{"id":152229,"date":"2017-12-12T19:20:15","date_gmt":"2017-12-12T18:20:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=152229"},"modified":"2017-12-12T19:20:15","modified_gmt":"2017-12-12T18:20:15","slug":"record-assoluto-rischio-poverta-eurostat-litalia-e-il-paese-che-ha-piu-poveri-in-europa-e-dopo-di-noi-la-romania-e-la-francia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2017\/12\/12\/record-assoluto-rischio-poverta-eurostat-litalia-e-il-paese-che-ha-piu-poveri-in-europa-e-dopo-di-noi-la-romania-e-la-francia\/","title":{"rendered":"Record assoluto rischio povert\u00e0, Eurostat: l&#8217;Italia \u00e8 il paese che ha pi\u00f9 poveri in Europa e dopo di noi la Romania e la Francia."},"content":{"rendered":"<p>I dati sono proprio sconfortanti. Secondo Eurostat l'Italia \u00e8 il Paese che conta, in valori assoluti, pi\u00f9 poveri in Europa. \u00c8 quanto emerge dalle analisi dall'Ufficio Statitico dell'Unione Europea sul tasso di privazione sociale. Nel 2016 i poveri erano quasi 10,5 milioni. La classifica \u00e8 stata redatta basandosi su una serie di indicatori che valutano le possibilit\u00e0 economiche e di situazione sociale delle persone. Le spese prese in considerazione da Eurostat permettono di valutare quando si entra nella categoria di deprivazione materiale e sociale se non ci si pu\u00f2 permettere almeno cinque delle spese sotto elencate: affrontare spese impreviste; una settimana di vacanza annuale fuori casa; evitare arretrati (in mutui, affitti, utenze e \/ o rate di acquisto a rate); permettersi un pasto con carne, pollo o pesce o equivalente vegetariano ogni secondo giorno; mantenere la propria casa adeguatamente calda; una macchina \/ furgone per uso personale; sostituire i mobili logori; sostituire i vestiti logori con alcuni nuovi; avere due paia di scarpe adeguate; spendere una piccola somma di denaro ogni settimana su se stesso (\"paghetta\"); avere attivit\u00e0 ricreative regolari; stare insieme con amici\/famiglia per un drink pasto almeno 1 volta al mese; possedere una connessione Internet.<\/p>\n<p>Anche secondo i dati resi noti dall'Istat\u00a0sulle condizioni di vita degli italiani, nel 2016 si registra il record storico sia per le persone a rischio di povert\u00e0 (20,6%) sia per quelle a rischio di povert\u00e0 o esclusione sociale (30%). La stima delle famiglie a rischio povert\u00e0 o esclusione sociale per il 2016 \u00e8 infatti del 30% e qui ad essere registrato \u00e8 un peggioramento rispetto all\u2019anno precedente quando la percentuale era del 28,7.<\/p>\n<p>Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali la povert\u00e0 \u00e8 un fenomeno complesso che dipende da vari fattori in quanto non deriva solo dalla mancanza di reddito ma anche dalle scarse probabilit\u00e0 di partecipare alla vita economica e sociale del Paese.<\/p>\n<p>Secondo quanto riportato dall\u2019Istat, il rischio di cadere nella condizione di povert\u00e0 riguarda sia gli individui considerati singolarmente (e si passa dal 19,9% al 20,6%), sia coloro che vivono in famiglie con pochi mezzi (e qui si passa dall\u201911,5% al 12,1%), sia infine persone che vivono in nuclei a bassa intensit\u00e0 lavorativa. Le aree pi\u00f9 esposte al fenomeno sono quelle meridionali ma anche il Centro del Paese non se la passa bene infatti un quarto dei residenti \u00e8 a rischio povert\u00e0.<\/p>\n<p>Per l'Unione Nazionale Consumatori:\u00a0\"Non solo i dati peggiorano rispetto al 2015, ma mai si era registrato un dato cos\u00ec negativo dall'inizio delle serie storiche, iniziate nel 2003\" afferma Massimiliano Dona presidente dell'Unc. \"Sono dati da Terzo Mondo, non degni di un Paese civile. Non si tratta solo di una priorit\u00e0 sociale e morale, ma anche economica. Fino a che il 30% degli italiani \u00e8 rischio povert\u00e0 o esclusione sociale \u00e8 evidente che i consumi delle famiglie non potranno mai veramente decollare e si rester\u00e0 intorno all'1 virgola\" prosegue Dona. \"I dati ci dicono che non basta varare il Rei (Reddito di inclusione sociale) cercando di tamponare l'emergenza. Bisogna evitare che le file dei poveri assoluti continuino ad ingrossarsi, risolvendo i problemi di chi, pur stando ora sopra la soglia di povert\u00e0 assoluta o relativa, rischia di finire sotto perch\u00e9 non riesce a pagare le bollette o ad affrontare una spesa imprevista di 800 euro\" conclude Dona.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I dati sono proprio sconfortanti. 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