{"id":150863,"date":"2017-11-13T11:44:51","date_gmt":"2017-11-13T10:44:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=150863"},"modified":"2017-11-13T11:44:51","modified_gmt":"2017-11-13T10:44:51","slug":"eroi-della-sardegna-il-comandante-giovanni-efisio-camedda-salvo-con-il-suo-rimorchiatore-oltre-600-persone-in-mare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2017\/11\/13\/eroi-della-sardegna-il-comandante-giovanni-efisio-camedda-salvo-con-il-suo-rimorchiatore-oltre-600-persone-in-mare\/","title":{"rendered":"Eroi della Sardegna: Il comandante Giovanni Efisio Camedda salv\u00f2 con il suo rimorchiatore oltre 600 persone in mare."},"content":{"rendered":"<p>Sassari, 13 Nov 2017 - Il Comandante Giovanni Efisio Camedda \u00e8 una vera e propria leggenda della marineria della Sardegna: le sue imprese al comando del rimorchiatore \"Vincente\" e come pilota del porto, i resoconti dei salvataggi che ha compiuto e le testimonianze dei naufraghi che ha salvato da una fine ormai segnata, riempiono di stupore per il suo coraggio e la sua abilit\u00e0.<\/p>\n<p>Giovanni Efisio Camedda sembra un personaggio tratto da libro d'avventure. Comandante dei rimorchiatori di Porto Torres, pi\u00f9 che guidare l\u2019attracco delle navi, il suo mestiere era quello di correre nella tempesta per salvare chi stava affondando.<\/p>\n<p>Egli \u00e8 stato il protagonista di centinaia di salvataggi impossibili, portando in salvo almeno 600 vite umane e oltre 80 navi nel corso delle bufere che il maestrale scatena nel Mar di Sardegna e nel Golfo dell'Asinara.<\/p>\n<p>Coraggio, ardimento, sprezzo del pericolo, notevole perizia marinaresca sono doti che hanno fatto del Comandante Giovanni Efisio Camedda un eroe d'altri tempi. Una vita dedicata a combattere contro il mare. Eppure non ha mai imparato a nuotare.<\/p>\n<p>Nato nel 1935 a Solanas di Cabras, sette chilometri da Oristano in una famiglia di contadini, aveva frequentato la seconda media, ma poi aveva smesso di studiare. Un giorno per\u00f2 era arrivato in paese l\u2019armatore napoletano Achille Onorato che aveva convinto Giovanni ad andare in mare.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-150866 alignleft\" src=\"https:\/\/www.cronacaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/camedda-.-1-216x300.jpg\" alt=\"camedda .\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.cronacaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/camedda-.-1-216x300.jpg 216w, https:\/\/www.cronacaonline.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/camedda-.-1.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/>Il primo viaggio fu nell'ottobre del 1955 da Cagliari a Porto Marghera. Viaggio caratterizzato da un po\u2019 di maretta.<\/p>\n<p>Quattro anni dopo Giovanni Camedda divenne marinaio e ricominci\u00f2 a studiare comprando i libri a rate e superando, nel giugno del 1961, l'esame di terza media. Ad agosto dello stesso anno divenne \u201cpadrone marittimo\u201d, titolo appena al di sotto di capitano di lungo corso, col quale fu autorizzato a comandare nel Mediterraneo una nave sino a 5 mila tonnellate: il rimorchiatore \u201cGiuseppe Irrera\u201d.<\/p>\n<p>I salvataggi in mare effettuati da Camedda non si contano pi\u00f9. Di certo, la vita di quest\u2019uomo generoso della terra d\u2019Arborea \u00e8 stata quanto mai avventurosa, vissuta tra mari in tempesta per soccorrere qualche nave in difficolt\u00e0, sempre pronta a impegnarsi, sprezzando il pericolo, a favore del prossimo.<\/p>\n<p>Come il salvataggio effettuato a Cagliari nel 1960 nella notte di Natale. Ci vollero due giorni per portare al sicuro la nave \u201cMarianne Teloc\u201d che, col motore inceppato, era in balia del mare a forza nove.