{"id":165591,"date":"2018-10-09T12:32:03","date_gmt":"2018-10-09T10:32:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=165591"},"modified":"2018-10-09T12:32:03","modified_gmt":"2018-10-09T10:32:03","slug":"cna-sardegna-report-dellosservatorio-nazionale-sulla-burocrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2018\/10\/09\/cna-sardegna-report-dellosservatorio-nazionale-sulla-burocrazia\/","title":{"rendered":"Cna Sardegna &#8211; Report dell\u2019Osservatorio nazionale sulla burocrazia"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 9 Ott 2018 \u2013 Secondo un comunicato della Cna Sardegna per aprire un salone di bellezza in Sardegna bisogna assolvere 65 adempimenti burocratici che coinvolgono 26 enti diversi e comportano una spesa di 17.535 euro. Aprire un bar \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile e richiede fino a 71 adempimenti che coinvolgono anche in questo caso 26 enti con i quali, per\u00f2, ci si pu\u00f2 dover interfacciare fino a 41 volte perch\u00e9 ad alcuni ci si deve rivolgere varie volte con una spesa che sfiora i 15mila euro. Per non parlare di un\u2019autofficina: un aspirante autoriparatore si trova di fronte una sorta di montagna con 86 adempimenti complessivi e ben 30 enti con cui interfacciarsi sino a 48 volte e oltre 18.550 euro di costi da affrontare.<\/p>\n<p>Il peso degli adempimenti burocratici e il loro impatto sull\u2019avvio delle piccole attivit\u00e0 artigianali \u00e8 stato fotografato in maniera impietosa dalla Cna con la prima edizione dell\u2019Osservatorio \u201cComune che vai, burocrazia che trovi\u201d. L\u2019indagine analizza cinque tipologie d\u2019impresa (acconciatura, bar, autoriparazione, gelateria, falegnameria) calcolando nel dettaglio il numero di adempimenti, degli enti coinvolti e delle operazioni necessarie all\u2019apertura, oltre al costo totale dell\u2019autorizzazione. Lo studio analizza inoltre alcuni aspetti dell\u2019apertura d\u2019impresa comuni a tutti gli aspiranti imprenditori: gli adempimenti relativi alla salute e alla sicurezza, la pratica per esporre l\u2019insegna, la ristrutturazione dei locali, l\u2019assunzione di un apprendista.<\/p>\n<p>Adempimenti specifici delle singole attivit\u00e0 \u2013<\/p>\n<p>Acconciatura. Sessantacinque adempimenti. Ventisei enti coinvolti da consultare 39 volte (39 file reali o virtuali). Una spesa di 17.535 euro. E tutto ci\u00f2 solo per aprire un salone di acconciatura. A monte della presentazione della Scia (Segnalazione certificata di inizio attivit\u00e0) va previsto il superamento di un esame teorico-pratico a compimento di un corso triennale e di uno stage dalla durata variabile: dalle 500 alle 1.200 ore. Oltre alla documentazione obbligatoria per legge, da presentare al Suap (Sportello unico attivit\u00e0 produttive) un terzo dei comuni pretende attestazioni facoltative che possono essere molto onerose.<\/p>\n<p>Bar. Aprire un bar richiede invece fino a 71 adempimenti e coinvolge anche 26 enti con i quali, per\u00f2, ci si pu\u00f2 dover interfacciare fino a 41 volte perch\u00e9 ad alcuni enti ci si deve rivolgere varie volte. La spesa sfiora i 15mila euro (14.667 per la precisione). L\u2019aspirante imprenditore deve aver frequentato un corso che costa in media sui 600 euro ma dura tra le cento e le 160 ore. Gli adempimenti obbligatori sono cinque. Un terzo dei comuni, per\u00f2, ne richiede anche altri: dalla relazione sui locali e le attrezzature (140 euro) alla verifica dell\u2019adeguatezza dei locali (300 euro), dal certificato di agibilit\u00e0 (mille euro) alla verifica dell\u2019impianto elettrico. I diritti Scia spesso sono gratuiti ma in alcuni comuni il loro costo supera i cento euro.<\/p>\n<p>Autoriparazione. Un aspirante autoriparatore si trova davanti fino a 86 adempimenti complessivi da assolvere. Gli enti con i quali pu\u00f2 avere a che fare sono 30 da contattare circa 48 volte. I costi da affrontare ammontano ad oltre 18.550 euro. Per diventare responsabile tecnico di un\u2019attivit\u00e0 di autoriparatore (meccatronica, gommista, carrozzeria) occorre un corso propedeutico della durata di 500 ore che costa 2mila euro. I diritti Scia oscillano tra la gratuit\u00e0 e un costo superiore ai cento euro. Molte amministrazioni, inoltre, fanno ulteriori richieste rispetto a quelle previste dalla normativa unica. Particolarmente numerosi per l\u2019aspirante autoriparatore sono gli adempimenti ambientali, dall\u2019impatto acustico all\u2019assimilazione acque reflue.<\/p>\n<p>Gelateria. L\u2019aspirante gelataio pu\u00f2 trovarsi ad affrontare fino a 73 adempimenti, con 26 enti coinvolti e 41 contatti. E con una spesa per le pratiche burocratiche che da sola arriva a superare i 12.500 euro (12.660 per la precisione). Anche in questo caso \u00e8 previsto come pre-requisito quello della frequenza di un corso di Somministrazione alimenti e bevande.\u00a0 L\u2019iter burocratico vero e proprio si apre con la presentazione della Scia, di solito accompagnata da una notifica sanitaria. Agli adempimenti standard in questa fase alcuni comuni ne aggiungono di facoltativi: dalla planimetria con relativa relazione alla verifica dell\u2019adeguatezza locali e dell\u2019impianto elettrico.<\/p>\n<p>Falegnameria. Per aprire una falegnameria gli adempimenti possono arrivare a 78, gli enti coinvolti a 26. L\u2019aspirante imprenditore (o chi per lui) si deve confrontare con la Pubblica amministrazione 39 volte.\u00a0 Questa girandola di impegni porta fino a 19.742 euro la spesa per le pratiche burocratiche.