{"id":122370,"date":"2016-02-02T08:41:50","date_gmt":"2016-02-02T07:41:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=122370"},"modified":"2016-02-02T08:41:50","modified_gmt":"2016-02-02T07:41:50","slug":"lavori-consiglio-regionale-sardegna-parere-favorevole-alle-norme-di-attuazione-dellarticolo-8-dello-statuto-in-materia-di-entrate-fiscali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2016\/02\/02\/lavori-consiglio-regionale-sardegna-parere-favorevole-alle-norme-di-attuazione-dellarticolo-8-dello-statuto-in-materia-di-entrate-fiscali\/","title":{"rendered":"Lavori Consiglio regionale Sardegna: parere favorevole alle norme di attuazione dell\u2019articolo 8 dello Statuto in materia di entrate fiscali."},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Cagliari 1 Feb 2016 - La seduta statutaria, ai sensi dell\u2019art.20 dello Statuto, si \u00e8 aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalit\u00e0 di rito, il Consiglio ha iniziato l\u2019esame dell\u2019ordine del giorno con lo Schema di norme di attuazione n.4 relative all\u2019art.8 dello Statuto speciale della Sardegna.<\/p>\n<p>Prima della discussione generale il consigliere Emilio Usula (Soberania-Indipendentzia), prendendo la parola sull\u2019ordine dei lavori, ha affermato che \u00absecondo i Rossomori e molte altre forze politiche di connotazione sardista merita il massimo dell\u2019attenzione da parte del presidente della Regione e del presidente del Consiglio regionale un documento consultabile sul sito della Procura Cagliari che riporta le dichiarazioni del Procuratore generale Roberto Saieva rilasciate in occasione dell\u2019apertura dell\u2019anno giudiziario in Sardegna\u00bb. In quella circostanza, ha ricordato Usula, l\u2019alto magistrato ha detto in maniera \u00abmaldestra ed inopportuna\u00bb che alcuni <em>delitti d\u2019impeto<\/em> \u00abtraggono origine da moventi che si radicano nella cultura agro-pastorale\u00bb cos\u00ec come nell\u2019aumento delle rapine ai mezzi portavalori sarebbe \u00abtrasfuso l\u2019istinto predatorio tipico della mentalit\u00e0 barbaricina che stava alla base dei dei sequestri di persona\u00bb. A giudizio di Usula, si tratta di \u00abconcetti che trovano origine in uno sgradevole ed inaccettabile pregiudizio, perch\u00e9 non sardi siamo certamente portatori della cultura agropastorale ma non di un istinto predatorio, sono inoltre concetti pericolosi se espressi da luogo solenne come l\u2019inaugurazione di un anno giudiziario\u00bb. Il dr. Saieva, ha concluso Usula, \u00ab\u00e8 persona degnissima ed abbiamo il massimo rispetto del ruolo ma, con queste argomentazioni, forse ha dimostrato la sua inadeguatezza a ricoprire una cos\u00ec alta funzione\u00bb.<\/p>\n<p>Successivamente il presidente ha dato la parola al consigliere Francesco Agus (Sel), presidente della commissione Autonomia e relatore dello Schema delle norme di attuazione.<\/p>\n<p>Nel suo intervento Agus ha osservato che, con il provvedimento in discussione, \u00abarriva a parziale conclusione, attraverso un iter molto lungo, un processo rimasto sostanzialmente fermo per circa 10 anni con cui si doveva esercitare un diritto previsto dallo Statuto, mentre ora avremo a disposizione una \u00abcassetta degli attrezzi\u00bb che ci consentir\u00e0 di gestire le opportune modifiche ed assicurare un gettito fiscale maturato fin dal 2010\u00bb. Anni che non sono stati a costo zero per la Sardegna, ha sottolineato Agus, \u00abin termini di opportunit\u00e0 sprecate e costi dei servizi, ma ora ancora pi\u00f9 necessarie in presenza del regime di pareggio di bilancio; lo Schema di norme di attuazione rappresenta comunque un tassello fondamentale frutto del lavoro della commissione paritetica e dello stesso Consiglio nella legislatura precedente, nel quadro di una interpretazione esaustiva del gettito fiscale riconosciuto alla Sardegna su molte voci\u00bb.