{"id":125225,"date":"2016-04-05T12:02:17","date_gmt":"2016-04-05T10:02:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=125225"},"modified":"2016-04-05T12:02:17","modified_gmt":"2016-04-05T10:02:17","slug":"panama-papers-rivelazioni-senza-fine-ce-anche-la-pista-che-porta-al-tesoro-di-jean-marie-le-pen","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2016\/04\/05\/panama-papers-rivelazioni-senza-fine-ce-anche-la-pista-che-porta-al-tesoro-di-jean-marie-le-pen\/","title":{"rendered":"Panama Papers, rivelazioni senza fine. C&#8217;\u00e8 anche la pista che porta al &#8220;tesoro&#8221; di Jean-Marie Le Pen"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 5 Apr 2016 - Ci sono anche persone vicine a Marine Le Pen nel \"sofisticato sistema di evasione fiscale off-shore messo insieme tra Hong Kong, Singapore, Isole Vergini britanniche e Panama\".<\/p>\n<p>Lo scrive il quotidiano francese Le Monde puntando l'indice contro \"il cerchio di fedelissimi del presidente del Fronte Nazionale\": un sistema messo in piedi \"per portare fuori dalla Francia il denaro, attraverso societ\u00e0 di comodo e fatture false e cos\u00ec sfuggire al sistema fiscale francese\".\u00a0Secondo Le Monde, \"al centro del questo complesso sistema di ingegneria finanziaria off-shore ci sarebbe Fr\u00e9d\u00e9ric Chatillon\". Ex leader del gruppo Unione per la difesa (Gud), gruppuscolo studentesco di estrema destra presso l'Universit\u00e0 di Assas, Chatillon avrebbe incontrato Le Pen all'inizio degli anni '90. Da allora sarebbe diventato il principale fornitore del Front National per la comunicazione durante le campagne elettorali.<\/p>\n<p>Direttamente coinvolto nello scandalo - sempre secondo Le Monde - anche il pap\u00e0, Jean-Marie Le Pen. Il quotidiano rivela che una parte della ricchezza come il \"tesoro\" del fondatore del Front National \u00e8 stata dissimulata attraverso la societ\u00e0 offshore Balerton Marketing Limited, creata nei Caraibi nel 2000. Banconote, lingotti, monete d'oro, ci sarebbe di tutto el \"tesoro\", intestato al prestanome Gerald Gerin, ex maggiordomo di Jean-Marie e della moglie Jany Le Pen.<\/p>\n<p>Gli oltre 11 milioni di documenti riservati denominati \"Panama Papers\", pubblicati in contemporanea dai media di mezzo mondo sta\u00a0scuotendo i\u00a0palazzi del potere da un angolo all'altro del globo: da Mosca a\u00a0Londra, dalla sterminata Pechino alla piccola Reykjavik. Ora iniziano ad arrivare le smentite, le reazioni\u00a0ma anche le nuove accuse\u00a0e sospetti nei confronti di leader, vip e faccendieri coinvolti\u00a0direttamente o indirettamente - secondo le carte dello scandalo\u00a0- in un giro mirabolante di miliardi di dollari dirottati sotto\u00a0traccia verso le inespugnabili casseforti dei paradisi fiscali.<\/p>\n<p>L'Agenzia delle Entrate chieder\u00e0 i dati italiani relativi allo scandalo Panama Papers. Analogamente a quanto sta avvenendo in altri Paesi coinvolti nel pi\u00f9 grande scandalo fiscale della storia, anche l'Italia si starebbe muovendo per saperne di pi\u00f9 sui connazionali che avrebbero fatto ricorso ai servizi dello studio legale di Panama per occultare fondi in paradisi offshore. \"L'agenzia sta valutando come ottenere i documenti\", scrivono le agenzie di stampa, citando fonti delle Entrate.\u00a0\u00a0In alcuni Paesi - Panama, ma anche Australia e India -\u00a0scattano gi\u00e0 le prime indagini formali. \"Siamo pronti a\u00a0cooperare con convinzione di fronte a qualsiasi inchiesta\u00a0giudiziaria\", fa sapere il presidente dello Stato\u00a0centroamericano, Juan Carlo Varela.<\/p>\n<p>Secondo l'Irish Times, nei documenti ci sarebbero i nomi di almeno una ventina di grandi calciatori del passato e del presente appartenenti a top club del calibro di Barcellona, Manchester United e Real Madrid. Fra i nomi quello di Leo Messi e dell'ex interista Ivan Zamorano. Ma nei files risulterebbero anche i nomi di proprietari attuali o del passato di almeno 20 grandi club di calcio, fra cui Inter, Boca Juniors e Real Sociedad.