{"id":122876,"date":"2016-02-13T11:36:20","date_gmt":"2016-02-13T10:36:20","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=122876"},"modified":"2016-02-13T11:36:20","modified_gmt":"2016-02-13T10:36:20","slug":"cna-presentato-sesto-rapporto-congiunturale-sulle-imprese-artigiane-in-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2016\/02\/13\/cna-presentato-sesto-rapporto-congiunturale-sulle-imprese-artigiane-in-sardegna\/","title":{"rendered":"Cna &#8211; Presentato sesto rapporto congiunturale sulle imprese artigiane in Sardegna"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari, 13 Feb 2016 - Coerentemente con quanto avvenuto a livello nazionale il 2015 ha registrato una significativa ripresa per l\u2019economia della Sardegna. Gi\u00e0 il 2014, pur facendo registrare un ulteriore calo del Pil regionale (-0,4%), si era chiuso con qualche timido segnale positivo, ma lo scorso anno si \u00e8 chiuso con una crescita dell\u2019economia regionale intorno allo 0,5% (da confrontare con il +0,9% nazionale e il +0,3% stimato per il Mezzogiorno). Questo miglioramento \u2013 che pur in un quadro di notevole incertezza dei mercati nazionali e internazionali ed alcune irrisolte criticit\u00e0 interne (come i collegamenti aerei) induce a previsioni moderatamente favorevoli per l\u2019anno in corso (+1,0% la crescita attesa nel 2016) \u2013 inizia a farsi sentire finalmente anche nel settore artigiano che nel 2015 ha cominciato a mostrare i primi segnali positivi. Dopo aver sofferto tantissimo la lunga fase di crisi economica e pur avendo registrato una riduzione del numero delle imprese anche nel 2015, dall\u2019artigianato sardo arrivano finalmente indicazioni positive in termini di fiducia delle imprese. Un dato che fa sperare che il 2016 possa finalmente essere l\u2019anno di inversione della rotta.<\/p>\n<p>\u00c8 questo il dato saliente evidenziato dal 6\u00b0 Rapporto congiunturale sulle imprese artigiane presentato a Cagliari dalla Cna Sardegna.<\/p>\n<p>La ricerca, effettuata su un campione di 700 imprese artigiane, fotografa la reale condizione vissuta dalle aziende della Sardegna dopo sette anni di progressiva e ininterrotta crisi economica che ha portato al fallimento di oltre cinquemila aziende in soli cinque anni.<\/p>\n<p>Attraverso una rilevazione analitica dei principali rilevatori economici (ordini, fatturato, occupazione, accesso al credito e costi di produzione) lo studio della Cna offre infatti un quadro aggiornato sulla particolare congiuntura economica e importanti indicazioni per valutare l\u2019impatto che il protrarsi della crisi ha avuto sul sistema delle imprese artigiane sarde e sulle prospettive di ripresa per un settore che rimane strategico per l\u2019intera economia dell\u2019isola.<\/p>\n<p>Il peso dell\u2019artigianato in Sardegna - Dopo essere cresciuto in maniera esponenziale fino al 2008 (quando in Sardegna erano censite ben 43 mila imprese artigiane contro le circa 37 mila di oggi) il sistema dell\u2019artigianato regionale \u00e8 stato colpito da un vero e proprio dramma economico, tanto che ormai alla fine del 2015 si contano circa 5.000 imprese in meno rispetto al 2010 (quasi il 12% dello stock del 2010). Ma nonostante tutto gli artigiani rappresentano ancora oltre un quarto del sistema imprenditoriale della Sardegna. Sono artigiane il 78% delle imprese manifatturiere (con il 47,9% degli addetti), il 74% delle imprese di costruzioni (con il 64% degli addetti), il 75% delle imprese dell\u2019industria in senso stretto (con il 41% degli addetti), il 69% delle imprese di trasporti, magazzinaggio e comunicazioni (con il 29% degli addetti).