<\/p>\n<p>Il vice capogruppo di Forza Italia Alessandra Zedda ha messo l\u2019accento sul fatto che \u00ab\u00e8 vero che da oggi bisogna ripartire per un nuovo rapporto con lo Stato ma nel documento molti contenuti destano perplessit\u00e0 e, per noi, si tratta di una occasione persa per ottenere qualcosa di pi\u00f9, soprattutto se confrontati con quelli del 2010 e del 2012 che contenevano importanti opportunit\u00e0 ed una contabilizzazione veritiera ottenuta sulla base di ricorsi rivelatisi vincenti, che oggi invece non ci sono\u00bb. Da questo momento, ha proseguito, \u00abcomincia un altro lungo <em>iter<\/em> che comporter\u00e0 un altro rinvio e tempi lungi ed occorre vigilare perch\u00e9 questo non accada; va bene, inoltre, costituire la nuova Agenzia delle entrate ma a condizione di sapere come si coordiner\u00e0 con questo schema che assegna la determinazione delle entrate allo Stato\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Gianfranco Congiu (Sdl) ha condiviso le argomentazioni del collega Agus, evidenziando che il testo contiene due parti essenziali, quella relativa agli articoli 1 e 2 ed il resto. Nei primi due articoli in particolare, ha rilevato Congiu, \u00abc\u2019\u00e8 il punto di non ritorno della politica tributaria e sovranista di questa legislatura, che comunque \u00e8 solo il primo passo di nuovo disegno che si definir\u00e0 compiutamente solo con la costituzione dell\u2019Agenzia sarda delle entrate; abbiamo lavorato a queste norme con la serenit\u00e0 di aver imboccato la strada giusta per attivare un vero processo di autodeterminazione\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Michele Cossa (Riformatori) ha criticato quella che definito una \u00abeccessiva timidezza nei confronti dello Stato su una serie di partite a cominciare dall\u2019aver lasciato alla determinazione unilaterale dello Stato l\u2019ammontare delle risorse da assegnare alla Sardegna, oltre alla rinuncia importante come quella sulle accise che per la Sardegna \u00e8 tema strategico\u00bb. Un tema, ha continuato, che secondo noi \u00abviene riproposto in termini <em>canonici<\/em> cio\u00e8 relativo solo ai prodotti consumati e non a quelli lavorati; la stessa timidezza che troviamo nella parte che riguarda i giochi con la vertenza chiusa a luglio 2014 forse troppo in fretta, e nella valutazione della leva fiscale come leva di sviluppo economico evitando le sanzioni per gli aiuti di Stato, mentre invece \u00e8 una leva molto importante per la politica regionale\u00bb.<\/p>\n<p>Dopo Cossa ha preso poi la parola Ignazio Locci (Forza Italia), che ha detto: \u201cLa discussione su queste norme di attuazione avviene dopo che la Regione si \u00e8 dovuta accontentare di trecento milioni in meno dal Governo. Lo stesso assessore Paci ha parlato di recente di un problema di accantonamenti. Sono dunque evidenti le perplessit\u00e0 presenti nella legge di stabilit\u00e0: \u00e8 troppo forte la presenza dello Stato. Eppure le nuove competenze della Regione in materia di assistenza e non solo producono per noi maggiori spese che sono prive per\u00f2 di finanziamenti appositi da parte dello Stato. In parole povere, spetta a noi sostenere con le nostre risorse\u00a0questi maggiori costi\u201d. Per l\u2019oratore \u201cnon possiamo reclamare solo diritti ma al tavolo con lo Stato dobbiamo far valere concretamente le nostre prerogative\u201d.<\/p>\n<p>Secondo Salvatore Demontis (Pd) \u201cresta la questione degli accantonamenti: 380 milioni di euro sono troppi ma sar\u00e0 la Giunta a continuare a negoziare una misura pi\u00f9 equa con il Governo. Non \u00e8 il caso di ricorrere alla Corte Costituzionale, come sostiene il centrodestra\u201d. L\u2019on. Demontis ha ricostruito il rapporto di credito della Sardegna con lo Stato a partire dal 2004, separando tutte le partite delle entrate ed evidenziando in particola modo il credito Iva.<\/p>\n<p>Ha poi preso la parola Marco Tedde (Forza Italia), secondo cui \u201csulla questione delle entrate il centrosinistra ha ben poco da gioire per i suoi risultati. Anche perch\u00e9 lo Stato nei rapporti con la Sardegna non usa il metro della leale collaborazione, come evidenziato anche dallo stesso presidente Pigliaru. Lo Stato \u00e8 in una condizione di inadempimento denunciato e conclamato. A cominciare dal 2006, quando il presidente Soru disse di aver raggiunto un ottimo accordo col Governo Prodi e in realt\u00e0 a parere nostro e di tanti sovranisti e autonomisti l\u2019accordo con lo Stato sulla partita delle entrate non \u00e8 stato proprio vantaggioso. Il governo Renzi non \u00e8 diverso, prende in giro anche altre Regioni oltre la Sardegna. Bisogna sbattere i pugni sul tavolo e far capire che non siamo disposti a farci prendere in giro\u201d.