<\/p>\n<p>In Russia il portavoce del presidente Vladimir Putin - citato in effetti dai 'leaks' mai in prima persona, ma attraverso una cerchia di amici o presunti prestanome, dal violoncellista pietroburghese Serghei Roldughin al banchiere Yuri Kovalciuk - risponde al sospetto della stampa anglosassone che hanno dedicato una particolare attenzione verso il 'nemico' Vladimir Putin,col altro sospetto. Grida alla \"montatura\", evoca trame occulte per oscurare i successi di Mosca in Siria e addita come megafoni del Dipartimento di Stato, o addirittura come \"agenti della Cia\", alcuni reporter dell'International Consortium of Investigative Journalists: il cartello di testate di 76 Paesi che ha intercettato la mole di file 'sfuggita' agli archivi del mega studio legale panamense specializzato in operazioni offshore Mossack Fonseca. Ad alimentare i dubbi russi forse anche il fatto che non s'intravvede per ora il coinvolgimento di alcun personaggio Usa che conti. Neppure per sbaglio. Tuttavia le carte documentano dei fatti che andranno approfonditi e verificati ma intanto le ombre si addensano sui vertici politici di molti Paesi parlando di movimenti massicci di denaro in cui affari legali, traffici criminali e sospetti proventi di corruzione risultano aver incrociato tenebrosamente le loro strade. I nomi che rimbalzano sui media si moltiplicano di ora in ora: sono quelli di uomini di Stato, di protagonisti dello sport miliardario, di imprenditori, di bancarottieri, di stelle dello show business. Se Putin viene preso di mira per interposta persona, vari governanti compaiono nei Panama Papers con il loro nome e cognome. \u00c8 il caso del premier islandese, Sigmundur Gunnlaugsson, il primo a rischio d'impeachment. Ma anche del presidente filo-occidentale ucraino Petro Poroshenko, l'uomo che avrebbe dovuto ripulire dalla corruzione Kiev stando agli slogan della rivolta di Maidan, o del primo ministro del Pakistan. Nell'elenco compaiono, con il loro nome, anche il re saudita Salman, il neopresidente argentino Mauricio Macri, che nega tutto sdegnato, e di quello messicano, Enrique Pena Nieto. Qualcuno \u00e8 compare dietro a intrecci di famiglia, come il leader cinese Xi Jinping, il re del Marocco, il presidente siriano Bashar al-Assad, quello azero Ilhan Aliev, rais caduti o defunti quali Mubarak o Gheddafi. Anche il premier britannico, David Cameron, \u00e8 costretto a fare i conti con le ricchezze nascoste oltre mare dal padre finanziere Ian, scomparso nel 2010.<\/p>\n<p>Si allarga ad altri due nomi di primo\u00a0piano della politica cinese lo scandalo dei Panama Papers.\u00a0Oltre al cognato\u00a0del presidente cinese Xi Jinping, Deng Jiagui, tra gli 11,5\u00a0milioni di file confidenziali dello studio legale di Panama\u00a0compaiono anche quelli dei familiari di Liu Yunshan e Zhang\u00a0Gaoli, rispettivamente il capo della Scuola Centrale del\u00a0Partito Comunista Cinese e il vice primo ministro esecutivo.\u00a0Entrambi siedono nel Comitato Permanente del Politburo, il\u00a0vertice del potere del Partito Comunista Cinese.<\/p>\n<p>I familiari di Liu e Zhang, secondo quanto scrive la Bbc,\u00a0figurano nelle cariche di direttori o di azionisti di societ\u00e0\u00a0offshore in alcuni paradisi fiscali. I loro nomi si aggiungono\u00a0a quelli dei leader gi\u00e0 usciti ieri, collegati tramite\u00a0familiari alla galassia di societ\u00e0 offshore gestite con\u00a0l'aiuto dello studio legale panamense. Oltre a Xi, il cui\u00a0cognato \u00e8 dal 2009 a capo di due societ\u00e0 fiduciarie alle\u00a0Isole Vergini Britanniche, compaiono i nomi di Li Xiaoning,\u00a0figlia dell'ex primo ministro Li Peng, quello di un parente di\u00a0Jia Qinglin, fino al 2012 membro del Comitato Permanente del\u00a0Politburo, e quello di Patrick Henry Devillers, architetto e\u00a0socio in affari di Gu Kailai, moglie dell'ex astro nascente\u00a0caduto in disgrazia Bo Xilai.<\/p>\n<p>L'elenco dei leader cinesi che hanno\u00a0collegamenti con societ\u00e0 offshore sarebbe ancora pi\u00f9 lungo\u00a0nel caso in cui si tenesse conto anche dei legami con i\u00a0paradisi fiscali emersi da un'inchiesta analoga di due anni fa,\u00a0in cui venivano fatti anche i nomi, tra gli altri, di familiari\u00a0dell'ex presidente cinese, Hu Jintao, e dell'ex primo ministro,\u00a0Wen Jiabao. All'elenco c'\u00e8 da aggiungere anche il nome di Wu\u00a0Jianchang, genero di Deng Xiaoping, il padre delle riforme\u00a0economiche di Pechino.