{"id":152839,"date":"2017-12-28T15:33:54","date_gmt":"2017-12-28T14:33:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=152839"},"modified":"2017-12-28T15:33:54","modified_gmt":"2017-12-28T14:33:54","slug":"italia-paese-di-anziani-e-di-single-e-vivere-in-citta-costa-caro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2017\/12\/28\/italia-paese-di-anziani-e-di-single-e-vivere-in-citta-costa-caro\/","title":{"rendered":"Italia, paese di anziani e di single. E vivere in citt\u00e0 costa caro"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 28 Dic 2017 - L'Italia resta uno dei Paesi pi\u00f9 vecchi al mondo: ad incidere sono la speranza di vita che continua a crescere ma soprattutto il costante calo della fecondit\u00e0, con una relativa flessione delle nascite. E' quanto emerge dall'Annuario statistico italiano edizione 2017, pubblicato dall'Istat.<\/p>\n<p>Nel 2016 i nati vivi sono stati 473.438, rispetto ai 485.780 del 2015 (-12.342). Il quoziente di natalit\u00e0, uniforme sul territorio, scende a 7,8 nati per mille abitanti (era 8 per mille nell'anno precedente). Anche la fecondit\u00e0 per et\u00e0 della madre mantiene l'andamento decrescente degli anni precedenti: il calo delle nascite continua ad essere affiancato alla posticipazione dell'evento nascita, che avviene in et\u00e0 sempre pi\u00f9 avanzata. Il tasso di fecondit\u00e0 totale (TFT), indicatore sintetico della fecondit\u00e0, nel 2015 scende ancora, rispetto all'anno precedente, e passa da 1,37 a 1,35 figli in media per donna. Il fenomeno, sul territorio, ricalca la situazione degli anni precedenti: Nord-ovest e Nord-est, con un TFT pari a 1,41, sono le ripartizioni con la fecondit\u00e0 pi\u00f9 alta e si contrappongono al Sud che, con un valore pari a 1,29, \u00e8 il fanalino di coda.<\/p>\n<p>Se si analizzano i dati per cittadinanza, si pu\u00f2 notare come sia la fecondit\u00e0 delle donne straniere a influenzare principalmente il dato nazionale; per le donne italiane, l'indicatore cala rispetto al triennio precedente (1,29) e si attesta su 1,27 figli in media per donna.<\/p>\n<p>Aumentano le famiglie composte da una sola persona (da 20,5 a 31,6%) e si riducono quelle di cinque o pi\u00f9 componenti (da 8,1 a 5,4%). \u00c8 quanto fotografa l'Istat nell'Annuario 2017, pubblicato oggi. Nel volgere di vent'anni, spiega l'Istituto di statistica, il numero medio di componenti in famiglia \u00e8 sceso da 2,7 (media 1995-1996) a 2,4 (media 2015-2016). Il fatto che quasi una famiglia su tre\u00a0sia dunque composta da una sola persona\u00a0\u00e8 conseguenza di \"profonde trasformazioni demografiche e sociali che hanno investito il nostro Paese: il progressivo invecchiamento della popolazione, innanzitutto, ma anche - spiega l'Istat - l'aumento delle separazioni e dei divorzi, cos\u00ec come l'arrivo di cittadini stranieri che, almeno inizialmente, vivono da soli\". Anche il Sud, dove c'\u00e8 il pi\u00f9 alto numero di componenti per famiglia, mostra una graduale riduzione della dimensione familiare: da un numero medio di componenti pari a 3,1 (media 1995-1996) a un numero medio pari a 2,6 (media 2015-2016).<\/p>\n<p>Dal confronto territoriale sulla dimensione familiare (media 2015-2016) emerge che la ripartizione geografica con la quota pi\u00f9 elevata di famiglie unipersonali\u00a0il Centro (34,4 per cento); il Sud, invece, registra la percentuale pi\u00f9 bassa (28,25). All'opposto, per le famiglie con cinque o pi\u00f9 componenti, \u00e8 il Sud a mostrare la quota pi\u00f9 alta (7,5%), mentre il Nord-ovest evidenzia quella pi\u00f9 bassa (4,25%). Per vivere in citt\u00e0 si spendono 500 euro in pi\u00f9 al mese Vivere nelle grandi citt\u00e0 costa caro. \"Le famiglie residenti nei comuni centro dell'area metropolitana spendono in media 2.899,21 euro\", ovvero \"491 euro in pi\u00f9\" a confronto con i comuni fino a 50 mila abitanti (2.407,82 euro). Insomma nel 2016 lo scarto, calcolato in esborso medio mensile, tra le famiglie dei centri urbani maggiori e quelle dei municipi medio-piccoli \u00e8 di quasi 500 euro.<\/p>\n<p>Nel 2016 la spesa media familiare per consumi sfonda il tetto di 2.500 euro. Lo rileva l'Istat, secondo cui la spesa passa da 2.499,37 euro (in valori correnti) del 2015 a 2.524,38 euro nel 2016, registrando un aumento dell'1%, che arriva a +2,2% nei confronti del 2013, anno di minimo. Ciononostante, la spesa media mensile familiare rimane al di sotto dei 2.639,89 euro del 2011.<\/p>\n<p>La spesa per generi alimentari e bevande \u00e8 di 447,96 euro mensili (era 441,50 euro nel 2015); quella per carni, pur restando la componente alimentare pi\u00f9 importante, torna a diminuire, mentre aumentano le spese per frutta e vegetali (+3,1%) e soprattutto pesci e prodotti ittici (+9,5%). Rispetto al 2015, diminuisce la quota di famiglie che cercano di limitare la spesa riducendo la quantit\u00e0 o la qualit\u00e0 dei prodotti alimentari acquistati ma la percentuale \u00e8 ancora molto elevata. Crescono (+0,9%) le spese per beni e servizi non alimentari, particolarmente rilevanti sono quelle per l'abitazione. Tornano ai livelli pre-crisi le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+4,8%) e salgono per il terzo anno consecutivo quelle per beni e servizi ricreativi, spettacoli e cultura (+2,9%).<\/p>\n<p>Le famiglie composte da soli stranieri - spiega l'Istat nell'Annuario statistico italiano - spendono, in media, circa mille euro in meno di quelle composte da soli italiani (1.582,84 contro 2.590,59 euro); la loro spesa si concentra su beni e servizi essenziali, in particolare sulla spesa alimentare (21% del totale, contro 17,6% delle famiglie di soli italiani) e sulla spesa per l'abitazione (38% rispetto al 35,7%).\u00a0\u00a0\u00a0 Permangono ampie differenze territoriali: Trentino Alto Adige, Lombardia ed Emilia Romagna sono le regioni con la spesa media mensile pi\u00f9 elevata (intorno a tremila euro), mentre la Calabria \u00e8 ancora la regione con la spesa pi\u00f9 contenuta (1.700 euro).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 28 Dic 2017 &#8211; L&#8217;Italia resta uno dei Paesi pi\u00f9 vecchi al mondo: ad incidere sono la speranza di vita che continua a crescere&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":128837,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152839"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=152839"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/152839\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/128837"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=152839"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=152839"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=152839"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}