{"id":157229,"date":"2018-04-05T12:31:15","date_gmt":"2018-04-05T10:31:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=157229"},"modified":"2018-04-05T12:31:15","modified_gmt":"2018-04-05T10:31:15","slug":"confindustria-cerved-rapporto-pmi-mezzogiorno-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2018\/04\/05\/confindustria-cerved-rapporto-pmi-mezzogiorno-2018\/","title":{"rendered":"Confindustria \u2013 Cerved: rapporto Pmi mezzogiorno 2018"},"content":{"rendered":"<p>Cosenza, 5 Apr 2018. Le Pmi meridionali tornano ad investire. Potrebbero farlo in maniera ben pi\u00f9 consistente grazie ad una crescente solidit\u00e0 finanziaria e patrimoniale. Il tessuto produttivo ha conti economici in ripresa e torna a popolarsi, ma soprattutto di imprese di piccolissime dimensioni, che faticano per\u00f2 a crescere. La velocit\u00e0 con cui tale processo si compie non \u00e8 ancora sufficiente a recuperare, in tutti i territori, le fette di tessuto imprenditoriale perdute con la crisi. Due saranno le sfide decisive: attivare il potenziale degli investimenti e favorire il salto dimensionale delle micro imprese.<\/p>\n<p>\u00c8 questa la fotografia della 4\u00b0edizione del Rapporto Pmi Mezzogiorno, a cura di Confindustria e Cerved, con la collaborazione di Srm \u2013 Studi e Ricerche per il Mezzogiorno, che fa il punto sulle caratteristiche e sull\u2019andamento di un campione di imprese \u2013 le Pmi di capitali tra 10 e 250 addetti \u2013 rappresentativo del tessuto imprenditoriale meridionale. Un campione, di circa 26 mila imprese, che vanta un fatturato di tutto rispetto (oltre 130 miliardi di euro) e un valore aggiunto di quasi 30 miliardi di euro: da sole, dunque, valgono poco meno del 10% del PIL meridionale.<\/p>\n<p>Nel suo complesso, il sistema di PMI meridionali, che per effetto della crisi aveva mostrato una marcata flessione tra 2007 e 2014 (da 29mila a meno di 25mila imprese, -14%), \u00e8 tornato a crescere, a ritmi anche superiori a quelli nazionali (nel 2016 +4,1% contro +3,6%). Rispetto ai valori pre-crisi mancano ancora all\u2019appello circa 2 mila PMI, ma le tendenze sono incoraggianti, sia sul fronte delle nascite sia delle cessazioni. Il numero di PMI uscite dal mercato \u00e8 infatti tornato su livelli fisiologici, con netti cali di fallimenti (-25% tra 2016 e 2017), di procedure concorsuali (-18%) e di chiusure volontarie.<\/p>\n<p>La natalit\u00e0 si conferma elevata e tocca, con 35 mila nuove imprese, un nuovo record: ma oltre la met\u00e0 delle nuove nate sono Srl Semplificate (cio\u00e8 con meno di 5000 euro di capitale) e in larghissima parte piccolissime imprese. La sfida decisiva \u00e8 il salto dimensionale di tutte le categorie di imprese: da micro a piccole, da piccole a medie e poi grandi, infoltendo il tessuto di imprese del Mezzogiorno.<\/p>\n<p>I conti economici sono in graduale ripresa e certificano il buono stato di salute di questo campione di imprese. Aumentano infatti il fatturato (+2,7%), che cresce pi\u00f9 della media italiana ed \u00e8 ormai tornato ai livelli pre-crisi, e il valore aggiunto (+4% tra 2015 e 2016).<\/p>\n<p>Pi\u00f9 contenuti sono i miglioramenti della redditivit\u00e0 lorda, come se diseconomie esterne ed interne alle imprese ne limitassero i risultati: il MOL, in crescita dell\u20191,6%, \u00e8 ancora lontano dai livelli del 2007, rispetto ai quali le PMI meridionali hanno perso pi\u00f9 di 30 punti percentuali. Migliora anche la redditivit\u00e0 netta, con il ROE all\u20198% (dal 7,5% dell\u2019anno precedente), che per\u00f2 rimane inferiore rispetto alla media nazionale (10,2%).<\/p>\n<p>La forte crescita della capitalizzazione delle Pmi meridionali (+5,3% tra 2016 e 2015, con un incremento di 1\/3 rispetto ai livelli pre-crisi) ne rende pi\u00f9 sostenibile il debito. Grazie anche ai bassi tassi di interesse, si riduce il peso degli oneri finanziari: questa ritrovata sostenibilit\u00e0 rende pi\u00f9 agile l\u2019indebitamento. Il credito aumenta soprattutto nelle regioni dove \u00e8 pi\u00f9 robusto l\u2019apparato produttivo. Si tratta peraltro di un indebitamento meno \u201cnecessario\u201d: in forte calo \u00e8 infatti il numero delle imprese meridionali fortemente dipendenti dal credito bancario, ormai quasi in linea con la media nazionale.<\/p>\n<p>Anche il miglioramento dell\u2019affidabilit\u00e0 creditizia testimonia la maggiore robustezza dell\u2019apparato produttivo meridionale: met\u00e0 delle imprese osservate sono valutate positivamente come sicure o solvibili (passando dal 40% al 48,4%). E i movimenti dello score indicano comunque che le PMI che migliorano la propria classe di rischio (35,6%) sono significativamente di pi\u00f9 di quelle che la vedono peggiorare (25,6%).