<\/p>\n<p>Le ricerche sui collegamenti tra i leader cinesi e lo\u00a0scandalo dei Panama Papers sono state bloccate in Cina. Su\u00a0Baidu, il maggiore motore di ricerca cinese, la ricerca \"Panama\u00a0Papers\" non produce risultati, ma solo un avviso in cui si\u00a0spiega che l'argomento potrebbe essere \"non in linea con leggi,\u00a0regolamenti e politiche\" e si consiglia di proseguire\u00a0utilizzando altri termini. Su Weibo, il Twitter cinese,\u00a0compaiono, invece, soltanto riferimenti ai casi riguardanti\u00a0personaggi e leader stranieri. La notizia dei Panama Papers era\u00a0stata in gran parte ignorata ieri dai media ufficiali.\u00a0L'agenzia Xinhua aveva citato soltanto un caso minore\u00a0riguardante la Nuova Zelanda.<\/p>\n<p>Per i cittadini cinesi non \u00e8\u00a0illegale costituire societ\u00e0 offshore, ma la divulgazione di\u00a0questo tipo di informazioni costituisce una fonte di imbarazzo\u00a0per i dirigenti cinesi che stanno portando avanti da oltre tre\u00a0anni una campagna anti-corruzione che solo lo scorso anno ha\u00a0punito, in varie forme, circa trecentomila funzionari a tutti i\u00a0livelli dell'amministrazione pubblica.<\/p>\n<p>In Islanda migliaia di persone sono scese in piazza per chiedere le dimissioni del premier Sigmundur Gunnlaugsson, travolto dalla bufera Panama Papers perch\u00e9 accusato di possedere insieme con la moglie una societ\u00e0 offshore sulle isole Vergini mai dichiarata. La societ\u00e0 avrebbe avuto inoltre investimenti per milioni in obbligazioni presso tre banche islandesi, fallite durante la crisi finanziaria del 2008.\u00a0Il premier \u00e8 intervenuto ieri in Parlamento e ha detto a chiare lettere che \"non intende rassegnare le dimissioni\". \"Il governo ha ottenuto buoni risultati fino a oggi e deve finire il suo lavoro\", ha dichiarato ai parlamentari negando di avere assets in paradisi fiscali. L'intervento non \u00e8 bastato a placare la rabbia degli islandesi che sono scesi per le strade di Reykjavik lanciando lacrimogeni e urlando slogan contro il premier. Intanto sono salite a 26.000, l'8% della popolazione, le firme di una petizione per chiederne le dimissioni e le opposizioni hanno presentato una mozione di sfiducia.<\/p>\n<p>Tra gli ultimi nomi svelati fa capolino il profilo del commissario Ue all'Energia, lo spagnolo Miguel Arias Canete, e quello dello speaker del Parlamento del Brasile, in prima fila fra i censori della 'mani pulite' brasiliana di questi mesi oltre all'ex premier moldavo Ion Sturza (1998-1999) che, secondo Rise Moldova, nel 2005 divenne socio della Markside Holdings Ltd, una offshore con sede nelle Isole Vergini britanniche liquidata nel 2012. Sturza sostiene comunque di non aver commesso alcuna attivit\u00e0 illegale.<\/p>\n<p>In altri paesi, tra cui la Francia e l'Italia, la bufera investe invece soprattutto il mondo degli affari. E anche qui piovono smentite a raffica, come quelle divulgate da Luca Cordero di Montezemolo. Nel nostro Paese l'associazione azionisti Ubi-Banca e l'Adusbef annunciano esposti contro Ubi Banca alle procure di Milano, Bergamo e Roma per, dichiarano, \"accertare fatti e circostanze riguardanti il Gruppo Ubi-Banca. Si parla di cifre enormi potenzialmente sottratte al fisco italiano e di altri Paesi europei. Nel caso di Ubi Banca, l'istituto si \u00e8 professato paladino dei valori e delle tradizioni cattoliche, inserendo testualmente nel proprio Bilancio Sociale tale affermazione: 'Il Gruppo non \u00e8 presente in paradisi fiscali o altri centri finanziari non ancora adeguati agli standard fiscali internazionali'\".