<\/p>\n<p>Nel 1965, Camedda assunse il comando del rimorchiatore \u201cProde\u201d ed intervenne per portare in salvo una petroliera di 50 mila tonnellate, battente bandiera italiana, rimasta in avaria con quaranta persone a bordo: l'albero del suo motore si era rotto a sessanta miglia da Capo Spartivento. Le capacit\u00e0 professionali di Camedda e dei suoi uomini furono messe a dura prova, ma l'operazione riusc\u00ec perfettamente.<\/p>\n<p>Il 1973 e 1974 furono anni davvero intensi per l\u2019attivit\u00e0 del Comandante e contano almeno venticinque salvataggi, alcuni dei quali hanno davvero dell\u2019incredibile.<\/p>\n<p>In acque francesi il Comandante Camedda soccorse e port\u00f2 in salvo la nave \u201cMaria Boz\u201d che stava affondando con i suoi nove membri d\u2019equipaggio; mentre nelle Bocche di Bonifacio infuriava una violentissima tempesta, egli salv\u00f2 la nave mercantile \u201cCostanza\u201d battente bandiera italiana.<\/p>\n<p>Un altro spericolato salvataggio fu quello della nave petroliera \u201cSaija\u201d, 36 mila tonnellate, battente bandiera panamense, con a bordo quarantacinque persone tutte norvegesi. Per le incredibili condizioni del mare la nave, che stava compiendo il suo viaggio inaugurale, si and\u00f2 ad incagliare nell\u2019isola di Cavallo, in Corsica. A queste disgrazie si aggiunse il suicidio del Comandante che si era sparato un colpo di pistola e quello del Comandante in seconda trovato moribondo da Camedda perch\u00e9 si era reciso le vene dei polsi. Ignorando il pericolo, e con una buona dose di sangue freddo, Camedda, salito a bordo, fece assumere il comando ad un ufficiale, evit\u00f2 la riuscita del carico ed allegger\u00ec l\u2019imbarcazione scaricando il gasolio su altre petroliere giunte nel frattempo da Livorno. Alla fine, rimorchi\u00f2 la nave con tutto l\u2019equipaggio nel porto di La Maddalena.<\/p>\n<p>Nacque cos\u00ec la sua leggenda. Camedda Giovanni Efisio era in servizio permanente, a disposizione 24 ore su 24, mai un giorno di vacanza. Quando gli uomini normali scappavano e nessuno aveva il coraggio di avventurarsi nella tempesta, lui metteva l\u2019avanti tutta.<\/p>\n<p>Nel settembre del 1970, quando stava per arrivare nel Golfo di Porto Torres la prima superpetroliera, e molti ritenevano che non vi fosse un rimorchiatore capace di farla attraccare, chiamarono Camedda.<\/p>\n<p>Dal 1971 Camedda fu posto al comando del \u201cVincente\u201d, un rimorchiatore che poteva tirare al gancio una nave di 200 mila tonnellate. Con questo guscio, lungo 34 metri e largo 7, Camedda comp\u00ec una centinaio di salvataggi a seguito dei quali ha avuto ampi riconoscimenti.<\/p>\n<p>Come quella volta che Camedda trasse d\u2019impaccio mezza flotta militare di quindici navi nell\u2019avamporto di Cagliari: una \u201cmaestralata\u201d improvvisa e il mare forza nove. Le navi erano finite una addosso all\u2019altra, col rischio di finire sugli scogli.<\/p>\n<p>O il salvataggio compiuto nel marzo del 1979 a 45 miglia dalle Bocche di Bonifacio: una nave militare, la motocisterna \u201cBradano\u201d, con 56 marinai a bordo, rimasta in avaria nel mare in burrasca.