<\/p>\n<p>Per Franco Sabatini (Pd) questo \u00e8 invece \u201cun momento storico e un grande risultato per l\u2019Isola al pari di altri che si sono succeduti negli anni. Queste norme di attuazione sono un passo davvero importante. In particolare, l\u2019articolo 15 sulle riserve erariali apre scenari un tempo inimmaginabili. La norma consentono allo Stato la possibilit\u00e0 di aumentare le aliquote per una certa finalit\u00e0, con lo scopo di concorrere ad abbattere il debito dello Stato. Anche nella manovra di bilancio 2016 sono iscritte queste risorse e in questo contesto l\u2019articolo 15 prevede che il debito pubblico non sia un evento imprevedibile come quelli previsti nell\u2019articolo 15. E in ogni caso le norme di attuazione, sotto il profilo della gerarchia delle fonti, hanno una forza costituzionale superiore alla legge di stabilit\u00e0 e a qualunque legge ordinaria. Anche questo fatto ci mette al sicuro da ogni rischio\u201d.<\/p>\n<p>Per conto del Psd\u2019Az ha preso la parola Angelo Carta, che ha detto: \u201cC\u2019\u00e8 molto da lavorare e nulla da festeggiare visto che fuori da quest\u2019Aula i sardi aspettano soluzioni e invece queste norme di attuazione non risolvono i problemi. Intanto va detto che non ci sono nuove maggiori entrate e dobbiamo comunque ricordare che stiamo accettando dallo Stato che continui a riversarci le nostre quote di imposte, come e quando vorr\u00e0. Altro che agenzia sarda delle entrate, altro che sovranit\u00e0 fiscale: queste norme di attuazione svuotano definitivamente l\u2019articolo 8 dello Statuto. Ci stiamo coricando perch\u00e9 qualcuno ci metta poi i piedi in testa e dal governo di Roma non possiamo aspettarci nulla di buono. Ci salver\u00e0 non l\u2019istinto predatorio ma quello di sopravvivenza\u201d.<\/p>\n<p>Pietro Pittalis, capogruppo di Forza Italia, ha chiesto una sospensione dei lavori per chiedere la cancellazione della firma di un parlamentare del Pd, Francesco Sanna, sul testo e il presidente Ganau ha comunicato di aver ordinato la cancellazione della firma.<\/p>\n<p>Per Dedoni (Riformatori) \u201ca nessuno sfugge quali sono i conti di questa vicenda e che da anni andiamo a Roma a pietire soldi che Roma non ci restituisce. Il risultato \u00e8 che la Sardegna \u00e8 impoverita e pi\u00f9 di 600 milioni di euro ci sono sottratti ogni anno per accantonamento. Noi dobbiamo assistere uno Stato che non ci assiste quando ci serve, come nel caso dell\u2019industria chimica. Volete che diciamo che va tutto bene?\u201d.<\/p>\n<p>\u00c8 poi intervenuto Pietro Cocco, capogruppo del Pd, che ha parlato apertamente di \u201crisultato straordinario per la nostra isola. Come si fa a dire che questo \u00e8 un risultato improntato alla timidezza quando il presidente Pigliaru ha chiuso una vertenza che \u00e8 rimasta aperta per dieci anni? Ci spettava vedere riconosciute queste risorse e finalmente le abbiamo concordate con lo Stato. Perch\u00e9 dite che non c\u2019\u00e8 leale collaborazione quando ci sono firme sui documenti ufficiali? Io non avrei mai chiesto di levare la firma di un rappresentante delle istituzioni, anche se prima di essere il presidente della commissione \u00e8 un senatore eletto ed espressione di un partito. La stessa fiducia e lo stesso rispetto avrei avuto se quel senatore fosse appartenuto al centrodestra\u201d.<\/p>\n<p>Ha preso poi la parola Pittalis, che ha meglio spiegato il perch\u00e9 della sua richiesta: \u201cSe fossi al posto dell\u2019on. Sanna mi vergognerei, perch\u00e9 \u00e8 uno schema di decreto al ribasso che alla Sardegna non consente e non concede nulla. All\u2019articolo 15 stiamo venendo meno ai nostri diritti sanciti dal nostro Statuto. Volete dire che questo \u00e8 il massimo che si poteva ottenere da uno Stato con il quale non si pu\u00f2 alzare mai la voce?\u201d. L\u2019oratore ha chiesto al presidente Ganau una breve sospensione per concordare con il resto dell\u2019opposizione la posizione da prendere sullo schema di attuazione. Segue<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Cagliari 1 Feb 2016 &#8211; La seduta statutaria, ai sensi dell\u2019art.20 dello Statuto, si \u00e8 aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. 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