{"id":129219,"date":"2016-07-07T19:10:47","date_gmt":"2016-07-07T17:10:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=129219"},"modified":"2016-07-07T19:10:47","modified_gmt":"2016-07-07T17:10:47","slug":"129219","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2016\/07\/07\/129219\/","title":{"rendered":"Inps \u2013 Sintesi rapporto annuale 2015"},"content":{"rendered":"<p>Roma, 7 Lug 2016 - \u00c8 stato pubblicato oggi il XV rapporto annuale dell\u2019INPS. Il rapporto 2015, oltre a tracciare un bilancio di ci\u00f2 che l\u2019Istituto ha fatto negli ultimi 12 mesi, utilizza i dati INPS per capire come sta cambiando il mercato del lavoro, quale copertura assicura il nostro sistema di protezione sociale, quali sono stati gli effetti di riforme sulle materie di pertinenza del nostro istituto.<\/p>\n<p>Stabilit\u00e0 del lavoro e protezione sociale - Il 2015 \u00e8 stato caratterizzato da un forte incremento nella quota di assunzioni con contratti a tempo indeterminato ai danni dei contratti a tempo determinato.<\/p>\n<p>I dati dell\u2019osservatorio sul precariato dell\u2019Inps documentano come il numero di contratti a tempo indeterminato sia aumentato di pi\u00f9 di mezzo milione nel 2015. Il numero dei contratti senza una data di scadenza \u00e8 aumentato complessivamente del 62%; per i giovani con meno di 30 anni questa percentuale sale al 76%. A partire da marzo 2016, il saldo mese per mese di assunzioni e cessazioni in questi contratti prefigura, alla luce dell\u2019esperienza passata, una stabilizzazione su questi livelli pi\u00f9 alti.<\/p>\n<p>Esonero contributivo - Si calcola che poco meno della met\u00e0 (43%) dei contratti attivati con l\u2019esonero sono stabilizzazioni di lavoratori all\u2019interno della medesima impresa presso la quale gi\u00e0 erano occupati (a tempo determinato o con collaborazione a progetto o con contratto di lavoro somministrato), mentre nel 57% dei casi riguardano assunzioni di lavoratori esterni all\u2019impresa.\u00a0 Quasi l\u201980% dei contratti attivati con l\u2019esonero risulta realizzato da imprese nuove o comunque in crescita, mentre poco pi\u00f9 di un quinto \u00e8 legato al turnover interno ad aziende stabili o anche in ridimensionamento occupazionale.<\/p>\n<p>Contratto a tutele crescenti - Oltre all\u2019esonero contributivo sembrano avere giocato un ruolo nella stabilizzazione anche le nuove norme sul lavoro, con la progressiva applicazione dei contratti a tutele crescenti a tutti i lavoratori con contratti a tempo indeterminato. Lo si vede comparando la crescita delle assunzioni con contratti a tempo indeterminato nelle imprese tra i 15 e i 19 dipendenti (per cui il contratto a tutele crescenti ha effettivamente modificato profondamente il regime dei licenziamenti) con quella intervenuta nelle imprese pi\u00f9 piccole, per le quali le regole sui licenziamenti sono cambiate in modo del tutto marginale. Il numero di assunzioni con contratto a tempo indeterminato \u00e8 aumentato del 51% nel primo tipo di imprese contro il 40% delle seconde e questa differenza \u00e8 statisticamente significativa.<\/p>\n<p>Non sempre la stabilizzazione dei contratti di lavoro \u00e8 accompagnata da una stabilizzazione nel tempo pieno. 4 lavoratori su 10 assunti con contratti a tempo indeterminato hanno impieghi part-time. E una quota importante degli impieghi full-time (uno su due in Lombardia e tre su quattro in Campania) comporta meno di 312 giorni remunerati direttamente dall\u2019impresa all\u2019anno.<\/p>\n<p>Sussidi di disoccupazione - Il 2015 \u00e8 stato l\u2019anno di entrata a regime della NASPI. Pi\u00f9 di 1,5 milioni di persone hanno fruito di questo trattamento. Il passaggio da ASPI a NASPI ha allungato la durata media teorica delle prestazioni dei sussidi di disoccupazione di oltre tre mesi, passando da 7,1 a 10,5.<\/p>\n<p>Le politiche di sostegno alla popolazione non autosufficiente in Italia: dinamiche e persistenze.<\/p>\n<p>Nei prossimi 50 anni le generazioni maggiormente a rischio di non autosufficienza passeranno da un quinto a un terzo della popolazione italiana. Ad oggi il grado di copertura dell\u2019assistenza pubblica, secondo le stime INPS, raggiunge circa il 45% delle persone non autosufficienti.