{"id":143315,"date":"2017-06-06T09:55:13","date_gmt":"2017-06-06T07:55:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=143315"},"modified":"2017-06-06T09:55:13","modified_gmt":"2017-06-06T07:55:13","slug":"cassazione-gentile-con-il-boss-dei-boss-ha-diritto-a-morte-dignitosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2017\/06\/06\/cassazione-gentile-con-il-boss-dei-boss-ha-diritto-a-morte-dignitosa\/","title":{"rendered":"Cassazione gentile con il boss dei boss: ha diritto a morte dignitosa."},"content":{"rendered":"<p>Roma, 6 Giu 2017 - In nome del diritto ad una 'morte dignitosa', la prima sezione penale della Corte di cassazione, con la sentenza 27766 di ieri, ha annullato l'ordinanza con la quale il tribunale di sorveglianza di Bologna (il 20 maggio del 2016) aveva rigettato la richiesta di differimento dell'esecuzione della pena o, in subordine, di detenzione domiciliare presentata da Salvatore Riina a causa delle gravissime condizioni di salute del boss di Cosa nostra. I giudici supremi per\u00f2 nella loro sentenza non fanno menzione della morte terribile che hanno subito le vittime del sanguinario boss dei boss. E non si sta qui ad invocare la legge del taglione, ma la legge morale che imporrebbe ai giudici prima di emettere qualsiasi sentenza. E nel caso in questione doveva anche pensare solo alla legge ma anche a quella del diritto dei famigliari delle vittime trucidate dal sanguinario capo della mafia siciliana. Che certamente se mandato a morire a casa sua, in pochi giorni si sentir\u00e0 meglio e proseguir\u00e0 ad essere capo indiscusso e criminale pi\u00f9 di prima. Quindi va bene una morte dignitosa ma dentro il carcere finch\u00e9, appunto, morte non sopraggiunga.<\/p>\n<p>Ora, dopo quella brillante sentenza, il tribunale, in sede di rinvio, dovr\u00e0 dunque condurre il nuovo esame attenendosi ai criteri fissati dalla Suprema corte.<\/p>\n<p>In particolare il collegio, nel motivare la bocciatura, afferma che dall'ordinanza impugnata non emerge in che modo 'si \u00e8 giunti a ritenere compatibile con le molteplici funzioni della pena e con il senso di umanit\u00e0 che la nostra costituzione e la convenzione E.d.u. impongono nell'esecuzione della stessa, il mantenimento in carcere in luogo della detenzione domiciliare, di un soggetto ultraottantenne, affetto da duplice neoplasia renale, con una situazione neurologica altamente compromessa, tanto da essere allettato con materasso antidecubito e non autonomo nell'assumere una posizione seduta, esposto, in ragione di una grave cardiopatia ad eventi cardiovascolari infausti e non prevedibili'. Per l'ordinanza tale esito infausto integra 'una condizione di natura' comune a tutti gli appartenenti al consesso umano. Al contrario, secondo gli ermellini si deve affermare 'l'esistenza di un diritto di morire dignitosamente che deve essere assicurato al detenuto ed in relazione al quale, il provvedimento di rigetto del differimento dell'esecuzione della pena e della detenzione domiciliare, deve espressamente motivare'.<\/p>\n<p>Non solo, la Cassazione rileva 'una intrinseca contraddittoriet\u00e0 della motivazione', laddove mentre afferma la compatibilit\u00e0 dello stato di detenzione con le condizioni di salute del boss, nel contempo 'evidenzia espressamente le deficienze strutturali della casa di reclusione di Parma' dove 'la necessit\u00e0 di avere a disposizione un particolare letto rialzabile, non pu\u00f2 essere soddisfatta a causa delle ristrette dimensioni\u00a0della camera di detenzione'. Il tribunale, prosegue la corte, avrebbe dovuto 'rinviare la propria decisione all'esito di un accertamento volto a verificare, in concreto, se e quanto la mancanza di un letto che permetta ad un soggetto molto anziano e gravemente malato, non dotato di autonomia di movimento, di assumere una diversa posizione, incida sul superamento o meno di quel livello di dignit\u00e0 dell'esistenza che anche in carcere deve essere assicurato'. Le condizioni di detenzione infatti non devono essere considerate in 'astratto, bens\u00ec, in concreto'.<\/p>\n<p>Infine, concludono i giudici di piazza Cavour, 'ferma restando l'altissima pericolosit\u00e0 del detenuto Salvatore Riina e del suo indiscusso spessore criminale', il provvedimento 'non chiarisce come tale pericolosit\u00e0 possa e debba considerarsi attuale in considerazione della sopravvenuta precariet\u00e0 delle condizioni di salute e del pi\u00f9 generale stato di decadimento fisico dello stesso'. Infatti, conclude il collegio, 'le eccezionali condizioni di pericolosit\u00e0 devono essere basate su precisi argomenti di fatto, rapportati all'attuale capacit\u00e0 del soggetto di compiere, nonostante lo stato di decozione in cui versa, azioni idonee in concreto ad integrare il pericolo di recidivanza'.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 fissata per il 7 luglio l'udienza\u00a0davanti al tribunale di sorveglianza di Bologna e noi ci saremo\", ha\u00a0detto Luca Cianferoni, uno degli avvocati di Tot\u00f2\u00a0Riina, dopo la sentenza della Cassazione.\u00a0\u00a0\"La sentenza mostra\u00a0attenzione rigorosa ai principi dettati dalla Corte europea in\u00a0tema di tutela della persona umana.\u00a0Mi sono battuto per un principio giuridico,\u00a0non ho mai mollato e oggi sono soddisfatto\", sostiene il legale.<\/p>\n<p>Tra le moltissime reazioni alla decisione della Suprema corte c'\u00e8 quella dei parenti delle vittime di mafia, contrari ai benefici per il \"capo dei capi\", responsabile di omicidi e stragi che hanno insanguinato la Sicilia e l'Italia per decenni. Parla Rita Dalla Chiesa, figlia del generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, ucciso in un agguato mafioso a Palermo il 3 settembre 1982.\u00a0''Penso che mio padre una morte dignitosa\u00a0non l'ha avuta, l'hanno ammazzato lasciando lui, la moglie e Domenico\u00a0Russo in macchina senza neanche un lenzuolo per coprirli. Quindi di\u00a0dignitoso, purtroppo, nella morte di mio padre non c'\u00e8 stato niente''.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 6 Giu 2017 &#8211; In nome del diritto ad una &#8216;morte dignitosa&#8217;, la prima sezione penale della Corte di cassazione, con la sentenza 27766&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":143316,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/143315"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=143315"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/143315\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/143316"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=143315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=143315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=143315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}