\u00a0\"Gli investimenti all'estero, se dichiarati, sono legali. Non ho nulla da nascondere, sono azionista della Basker Street su suggerimento di alcuni consulenti immobiliari, perch\u00e9 io mi muovo spesso in questo settore\". Tra i nomi spinta anche quello dell'ex pilota di Formula Uno Jarno Trulli che si difende dalle accuse: \"Sono tranquillissimo. Quando ho letto il mio nome ovunque, su ogni giornale, anche straniero, mi sono fatto una risata. Insieme a mia moglie Barbara. Il mattone \u00e8 il mio settore preferito, ma io investo ovunque, un po' in tutto il mondo, in America, Sud America, Uruguay - ha proseguito in un'intervista rilasciata al Corriere della Sera - Vivo a Lugano, ho casa a Londra, altrove, in America, in Italia...Per\u00f2 le tasse le pago. Le mie societ\u00e0 con base nel mio Paese pagano le tasse sugli utili prodotti. Nel rispetto della legge\".<\/p>\n<p>Non potevano mancare anche i nomi di personaggi legati al mondo del calcio come Lionel Messi, che ammette di avere una societ\u00e0 off-shore, ma non di evadere il fisco, minacciando di querelare chiunque sostenga il contrario. Sono tirati in ballo anche Michel Platini e altri dirigenti gi\u00e0 toccati dallo scandalo Fifa-Blatter. E l'avvocato di Platini fa sapere che \"Il conto panamense dell'ex calciatore, numero uno dell'Uefa, \u00e8 stato dichiarato alle autorit\u00e0 della Svizzere, il paese in cui vive\". E spiega: \"Tenere conti bancari tramite societ\u00e0 non \u00e8 illegale finch\u00e9 vengono dichiarati, come in questo caso\".<\/p>\n<p>Tra i nomi che spuntano dai documenti anche\u00a0celebrit\u00e0 del cinema come il regista spagnolo Pedro Almodovar (che giura sulla sua onest\u00e0) e l'attore cinese Jackie Chan.<\/p>\n<p>In Germania, mentre Angela Merkel e Wolfgang Schaeuble assicurano che il governo tedesco prende \"molto sul serio\" lo scandalo, si apprende che sono almeno ventotto le banche tedesche che avrebbero fatto ricorso allo studio Mossack Fonseca per i loro clienti, oltre a diverse migliaia di tedeschi. La Casa Bianca ha espresso apprezzamento per l''operazione trasparenza' contro gli evasori fiscali. Lo stesso messaggio che arriva da Francois Hollande e altri. Ma la Suddeutsche Zeitung, capofila del consorzio di giornali che ha svelato lo scandalo, non intende mettersi al servizio delle procure. Intanto mentre molte ong, come ad esempio la Oxfam, chiedono a gran voce trasparenza vera sulle transazioni finanziarie, non le mezze misure o le promesse partorite finora dai vertici internazionali, da Bruxelles, l'Ue s'impegna ad agire.<\/p>\n<p>Ci sono anche aziende che erano\u00a0colpite da sanzioni internazionali tra i clienti dello studio\u00a0panamense, Mossack Fonseca, epicentro del planetario scandalo\u00a0di evasione fiscale.\u00a0\u00a0Tra gli 11,5 milioni di documenti emersi, alcuni\u00a0corrispondono alla societ\u00e0 DCV Finance, con sede legale a\u00a0Pyongyang e registrata nelle Isole Vergini britanniche dallo\u00a0studio panamense, rivelano il Guardian e la BBC. Ma Mossack\u00a0Fonseca ha lavorato in tutto con oltre 30 individui o aziende\u00a0che erano state colpite dalle sanzioni delle Nazioni Unite o\u00a0del Tesoro americano: aziende non solo nordcoreane, ma anche\u00a0dell'Iran o dello Zimbabwe.<\/p>\n<p>Nel 2006, la Corea del Nord fece il suo primo test\u00a0nucleare, il che valse al regime di Pyongyang le prime di una\u00a0lunga serie di sanzioni del Consiglio di sicurezza dell'Onu.\u00a0DCB Finance fu registrata nelle Isole Vergini da un uomo\u00a0d'affari nordcoreano, Kim Chol-Sam e dal banchiere britannico\u00a0Nigel Cowie, che si era installato in Corea del Nord undici\u00a0anni prima.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 5 Apr 2016 &#8211; Ci sono anche persone vicine a Marine Le Pen nel &#8220;sofisticato sistema di evasione fiscale off-shore messo insieme tra Hong&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":125226,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49,50],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125225"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=125225"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/125225\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/125226"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=125225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=125225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=125225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}