{"id":127243,"date":"2016-05-20T15:12:07","date_gmt":"2016-05-20T13:12:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=127243"},"modified":"2016-05-20T15:12:07","modified_gmt":"2016-05-20T13:12:07","slug":"istat-rapporto-2016-sulla-situazione-del-paese-la-laurea-non-premia-piu-giovani-senza-lavoro-tre-anni-dopo-il-diploma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2016\/05\/20\/istat-rapporto-2016-sulla-situazione-del-paese-la-laurea-non-premia-piu-giovani-senza-lavoro-tre-anni-dopo-il-diploma\/","title":{"rendered":"Istat &#8211; Rapporto 2016 sulla situazione del paese: la laurea non premia pi\u00f9, giovani senza lavoro tre anni dopo il diploma."},"content":{"rendered":"<p>Roma. 20 Mag 2016 - Una popolazione che invecchia, dove i giovani non riescono a trovare lavoro. Iniziamo ad uscire dalla crisi, per la prima volta dopo tre anni abbiamo registrato uno crescita del Pil, ma ci sono ancora\u00a02,2 milioni di famiglie senza redditi lavoro. CI sposiamo sempre pi\u00f9 tardi, l'et\u00e0 media \u00e8 salita a 31 anni per le donne e la famiglia tradizionale\u00a0non \u00e8 pi\u00f9 il modello dominante. Questa la fotografia scattata dall'Istat nel rapporto sulla situazione del Paese per il 2016.<\/p>\n<p>Nel 2015 l'Italia \u00e8 uscita finalmente\u00a0dalla crisi, registrando per la prima volta dopo tre anni una\u00a0crescita del Pil, ma nel Paese crescono le diseguaglianze dal\u00a0punto di vista della distribuzione del reddito. Lo rileva\u00a0l'Istat nel rapporto annuale 2016, sottolineando che a pesare\u00a0sono, in particolare, le differenze di genere, di et\u00e0, di\u00a0titolo di studio e di posizione contrattuale (in particolare la\u00a0stabilit\u00e0 dell'occupazione) e la famiglia di provenienza.\u00a0\u00a0\"Dopo la recessione degli ultimi tre anni, nel 2015 il Pil\u00a0in volume ha segnato una moderata crescita (+0,8%), che\u00a0riflette la marcata accelerazione dell'attivit\u00e0 nel primo\u00a0trimestre e il progressivo rallentamento nel resto dell'anno\".\u00a0La lieve ripresa, prosegue l'Istat proseguir\u00e0 anche nel 2016.<\/p>\n<p>Se il dato, dal punto di vista macroeconomico, lascia bene\u00a0sperare, non pu\u00f2 essere sottovalutato per\u00f2 il fatto che in\u00a0Italia la disuguaglianza nella distribuzione del reddito \u00e8\u00a0aumentata in dieci anni (1990-2010) da 0,40 a 0,51: \"si tratta\u00a0dell'incremento pi\u00f9 alto tra i paesi per i quali sono\u00a0disponibili i dati\".<\/p>\n<p>Il sistema di protezione sociale\u00a0italiano \u00e8 tra quelli europei \"uno dei meno efficaci\". Lo rileva\u00a0il Rapporto annuale Istat 2016, evidenziando come \"la spesa\u00a0pensionistica comprime il resto dei trasferimenti sociali\",\u00a0aumentando il rischio povert\u00e0. Nel 2014 il tasso delle persone a\u00a0rischio si riduceva dopo il trasferimenti di 5,3 punti (dal\u00a024,7% al 19,4%) a fronte di una riduzione media nell'Ue di 8,9\u00a0punti. Solo in Grecia il sistema di aiuti \u00e8 meno efficiente che\u00a0in Italia.<\/p>\n<p>In Italia 2,2 milioni di famiglie\u00a0vivono senza redditi da lavoro. Il dato \u00e8 relativo al 2015.\u00a0\u00a0Le famiglie\u00a0\"jobless\" sono passate dal 9,4% del 2004 al 14,2% dell'anno\u00a0scorso e nel Mezzogiorno raggiungono il 24,5%, quasi un nucleo\u00a0su quattro. La quota scende all'8,2% al Nord e al 11,5% al\u00a0Centro. L'incremento ha riguardato le famiglie giovani rispetto\u00a0alle adulte: tra le prime l'incidenza \u00e8 raddoppiata dal 6,7% al\u00a013%, tra le seconde \u00e8 passata dal 12,7% al 5,1%. Continua la lenta ripresa del mercato\u00a0del lavoro in Italia: nel 2015 il tasso di occupazione cresce\u00a0(+0,6% rispetto al 2014) ma resta ancora inferiore ai livelli\u00a0del 2008 (-2,3%). E' in calo anche il tasso di mancata partecipazione (che comprende disoccupati e inattivi\u00a0disponibili a lavorare), dal 22,9% del 2014 al 22,5%, per\u00f2\u00a0ancora molto sopra il livello medio Ue (12,7%). Sommando i\u00a0disoccupati e le forze di lavoro potenziali, le persone che\u00a0vorrebbero lavorare sono 6,5 milioni nel 2015.