{"id":121674,"date":"2016-01-14T18:23:40","date_gmt":"2016-01-14T17:23:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/?p=121674"},"modified":"2016-01-14T18:23:40","modified_gmt":"2016-01-14T17:23:40","slug":"121674","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2016\/01\/14\/121674\/","title":{"rendered":"(title)"},"content":{"rendered":"<p>Cagliari 14 Gen 2016 -\u00a0 La seduta si \u00e8 aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalit\u00e0 di rito, il presidente ha comunicato che le commissione Autonomia e Bilancio sono convocate per domani alle 9.30. Successivamente il Consiglio ha proseguito l\u2019esame dell\u2019ordine del giorno con l\u2019art.5 del Dl n.176\/A-Giunta regionale-\u201cRiordino del sistema delle autonomie locali della Sardegna\u201d.<\/p>\n<p>Il relatore di maggioranza Roberto Deriu (Pd) ha espresso parere negativo su tutti gli emendamenti presentati, fatta eccezione per il n.1950, 1951, 1952 e 2510; la Giunta ha espresso parere conforme.<\/p>\n<p>Aprendo la discussione generale sull\u2019art.5 il consigliere Ignazio Locci (Forza Italia) ha affermato che \u00abstando alla lettera del testo vengono in mente i meccanismi pi\u00f9 farraginosi che si possano immaginare a partire dalla definizione degli ambiti territoriali strategici strettamente correlati alla perimetrazione dei distretti sanitari; una procedura che oltretutto anticipa indebitamente la scelta annunciata della Asl unica, mandando in corto circuito il tessuto degli anti locali ma anche quello sanitario (che pure ancora non c\u2019\u00e8) cominciando col moltiplicarne i costi in anticipo\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Michele Cossa (Riformatori sardi) ha ribadito l\u2019obiezione secondo la quale \u00abil testo lascia poco spazio al consolidamento del nuovo sistema e rid\u00e0 fiato ad un vecchio campanilismo che viene alimentato anzich\u00e9 ridotto, immaginando una marcia a tappe forzate con passaggi e procedure difficilmente applicabili; inoltre, con l\u2019emendamento n.1950 relativo alle citt\u00e0 medie, prima si attribuisce agli enti locali un potere di proposta da sottoporre alla Giunta e poi si cambia strada sugli ambiti territoriali strategici che invece vengono stabiliti dalle assemblee dei sindaci, un disegno complessivo inaccettabile\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia) ha affermato che \u00abla posizione della maggioranza resta ancora incerta e con l\u2019art.5, in particolare, si parte da un obiettivo condivisibile per poi operare scelte sbagliate sia sul contenuto che sulla tempistica\u00bb. Sul primo aspetto, ha sostenuto, \u00ab\u00e8 prevedibile lo stravolgimento di un intero sistema gestionale della pubblica amministrazione costringendo uno o pi\u00f9 comuni ad operare insieme ad altri con cui non hanno storicamente mani avuto alcuna relazione, mentre per l\u2019altro aspetto relativo alla tempistica \u00e8 irreale immaginare che i comuni possano definire le intese in 20 giorni e la Giunta possa ratificarli in altri 20\u00bb.<\/p>\n<p>Ha assunto la presidenza dell\u2019Assemblea il vice presidente Antonello Peru.<\/p>\n<p>Il consigliere Christian Solinas (Psd\u2019Az) ha detto che \u00abnon \u00e8 azzardato parlare della riesumazione delle vecchie province, ipotesi che diventa molto concreta con l\u2019articolo in esame, anche perch\u00e9 la riserva assegnata alle citt\u00e0 medie non fa capire cosa possa accadere alle altre citt\u00e0\u00bb. Sarebbe stato invece opportuno, ha suggerito, \u00abriservare al Consiglio l\u2019approvazione finale del nuovo assetto degli enti locali, un passaggio che non pu\u00f2 essere derubricato ad atto amministrativo\u00bb. Per noi, ha proseguito, \u00abresta centrale che il riordino garantisca equilibrio ed armonia fra tutte le zone della Sardegna, mentre nello schema della maggioranza invece prenderebbero forma reti senza tessuto connettivo creando le condizioni per trasformare citt\u00e0 metropolitana e citt\u00e0 medie in organismi senza un retroterra di riferimento, magari in conflitto fra loro per l\u2019assegnazione delle poche risorse disponibili\u00bb. Molto meglio, ha concluso, \u00abuna norma-ponte fondata su una nuova idea di Regione\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Gianni Tatti, dell\u2019Udc, ha