{"id":111212,"date":"2014-06-24T17:20:48","date_gmt":"2014-06-24T16:20:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/24\/06\/2014\/sardegna-agli-ultimi-posti-nellindustria-della-cultura-cna-puntare-sulla-filiera-turistico-culturale-per-rilanciare-leconomia"},"modified":"2014-06-24T17:20:48","modified_gmt":"2014-06-24T16:20:48","slug":"sardegna-agli-ultimi-posti-nellindustria-della-cultura-cna-puntare-sulla-filiera-turistico-culturale-per-rilanciare-leconomia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2014\/06\/24\/sardegna-agli-ultimi-posti-nellindustria-della-cultura-cna-puntare-sulla-filiera-turistico-culturale-per-rilanciare-leconomia\/","title":{"rendered":"Sardegna agli ultimi posti nell&#8217;industria della cultura. Cna: puntare sulla filiera turistico-culturale per rilanciare l&#8217;economia"},"content":{"rendered":"<p>Sardegna agli ultimi posti in Italia nell\u2019industria della cultura. La nostra regione, al contrario del resto d\u2019Italia, non mette a frutto il suo grande patrimonio culturale traducendolo in valore aggiunto e posti di lavoro. Su 443.458 imprese che in Italia fanno parte del cosiddetto Sistema produttivo culturale (che rappresenta il 7,3% delle imprese complessivamente registrate in Italia) solo 10.349 sono sarde e rappresentano una percentuale ancora minima, il 2,3%, di tutte le imprese isolane. Se in Italia la cultura rende 74,9 miliardi di euro, pari al 5,4% della ricchezza nazionale e d\u00e0 da vivere a un milione e 300mila persone (il 5,8% del totale degli occupati italiani), nella nostra regione queste percentuali sono molto pi\u00f9 basse: nel 2013 nell\u2019isola il valore aggiunto del sistema cultura \u00e8 stato di soli 1.061,9 milioni di euro, pari all\u20191,4% della ricchezza totale prodotta dal settore in Italia e al 3,7% del totale del valore aggiunto prodotto in Sardegna dalle aziende private. Quanto all\u2019occupazione, nell\u2019isola il settore della cultura d\u00e0 attualmente lavoro a 26.500 addetti, pari al 1,9% del totale nazionale degli occupati del settore cultura e al 4,4% del totale degli occupati sardi.<\/p>\n<p>I numeri del Sistema produttivo culturale in Sardegna sono contenuti nell\u2019interessante \u201cFondazione Symbola-Unioncamere, Io sono Cultura - Rapporto 2014\u201d, report realizzato dalla Unioncamere e dalla Fondazione Symbola in collaborazione con la Regione Marche. Lo studio, dal suggestivo titolo \u201cIo sono la Cultura L\u2019Italia della qualit\u00e0 e della bellezza sfida la crisi\u201d, inquadra la cultura in senso stretto (industrie culturali propriamente dette, industrie creative - attivit\u00e0 produttive ad alto valore creativo ma ulteriori rispetto alla creazione culturale in quanto tale - patrimonio storico artistico, performing arts e arti visive) all\u2019interno di un sistema che contempla tutte le attivit\u00e0 imprenditoriali ad essa connesse. In pratica, se esteso all\u2019indotto, il Sistema produttivo culturale secondo lo studio ha un moltiplicatore pari a 1,67: per un euro di valore aggiunto prodotto da una delle aziende del settore se ne attivano, mediamente, sul resto dell\u2019economia, altri 1,67.&nbsp; In termini monetari ci\u00f2 equivale a dire che gli 80 miliardi di euro prodotti nel 2013 dall\u2019intero sistema produttivo culturale (il 7,4 dell\u2019industria culturale in senso stretto comprensivi dell\u2019attivit\u00e0 di enti no profit e pubblica amministrazione), riescono ad attivare 134 miliardi di euro, arrivando cos\u00ec a costituire una filiera culturale di 214 miliardi di euro. In questo modo, se si considera l\u2019intera filiera comprensiva anche del resto dell\u2019economia attivata, dal 5,7% si arriva al 15,3% del valore aggiunto nazionale.