<\/p>\n<p>Legge per assistenza, integrazione sociale e i diritti delle persone con handicap.<\/p>\n<p>I permessi per congedi straordinari per disabilit\u00e0 grave e assistenza a soggetti disabili (L.104\/92 e art.42 comma 5 D.Lgs 151\/01), includendo nel calcolo le prestazioni di lavoro non rese ma retribuite nel pubblico impiego, costano circa 3 miliardi di euro all\u2019anno. L\u2019incidenza dei permessi retribuiti nel pubblico impiego arriva fino a 6 giorni pro-capite all\u2019anno rispetto a un giorno e mezzo nel settore privato. Si registra inoltre una forte variabilit\u00e0 tra settori della PA, non sempre spiegata dalla struttura per et\u00e0 e genere dei lavoratori.<\/p>\n<p>Le indennit\u00e0 di accompagnamento - Il numero dei beneficiari delle indennit\u00e0 di accompagnamento \u00e8 cresciuto del 75,5% negli ultimi 15 anni, passando da 1,2 milioni nel 2000 a 2,2 milioni nel 2015, per una spesa complessiva pari a circa 12 miliardi annui. Una analisi della variabilit\u00e0 territoriale mostra che, controllando per struttura demografica, misure della pressione epidemiologica e condizioni socio-economiche, quasi tutte le province del cento-sud e isole presentano un numero di beneficiari di indennit\u00e0 di accompagnamento pi\u00f9 alto rispetto al valore atteso.<\/p>\n<p>Il programma home care premium - Il programma Home Care Premium rientra nell\u2019ambito delle politiche di intervento a sostegno della non autosufficienza realizzate dall\u2019Inps con l\u2019intento di coprire parte degli oneri che gravano sulle famiglie per la cura dei parenti non autosufficienti. Il programma privilegia l\u2019assistenza domiciliare e si realizza attraverso prestazioni economiche e di servizio. Home Care Premium opera anche mediante il coinvolgimento del ruolo degli Enti Locali pi\u00f9 prossimi ai cittadini. Attualmente il programma di home care premium \u00e8 destinato unicamente ai dipendenti pubblici che, per legge, contribuiscono, mediante trattenuta diretta ad alimentare fondi dedicati alla realizzazione di politiche di welfare in favore proprio o dei loro congiunti.<\/p>\n<p>Gli effetti della legge 214\/2011 e le salvaguardie - Nel rapporto documentiamo le conseguenze del brusco innalzamento dei requisiti anagrafici e contributivi per andare in pensione imposto sul finire del 2011 dalla legge 214. Secondo le nostre stime, i blocchi introdotti da questa riforma, attuata nel mezzo di una pesante crisi finanziaria, hanno ridotto le assunzioni di giovani di circa 37.000 unit\u00e0 (nelle sole aziende con pi\u00f9 di 15 dipendenti), perch\u00e9 imprese con vincoli di liquidit\u00e0 si sono trovate di colpo a dover trattenere lavoratori che erano in procinto di ritirarsi dalla vita attiva.<\/p>\n<p>Le 7 salvaguardie, introdotte per stemperare le conseguenze di questo blocco, avranno negli anni un costo complessivo pari a 11,4 miliardi di euro, erodendo quindi circa il 13% degli 88 miliardi di risparmi di spesa attesi dalla legge 214 del 2011 sul decennio 2012-2021. Guardando ai costi amministrativi per l\u2019Istituto, si stima che le salvaguardie abbiano avuto un costo ombra di quasi 34 milioni di euro. Circa il 61% delle pensioni erogate in regime di salvaguardia ha un importo inferiore a 2000 euro lordi mensili, il 27% \u00e8 di importo fra i 2000 e i 3000 euro lordi al mese, mentre circa il 12% vale pi\u00f9 di 3.000 euro al mese.<\/p>\n<p>La trasparenza - Nel XV rapporto l\u2019Istituto rende conto di tutte le operazioni di trasparenza messe in atto nel corso del 2015, a partire dalla scelta di informare i contribuenti, tramite il servizio online \u201cla mia pensione\u201d e l\u2019invio delle buste arancioni, su quanto hanno sin qui accantonato per la propria vecchiaia e su quanto potrebbero aspettarsi di ricevere dal sistema pensionistico in futuro.<\/p>\n<p>Il 94% degli utenti che hanno usato il servizio online ha espresso apprezzamento per l\u2019iniziativa. Anche il 70% di coloro che si aspettavano di essere destinati ad avere una pensione pi\u00f9 alta hanno ritenuto il servizio utile o molto utile.