<\/p>\n<p>Ogni rapporto \u00e8 un romanzo drammatico a lieto fine. Come quello del Comandante della nave cipriota \u201cSanta Marina\u201d, Spyridon Messinezos, il quale il giorno 20 ottobre 1974 alle ore 16,00 rilev\u00f2 un grave danno al timone. La nave non governava pi\u00f9. Grossi cavalloni irrompevano e s\u2019infrangevano sulla \u201cSanta Marina\u201d. Il comandante lanci\u00f2 l\u2019S.O.S. e la radio della Guardia Costiera di Porto Torres rispose che, date le condizioni del tempo che tendevano a peggiorare, poteva uscire in loro soccorso soltanto il rimorchiatore \u201cVincente\u201d. All\u2019alba del 21,00 montagne d\u2019acqua si abbattevano sulla nave. Il mare era a forza dieci. Alle 8,00 il Comandante Camedda e il suo equipaggio avvistarono, l\u2019albero di un rimorchiatore che sprofondava nei flutti compiendo manovre che facevano rabbrividire. Mentre il rimorchiatore risaliva sulla cresta di un\u2019onda e la nave stava per sprofondare nel vuoto, veniva lanciata una cima, la cima per\u00f2 si spezzava ed il tentativo d\u2019aggancio si ripeteva 7 volte per svariate ore. Il Camedda, sommerso dalle onde, navigava da 49 ore. Il \u201cVincente\u201d s\u2019infilava nel mare, e le turbine aspiravano acqua e l\u2019aria dei locali interni. C\u2019era da impazzire ed effettivamente un suo marinaio impazz\u00ec davvero. Le ultime trenta ore Camedda rimase solo a governare la nave mentre l'equipaggio pregava nella saletta.<\/p>\n<p>Il Camedda, nonostante tutto, dice per\u00f2 di non essere immune alla paura. Soprattutto quando partiva, perch\u00e9 sapeva che cosa lo aspettava. Talvolta aveva invocato persino la morte. \"Per soffrire cos\u00ec, dico a quello lass\u00f9, falla finita guarda che non siamo qui per divertirci, dacci una mano, tu puoi farlo. E lui mi aiuta. Mi ha sempre aiutato \".<\/p>\n<p>Altro salvataggio al largo dell\u2019Asinara. Un fulmine cadde sulla \u201cCapo Falcone\u201d, carica di 1.150 tonnellate di gas. Dopo due ore e mezzo di navigazione Camedda riusc\u00ec a recuperare i naufraghi, poi salito a bordo della \u201cCapo Falcone\u201d, spense l\u2019incendio e trascin\u00f2 la nave in porto.<\/p>\n<p>Una volta una nave, la \u201cMaria Costanza\u201d, fin\u00ec sugli scogli iniziando ad inabissarsi. Il Comandante della nave aveva detto per radio che l\u2019equipaggio era costretto a calarsi nelle scialuppe. Camedda stava arrivando, ma era ancora molto lontano. Allora disse una bugia. \"Fra un\u2019ora sono da voi\". Sapeva che ci sarebbero volute almeno quattro ore, ma era pericoloso abbandonare la nave. Dopo quattro ore di navigazione era riuscito a raggiungere la nave e aveva recuperato tutto l'equipaggio. La nave ormai era quasi tutta sommersa. Emergeva solo la prua. Era riuscito ad agganciarla e a portarla via.<\/p>\n<p>Una sera Camedda era a Solanas ed il Comandante del porto lo svegli\u00f2: bisognava partire subito. Il faro di Campo Mannu, trenta miglia da Oristano, aveva segnalato di aver visto una nave che stava investendo l\u2019isola di Mal di Ventre. Le luci erano scomparse. Non c'era tempo per andare a Porto Torres e imbarcarsi sul \u201cVincente\u201d. Nel porto di Oristano c'era una sola nave, la \u201cAlicia\u201d di bandiera tedesca.<\/p>\n<p>Camedda svegli\u00f2 quindi l\u2019equipaggio ed riusc\u00ec a convincerlo a partire. Navigarono finch\u00e9 non trovarono una lancia con nove marinai che faceva acqua e stava per affondare. Camedda si infil\u00f2 il giubbotto, si cal\u00f2 con la corda e li tir\u00f2 su.<\/p>\n<p>Una sola volta Camedda torn\u00f2 in lacrime: accadde con la nave spagnola, L\u2019\"Angel\", che stava affondando in mezzo al Golfo del Leone. Camedda ritrov\u00f2 un zatterino gonfiabile con undici marinai assiderati che non davano segni di vita, dopo averli fatti salire a bordo e riprendere, continu\u00f2 a cercare per quaranta ore, fino a che il mare non gli restitu\u00ec soltanto cadaveri.<\/p>\n<p>Ma alla domanda se il mare sia cattivo Camedda risponde che \"certe volte mi fa paura, ma lo rispetto.