{"id":110387,"date":"2014-04-08T17:20:47","date_gmt":"2014-04-08T16:20:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/08\/04\/2014\/fmi-nel-2014-litalia-dietro-la-grecia-e-sul-rischio-deflazione-la-bce-deve-intervenire-subito"},"modified":"2014-04-08T17:20:47","modified_gmt":"2014-04-08T16:20:47","slug":"fmi-nel-2014-litalia-dietro-la-grecia-e-sul-rischio-deflazione-la-bce-deve-intervenire-subito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2014\/04\/08\/fmi-nel-2014-litalia-dietro-la-grecia-e-sul-rischio-deflazione-la-bce-deve-intervenire-subito\/","title":{"rendered":"Fmi: nel 2014 l&#8217;Italia dietro la Grecia. E sul rischio deflazione la BCE deve intervenire subito"},"content":{"rendered":"<p>Nel 2014 l\u2019economia italiana andr\u00e0 come quella della Grecia e, peggio di queste, faranno solo solo Finlandia, Slovenia e Cipro. Sono le previsioni contenute nel World Economic Outlook (Weo), il rapporto sull'economia globale redatto dal Fondo monetario internazionale. Secondo le previsioni del Fmi l\u2019economia dell\u2019Eurozona torner\u00e0 a crescere, seppur di poco, nel 2014, anno in cui far\u00e0 registrare un +1.2%. Mentre meglio far\u00e0 l\u2019economia globale che crescer\u00e0 del 3.6%. Nel suo documento il Fondo Monetario torna quindi a chiedere alla Bce un maggior allentamento monetario per favorire la crescita, ancora troppo debole, ed indica l\u2019unione bancaria come riforma fondamentale per scongiurare future crisi. In una quadro sostanzialmente positivo, almeno rispetto al recente passato, l\u2019Fmi non esclude un rischio ricaduta per l\u2019Europa, rischio cui assegna un non indiferente 20% di possibilit\u00e0 di verificarsi. Tagliate infine le stime di crescita dell'economia russa su cui pesano i recenti sviluppi sul fronte dell'Ucraina e i relativi rischi geopolitici.<\/p>\n<p>Nel 2014 la performance dell'economia italiana sar\u00e0 equivalente a quella della Grecia (+0,6%) con solo Finlandia, Slovenia (+0,3% in entrambi i casi) e - con un grande distacco \u2013 Cipro (-4,8%) a fare peggio all'interno dell'area Euro. L'anno prossimo per\u00f2 per noi andr\u00e0 anche peggio, con Atene (+2,9%) che ci superer\u00e0, mentre Roma crescer\u00e0 tanto quanto Helsinki (+1,1%), ma continuer\u00e0 a fare meglio di Lubiana (+0,9%) e Nicosia (+0,9%).<\/p>\n<p>In Italia la ripresa \u00e8 in corso ma il \"potenziale di crescita resta basso\". E' quanto ha dichiarato Thomas Helbling, a capo della divisione del Fondo monetario internazionale dedicata agli studi economici mondiali e parte del dipartimento di ricerca. \"C'\u00e8 un insieme definito di riforme strutturali per le quali il Fondo ha fatto pressioni e che comprendono riforme del lavoro, tasse sul lavoro pi\u00f9 basse e una pubblica amministrazione pi\u00f9 efficiente\", ha aggiunto Helbling parlando nella conferenza stampa a commento della pubblicazione dei capitoli uno e due del World Economic Outlook.<\/p>\n<p>Dopo essersi contratta l'anno scorso di mezzo punto percentuale, l'economia dell'Eurozona crescer\u00e0 quest'anno dell'1,2% e dell'1,5% il prossimo. Le stime dell'istituto di Washington sono state riviste lievemente al rialzo \u2013 dello 0,1% in ognuno dei due anni - rispetto all'aggiornamento del Weo dello scorso gennaio. Per quanto positiva, l'espansione dell'economia varia all'interno dell'area Euro: \"pi\u00f9 forte nei Paesi core e pi\u00f9 debole in quelli con un debito alto (sia privato sia pubblico) e con una frammentazione finanziaria\", elementi questi ultimi che \"peseranno sulla domanda domestica\".