{"id":115044,"date":"2015-01-03T17:20:53","date_gmt":"2015-01-03T16:20:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/03\/01\/2015\/rottame-del-mare-trasporta-immigrati-come-bestie-e-senza-equipaggio-al-porto-di-corigliano-calabro"},"modified":"2015-01-03T17:20:53","modified_gmt":"2015-01-03T16:20:53","slug":"rottame-del-mare-trasporta-immigrati-come-bestie-e-senza-equipaggio-al-porto-di-corigliano-calabro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2015\/01\/03\/rottame-del-mare-trasporta-immigrati-come-bestie-e-senza-equipaggio-al-porto-di-corigliano-calabro\/","title":{"rendered":"Rottame del mare trasporta immigrati come bestie e senza equipaggio al porto di Corigliano Calabro"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 arrivato intorno a mezzanotte nel porto di Corigliano Calabro il mercantile Ezadeen con circa 450 immigrati a bordo, quasi tutti siriani. La nave, battente bandiera della Sierra Leone, era rimasta senza carburante e alla deriva nelle acque del Mar Jonio dopo che l'equipaggio l'aveva abbandonata bloccando anche il timone. Tra i migranti ci sono anche donne, alcune in stato di gravidanza, e almeno 50 bambini. Sono in corso le operazioni di sbarco dei profughi.<\/p>\n<p>L'imbarcazione, trainata da due motovedette della Guardia Costiera, era rimasta ferma al largo di Corigliano in attesa che venissero risolte le problematiche che sono state rilevate, legate, a quanto sembra, ad un'eccessiva altezza della banchina.<\/p>\n<p>Sulla nave sono stati calati tre operatori della Capitaneria di porto di Gallipoli e tre di Taranto i quali, come ha spiegato Francesco Perrotti, comandante della Capitaneria di porto Corigliano Calabro, hanno provato a fare ripartire l'imbarcazione che, per\u00f2, potrebbe essere stata danneggiata.<\/p>\n<p>Il comandante Perrotti, che ha definito l'operazione soccorso abbastanza rischiosa, ha anche evidenziato che la scelta di Corigliano Calabro \u00e8 stata obbligata dal fatto che il porto di Crotone \u00e8 gi\u00e0 stracolmo di carrette del mare, utilizzate per i viaggi della speranza. A quel punto si \u00e8 scelto il porto in provincia di Cosenza che era il pi\u00f9 vicino dopo quello di Crotone e dove non ci sono altre navi abbandonate.<\/p>\n<p>Una nave alla deriva, abbandonata dal suo equipaggio di trafficanti di uomini. E' la terza volta che vediamo questo nuovo sistema utilizzato dagli scafisti. Riescono a mettere le mani su navi dismesse da due o tre anni, diverse a seconda della stagione: carrette del mare in estate, imbarcazioni anche di 100 metri in inverno, quando il mare \u00e8 pi\u00f9 pericoloso.&nbsp; Poi, dopo aver impostato la rotta - o aver dato i rudimenti a qualche migrante a bordo - la lasciano in balia del mare, del maltempo, della morte che pu\u00f2 sopraggiungere da un momento all'altro.<\/p>\n<p>Gli sbarchi sono pericolosissimi: priva di comando, la nave pu\u00f2 andarsi a schiantare sulle coste. E corrono grossi rischi anche gli uomini della Guardia Costiera che per salvare i migranti a bordo devono salire sulle navi spesso in condizioni meteo limite calandosi da un elicottero.<\/p>\n<p>A bordo delle navi pi\u00f9 grandi ci sono spesso i profughi siriani: sono disposti a pagare di pi\u00f9, ma chiedono mezzi sicuri. E per questa \"sicurezza\" nella precariet\u00e0 del viaggio pagano anche 8 mila dollari a testa, spiega la Guardia Costiera calabrese che purtroppo ha imparato a conoscere il sistema.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 arrivato intorno a mezzanotte nel porto di Corigliano Calabro il mercantile Ezadeen con circa 450 immigrati a bordo, quasi tutti siriani. 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