<\/p>\n<p>Commercio al dettaglio e servizi alle imprese sono in crescita o in stabilizzazione. Lo stesso dicasi per le imprese artigiane del settore manifatturiero agroalimentare. Continua ad essere invece ancora critica la situazione nel settore del legno e, soprattutto, dell\u2019edilizia: alla fine del terzo trimestre 2015 le imprese artigiane di costruzioni erano 13.751, contro le 14.169 di fine 2014 e le 14.732 del 2013. Ancora negativo il dato dei trasporti, con altre 90 aziende sparite dal registro delle imprese artigiane attive. Nonostante le buone performance del turismo regionale \u00e8 anche proseguito il calo nel settore alberghiero e della ristorazione (-2,2%).<\/p>\n<p>Al livello territoriale le difficolt\u00e0 sono generalizzate, ma la situazione peggiore si registra ancora nel nuorese e in Ogliastra. E va ricordato che, secondo i dati del censimento del 2011, Nuoro rappresenta la quarta provincia italiana per importanza dell\u2019artigianato sul tessuto produttivo. Inoltre, se si considerano le sole attivit\u00e0 manifatturiere, Nuoro arriva ad essere addirittura la seconda provincia (dopo Imperia), con un\u2019incidenza dell\u2019artigianato che supera l\u201983%. Mentre nel settore dei servizi (commercio, ristorazione, alberghi, attivit\u00e0 tecniche, servizi alle imprese e cos\u00ec via), Gallura e Ogliastra sono, per incidenza artigiana sul numero di imprese, tra le prime cinque province in Italia.<\/p>\n<p>Quanto ai livelli occupativi, in base ai dati Inail nel 2014 gli addetti artigiani sardi erano 66.232. Il loro peso (in diminuzione rispetto al 2010 del -11%) sul totale degli addetti (282 mila) era pari al 23,5%. Una quota molto superiore sia rispetto al dato nazionale (18%), che rispetto al dato del Sud Italia (21%), ma in contrazione rispetto al 24,5% del 2010.<\/p>\n<p>Produzione, ordinativi e fatturato: primi segnali di ripresa - Mercato fermo, difficolt\u00e0 di accesso al credito, lentezze burocratiche, rapporti problematici con i clienti (spesso insolvibili), eccessivo carico fiscale e mancanza di politiche di sostegno all\u2019economia. Sono ancora queste le principali criticit\u00e0 riscontrate dalle imprese artigiane nella vita quotidiana. Ma il 6\u00b0 Rapporto congiunturale della Cna mostra un tangibile miglioramento del clima di fiducia degli imprenditori isolani.\u00a0 La ricerca della Cna sarda evidenzia infatti che quasi un quinto delle imprese artigiane ha sperimentato una fine del 2014 positiva in termini di fatturato ed oltre il 40% ha indicato una stabilizzazione dell\u2019attivit\u00e0. Il 2015 ha confermato questa tendenza, ma durante l\u2019anno la situazione \u00e8 andata ulteriormente migliorando. Nella scorsa indagine, svoltasi ad Ottobre 2014, solo il 12-13% degli artigiani aveva indicato di attendersi una crescita di fatturato, ordinativi e produzione nell\u2019ultimo semestre. A distanza di un anno quella percentuale \u00e8 salita al 17-18%.<\/p>\n<p>Le indicazioni pi\u00f9 positive arrivano dal lato della produzione: \u00e8 cresciuta progressivamente la percentuale di artigiani che hanno dichiarato un incremento rispetto al semestre precedente, rispecchiando un effettivo aumento degli ordinativi e la ripresa del ciclo delle scorte, a corollario di un netto miglioramento del clima di fiducia delle imprese.<\/p>\n<p>Se per le imprese artigiane pi\u00f9 piccole \u00e8 possibile solo parlare di un miglioramento del contesto congiunturale, per quelle pi\u00f9 grandi (fatturato superiore a 500 mila euro) non \u00e8 azzardato parlare di vera e propri ripresa: oltre il 40% degli intervistati ha indicato infatti una crescita del proprio volume d\u2019affari durante tutto il 2015 (contro il 15% delle imprese pi\u00f9 piccole).