<\/p>\n<p>Abbiamo voluto anche rendere pi\u00f9 trasparenti i processi decisionali: il nuovo regolamento d\u2019organizzazione approvato la scorsa settimana prevede la pubblicazione di tutte le determinazioni, anche quelle gestionali, nel rispetto delle norme sulle privacy.<\/p>\n<p>L\u2019operazione di trasparenza Inps d\u00e0 anche risalto ai costi della macchina Inps, pari a circa l\u20191 per cento del bilancio dell\u2019Istituto. In termini assoluti il costo della macchina \u00e8 di 3,6 miliardi, di cui circa la met\u00e0 spese di personale. Questa macchina contribuisce ogni anno per circa 15 miliardi alla riduzione del debito pubblico mediante il contrasto dell\u2019evasione ed elusione contributiva e il controllo sulla permanenza dei diritti alle prestazioni sociali.<\/p>\n<p>\u00c8 bene inoltre mettere alcuni puntini sulle \u201ci\u201d riguardo il bilancio dell\u2019Inps.<\/p>\n<p>Primo: l'INPS opera per conto dello Stato. Le sue prestazioni verranno comunque erogate, perch\u00e9 garantite da leggi dello Stato. Quello che conta per lavoratori, pensionati e imprese \u00e8, in altre parole, il bilancio consolidato dello Stato italiano, non il bilancio dell\u2019Inps.<\/p>\n<p>Secondo: le stime del disavanzo e del debito pubblico dell\u2019Italia incorporano gi\u00e0 i trasferimenti che saranno richiesti per ripianare i disavanzi dell\u2019Inps.<\/p>\n<p>Terzo: il saldo annuale di bilancio dell'INPS riflette i trasferimenti dal bilancio dello Stato, alcuni dei quali sono effettuati a consuntivo. Stiamo lavorando con il Ministero dell\u2019Economia e delle Finanze e il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per riordinare e rendere pi\u00f9 tempestivi i trasferimenti dal bilancio dello Stato. Analogamente stiamo lavorando per procedere a compensazioni di debiti e crediti dell\u2019istituto verso lo Stato cos\u00ec da migliorare anche le rappresentazioni del nostro stato patrimoniale.<\/p>\n<p>Il nuovo modello di servizio - L\u2019Inps sta cambiando la struttura organizzativa per meglio fornire consulenza personalizzata ai propri utenti sul territorio. Il presidio del territorio permetter\u00e0 all\u2019Istituto anche di rafforzare il raccordo con gli enti locali nel fornire protezione sociale.<\/p>\n<p>L\u2019Istituto intende passare da un modello di offerta dei servizi, che ricalca attualmente l\u2019organizzazione interna e le aree di produzione Inps, e che pu\u00f2 risultare ostico per l\u2019utente, ad un modello in cui l\u2019utente \u00e8 assistito sull\u2019intera gamma dei suoi possibili bisogni, anche quelli non espressi, aggregati in relazione al suo profilo ed al suo \u201cfascicolo elettronico\u201d individuale. Inoltre, il nuovo modello di servizio sar\u00e0 fondato sulla definizione di segmenti di utenti in funzione delle loro esigenze e delle modalit\u00e0 di interazione con l\u2019Istituto.<\/p>\n<p>E\u2019 un processo che contiamo di portare a termine nel giro di due anni. Nel frattempo l\u2019Inps ha gi\u00e0 modificato il modo con cui fornire i propri servizi on line, la modalit\u00e0 prescelta da un numero crescente di utenti: l\u2019Istituto ha un milione e mezzo di accessi giornalieri.\u00a0 Il nuovo sito, il cui prototipo \u00e8 online a partire da oggi, si concentra su tre aspetti chiave: centralit\u00e0 dell\u2019utente, personalizzazione dei servizi e semplificazione del linguaggio.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultimo anno l\u2019Istituto ha fortemente investito sulla cosiddetta \u201cvigilanza documentale\u201d, basata sull\u2019incrocio di banche dati nella lotta all\u2019evasione ed elusione contributiva. Nel biennio 2014-2015 sono stati accertati 410 milioni di euro di contributi elusi o evasi e oscurate oltre 28.000 posizioni di lavoro fittizie evitando che dessero luogo a prestazioni a sostegno del reddito e a contributi figurativi (per un risparmio di circa 240 milioni di euro). Red<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma, 7 Lug 2016 &#8211; \u00c8 stato pubblicato oggi il XV rapporto annuale dell\u2019INPS. 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