<\/p>\n<p>Analizzando innanzitutto il profilo occupazionale, il report indica che le sole imprese del Sistema produttivo culturale (senza considerare i posti di lavoro attivati negli altri segmenti dell\u2019economia italiana) danno lavoro a 1,3 milioni di persone, il 5,8% del totale degli occupati in Italia (1,5 milioni, il 6,2%, se includiamo pubblico e non profit). In Sardegna il settore occupa invece attualmente 26.500 lavoratori, pari al 1,9 del totale nazionale degli occupati del settore cultura e al 4,4% del totale degli occupati sardi. Qualche segnale positivo arriva dalle donne: per numero di imprese femminili nel settore culturale la Sardegna occupa infatti cinque delle prime dieci posizioni, rispettivamente con Nuoro, Olbia Tempio, Medio Campidano, Sassari, e Carbonia Iglesias.<\/p>\n<p>Nonostante l\u2019industria della cultura abbia risentito della crisi e le imprese si siano trovate a rivedere l\u2019organizzazione dei processi produttivi (in un anno \u00e8 stata registrata una riduzione dell\u20191% il totale dei dipendenti impiegati nel Sistema Produttivo Culturale), secondo l\u2019analisi dell\u2019Unioncamere esistono comunque ancora notevoli opportunit\u00e0 d\u2019impiego. Per il 2014 nelle imprese con almeno un dipendente sono state programmate quasi 33mila nuove assunzioni.<\/p>\n<p>L\u2019Italia \u00e8 oggi al terzo posto in Europa per la produzione dell\u2019industria creativa e culturale nonostante l\u2019assenza di politiche nazionali che favoriscano lo sviluppo di questo settore. Secondo lo studio dell\u2019Unioncamere la recessione \u2013 dovuta principalmente al crollo della domanda interna \u2013 non ha scalfito la fiorente esportazione legata alla cultura. In tutti i settori, dal cinema \u2013 come dimostra l\u2019Oscar a La Grande Bellezza - ai videogames. Durante la crisi l\u2019export della cultura italiana \u00e8 cresciuto del 35%: era di 30,7 miliardi nel 2009 ed \u00e8 arrivato a 41,6 nel 2013, pari al 10,7% di tutte le vendite oltre confine delle nostre imprese. Nell\u2019ultimo anno il sistema produttivo culturale ha registrato in Italia un valore di esportazioni addirittura superiore a quello della filiera metallurgia (45,4 milioni di euro) e poco inferiore a quello del chimico-farmaceutico (59 milioni).<\/p>\n<p>Il rapporto tra le esportazioni culturali e il valore aggiunto dell\u2019intera economia ha registrato in Italia una percentuale del 3 per cento. Ma anche in questo caso la Sardegna si distingue per una scarsissima predisposizione ad esportare la propria cultura. Tra le regioni italiane la nostra si classifica infatti agli ultimi posti con una percentuale dello 0,2%. Peggio, nel 2013, ha fatto solo la Calabria (0,1). La Sardegna \u00e8 poi fanalino di coda nella cosiddetta \u201cspecializzazione culturale delle esportazioni\u201d con una incidenza minima, 1,1%, dell\u2019export culturale sul totale delle esportazioni regionali (la media italiana \u00e8 del 10.7%). Lombardia e Veneto sono, invece, le regioni che, in termini assoluti, esportano maggiormente cultura. In particolare, nel 2013, il Veneto ha venduto beni del sistema produttivo culturale pari a 9,5 miliardi di euro e la Lombardia per 9,2 miliardi di euro.<br \/>Dati assolutamente negativi anche sul turismo culturale in Sardegna, regione che non riesce ancora a valorizzare adeguatamente e tradurre in termini economici il suo immenso patrimonio culturale. Lo studio di Unioncamere rivela infatti che i turisti che soggiornano in Italia per ragioni culturali sono maggiormente propensi a spendere: 52 euro al giorno per l\u2019alloggio, in media, e 85 euro per spese extra, contro i 47 euro per alloggio e 75 per gli extra di chi viene per ragioni non culturali. Il 36,5% del totale della spesa dei turisti in Italia \u00e8 legato alle industrie culturali. Su 73 miliardi di euro generati dai flussi turistici nel 2013, la spesa turistica culturale \u00e8 quantificabile in 26,7 miliardi di euro, pari a oltre un terzo del totale della spesa turistica del 2013. L\u2019Italia \u00e8 il primo paese dell\u2019eurozona per pernottamenti di turisti extra Ue (con 54 milioni di notti) ed \u00e8 la meta preferita dei paesi ai quali \u00e8 legato il futuro del turismo mondiale: la Cina, il Brasile, il Giappone, la Corea del Sud, l\u2019Australia, gli Usa e il Canada.