<\/p>\n<p>E\u2019 inoltre stabile la situazione dal lato dell\u2019occupazione: durante il 2015 l\u20198% degli artigiani intervistati ha ripreso ad assumere. Un dato incoraggiante se si considera che nell\u2019indagine del 2014 la stessa percentuale non superava il 3%.<\/p>\n<p>Quanto ai singoli settori, sebbene indicazioni di miglioramento siano evidenti per tutti i settori, la situazione rimane pi\u00f9 complicata per il comparto delle costruzioni. Per le nuove costruzioni la crisi non \u00e8 ancora terminata e a quanto pare non bastano i segnali positivi derivanti dall\u2019attivit\u00e0 di riqualificazione e manutenzione, specialmente residenziale (un mercato di piccoli e frammentari micro-interventi, che spesso si limitano alla sostituzione incentivata degli impianti domestici) per risollevare il mercato degli artigiani. Le indicazioni di ripresa appaiono pi\u00f9 solide per le imprese del settore commerciale. Anche nel settore dei servizi la congiuntura durante l\u2019anno \u00e8 andata rapidamente migliorando e le aspettative per la prima parte del 2016 appaiono finalmente positive. Segnali confortanti anche per il settore manifatturiero dove gli artigiani che hanno sperimentato un calo della loro attivit\u00e0 durante il 2015 sono ancora in maggioranza, ma la forbice con chi ha sperimentato una crescita si \u00e8 ridotta progressivamente.<\/p>\n<p>L\u2019accesso al credito - Quanto all\u2019annoso problema dell\u2019accesso al credito, il 6\u00b0 Rapporto congiunturale della Cna, rileva una sensibile diminuzione delle imprese artigiane che lamentano un deterioramento delle condizioni complessive del finanziamento bancario: si tratta di circa il 15% degli artigiani del campione (era il 20% nel 2014 e il 31% nel 2012). Quasi un terzo degli artigiani nell\u2019ultimo anno ha richiesto prestiti a breve o medio\/lungo termine, una percentuale in crescita rispetto al 17% del 2014. Un\u2019indicazione che, anch\u2019essa, riflette un certo miglioramento del clima di fiducia delle imprese. Un dato confermato dal fatto che finalmente ha ripreso a crescere la percentuale di imprese che prevede di espandersi nel medio-breve periodo (il 34,1%, contro il 20% del 2014). Secondo gli artigiani le banche risultano ancora pi\u00f9 propense a soddisfare richieste di liquidit\u00e0, ma la voce relativa agli investimenti immobiliari sale al 29% (era il 14% nel 2014), forse a rispecchiare la ripresa del mercato immobiliare regionale. Oltre la met\u00e0 degli artigiani sardi intervistati ha dichiarato di non aver mai fatto uso di credito agevolato. A questo va aggiunto un 11% di imprese che si \u00e8 visto rifiutare il finanziamento. Si tratta di percentuali che crescono quando si considerano le imprese pi\u00f9 piccole. In pratica, tra gli artigiani con un volume d\u2019affari inferiore a 100 mila euro, ovvero pi\u00f9 della met\u00e0 delle imprese, il 70% non ha mai usufruito di credito agevolato. Il motivo principale va ricercato nei tempi burocratici necessari per accedere agli incentivi, come indicato da oltre il 50% delle imprese intervistate, anche se circa un quinto dichiara di non essere stato a conoscenza dell\u2019esistenza di un meccanismo di agevolazione. Per gli stessi motivi un terzo delle imprese dichiara di non avere intenzione di farne in futuro.<\/p>\n<p>L\u2019analisi della Cna \u2013 \u201cFinalmente anche le indicazioni che provengono dal settore artigiano mostrano i primi confortanti segnali positivi\u00bb, hanno spiegato il presidente e il segretario regionali della Cna, Pierpaolo Piras e Francesco Porcu.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari, 13 Feb 2016 &#8211; Coerentemente con quanto avvenuto a livello nazionale il 2015 ha registrato una significativa ripresa per l\u2019economia della Sardegna. 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