{"id":156308,"date":"2018-03-16T09:34:07","date_gmt":"2018-03-16T08:34:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=156308"},"modified":"2018-03-16T09:34:07","modified_gmt":"2018-03-16T08:34:07","slug":"sedici-marzo-1978-via-fani-ore-9-02-40-anni-fa-il-rapimento-di-moro-gentiloni-il-piu-grave-attacco-alla-repubblica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2018\/03\/16\/sedici-marzo-1978-via-fani-ore-9-02-40-anni-fa-il-rapimento-di-moro-gentiloni-il-piu-grave-attacco-alla-repubblica\/","title":{"rendered":"Sedici marzo 1978 Via Fani, ore 9.02: 40 anni fa il rapimento di Moro. Gentiloni: Il pi\u00f9 grave attacco alla Repubblica"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 16 Mar 2018 - Fu il momento pi\u00f9 buio della Repubblica e da allora sono passati esattamente 40 anni. Il sequestro del leader della Democrazia Cristiana Aldo Moro, avvenuto il 16 marzo ad opera delle Brigate Rosse, segna il punto pi\u00f9 alto della Strategia della tensione e degli Anni di piombo. Allo stesso modo, quel giorno intacca per sempre l'ascesa dei brigatisti. La trattativa coi partiti di maggioranza si rivela sorda, tra misteri e mezze verit\u00e0, e la decisione di uccidere il politico si trasforma in un errore.<\/p>\n<p>Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si \u00e8 recato questa mattina in via Fani per prendere parte alla cerimonia per il 40^ anniversario del rapimento di Aldo Moro e dell'uccisione dei 5 uomini di scorta. Alle ore 9.05 \u00e8 stata scoperta la targa restaurata che ricorda il tragico episodio, nell'ora esatta in cui arriv\u00f2 la chiamata per rivendicare il rapimento dello statista. Il capo dello Stato ha deposto una corona di fori, mentre risuonavano le note del Silenzio. Il Presidente ha poi deposto una corona di fiori sul monumento. Alla cerimonia hanno preso parte anche, tra gli altri, i presidenti uscenti di Senato e Camera, Pietro Grasso e Laura Boldrini: Mattarella ha anche presenziato all'inaugurazione del nuovo monumento dedicato all'appuntato dei carabinieri Domenico Ricci, che guidava l'auto di Moro, al maresciallo Oreste Leonardi, il capo scorta, e agli agenti di polizia Giulio Rivera, Francesco Zizzi e Raffaele Iozzino.<\/p>\n<p>\"Una mattina di 40 anni fa il pi\u00f9 grave attacco alla Repubblica. L'Italia rende omaggio a un grande leader politico, ai carabinieri Leonardi e Ricci e agli agenti di Polizia Iozzino Rivera e Zizzi\". Lo scrive il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter, ricordando il sequestro di Aldo Moro.<\/p>\n<p>40 anni fa, foto in bianco e nero, via Mario Fani. L'Italia \u00e8 governata da\u00a0Giulio Andreotti\u00a0con una maggioranza sostenuta dalla\u00a0Democrazia Cristiana e dal Partito Comunista. \u00c8 una giornata come tante e nella via dove viene pianificato il rapimento ci sono persone che assistono ignare a una pagina buia che segna la storia del nostro Paese. Niente avviene per caso. Il luogo \u00e8 stato scelto con cura dai brigatisti, cos\u00ec come l'uomo da rapire. Tra i nomi passati in rassegna c'\u00e8 anche quello del Presidente del Consiglio ma l'estrema protezione riservata ad Andreotti fa desistere l'organizzazione.<\/p>\n<p>Il bersaglio Moro appare pi\u00f9 semplice, inizia un pedinamento giornaliero, viene tracciato un piano di attacco in base alle criticit\u00e0 del percorso che quotidianamente compie l'auto del Presidente della Dc. L'orologio segna le 9.02, \u00e8 gioved\u00ec, all'incrocio tra Via Mario Fani e Via Stresa, dove c'\u00e8 lo stop, la Fiat 130 blu del presidente della Democrazia Cristiana con due carabinieri di scorta, seguita da una Alfetta con tre agenti di polizia, viene bloccata dall'auto dei brigatisti che tagliano improvvisamente la strada e si fanno tamponare.<\/p>\n<p>Seguono momenti concitati: in pochi minuti gli agenti della scorta cadono sotto il fuoco dei terroristi. Moro viene spinto su una seconda auto e portato via. Tutto avviene come da copione. L'organizzazione porta a segno il colpo e lascia a terra cinque cadaveri. Aldo Moro \u00e8 nella mani\u00a0delle Brigate Rosse.<\/p>\n<p>Quei minuti concitati sembrano interminabili. Gli spari scandiscono il tempo e quei tragici fatti rendono a colori la visione opaca dei malcapitati che si trovano nella zona. \u00c8 il caso di Ernesto Proietti, netturbino in servizio, che pochi minuti prima vede in via Fani un'autovettura con degli uomini a bordo vestiti da aviere; trenta minuti pi\u00f9 tardi li rivede nascosti dietro la siepe di un bar: sono immobili, in silenzio. Ernesto non immagina che siano membri delle Brigate Rosse in procinto di rapire Moro. L'avvocato romano Lorenzo Vecchione\u00a0sta prendendo l'auto per recarsi in ufficio quando si imbatte in alcuni uomini vestiti da steward. Francesco Pannofino, all'epoca dei fatti studente universitario, legge il giornale a pochi metri dal luogo del sequestro.\u00a0Non vede la scena, ma sente tutto: la frenata delle auto, il tamponamento, gli spari dei mitra. Si nasconde, e quando tutto \u00e8 finito \u00e8 tra i primi a raggiungere il luogo dell'agguato, a camminare, senza fiato, tra i corpi esamini degli uomini della scorta. Sergio Vincenzi, residente nella zona, si trova a pochi metri dal punto dell'agguato. Assiste all'esecuzione degli uomini della scorta. Fissa negli occhi un brigatista, prima di trovare riparo dietro un'auto. Successivamente, di fronte alle foto segnaletiche di alcuni ricercati, riconosce\u00a0Prospero Gallinari.<\/p>\n<p>Seguono rivendicazioni e comunicati: quella foto scattata con la Polaroid a Moro resta impressa nella memoria collettiva. La forza delle Brigate Rosse si consuma nei 55 giorni di prigionia dello statista democristiano. A poco serve la trattativa con i partiti di maggioranza, a poco servono i tre scritti di Moro, tra i quali una lettera di cinque pagine al ministro dell'Interno, Francesco Cossiga. La decisione \u00e8 presa: la morte di Moro \u00e8 l'ultimo atto di una crisi irreversibile delle Brigate Rosse.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 16 Mar 2018 &#8211; Fu il momento pi\u00f9 buio della Repubblica e da allora sono passati esattamente 40 anni. 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