{"id":113101,"date":"2015-06-23T17:20:50","date_gmt":"2015-06-23T16:20:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/23\/06\/2015\/sinodo-i-vescovi-integrare-nella-chiesa-i-risposati-accogliere-coppie-di-fatto-e-gay"},"modified":"2015-06-23T17:20:50","modified_gmt":"2015-06-23T16:20:50","slug":"sinodo-i-vescovi-integrare-nella-chiesa-i-risposati-accogliere-coppie-di-fatto-e-gay","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2015\/06\/23\/sinodo-i-vescovi-integrare-nella-chiesa-i-risposati-accogliere-coppie-di-fatto-e-gay\/","title":{"rendered":"Sinodo, i vescovi: integrare nella chiesa i risposati, accogliere &#8216;coppie di fatto&#8217; e gay"},"content":{"rendered":"<p>Basta esclusioni. Le coppie di divorziati risposati non devono essere pi\u00f9 escluse dalle funzioni liturgico-pastorale, educative e caritativo\". E' quanto \u00e8 contenuto nel documento base del sinodo di ottobre prossimo sulla famiglia, l'Instrumentum laboris pubblicato oggi dal Vaticano. Non solo. Possano i divorziati essere padrini, testimoni di nozze, lettori nelle liturgie e catechisti. Quanto al controverso tema di concedere la comunione, il documento rileva una diversa interpretazione sul percorso penitenziale e sulla capacit\u00e0 di \"legare o sciogliere\" affidata al singolo sacerdote.<\/p>\n<p>\"Si richiede da molte parti - rileva il documento - che l'attenzione e l`accompagnamento nei confronti dei divorziati risposati civilmente si orientino verso una sempre maggiore loro integrazione nella vita della comunit\u00e0 cristiana, tenendo conto della diversit\u00e0 delle situazioni di partenza. Fermi restando i suggerimenti di Familiaris Consortio 84, vanno ripensate le forme di esclusione attualmente praticate nel campo liturgico-pastorale, in quello educativo e in quello caritativo. Dal momento che questi fedeli non sono fuori della Chiesa, si propone di riflettere sulla opportunit\u00e0 di far cadere queste esclusioni. Inoltre, sempre per favorire una loro maggiore integrazione nella comunit\u00e0 cristiana, occorre rivolgere un`attenzione specifica ai loro figli, dato l`insostituibile ruolo educativo dei genitori, in ragione del preminente interesse del minore\". Oggi i divorziati risposati sono tendenzialmente esclusi da prassi quali la lettura biblica o il catechismo. Il documento sottolinea l'importanza di un \"opportuno discernimento da parte dei pastori circa l`irreversibilit\u00e0 della situazione e la vita di fede della coppia in nuova unione\".<\/p>\n<p>Quanto alla specifica ipotesi di concedere la comunione ai divorziati risposati, l'Instrumentum laboris sottolinea che \"c`\u00e8 un comune accordo sulla ipotesi di un itinerario di riconciliazione o via penitenziale\" ma viene suggerito che sul contenuto di tale percorso le interpretazioni divergono: per alcuni, in linea con il paragrafo 84 della Familiaris Consortio, \"si suggerisce un percorso di presa di coscienza del fallimento e delle ferite da esso prodotte, con pentimento, verifica dell`eventuale nullit\u00e0 del matrimonio, impegno alla comunione spirituale e decisione di vivere in continenza. Altri - prosegue il testo - per via penitenziale intendono un processo di chiarificazione e di nuovo orientamento, dopo il fallimento vissuto, accompagnato da un presbitero a ci\u00f2 deputato. Questo processo dovrebbe condurre l`interessato a un giudizio onesto sulla propria condizione, in cui anche lo stesso presbitero possa maturare una sua valutazione per poter far uso della potest\u00e0 di legare e di sciogliere - sottolinea il documento - in modo adeguato alla situazione\".