<\/p>\n<p>Non sono mai riuscito ad odiarlo. Non potrei restarne lontano\".<\/p>\n<p>Oggi, quest'uomo di mare nato contadino, che ha cominciato a navigare giovanissimo, poco pi\u00f9 che quindicenne, lascia spazio ai ricordi e alla nostalgia.<\/p>\n<p>Sfogliando il suo vecchio album si perde addirittura il conto delle numerose onorificenze e centinaia di attestati, che questo uomo schivo e modesto si \u00e8 guadagnato in tanti anni di attivit\u00e0 per i coraggiosi salvataggi effettuati nel mare in tempesta e con grande sprezzo del pericolo.<\/p>\n<p>Vogliamo prenderci il gusto di enumerarne alcune?<\/p>\n<p>La massima onorificenza resta il \u201cPremio Guida\u201d assegnatogli da un organismo internazionale, poi il grande riconoscimento da parte del Consiglio Superiore della Marina Mercantile con \u201cL\u2019Avanti Tutta\u201d, la cittadinanza onoraria dei Comuni di Arborea e Nurachi, le medaglie d\u2019oro conferitegli dalle amministrazioni provinciali di Cagliari, Sassari e la targa al merito della Provinica di Oristano, il titolo di Cavaliere della Repubblica prima, Ufficiale poi e infine Commendatore al merito della Repubblica Italiana e della Repubblica Spagnola; dal Consiglio Superiore delle forze armate ha avuto la medaglia d\u2019argento.<\/p>\n<p>\u00abTutto sommato\u00bb, dicono i suoi amici, \u00abpotevano anche dargli quella d\u2019oro: lui tutte le volte che salva qualcuno, un poco muore\u00bb.<\/p>\n<p>Una volta torn\u00f2 persino con le pupille dilatate. Non vedeva pi\u00f9. Rimase rimasto quattro giorni con le bende agli occhi.<\/p>\n<p>Ma il \"Premio Internazionale della Bont\u00e0\" che Giovanni Efisio Camedda ha ricevuto l'8 dicembre del 2001 a Vercelli dalle mani del Prefetto, Leonardo Cerenzia, \u00e8 stato sicuramente il pi\u00f9 ambito e destinato ad essere gelosamente conservato nel cuore di questo contadino di Solanas diventato \"eroe del mare\".<\/p>\n<p>Al comandante Camedda \u00e8 stato inoltre consegnato il Premio \"Dottor Giulio Sambonet\", da parte dell'Associazione Industriali di Vercelli e della Valsesia per premiare gli atti e le manifestazioni di generosit\u00e0, altruismo, senso civico ed eroismo nel mondo del lavoro con la seguente motivazione: a Giovanni Camedda \"Autentica leggenda vivente del mare, prima, come comandante dei rimorchiatori di Porto Torres, poi, come pilota del porto di Oristano, ha effettuato decine di salvataggi in condizioni estreme, a rischio della propria vita, recuperando naviglio, salvando le coste dall'inquinamento del petrolio, restituendo alle famiglie centinaia di vite di marinai che altrimenti sarebbero andate perdute\".<\/p>\n<p>Il Comandante Giovanni Efisio Camedda, con decreto del 18 dicembre del 2002, \u00e8 stato insignito dell'altissima onorificenza di Grande Ufficiale dell'Ordine al Merito dalla Repubblica Italiana, da parte del Presidente Carlo Azeglio Ciampi.<\/p>\n<p>Camedda bench\u00e9 abbia affrontato nella sua lunga carriera in ogni angolo del Mediterraneo, mare forza nove e forza dieci, con venti da 130 a 150 chilometri all'ora e onde gigantesche, non ha mai imparato a nuotare, rivendicando le sue origini contadine e sottolineando che dal mare non saprebbe stare lontano.<\/p>\n<p>Dice di aver sempre portato con se, in una tasca il Rosario e nell'altra una P38. Con ci\u00f2 volendo sottolineare che la protezione dell'Onnipotente e la fortuna sono indispensabili. Ma quando \u00e8 il momento di agire, occorre saper prendere anche le decisioni pi\u00f9 estreme.