chiesto provocatoriamente agli uffici \u00abse \u00e8 coerente un testo fatto di emendamenti e non di articoli, un testo che d\u00e0 alla Sardegna l\u2019immagine di un legislatore che cambia idea ogni momento senza una visione reale dei veri problemi della Regione\u00bb. Sull\u2019adesione agli ambiti, ha osservato Tatti, \u00absi sta riproponendo il territorio delle vecchie province con un altro nome, mentre la Sardegna ha bisogno di risposte serie, non di accontentare quel sindaco o quel segretario di partito, cos\u00ec \u00e8 una presa in giro per il popolo sardo\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Gianni Lampis (Misto-Fdi) ha ripreso alcune argomentazioni del consigliere Locci, criticando alcune norme intruse in materia sanitaria inserite a forza nella riforma degli enti locali, \u00abvuol dire che si vuole incidere politicamente sull\u2019organizzazione dei sevizi sanitari in Sardegna; \u00e8 un errore grave procedere con messaggi cifrati per nascondere la volont\u00e0 di procedere con la Asl unica, sperimentata solo in Molise e gi\u00e0 molto criticata in quella Regione proprio perch\u00e9 ha fatto lievitare i costi\u00bb. Anche per queste ragioni, ha concluso, \u00abl\u2019articolo deve essere completamente rivisto a cominciare dalla parte che riguarda surrettiziamente la sanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Angelo Carta (Psd\u2019Az) citando l\u2019intervento dell\u2019ex presidente della Regione Pietro Soddu in un convegno del 2015 ha ricordato \u00abla centralit\u00e0 dei paesi come connotazione identitaria dei territori, un elemento del tutto assente da questa riforma; al contrario, in ogni ipotesi di nuova governance bisogna tenere conto di questo dato per armonizzarlo con i cambiamenti che si sono succeduti nel tempo\u00bb. Carta ha quindi rivolto al Consiglio un appello al buon senso ed al senso comune, sottolineando per\u00f2 che \u00abrispetto al testo di dicembre le modifiche sono tante a partire dall\u2019iniziativa affidata esclusivamente alle citt\u00e0 medie con tempi contingentati, forse proprio per evitare dissensi, richieste di partecipazione e proposte di modifica\u00bb.<\/p>\n<p>Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha osservato che \u00abil piano presenta alcune discrasie che hanno poco a che fare con gli intenti dichiarati dalla maggioranza, a cominciare dalla delega in bianco alla Giunta (e in particolare all\u2019assessore) di collocare questo o quel comune in un determinato ambito, fermo restando che a proposito degli stessi ambiti non si capisce la differenza fra ottimale e strategico\u00bb. Si capisce molto bene invece, ha lamentato, \u00abche i comuni vedono compressa fortemente la loro autonomia e si comprende altrettanto bene che il Consiglio viene totalmente esautorato\u00bb.<\/p>\n<p>Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis ha messo l\u2019accento sul fatto che, per tante ragioni, \u00absta emergendo che su questa legge si dovr\u00e0 tornare per rimediare ad un pasticcio, articolo dopo articolo, che rappresenta un crescendo di definizioni e norme di principio senza contenuti\u00bb. Intanto, ha precisato, \u00abviene lasciato fuori il Consiglio regionale in materia di autonomie locali ed \u00e8 singolare che molti consiglieri-sindaci del centro sinistra non aprono nemmeno bocca\u00bb. Vi state prestando ad una operazione antidemocratica, ha accusato Pittalis, \u00abnon si pu\u00f2 bypassare la legge con un provvedimento che non ha precedenti e non pu\u00f2 passare sotto silenzio, la parola definitiva deve restare in capo al Consiglio almeno come organo di indirizzo\u00bb. Pittalis ha infine auspicato \u00abuna opportuna riflessione nell\u2019interesse della Sardegna evitando di mortificare il Consiglio regionale e le autonomie\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019emendamento n. 7 all\u2019articolo\u00a05 \u00e8 stato votato e respinto. Cos\u00ec anche gli emendamenti 2379, 2312, 2393, 2380, 2381, 2322, 2383, 2384, 2324, 2385, 2327, 2387, 2388, 2391, 2323, 2325. \u00a0Segue<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cagliari 14 Gen 2016 &#8211;\u00a0 La seduta si \u00e8 aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. 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