<\/p>\n<p>A livello territoriale, il Centro e il Nord- Ovest italiano sono le aree con una maggiore quota di spesa turistica attivata dalle industrie culturali, con un valore che oltrepassa i quaranta punti percentuali (rispettivamente 43,0% e 41%); nel Nord-Est, invece, la quota si assesta intorno ai trentacinque punti percentuali (35,2%), mentre risulta ancora inferiore nel Mezzogiorno (29,7%). E la nostra regione? Anche in questo caso la Sardegna annaspa. Nel 2013 la nostra regione, con le sue imprese, \u00e8 riuscita ad attivare una spesa turistica 579 milioni di euro (il 2,2% della spesa turistica culturale nazionale), pari al 22,7 % dell\u2019intera spesa turistica sarda. Una miseria se si pensa al miliardo e 796 milioni attivati dal Piemonte che sulla cultura ha attivato il 47,2% della intera spesa turistica).<\/p>\n<p>Quanto all\u2019analisi dei singoli territori, lo studio \u201cFondazione Symbola-Unioncamere, Io sono Cultura - Rapporto 2014\u201d fotografa una situazione interessante. Innanzitutto quasi tutte le province sarde si classificano agli ultimi posti in quanto il valore aggiunto del Sistema Produttivo Culturale non riesce ad incidere sull\u2019economia sarda. Una incidenza maggiore si riscontra nel Medio Campidano e Oristano, rispettivamente al 26\u00b0 e 27\u00b0 posto con una percentuale del 5,5%: una percentuale addirittura superiore alla media delle province italiane che si attesta sul 5,4%. Molto staccate Nuoro e l\u2019Ogliastra (al 64\u00b0 e al 67\u00b0 posto con il 4,2%), Carbonia-Iglesias (79\u00b0 posto con il 3,9%) e Cagliari (82\u00b0 con il 3,8%). Fanalini di coda Sassari e Olbia-Tempio (2,7%) in cui evidentemente si punta ancora esclusivamente sul valore aggiunto prodotto dall\u2019economica balneare. <br \/>Nella classifica per incidenza dell\u2019occupazione del Sistema Produttivo Culturale sul totale economia la provincia sarda con pi\u00f9 occupati nel settore della cultura \u00e8 Oristano, al 39\u00b0 posto con una percentuale del 5,4% (la media italiana \u00e8 del 5,8). Segue l\u2019Ogliastra al 47\u00b0 posto con il 5,1%, Nuoro al 60\u00b0 con il 4,9%, il Medio Campidano al 67\u00b0 con il 4,7%, Cagliari al 70\u00b0 posto con il 4,6%, Carbonia-Iglesias all\u201988\u00b0 posto con il 4,1%. Agli ultimi posti ancora Olbia-Tempio e Sassari (3,9 e 3,6%) segno che queste due province continuano ad avere molta difficolt\u00e0 ad investire in cultura e a tradurre le opportunit\u00e0 in posti di lavoro.<\/p>\n<p>Quanto infine all\u2019incidenza delle imprese del Sistema Produttivo Culturale sul totale economia, la prima delle province sarde \u00e8 Cagliari, al 16\u00b0 posto con una percentuale dell\u20198,1% (la media italiana \u00e8 del 7,3%). Segue, l\u2019Ogliastra al 70\u00b0 posto con il 5,9%, Sassari \u00e8 al 72\u00b0 posto con 5,8%, Nuoro al 90\u00b0 posto con il 5,3%, Carbonia-Iglesias al 91\u00b0 posto con il 5,2%. Olbia-Tempio \u00e8 al 97\u00b0 posto con il 5,0%, Oristano al 98\u00b0 posto con una percentuale del 5,0% mentre il Medio Campidano \u00e8 l\u2019ultima provincia italiana in assoluto con una incidenza del 4,4%.<\/p>\n<p>\u00abIl settore della cultura, come conferma il report dell\u2019Unioncamere&nbsp; - dichiarano Pierpaolo Piras e Francesco&nbsp; Porcu, rispettivamente presidente e segretario regionale CNA - rappresenta una enorme opportunit\u00e0 di sviluppo per il futuro della Sardegna, considerando anche le risorse che i fondi europei dedicano allo sviluppo imprenditoriale della produzione culturale. Un mondo sempre pi\u00f9 interdipendente, segnato da una globalizzazione senza freni, da un consumismo massificato che tutto appiattisce e omologa, prodotti, gusti, dimensione culturale, offre alla Sardegna una straordinaria opportunit\u00e0 se sapremo valorizzare i tratti distintivi che ci caratterizzano, integrando lo straordinario patrimonio dei saperi e delle produzioni di qualit\u00e0&nbsp; con un'offerta turistico-culturale che pu\u00f2 diventare uno degli asset&nbsp; strategici su cui costruire il rilancio della nostra economia\u00bb. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sardegna agli ultimi posti in Italia nell\u2019industria della cultura. 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