<\/p>\n<p>'Instrumentum laboris, che ricorda anche due documenti vaticani degli anni passati, entrambi negativi sulla possibilit\u00e0 di aprire alla comunione, la Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica circa la recezione della Comunione eucaristica da parte di fedeli divorziati risposati della Congregazione per la Dottrina della Fede (14 settembre 1994) e la Dichiarazione circa l`ammissibilit\u00e0 alla santa Comunione dei divorziati risposati del Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi (24 giugno 2000), sembra escludere, inoltre, tanto l'ipotesi di concedere ai divorziati risposati la \"comunione spirituale\", che sarebbe stata suggerita in aula sinodale l'anno scorso dal cardinale Angelo Scola, poich\u00e9 essa \"\u00e8 connessa con la comunione sacramentale\", sia l'analogia, tracciata ad esempio dal cardinale Walter Kasper, con la prassi ortodossa della benedizione delle nuove coppie (\"Il riferimento che alcuni fanno alla prassi matrimoniale delle Chiese ortodosse deve tener conto della diversit\u00e0 di concezione teologica delle nozze\").<\/p>\n<p>Il documento preparatorio si esprime poi anche a favore delle coppie di fatto e della convivenza. \"La scelta del matrimonio civile o, in diversi casi, della convivenza molto spesso non \u00e8 motivata da pregiudizi o resistenze nei confronti dell'unione sacramentale, ma da situazioni culturali o contingenti\". Il testo preparatorio al Sinodo suggerisce una strategia pastorale per accompagnare con rispetto e pazienza coppie sposate solo civilmente e coppie di fatto verso \"la pienezza del sacramento del matrimonio\". In molte circostanze, rileva infatti il documento elaborato con le risposte dei fedeli di tutto il mondo al secondo questionario voluto da Papa Francesco, \"la decisione di vivere insieme \u00e8 segno di una relazione che vuole strutturarsi e aprirsi ad una prospettiva di pienezza\".<\/p>\n<p>L'\"Instrumentum laboris\" mostra apprezzamento per quanti hanno gia' nella loro condizione \"questa volont\u00e0, che si traduce in un legame duraturo, affidabile e aperto alla vita\" e propone loro \"un cammino di crescita aperto alla possibilit\u00e0 del matrimonio sacramentale: un bene possibile che deve essere annunciato come dono che arricchisce e fortifica la vita coniugale e familiare, piuttosto che come un ideale difficile da realizzare\".<\/p>\n<p>Nel documento si approfondisce anche il tema della nullit\u00e0 del matrimonio. \"Si rileva un ampio consenso - si legge nel documento - sull`opportunit\u00e0 di rendere pi\u00f9 accessibili ed agili, possibilmente gratuite, le procedure per il riconoscimento dei casi di nullit\u00e0 matrimoniale\".<\/p>\n<p>Quanto alla gratuit\u00e0, alcuni suggeriscono di istituire nelle Diocesi un servizio stabile di consulenza gratuita. Circa la doppia sentenza conforme, larga \u00e8 la convergenza in ordine al suo superamento, fatta salva la possibilit\u00e0 di ricorso da parte del Difensore del vincolo o di una delle parti. Viceversa, non riscuote unanime consenso la possibilit\u00e0 di un procedimento amministrativo sotto la responsabilit\u00e0 del Vescovo diocesano, poich\u00e9 alcuni ne rilevano aspetti problematici. Diversamente, c`\u00e8 maggiore accordo sulla possibilit\u00e0 di un processo canonico sommario nei casi di nullit\u00e0 patente\".<\/p>\n<p>Il testo preparatorio per il sinodo d'autunno sulla famiglia, analizzando il ruolo della famiglia nella formazione della persona e dei giovani, afferma inoltre di \"includere le famiglie, in particolare la presenza femminile, nella formazione sacerdotale\". \"La presenza dei laici e delle famiglie anche nella realt\u00e0 del seminario \u00e8 segnalata come benefica, perch\u00e9 i candidati al sacerdozio comprendano il valore della comunione tra le diverse vocazioni\".<\/p>\n<p>Il documento preparatorio include anche il tema dell'omosessualit\u00e0. Ribadisce il proprio 'no' alle nozze gay, ma esorta al rispetto e all'accoglienza degli omosessuali. \"Ogni persona - si legge - indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella sua dignit\u00e0 e accolta con sensibilit\u00e0 e delicatezza, sia nella Chiesa che nella societ\u00e0. Sarebbe auspicabile - afferma il documento - che i progetti pastorali diocesani riservassero una specifica attenzione all'accompagnamento delle famiglie in cui vivono persone con tendenza omosessuale e di queste stesse persone\".<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Basta esclusioni. Le coppie di divorziati risposati non devono essere pi\u00f9 escluse dalle funzioni liturgico-pastorale, educative e caritativo&#8221;. 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