\u00a0 L\u2019adempimento pi\u00f9 oneroso \u00e8 il certificato controlli antincendi rilasciato dai Vigili del fuoco: mediamente costa 1.600 euro e il rilascio avviene dopo 60 giorni. Data la particolarit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 di falegname non sempre \u00e8 il Suap l\u2019interlocutore di riferimento. Talvolta \u00e8 un apposito sportello comunale al quale si pu\u00f2 inviare tramite Pec e\/o in via telematica. Rispetto ad altre attivit\u00e0 la falegnameria presenta un numero molto elevato di obblighi ambientali.\u00a0 Con costi, tempi ed enti coinvolti estremamente variabili da un comune all\u2019altro. Rimanendo ai costi si va da 150 a 600 euro per le pratiche relative allo scarico di acque reflue, da 500 a mille euro per l\u2019impatto acustico, da 150 a 700 euro per l\u2019industria insalubre e da 500 a 1.100 mila euro per le emissioni in atmosfera.<\/p>\n<p>Adempimenti comuni ad ogni attivit\u00e0<\/p>\n<p>Salute e sicurezza. La normativa italiana in materia di salute e sicurezza si caratterizza per l\u2019eccessiva complessit\u00e0 e per l\u2019assenza di modularit\u00e0 tra le varie imprese. Di conseguenza viene imposta a tutti i datori di lavoro l\u2019adozione degli stessi obblighi documentali e formativi, senza riguardo alla pericolosit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 o alla dimensione dell\u2019impresa. La complessit\u00e0 si traduce anche in onerosit\u00e0: la spesa media per gli adempimenti su salute e sicurezza sul lavoro va da 1.854 euro per attivit\u00e0 di gelateria e acconciature, considerate a basso rischio, a 2.119 per i bar, a 4.414 per l\u2019autoriparazione e addirittura a 5.784 euro per la falegnameria.<\/p>\n<p>Insegne di esercizio. L\u2019autorizzazione al posizionamento di cartelle, insegne di esercizio e altri mezzi pubblicitari coinvolge fino a dodici enti. Un numero che da solo la dice lunga sulla farraginosit\u00e0 della burocrazia italiana e delle sue imposizioni. Per ogni genere d\u2019insegna, se l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 prospicente una strada statale, sono chiamate a dare la loro autorizzazione anche la Provincia e l\u2019Anas. In ogni caso, anche per un\u2019insegna di piccole dimensioni posta al di sopra di un\u2019attivit\u00e0 in una zona semicentrale, per redigere la richiesta di autorizzazione con i relativi documenti \u00e8 necessaria una consulenza tecnica. Se l\u2019insegna va collocata in un centro storico, la situazione si complica. L\u2019autorizzazione, infatti, in questo caso ha necessit\u00e0 anche di un nulla osta paesaggistico e di un via libera della Polizia municipale.<\/p>\n<p>Ristrutturazioni edilizie. L\u2019avvio di un\u2019attivit\u00e0 presume nella maggior parte dei casi la realizzazione di lavori edilizi per adattare i locali scelti alle esigenze dell\u2019aspirante imprenditore. Talvolta, poi, alcuni lavori sono obbligati: \u00e8 il caso degli interventi per agevolare l\u2019accesso ai disabili.\u00a0 Nel caso di semplici lavori di ristrutturazione interna \u00e8 necessario presentare una Comunicazione inizio lavori asseverata (Cila). Gli adempimenti connessi alla documentazione che va allegata alla Cila sono molteplici. Va assegnato a un professionista l\u2019incarico per redazione del progetto, presentazione della Cila, direzione dei lavoratori, comunicazione di fine lavori, aggiornamento del Catasto. Sempre un professionista deve redigere il progetto dell\u2019impianto elettrico, se previsto. Ancora un professionista deve coordinare le attivit\u00e0 mirate alla sicurezza. Una serie di obblighi burocratici che da soli arrivano intorno ai 5.500 euro di spesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Assunzione di un apprendista. La legislazione del lavoro prevede tre diverse tipologie di apprendista. L\u2019Osservatorio della Cna ha scelto come esempio il contratto di apprendistato professionalizzante per il quale il datore di lavoro ha l\u2019obbligo di garantire la formazione professionalizzante, la cui durata e modalit\u00e0 di erogazione sono stabilite dal Contratto collettivo nazionale di lavoro o da accordi interconfederali. La formazione va integrata dall\u2019offerta formativa pubblica finalizzata all\u2019acquisizione di competenze di base (da 40 a 120 ore). Il costo medio di questi adempimenti \u00e8 di 400 euro e gli enti di riferimento talvolta sono diversi. Il datore di lavoro \u00e8 costretto pertanto a comunicare pi\u00f9 volte e a pi\u00f9 enti le stesse informazioni in contrasto anche con il divieto di chiedere alle imprese documenti e informazioni gi\u00e0 in possesso della Pubblica amministrazione. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 9 Ott 2018 \u2013 Secondo un comunicato della Cna Sardegna per aprire un salone di bellezza in Sardegna bisogna assolvere 65 adempimenti burocratici che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":124965,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,51,53],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165591"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=165591"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/165591\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/124965"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=165591"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=165591"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=165591"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}