<\/p>\n<p>Il principale segnale di svolta viene dagli investimenti: dopo una fase di forte contrazione, accelerano e crescono in tutte le regioni meridionali. Tra 2015 e 2016 gli investimenti materiali lordi delle PMI meridionali aumentano dal 5,9% delle immobilizzazioni materiali all\u20198,5%, superando la media nazionale (7,8%). Ancora meglio fanno le imprese industriali, i cui investimenti superano il 10% delle immobilizzazioni in Campania, Puglia e Sicilia.<\/p>\n<p>Soprattutto, gli investimenti mostrano ancora ampi e confortanti margini di crescita. Le circa 7 mila PMI meridionali con fondamentali pi\u00f9 solidi potrebbero infatti aumentare il proprio indebitamento fino a 9,4 miliardi di euro, mantenendo un livello di rischio molto contenuto: un incremento consistente, pari al 22,4% dell\u2019attivo, che se trasformato in investimenti potrebbe aumentare significativamente la capacit\u00e0 produttiva meridionale.<\/p>\n<p>Oltre la met\u00e0 di questo potenziale, 5 miliardi di euro, si riferisce a 6 mila piccole imprese che, anche grazie a questo ulteriore indebitamento \u201csostenibile\u201d, potrebbero ricevere una spinta significativa alla loro crescita dimensionale e produttiva. Non stupisce se 1,8 miliardi di euro di nuovo, potenziale indebitamento \u201csostenibile\u201d si riferisce a circa 1 migliaio di PMI ad alta automazione: anche al Sud Industria 4.0 si conferma la strada maestra per l\u2019irrobustimento del tessuto produttivo, soprattutto della parte industriale.<\/p>\n<p>Tra le imprese osservate, quelle industriali sembrano aver pagato i costi maggiori della crisi ma mostrano ora i maggiori segnali di vitalit\u00e0. Il duro processo di selezione ha fatto scendere il numero di Pmi di capitali tra il 2007 e il 2014 da 6.330 a poco pi\u00f9 di 5.000 unit\u00e0, con un calo del 20%, percentuale quasi doppia di quella nazionale. Il 2015 fa registrare un primo, piccolo ma importante, segnale di inversione di tendenza: sia a livello nazionale, sia al Sud, il numero delle Pmi industriali cresce dello 0,7%.<\/p>\n<p>I risultati delle PMI dell\u2019industria rimaste sul mercato sono incoraggianti: il loro fatturato cresce al Sud del 4,8% (2016), quasi il doppio del complesso delle PMI dell\u2019area e pi\u00f9 della media nazionale (3,1%). I margini lordi delle PMI industriali aumentano del 3,2%, il doppio del complesso delle PMI, ma meno di quelle italiane (+4,6%). Anche le imprese industriali scontano, dunque, il peso di diseconomie esterne che ne limita le performance.<\/p>\n<p>Un peso che continuer\u00e0 a farsi sentire, anche in una congiuntura che si conferma positiva. Secondo le previsioni di Confindustria e Cerved, nel 2018 e nel 2019, fatturato e valore aggiunto delle PMI di capitali del Sud continueranno a crescere con tassi non lontani da quelli del resto del Paese, mentre i margini si manterranno pi\u00f9 bassi della media nazionale, a conferma della rilevanza di fattori esterni che pesano sulla profittabilit\u00e0 delle imprese meridionali.<\/p>\n<p>Insomma, le prospettive delle Pmi meridionali sono moderatamente positive, ma l\u2019intensit\u00e0 con cui tali andamenti si consolidano e, soprattutto, la velocit\u00e0 con cui il segno \u201c+\u201d si estende mostrano che c\u2019\u00e8 ancora molto da fare per tradurre questi segnali in un complessivo miglioramento della situazione economica e sociale dei territori meridionali.<\/p>\n<p>Le sfide da affrontare sono impegnative, e di non breve periodo: occorre, infatti, rinfoltire le fila delle piccole ma soprattutto delle medie imprese di capitali; attivare il potenziale di investimento con un miglior accesso alle fonti di finanziamento, non solo bancario; utilizzare sinergicamente credito, finanza e strumenti di incentivazione; sfruttare i fondi europei per ridurre le diseconomie territoriali. Imprese, mondo del credito e della finanza, Istituzioni, sono tutti chiamati a fare la loro parte. Com<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosenza, 5 Apr 2018. Le Pmi meridionali tornano ad investire. Potrebbero farlo in maniera ben pi\u00f9 consistente grazie ad una crescente solidit\u00e0 finanziaria e patrimoniale.&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":126451,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,51,53],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157229"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=157229"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/157229\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/126451"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=157229"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=157229"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=157229"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}