 forte collaborazione tra la compagine INFN-Carbosulcis e il sistema di ricerca canadese. La visita, inoltre, ci ha permesso di approfondire le procedure e la logistica necessarie per realizzare alcuni laboratori che abbiamo intenzione di ospitare nel sotterraneo della miniera della Carbosulcis in relazione ad altri progetti. Uno di questi \u00e8 il Progetto Ulisse, promosso con la Sotacarbo, che ci permetter\u00e0 di approfondire gli studi sullo stoccaggio della CO2 e avviare programmi connessi alla geofisica in sottosuolo. La collaborazione con grandi istituti e centri di eccellenza \u00e8 di vitale importanza. Quando si investe in conoscenza e tecnologia i tempi sono pi\u00f9 lunghi ma lo sviluppo \u00e8 pi\u00f9 concreto e duraturo. In Italia abbiamo tanti esempi, noi siamo convinti che anche il Sulcis possa giocare le sue carte\u201d.<\/p>\n<p>La visita allo Snolab ha consentito alla delegazione italiana di verificare le potenzialit\u00e0 di una struttura scientifica all\u2019interno di una miniera in attivit\u00e0. Si tratta di un modello che potrebbe essere replicato anche a Nuraxi Figus dove, oltre al Progetto Aria, si lavora ad altri programmi, sempre nell\u2019ambito della riconversione del sito industriale, con l\u2019obiettivo di trasformare l\u2019ex miniera in un centro di alta tecnologia impegnato in progetti di ricerca. SNOLAB studia prevalentemente la fisica delle astroparticelle, un campo incrociato che esamina le particelle subatomiche da fonti astronomiche. I laboratori sono situati in profondit\u00e0 proprio per proteggere i rivelatori usati negli esperimenti sensibili dalla radiazione cosmica che cade incessantemente sulla superficie della Terra. Anche alla profondit\u00e0 di SNOLAB arrivano raggi cosmici, ma la quantit\u00e0 \u00e8 50 milioni di volte inferiore a quella che si avrebbe se l'esperimento fosse localizzato in superficie. La dislocazione unica del laboratorio consente inoltre di avviare progetti e programmi scientifici in diversi campi. Tra questi, in particolare, c\u2019\u00e8 il progetto DEAP-3600, che vede coinvolti ricercatori di 10 istituzioni in Canada, Regno Unito e Messico. Si tratta di un esperimento che utilizza 3,6 tonnellate di argon liquido per cercare interazioni con particelle di materia oscura.<\/p>\n<p>La Sardegna \u00e8 coinvolta a pieno titolo nella ricerca mondiale legata ai misteri della materia oscura. L\u2019obiettivo del progetto Aria, inaugurato ufficialmente lo scorso mese di settembre, \u00e8 la separazione degli isotopi dell\u2019argon. In particolare, uno di questi componenti, l\u2019argon-40 (40Ar), permetter\u00e0 lo sviluppo di una innovativa tecnica per la ricerca della materia oscura ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS) dell\u2019INFN, progettata e realizzata dalla collaborazione scientifica dell\u2019esperimento DarkSide. L\u2019infrastruttura per la separazione dell\u2019argon-40 e di altri isotopi di interesse commerciale consiste in una torre criogenica di distillazione alta 350 metri, che sar\u00e0 installata nel Pozzo 1 dell\u2019area di Seruci dell\u2019ex miniera della Carbosulcis. La torre \u00e8 costituita da 28 moduli collaudati nel CERN di Ginevra, e poi trasportati temporaneamente nei cantieri di Nuraxi Figus. Qui, i moduli vengono parzialmente assemblati in superficie per i primi test propedeutici all\u2019installazione dell\u2019intera colonna all\u2019interno del Pozzo 1, dove gi\u00e0 dallo scorso anno si stanno svolgendo le attivit\u00e0 di adeguamento. L\u2019altezza e il diametro dei pozzi, la loro configurazione, con accessi multipli e sistemi di sicurezza integrati e, soprattutto, la disponibilit\u00e0 di un\u2019autostrada camionabile dalla superficie fino alla profondit\u00e0 di 500 metri, sono condizioni ideali per l\u2019installazione in sicurezza di un impianto che avr\u00e0 dimensioni uniche al mondo. Grazie alle sue infrastrutture d\u2019avanguardia, realizzate quasi interamente all\u2019interno di un pozzo minerario preesistente, ARIA sar\u00e0 in grado di abbassare notevolmente i costi energetici di produzione, rendendo pi\u00f9 accessibili e fruibili i preziosi elementi ottenuti con la distillazione criogenica, il metodo pi\u00f9 efficace per la produzione di isotopi stabili. La torre di distillazione, oltre a produrre l\u2019isotopo stabile 40Ar di interesse per i programmi di ricerca sulla materia oscura, servir\u00e0 inoltre a realizzare studi pilota per la produzione degli isotopi 76Ge, 82Se, e 136Xe, di interesse per i programmi di ricerca sul neutrino svolti sempre ai Laboratori INFN del Gran Sasso. Inoltre, ARIA permetter\u00e0 la sperimentazione e lo sviluppo della nuova tecnologia per la successiva produzione su larga scala di isotopi stabili di interesse commerciale, come 13C, 15N, e 18O, che trovano impiego per esempio in medicina e hanno un mercato internazionale di grande rilievo.