\u00a0Nel 2015 gli occupati in Italia sono 22,5 milioni, 186 mila\u00a0in pi\u00f9 sull'anno (+0,8%). Malgrado la crescita sia per met\u00e0\u00a0concentrata nel Mezzogiorno \"i divari territoriali rimangono\u00a0accentuati\": risultano occupate oltre sei persone su 10 nel\u00a0Centro-nord e quattro su 10 nel Mezzogiorno. L'incremento di\u00a0occupazione \u00e8 pi\u00f9 forte tra gli uomini (+1,1% rispetto a\u00a0+0,5%) ma in un confronto intertemporale pi\u00f9 ampio mentre le\u00a0donne superano di 110 mila unit\u00e0 il numero di occupate del\u00a02008, gli uomini sono ancora sotto di 736 mila. Il tasso di\u00a0occupazione degli uomini sale al 65,5% nell'ultimo anno (+0,8\u00a0punti sul precedente) mentre quello delle donne si attesta al\u00a047,2%, +0,3 punti sull'anno ma circa 13 in meno della media Ue.<\/p>\n<p>Aumenta l'et\u00e0 di chi decide per la\u00a0prima volta di convolare a nozze e la media del primo\u00a0matrimonio delle donne \u00e8 stata, nel 2014, di 30 anni e 7 mesi.\u00a0Inoltre la famiglia tradizionale - composta cio\u00e8 dalla coppia\u00a0coniugata con due figli - non \u00e8 pi\u00f9 il modello dominante, visto\u00a0che rappresenta meno di un terzo dei nuclei familiari (33%).\u00a0Allo stesso modo le nuove forme di famiglie sono pi\u00f9 che\u00a0raddoppiate: quelle unipersonali di giovani e adulti non vedovi\u00a0rappresentano ormai l'8% della popolazione, mentre le libere\u00a0unioni sono pi\u00f9 di 1 milione. In pi\u00f9 della met\u00e0 dei casi si\u00a0tratta di convivenze - certifica l'istituto di statistica - tra\u00a0partner celibi e nubili. Una novit\u00e0 \u00e8 invece quella delle\u00a0famiglie ricostituite, che ammonterebbero a pi\u00f9 di 1\u00a0milione.<\/p>\n<p>La laurea non premia pi\u00f9 Laurearsi non aiuta pi\u00f9 a trovare\u00a0lavoro e per i giovani cercare un'occupazione \u00e8 sempre pi\u00f9\u00a0difficile. Oltre un ragazzo su tre tra i 15 e i\u00a034 anni \u00e8 \"sovra istruito\", troppo qualificato per il lavoro che\u00a0svolge. La quota \u00e8 3 volte superiore a quella degli adulti\u00a0(13%). Tra i giovani inoltre \u00e8 pi\u00f9 diffuso il part time, soprattutto\u00a0involontario (77,5% dei part timer giovani, contro il 57,2%\u00a0degli adulti), \"ad indicare un'ampia disponibilit\u00e0 di lavoro in\u00a0termini di orario che rimane insoddisfatta. Inoltre anche il\u00a0lavoro temporaneo - sottolinea l'Istat - \u00e8 diffuso soprattutto\u00a0tra i giovani: ha un lavoro a termine un giovane su 4 contro il\u00a04,2% di chi ha 55-64 anni\".\u00a0Capita quindi che le professioni pi\u00f9 frequenti nell'approccio\u00a0al mercato del lavoro siano quelle di commesso, cameriere,\u00a0barista, addetti personali, cuoco, parrucchiere ed estetista.\u00a0\u00a0 \u00a0A tre anni dalla laurea solo il 53,2% dei laureati ha trovato\u00a0un'occupazione ottimale, con un contratto standard, una durata\u00a0medio-lunga e altamente qualificata.<\/p>\n<p>La popolazione italiana diminuisce e\u00a0invecchia. Al 1 gennaio 2016 la stima \u00e8 di 60,7 milioni di\u00a0residenti (-139 mila sull'anno precedente) mentre gli over 64\u00a0sono 161,1 ogni 100 giovani con meno di 15 anni. Il nostro Paese\u00a0\u00e8 tra i pi\u00f9 invecchiati al mondo, insieme a Giappone e Germania.\u00a0\u00a0 \u00a0Nel desolante quadro demografico si inserisce il nuovo minimo storico dall'Unit\u00e0 d'Italia per le nascite: nel 2015 sono state\u00a0488 mila, 15 mila in meno rispetto al 2014. Per il quinto anno\u00a0consecutivo diminuisce la fecondit\u00e0, solo 1,35 i figli per\u00a0donna. Siamo molto lontani dal periodo del baby boom (dal 1946\u00a0al 1965), quando il numero medio di figli per donna arriv\u00f2\u00a0all'apice di 2,7.