{"id":114901,"date":"2015-01-16T17:20:52","date_gmt":"2015-01-16T16:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/16\/01\/2015\/coltivazione-di-canne-per-il-bioetanolo-e-utile-soltanto-nelle-zone-da-risanare"},"modified":"2015-01-16T17:20:52","modified_gmt":"2015-01-16T16:20:52","slug":"coltivazione-di-canne-per-il-bioetanolo-e-utile-soltanto-nelle-zone-da-risanare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2015\/01\/16\/coltivazione-di-canne-per-il-bioetanolo-e-utile-soltanto-nelle-zone-da-risanare\/","title":{"rendered":"Coltivazione di canne per il bioetanolo: \u00e8 utile soltanto nelle zone da risanare."},"content":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 milanese Mossi &amp; Ghisolfi, come ampiamente pubblicizzato, ha avanzato la proposta di investire 220 milioni di euro nel Sulcis per la produzione di bioetanolo. L\u2019investimento produrrebbe a Portovesme, a loro detta, ben 300 posti di lavoro e richiederebbe la coltivazione da 5.000 a 17.000 ha di canna comune. \u00abGiova agli agricoltori sardi produrre canne anzich\u00e9 prodotti alimentari di cui la nostra Isola ha fortemente bisogno?\u00bb, si chiede Ignazio Cirronis, presidente regionale di Copagri Sardegna. Ebbene la conclusione a cui arriva l'associazione agricola \u00e8 semplice: NO. O meglio va bene la sperimentazione ma non a danno delle colture alimentari.<\/p>\n<p>La Sardegna importa ogni anno circa 300 milioni di euro di prodotti agroalimentari con una bilancia commerciale fortemente negativa. Sono note le carenza produttive nei comparti della cerealicoltura, carni, specie bovine, olivicoltura, ortofrutticolo. \u00c8 risaputo che varcano i confini dell\u2019Isola, con cifre e volumi di un certo rilievo, pomodori e carciofi, vini, formaggi, agnelli. Per il resto importiamo di tutto. \u00abIl tema della sicurezza alimentare, intesa come sicurezza degli approvvigionamenti, \u00e8 sempre pi\u00f9 all\u2019attenzione dell\u2019Unione Europea e degli Stati del mondo\u00bb, aggiunge Pietro Tandeddu, coordinatore regionale dell'associazione agricola. \u00abGi\u00e0 oggi 800 milioni di persone muoiono di fame e nel 2050 la Terra conter\u00e0 9 miliardi di abitanti. Ci\u00f2 spinge i cosiddetti paesi in via di sviluppo come Cina, India e Corea ad accaparrarsi milioni di ettari di terre prevalentemente in Africa\u00bb.<\/p>\n<p>Per queste ragioni, e non solo, anche il consumo del suolo agricolo, la sua cementificazione, cominciano a destare qualche preoccupazione in pi\u00f9. In trenta anni, in Italia, i terreni agricoli sono passati da 18 milioni di ettari a 12; ce ne vorrebbero 61 per coprire i consumi nazionali. \u00abPerch\u00e9 pensare allora alla coltivazione di canna, pianta che ha un certo fabbisogno idrico, e metterla in concorrenza (a Masainas, Tratalias, Giba e vicinanze) con il carciofo spinoso DOP?\u00bb, prosegue Cirronis. \u00abChiediamo, per quel territorio e per l\u2019intera Isola, un progetto agricolo serio con l\u2019obiettivo di utilizzare pienamente le acque disponibili a fini alimentari. Nei comprensori di bonifica l\u2019acqua registra, nelle aree attrezzate, un tasso di utilizzo sotto il 30%: \u00e8 come se avessimo speso il triplo per dotare le zone agricole di impianti irrigui!\u00bb.<\/p>\n<p>Alla Mossi e Ghisolfi Copagri Sardegna propone un\u2019alternativa, ovvero di sperimentare la coltivazione della canna comune nel Sulcis, a ridosso di Portoscuso e Portovesme, dove vaste aree sono state inquinate e definitivamente compromesse per il forte tenore di metalli pesanti. Tutti ricordano le vicende delle uve al piombo che, per alcuni anni, hanno mortificato l\u2019immagine di un\u2019eccellenza come il Carignano. Si conducano l\u00ec, nella zona delimitata dal piano regionale di bonifica e quindi nelle aree interdette alle coltivazioni food, le sperimentazioni, sia da parte dell\u2019Universit\u00e0 che di Agris, cui la coltura della canna non \u00e8 sconosciuta. Si vedr\u00e0 nel proseguo se i produttori ne riconosceranno la convenienza ben sapendo di avere un unico acquirente il cui potere contrattuale sar\u00e0 enorme nel dettare le condizioni contrattuali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La societ\u00e0 milanese Mossi &amp; Ghisolfi, come ampiamente pubblicizzato, ha avanzato la proposta di investire 220 milioni di euro nel Sulcis per la produzione di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/114901"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=114901"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/114901\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=114901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=114901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=114901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}