<\/p>\n<p>\u201cQuello tra Italia e Canada \u00e8 un legame speciale perch\u00e9 ospitano, al Gran Sasso e a Sudbury, i laboratori pi\u00f9 noti e funzionali, a livello internazionale, nel campo della ricerca delle astro-particelle, in particolare sui neutrini e la materia oscura\u201d, ha detto Cristiano Galbiati, coordinatore del Progetto Dark Side. \u201cIl legame \u00e8 destinato a rafforzarsi grazie al Progetto Aria. \u00c8 il progetto di separazione dell\u2019argon pi\u00f9 importante al mondo, ed \u00e8 cruciale per tutti i laboratori che in futuro utilizzeranno argon per la ricerca di materia oscura. Il primo esperimento \u00e8 DarkSide-20K, che avr\u00e0 luogo nei Laboratori del Gran Sasso. Non stupisce, quindi, che ci sia grande interesse da parte dello SNOLAB per ci\u00f2 che si sta realizzando in Sardegna. L\u2019infrastruttura ospitata nella miniera della Carbosulcis \u00e8 infatti assolutamente strategica. Tutto ci\u00f2 non far\u00e0 che accrescere la collaborazione in atto tra i gruppi internazionali statunitensi, canadesi e italiani interessati a cercare la materia oscura attraverso l\u2019argon. DarkSide-20K \u00e8 un progetto del quale fanno parte 350 scienziati e 60 istituti, e uno degli elementi chiave \u00e8 proprio il trattamento dell\u2019argon attraverso il Progetto Aria. Ma l\u2019orizzonte \u00e8 pi\u00f9 ampio se si guarda a un altro grande esperimento per la ricerca della materia oscura, che sar\u00e0 avviato tra dieci anni e che prevede l\u2019uso di almeno 500 tonnellate di argon purificato in Sardegna\u201d.<\/p>\n<p>\u201cPer esperimenti come quelli in atto qui allo SNOLAB, \u00e8 fondamentale individuare le migliori tecnologie per raggiungere gli obiettivi\u201d, ha sottolineato il direttore del laboratorio di Sudbury, Nigel Smith. \u201cL\u2019argon che utilizziamo deve essere assolutamente puro e nel rivelatore ci deve essere una radioattivit\u00e0 bassissima. L\u2019interesse per quanto si sta facendo in Sardegna \u00e8 molto alto perch\u00e9 sappiamo che l\u2019argon che sar\u00e0 prodotto alla Carbosulcis avr\u00e0 le migliori caratteristiche. Dobbiamo sempre avere la certezza che i test siano \u2018puliti\u2019, cio\u00e8 che si svolgano in un ambiente privo di quei rumori di fondo che potrebbero essere in grado di rovinare l\u2019esperimento. Tutto ci\u00f2 implica collaborazioni a livello globale con il coinvolgimento dei laboratori e dei centri di ricerca pi\u00f9 importanti, ed \u00e8 quanto sta avvenendo tra Canada, Italia, USA e molti altri Paesi\u201d.<\/p>\n<p>La missione \u00e8 stata caratterizzata anche dall\u2019incontro con l\u2019Ambasciatore italiano in Canada, Claudio Taffuri. L\u2019incontro, organizzato dall'Addetto Scientifico dell'Ambasciata, Anna Galluccio, si \u00e8 svolto nella residenza dell\u2019Ambasciatore, a Ottawa dove hanno partecipato anche esponenti del Governo canadese, del mondo accademico del Paese del Nord America e i dirigenti dello SNOLAB di Sudbury. \u00c8 stata l\u2019occasione per illustrare le attivit\u00e0 dei diversi laboratori scientifici e quanto si sta attuando in Sardegna con il Progetto Aria. L\u2019Ambasciatore Taffuri ha mostrato particolare interesse per le iniziative che riguardano l\u2019Isola, in special modo il Sulcis, dove l\u2019unione fra tradizione, scienza e tecnologia rappresentata dal Progetto Aria consente di creare le basi per un rilancio dell\u2019economia, dello sviluppo e dell\u2019occupazione. Un\u2019esperienza dalle grandi potenzialit\u00e0, \u00e8 stato detto, da replicare anche in altre realt\u00e0 territoriali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 2 Nov 2018\u00a0\u2013 Canada chiama Sardegna. E l\u2019Isola risponde. 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