\u00a0L'andamento demografico dell'Italia negli ultimi 90 anni ha\u00a0avuto un andamento altalenante: accelerato, ad esempio, tra il\u00a01926 e il 1952 quando i residenti passano da 39 a 47,5 milioni,\u00a0grazie alla forte riduzione della mortalit\u00e0 e alla natalit\u00e0\u00a0ancora molto elevata\u00a0 A partire dalla met\u00e0 degli anni Settanta\u00a0la capacit\u00e0 di crescita demografica si attenua molto, tanto che\u00a0al censimento del 2001 l'ammontare dei residenti in Italia \u00e8\u00a0poco al di sotto dei 57 milioni rispetto ai 56,5 milioni del\u00a01981. Dagli anni 2000 la popolazione cresce in modo pi\u00f9\u00a0sostenuto ma solo grazie ai flussi migratori dall'estero che si\u00a0fanno sempre pi\u00f9 consistenti. Al primo gennaio 2016 i cittadini\u00a0italiani residenti sono 55,6 milioni, i cittadini stranieri 5,54\u00a0milioni (8,3% della popolazione totale).<\/p>\n<p>Uno straniero su tre under 18 (33%)\u00a0nato in Italia, si sente italiano a dispetto di eventuali\u00a0difficolt\u00e0 di integrazione e pregiudizio. Il 33% si sente\u00a0straniero mentre \u00e8 indeciso poco pi\u00f9 del 29%. Lo rileva\u00a0l'Istat, nel suo rapporto annuale 2016.La cittadinanza\u00a0italiana \u00e8 un'aspirazione condivisa da un numero crescente di\u00a0giovani stranieri. Considerando sia i minori che acquisiscono\u00a0la cittadinanza italiana per trasmissione dai genitori sia i\u00a0nati nel nostro Paese che scelgono di diventare italiani al\u00a0compimento del diciottesimo anno, si arriva a un numero che da\u00a011 mila circa nel 2011 \u00e8 passato a pi\u00f9 di 50 mila nel 2014.\u00a0La sospensione dell'identit\u00e0 \u00e8 dunque una questione che\u00a0riguarda una fetta rilevante dei ragazzi con background\u00a0migratorio che vivono nel nostro Paese.<\/p>\n<p>La diminuzione dei consumi a\u00a0rischio e la maggiore diffusione di abitudini salutari, ad esempio una\u00a0vita non sedentaria e una dieta pi\u00f9 ricca di frutta e verdura,\u00a0accomuna tutte le generazioni italiane. Lo evidenzia l'Istat nel suo\u00a0Rapporto annuale 2016. L'analisi sugli stili alimentari per\u00a0generazioni eseguita dall'Istituto su un ventennio mette in luce un\u00a0aumento consistente del consumo giornaliero di verdure e ortaggi tra\u00a0il 1995 e il 2015, in particolar modo tra i nati dopo il 1965 (la\u00a0generazione di transizione e la generazione del millennio).\u00a0Passando ad analizzare le attivit\u00e0 fisiche e la sedentariet\u00e0, nel 2015\u00a0il 33,5% delle persone di 5 anni e pi\u00f9 dichiara di praticare uno o pi\u00f9\u00a0sport nel tempo libero; il 23,9% si dedica allo sport con regolarit\u00e0,\u00a0il 9,6% saltuariamente. Tra le nuove generazioni, i livelli di pratica\u00a0sono superiori a quelli delle generazioni precedenti. Ulteriore\u00a0segnale positivo \u00e8 la progressiva riduzione del consumo di tabacco a\u00a0partire dagli anni '80.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Roma. 20 Mag 2016 &#8211; Una popolazione che invecchia, dove i giovani non riescono a trovare lavoro. Iniziamo ad uscire dalla crisi, per la prima&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":117000,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,51],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/127243"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=127243"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/127243\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=127243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=127243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=127243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}