{"id":111938,"date":"2015-08-12T17:20:49","date_gmt":"2015-08-12T16:20:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/12\/08\/2015\/cina-seconda-svalutazione-in-24-ore-yuan-giu-di-un-altro-162-e-le-borse-tremano"},"modified":"2015-08-12T17:20:49","modified_gmt":"2015-08-12T16:20:49","slug":"cina-seconda-svalutazione-in-24-ore-yuan-giu-di-un-altro-162-e-le-borse-tremano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2015\/08\/12\/cina-seconda-svalutazione-in-24-ore-yuan-giu-di-un-altro-162-e-le-borse-tremano\/","title":{"rendered":"Cina, seconda svalutazione in 24 ore: yuan gi\u00f9 di un altro 1.62%. E le borse tremano"},"content":{"rendered":"<p>L'obiettivo \u00e8 duplice: rilanciare l'export e frenare anche il deflusso di capitali. Per questi motivi la banca centrale cinese - People's Bank of China - ha deciso di svalutare di nuovo lo yuan dell'1,62% sul dollaro, dopo una prima svalutazione del 1,9% avvenuta ieri. Il l tasso di cambio odierno \u00e8 fissato a 6.3306 contro la valuta americana. Lo yuan si \u00e8 ulteriormente indebolito oggi all' apertura dei mercati asiatici, dopo la svalutazione-record.<\/p>\n<p>Le svalutazioni arrivano dopo gli ultimi dati pubblicati nel fine settimana che segnano un altro pesante calo delle esportazioni, crollate dell'8,3% a luglio, e un calo su base annua del 5,4% dell'indice dei prezzi alla produzione. Il paese asiatico sta decisamente rallentando: alle esportazioni in calo si aggiungono i dati negativi degli indicatori sui consumi, sulle immatricolazioni, sugli investimenti e sull'import che mostrano l'affanno cinese. Inoltre a luglio la produzione industriale, secondo i dati dell'Ufficio di statistica, \u00e8 cresciuta del 6%, in frenata rispetto al +6,8% di giugno e meno del +6,6% atteso dagli analisti. Da inizio anno gli investimenti in attivit\u00e0 immobilizzate sono saliti dell'11,2%, il passo pi\u00f9 lento dal 2000.<\/p>\n<p>La banca centrale inizialmente ha provato a invertire la situazione pompando denaro e tagliando i tassi, abbassando per\u00f2 cos\u00ec il ritorno sugli asset in yuan e favorendo una fuga di capitali che il prossimo rialzo dei tassi della Fed Usa avrebbe solo intensificato. La soluzione poteva essere una svalutazione ancora pi\u00f9 massiccia del cambio ma questo avrebbe significato il fallimento di molte aziende locali con debito in dollari e disfare il lavoro politico per uno yuan 'alternativo' al dollaro ed euro sui mercati mondiali. Allora si \u00e8 scelta una strada pi\u00f9 graduale.<\/p>\n<p>La mossa della banca centrale cinese, definita come \"deprezzamento straordinario\" \"una tantum\" dallo stesso istituto, vuole quindi rispondere allo stop dell'economia nel paese. La Banca ha per\u00f2 chiarito che da ora in avanti il cambio (fissato con rigidit\u00e0 ancorandolo al dollaro con solo un'oscillazione del 2%) terr\u00e0 pi\u00f9 conto dei meccanismi di mercato aprendo quindi la strada a un ulteriore deprezzamento.<\/p>\n<p>Una strategia chiesta pi\u00f9 volte dagli Stati Uniti ma che ora pone la politica americana di fronte a un dilemma: se negli scorsi anni tenere il cambio in maniera dirigista favoriva l'export di Pechino, ora permetterne una maggiore fluttuazione spezzando il legame con il dollaro in ascesa punta proprio a cercare di favorire le esportazioni.&nbsp; La mossa, quindi, rischia di far scattare una 'guerra di valute' fino a ora limitata a una guerriglia che ha visto scendere anche le monete di Australia, Sud Corea e Singapore.<br \/>A risentire della svalutazione sono stati subito i prezzi delle materie prime: petrolio e minerali fino a ora inghiottiti in maniera crescente dalla 'fabbrica del mondo' ma in alto della catena soffrono sui mercati occidentali i produttori dei beni di lusso richiesti della nuova oligarchia cinese: auto, moda e gioielli.<\/p>\n<p>Intanto in Europa l'indice Zew \u00e8 sceso a sorpresa: una spia di una fiducia che stenta a farsi strada proprio per le condizioni dell'economia globale anche se il Pil della Germania, secondo le stime, dovrebbe essere salito dello 0,5% nel secondo trimestre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 duplice: rilanciare l&#8217;export e frenare anche il deflusso di capitali. 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