<\/p>\n<p>Negli anni Settanta il giornalista genovese Giorgio Bubba scrivendo sulle colonne del giornale \u201cIl Secolo XIX\u201d del rimorchiatore \u201cVincente\u201d, specializzato in eroici salvataggi, ha definito Giovanni Camedda &lt;&lt;un personaggio che tanto sarebbe piaciuto a Hemingway&gt;&gt;. Ma Camedda (sardo di nascita, ligure per mentalit\u00e0 marinara) rifiuta l\u2019alone della leggenda. \u00abSul mare soprattutto quando ci sono in gioco vita e barca, cadono le barriere che gli uomini si sono costruiti in terra e si ritorna ad essere veramente fratelli ed amici\u00bb.<\/p>\n<p>Per concludere come ha sottolineato l\u2019Ammiraglio Luigi Romani, in occasione della consegna a Giovanni Camedda dell\u2019XI\u00b0 Premio \u201cUna vita dedicata al mare\u201d, nel novembre 1993 a Pisa nel Palazzo dei Cavalieri di Santo Stefano, &lt;&lt;Camedda \u00e8 protagonista di una storia fatta di tanta dedizione ed altruismo, ancora pi\u00f9 encomiabile nei tempi aridi in cui viviamo, nei quali troppo spesso anche un semplice gesto umano e generoso verso il prossimo, non \u00e8 pi\u00f9 la regola ma l\u2019eccezione&gt;&gt;.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la vita privata del sig. Camedda Giovanni Efisio, vi \u00e8 da dire che egli ha contratto matrimonio con la signora Sidore Gesuina il 23.10.1960. Dal matrimonio sono nati quattro figli: Gianmario, Anna Maria Assunta, Roberto e Silvia.<\/p>\n<p>Nel febbraio 2007, decedeva la moglie Gesuina Sidore e il Camedda, trasferitosi a Sassari, contraeva matrimonio religioso con la sig.ra Rosa Piga con la quale vive a tutt\u2019oggi.<\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 eroica del Camedda ha consentito allo stesso di ottenere numerosi profitti, tali da consentirgli l\u2019acquisto di un ingente patrimonio immobiliare costituito da una decina di immobili di pregio sparsi nelle varie citt\u00e0 tra cui Roma, Oristano, Cabras, Porto Torres, Bonorva e San Leonardo.<\/p>\n<p>Di tutto il patrimonio immobiliare acquistato per\u00f2 attualmente al Camedda non rimane alcunch\u00e9, in quanto i quattro figli lo hanno spartito tra loro con vari atti notarili, lasciando il padre privo di qualsiasi immobile, senza altre fonti di reddito se non una piccola pensione che gli consente a mala pena di pagare un piccolo immobile detenuto in locazione.<\/p>\n<p>Proprio in relazione a tali atti notarili pende causa civile davanti il Tribunale di Oristano tendente a far dichiarare la nullit\u00e0 di tali atti in quanto parrebbe essere stati stipulati approfittando dello stato di cattiva salute temporaneo del Camedda il quale proprio in quel periodo (maggio 2008) aveva subito un ictus celebrale.<\/p>\n<p>Attualmente il Camedda ha 78 anni, vive come gi\u00e0 detto a Sassari con la Sig.ra Rosa Piga, gode di discreta salute, ricorda benissimo le varie gesta eroiche dallo stesso compiute ed \u00e8 in grado di raccontarle con precisione e dovizia di particolari, in grado di affascinare chiunque li ascolti.<\/p>\n<p>Testimonianza raccolta dalla Dott.ssa Giulia Nieddu \u2013 Sassari<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sassari, 13 Nov 2017 &#8211; Il Comandante Giovanni Efisio Camedda \u00e8 una vera e propria leggenda della marineria della Sardegna: le sue imprese al comando&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":150864,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150863"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=150863"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/150863\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/150864"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=150863"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=150863"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=150863"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}