{"id":114399,"date":"2015-02-19T17:20:52","date_gmt":"2015-02-19T16:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/19\/02\/2015\/con-le-riforme-renzi-non-si-mangia-e-listat-lo-certifica-una-famiglia-su-quattro-in-disagio-economico"},"modified":"2015-02-19T17:20:52","modified_gmt":"2015-02-19T16:20:52","slug":"con-le-riforme-renzi-non-si-mangia-e-listat-lo-certifica-una-famiglia-su-quattro-in-disagio-economico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2015\/02\/19\/con-le-riforme-renzi-non-si-mangia-e-listat-lo-certifica-una-famiglia-su-quattro-in-disagio-economico\/","title":{"rendered":"Con le riforme Renzi non si mangia e l\u2019Istat lo certifica: una famiglia su quattro in disagio economico."},"content":{"rendered":"<p>Dal rapporto Istat \"Noi Italia 2015\" - relativo ai dati del 2013 - emerge una fotografia a chiaroscuri dell'Italia di due anni fa. Un Paese fortemente colpito dalla crisi con una famiglia su quattro in difficolt\u00e0 economica, con la pressione fiscale tra le pi\u00f9 alte del continente ma anche il Paese con il pi\u00f9 alto tasso di imprenditorialit\u00e0 in Europa e la mortalit\u00e0 pi\u00f9 bassa. L'Istituto di via Cesare Balbo offre cos\u00ec un quadro d'insieme relativo al 2013 dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.<\/p>\n<p>Nel 2013 gli italiani in condizione di povert\u00e0 relativa, si legge nel rapporto, sono stati oltre 10 milioni, vale a dire il 16,6 per cento della popolazione. Si tratta di persone che presentano una spesa per consumi inferiore alla soglia di riferimento. La povert\u00e0 assoluta, che non consente di avere standard di vita accettabili, coinvolge invece il 7,9% delle famiglie, per un totale di circa 6 milioni di cittadini.<\/p>\n<p>\"Il 23,4% delle famiglie vive in una situazione di disagio economico, per un totale di 14,6 milioni di individui\" scrive l'Istat. L'anno prima comunque la percentuale era ancora pi\u00f9 alta (24,9%). Tornando al dato pi\u00f9 recente, circa la met\u00e0, il 12,4% dei nuclei, si trova in grave difficolt\u00e0.<br \/>Al lavoro meno di 6 persone su 10 In Italia lavorano meno di sei persone su dieci in et\u00e0 compresa tra i 20 e i 64 anni. Nel 2013, infatti, il tasso di occupazione per questa fascia d'et\u00e0 \u00e8 calato, scendendo sotto quota 60% (si \u00e8 fermato al 59,8%). Nella graduatoria europea, solamente Grecia, Croazia e Spagna presentano valori inferiori.<\/p>\n<p>Sono due milioni e mezzo i giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavoro, i cosiddetti Neet. Dati del 2013 alla mano, si tratta del 26 per cento degli under30, pi\u00f9 di 1 su 4. In Ue peggio fa solo la Grecia con il 28,9 per cento. Ne abbiamo il triplo della Germania 8,7 per cento e quasi il doppio della Francia 13,8 per cento.<\/p>\n<p>La pressione fiscale in Italia raggiunge il 43,3% nel 2013, collocando il nostro Paese al sesto posto nell'Ue. Rispetto ai principali partner europei il valore italiano risulta inferiore solo a quello della Francia.<\/p>\n<p>Il 57,3% della popolazione italiana di sei anni e pi\u00f9 ha usato Internet nel 2014 e il 36,9% si \u00e8 connessa quotidianamente. Lo dice l'Istat nel suo rapporto in cui viene sottolineato che la posizione nazionale \u00e8 decisamente sotto la media Ue, 72 per cento nel 2013. Sono le nuove generazioni a fruire di pi\u00f9 della rete: quasi la totalit\u00e0 dei 15-24enni si connette al web e pi\u00f9 della met\u00e0 lo fa tutti i giorni.<\/p>\n<p>L'Italia ha il tasso di imprenditorialit\u00e0 pi\u00f9 elevato tra i Paesi dell'Unione europea, quasi doppio rispetto alla media Ue. Nella penisola, sottolinea l'Istat, il rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori in azienda sfiora il 30%. I dati risalgono al 2012 ma da sempre, ormai \u00e8 tradizione, siamo un Paese a imprenditorialit\u00e0 diffusa, che si riflette, ad esempio, anche sulle dimensioni medie d'impresa (3,9 addetti), tra le pi\u00f9 basse del continente.<\/p>\n<p>Al primo gennaio 2014 sono regolarmente presenti in Italia oltre 3 milioni e 800 mila cittadini non comunitari, circa 110 mila in pi\u00f9 rispetto all'anno precedente, ma il flusso in ingresso nel nostro Paese diminuisce del 3,2% in un anno: il calo dei nuovi arrivi interessa soprattutto le donne (-5% contro -1,4% degli uomini). Sono aumentati del 19,3% i permessi per lavoro, mentre risultano in diminuzione le nuove concessioni per famiglia (-10%) e quelle per asilo\/motivi umanitari (-16,5%).<\/p>\n<p>L'Italia \u00e8 agli ultimi posti in Europa per spesa sanitaria pubblica e numero di posti letto, ma ha comunque una mortalit\u00e0 infantile e per malattie cardiocircolatorie tra le pi\u00f9 basse nel continente, mentre per i tumori \u00e8 a met\u00e0 classifica. Secondo i numeri presentati, la spesa sanitaria pubblica italiana nel 2012 era pari a 2481 dollari a persona, poco pi\u00f9 di met\u00e0 di quella olandese, al primo posto nella classifica, ma inferiore a quella di tutti gli altri Paesi avanzati tranne Spagna, Portogallo e Grecia.<\/p>\n<p>L'Italia, con i suoi 261 prodotti agroalimentari di qualit\u00e0, ha il primato nella Ue delle certificazioni Dop, Igp e Stg. Seguono Francia, Spagna e Portogallo, rispettivamente con 208, 173 e 123 marchi registrati. Al 31 dicembre 2013 le specialit\u00e0 italiane coprivano oltre un quarto del totale (26,9%) delle certificazioni Dop della Ue, il 17,1% delle certificazioni Igp e il 4,7% di quelle Stg. Tra i settori agroalimentari maggiormente rappresentati in Italia nel 2013 figurano gli ortofrutticoli e cereali (101 prodotti, in larga maggioranza Igp), i formaggi (47, quasi tutti Dop), gli oli extravergine di oliva (43, quasi esclusivamente Dop) e le preparazioni di carni (37, per oltre un terzo Igp e Dop nel resto dei casi). Nel complesso gli operatori (distinti in produttori e trasformatori) sono 80.400: coltivano 162.200 ettari e gestiscono circa 42 mila allevamenti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal rapporto Istat &#8220;Noi Italia 2015&#8221; &#8211; relativo ai dati del 2013 &#8211; emerge una fotografia a chiaroscuri dell&#8217;Italia di due anni fa. 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