{"id":154252,"date":"2018-02-01T13:01:35","date_gmt":"2018-02-01T12:01:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=154252"},"modified":"2018-02-01T13:01:35","modified_gmt":"2018-02-01T12:01:35","slug":"al-bambin-gesu-di-roma-cellule-riprogrammate-per-uccidere-il-tumore-bimbo-di-4-anni-curato-per-una-leucemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2018\/02\/01\/al-bambin-gesu-di-roma-cellule-riprogrammate-per-uccidere-il-tumore-bimbo-di-4-anni-curato-per-una-leucemia\/","title":{"rendered":"Al Bambin Ges\u00f9 di Roma cellule riprogrammate per uccidere il tumore: bimbo di 4 anni curato per una leucemia"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 1 Feb 2018 - Manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore. Lo hanno fatto i medici dell'Ospedale Bambino Ges\u00f9 di Roma con un bimbo di 4 anni affetto da leucemia linfoblastica acuta, refrattario a terapie convenzionali. \u00c8 il primo paziente italiano curato con tale metodo rivoluzionario. Ad un mese dall'infusione delle cellule riprogrammate nei laboratori del Bambin Ges\u00f9, il piccolo sta bene ed\u00a0stato dimesso: nel midollo non sono pi\u00f9 presenti cellule leucemiche.<\/p>\n<p>I linfociti del piccolo paziente, affetto da leucemia linfoblastica acuta, sono stati dunque manipolati e reindirizzati contro il bersaglio tumorale. Lo studio accademico\u00a0dell'Ospedale pediatrico di Roma (Opbg) ed promosso da AIRC, Ministero della Salute e Regione Lazio. Secondo Franco Locatelli, direttore del dipartimento di Onco-Ematologia Pediatrica, Terapia Cellulare e Genica dell'Ospedale, si tratta di un \"approccio innovativo alla cura delle neoplasie\" e per Bruno Dallapiccola, direttore scientifico dell'Opbg, la tecnica \"una pietra miliare nel campo della medicina personalizzata\". La tecnica di manipolazione delle cellule del sistema immunitario del paziente rientra nell'ambito della cosiddetta terapia genica o immunoterapia, una delle strategie pi\u00f9 innovative e promettenti nella ricerca contro il cancro. I medici e i ricercatori del Bambino Ges\u00f9 hanno prelevato i linfociti T del paziente - le cellule fondamentali della risposta immunitaria - e li hanno modificati geneticamente attraverso un recettore chimerico sintetizzato in laboratorio.<\/p>\n<p>Questo recettore, chiamato CAR (Chimeric Antigenic Receptor), potenzia i linfociti e li rende in grado - una volta reinfusi nel paziente - di riconoscere e attaccare le cellule tumorali presenti nel sangue e nel midollo, fino ad eliminarle completamente. La terapia genica con cellule modificate CAR-T stata sperimentata per la prima volta con successo nel 2012, negli Stati Uniti, su una bambina di 7 anni con leucemia linfoblastica acuta, dai ricercatori dell'Universit\u00e0 di Pennsylvania presso il Children Hospital di Philadelphia. Da allora sono partite numerose sperimentazioni in tutto il mondo, i cui risultati hanno portato pochi mesi la Food and Drug Administration (FDA) ad approvare il primo farmaco a base di CAR-T sviluppato dall'industria farmaceutica. Il bambino di 4 anni italiano sottoposto per la prima volta al trattamento sperimentale di terapia genica era affetto da leucemia linfoblastica acuta, di tipo B cellulare, che rappresenta il tipo pi\u00f9 frequente di tumore dell'et\u00e0 pediatrica (400 nuovi casi l'anno in Italia). Aveva gi\u00e0 avuto 2 ricadute di malattia, la prima dopo trattamento chemioterapico, la seconda dopo un trapianto di midollo osseo da donatore esterno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 1 Feb 2018 &#8211; Manipolare geneticamente le cellule del sistema immunitario per renderle capaci di riconoscere e attaccare il tumore. 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