{"id":162733,"date":"2018-07-27T19:24:11","date_gmt":"2018-07-27T17:24:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=162733"},"modified":"2018-07-27T19:24:11","modified_gmt":"2018-07-27T17:24:11","slug":"chiara-obino-record-di-apnea-da-ritentare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2018\/07\/27\/chiara-obino-record-di-apnea-da-ritentare\/","title":{"rendered":"Chiara Obino: record di apnea da ritentare"},"content":{"rendered":"<p>\u00f9Cagliari, 27 Lug 2018 - Chiara Obino\u00a0ritenter\u00e0. Non si sa ancora quando, se domenica o pi\u00f9 avanti ma ritenter\u00e0. Un problema di compensazione ha infatti precluso per pochi metri alla 42enne dentista cagliaritana di conquistare il cartellino piazzato a -86 metri e con esso il record del mondo di apnea in assetto costante con le due pinne. \u00abHo fatto una serie di errori che non ho mai fatto in allenamento e si pagano cari. Cos\u00ec come cara si paga la tensione della gara\u00bb, commenta dopo essere riemersa.<br \/>\nNon \u00e8 stata certo una giornata facile per gli apneisti, la prima del\u00a0Trofeo Profondamente Sardegna - Memorial \u201cFabrizio Accorte\u201d, organizzata dal club\u00a0BlueWorld di Cagliari. Il campo gara nelle acque dell\u2019Area Marina Protetta di Villasimius\u00a0si \u00e8 dovuto spostare molto pi\u00f9 lontano, a\u00a0Geremeas, perch\u00e9 la corrente era troppo forte e avrebbe viziato, oltre a rendere pericolose, le performance.<br \/>\nUna volta montati i cavi di sicurezza e i contrappesi, era tutto pronto. Chiara si \u00e8 infilata la muta e ha iniziato la fase di rilassamento. Alle 10,45 si immerge. Sembra filare tutto liscio. \u00ab-10, -20, -30\u00bb, scandisce\u00a0Edmondo Puddu, il compagno di Chiara e attento supervisore della sicurezza. La sua \u00e8 l\u2019unica voce che squarcia il silenzio rispettoso che vige a bordo. Dopo il -70 tutti attendevano certi il -80 e invece no. \u00abHa girato, risale, andatela a prendere\u00bb, urla Edmondo. I\u00a0safety diver, gli apneisti responsabili alla sicurezza dei colleghi in gara, fanno a turno la capovolta e scendono. Il primo ha anche un acquascooter subacqueo che gli permette di raggiungere velocemente Chiara.<\/p>\n<p>\u00abHo avuto un problema di compensazione\u00bb, racconta la\u00a0record woman\u00a0cagliaritana dopo aver fatto scemare la tensione della gara. \u00abPer compensare le orecchie devo traslare aria dai polmoni alla bocca. Oltre una certa quota questo passaggio non si pu\u00f2 pi\u00f9 fare. Se compio tutti i \u201cricarichi\u201d correttamente fino ai -35 metri poi ho aria per arrivare fino al piattello, in profondit\u00e0\u00bb. Invece qualcosa non ha funzionato. \u00abMi sono accorta di non aver fatto i carichi bene ma non sai mai quanto male li hai fatti, quindi ho continuato a scendere. A un certo punto della discesa mi sono per\u00f2 accorta che l\u2019aria stava finendo e non riuscivo ad arrivare in fondo. Il piattello era troppo distante\u00bb. Cos\u00ec a -80, a pochi metri dal raggiungimento del suo obiettivo, Chiara ha preferito tutelare la sua salute, girarsi e risalire.<\/p>\n<p>\u00abLa scelta pi\u00f9 giusta - spiega - sarebbe stata rimanere agganciata mentalmente a quel tipo di performance, al percorso mentale che mi ero fatta, e tornare pinneggiando, come faccio normalmente. Queste performance hanno una componente mentale preponderante. Invece ho pensato a cosa potevo fare per stancarmi il meno possibile e conservare le forze per fare il tuffo\u00a0domani:\u00a0 mi sono tirata a braccia dal cavo per salvaguardare le gambe, ma questa \u00e8 una modalit\u00e0 molto pi\u00f9 lenta rispetto alla spinta che ti danno le pinne. Poi ho visto il\u00a0safety diver\u00a0con lo scooter e mi sono attaccata a lui e poi la parte finale mi sono rimessa sul cavo con le pinne ma tutto il mio percorso mentale per l\u2019uscita l\u2019avevo abbandonato. Ho fatto azioni che normalmente non faccio. Ho fatto una serie di errori che non ho mai fatto in allenamento e si pagano cari. Si paga la tensione della gara\u00bb.<br \/>\nL\u2019apneista, che nella vita \u00e8 dentista e mamma di due figlie, \u00e8 una delle poche donne che oramai pratica l\u2019apnea a livello non professionistico e, anche per questo, \u00e8 una delle poche che tenta i record ancora nel Mediterraneo, un mare con acque molto pi\u00f9 ostiche rispetto alle placide e calde acque del Mar Rosso o delle Bahamas, dove normalmente si tentano record come quello di\u00a0oggi\u00a0a Geremeas. Questo perch\u00e9 nel\u00a0Mare Nostrum\u00a0ci sono sempre le correnti (come quella forte di\u00a0oggi, che ha costretto a spostare il campo gare), il moto ondoso sempre presente e il termoclino, cio\u00e8 la presenza di tagli di acqua fredda che rendono difficoltoso il rilassamento.<\/p>\n<p>La domanda che ora tutti si fanno e le fanno \u00e8 \u201cquando ritenti?\u201d. Ma Chiara risponde: \u00abDomani\u00a0non posso, se mi danno l\u2019autorizzazione i medici, posso pensare di ritentare domenica ma viene prima la salute\u00bb.<br \/>\nPer ora il record mondiale CMAS (Confederazione mondiale attivit\u00e0 subacquee) rimane nelle mani della slovena\u00a0Alenka Artmick\u00a0e dall\u2019ucraina,\u00a0Natalia Zharkova, che nelle acque di Kas, in Turchia, erano scese a 85 metri strappando proprio a Chiara Obino il record mondiale, che l'apneista cagliaritana aveva realizzato a Ustica nel 2016. Com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00f9Cagliari, 27 Lug 2018 &#8211; Chiara Obino\u00a0ritenter\u00e0. Non si sa ancora quando, se domenica o pi\u00f9 avanti ma ritenter\u00e0. 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