<\/p>\n<p>La Germania resta la locomotiva d'Europa con un Pil che si espander\u00e0 dell'1,7% quest'anno rispetto al +0,5% del 2013 e dell'1,6% nel 2015. Il tasso di disoccupazione a Berlino \u00e8 sostanzialmente destinato a restare invariato, passando dal 5,3% del 2013 al 5,2% nei due anni successivi. In Francia l'economia \u00e8 vista crescere nel 2014 dell'1% e nel 2015 dell'1,5%, in miglioramento dal +0,3% dello scorso anno. Il tasso di disoccupazione salira', secondo il Fondo, all'11% nell'anno in corso dal 10,8% del 2013 e torner\u00e0 a scendere nel 2015 al 10,7%. A Madrid il Pil \u00e8 destinato a riprendersi passando da un -1,2% del 2013 a un +0,9% nel 2014 e a un +1% nel 2015. Far\u00e0 meglio il Portogallo con rispettivamente un +1,2% e un +1,5%, dati che si confrontano a una contrazione del Pil dell'1,4% l'anno scorso.<\/p>\n<p>Per fare un ultimo confronto al di fuori dei Paesi che usano l'euro, il Regno Unito correr\u00e0 con un passo pi\u00f9 spedito: dopo un incremento del Pil dell'1,8% nel 2013, secondo il Weo ci sar\u00e0 un +2,9% nel 2014 e un +2,5% nel 2015. A Londra il tasso di disoccupazione punter\u00e0 al ribasso: dal 7,6% del 2013 al 6,9% del 2014. L'anno successivo si contrarr\u00e0 al 6,6%.<\/p>\n<p>La crescita globale \u00e8 vista rafforzarsi dal +3% del 2013 al +3,6% nel 2014 e al +3,9% nel 2015. Le previsioni di crescita sono \"sostanzialmente invariate rispetto a quelle fornite lo scorso ottobre\" mentre rispetto all'aggiornamento del Weo del gennaio 2014 sono state limate al ribasso di un mero 0,1% sia per l'anno in corso sia per il prossimo. Nelle economie avanzate, dopo il +1,3% del 2013 la crescita \u00e8 attesa del 2,2% nel 2014 e del 2,3% nel 2015, esattamente quanto previsto a inizio anno. Ad alimentare l'espansione sono \"la riduzione della stretta fiscale, tranne che in Giappone, e condizioni monetarie ancora altamente accomodanti\". Nei mercati emergenti e nei Paesi in via di sviluppo l'economia \u00e8 vista migliorare gradualmente con una crescita vista passare dal +4,7% dell'anno scorso al +4,9% di quello in corso al +5,3% del prossimo. Le stime sono state tagliate rispettivamente dello 0,2% e dello 0,1% rispetto a quelle calcolate a gennaio. In generale, si legge nel Weo, \"l'attivit\u00e0 globale si \u00e8 generalmente rafforzata ed \u00e8 attesa migliorare ulteriormente nel 2014 e 2015 con gran parte dell'impeto in arrivo dalle economie avanzate\", dove per\u00f2 \"l'inflazione \u00e8 sotto le proiezioni\". Nel complesso, \"la ripresa globale \u00e8 ancora fragile nonostante il miglioramento delle prospettive\". Inoltre, \"rischi al ribasso - vecchi e nuovi - rimangono. Recentemente, alcuni nuovi rischi geopolitici sono emersi\".<\/p>\n<p>L'Area Euro \u00e8 \"finalmente emersa dalla recessione\" complici, tra gli altri fattori, un \"minore peso (delle misure di aggiustamento) fiscale e una certa ripresa della domanda privata per la prima volta dal 2010\". Eppure, \"gli strascichi della crisi - alta disoccupazione, bilanci pubblici e privati ancora deboli, stretta del credito e ampio debito - uniti a impedimenti alla crescita di lungo termine devono essere risolti\". I rischi infatti non mancano Secondo l'Fmi la ripresa dell'Eurozona pu\u00f2 sbandare nel caso riemergano \"pressioni finanziarie\" come effetto di uno stallo delle iniziative politiche. L'alta disoccupazione inoltre \"potrebbe portare a difficolt\u00e0 nell'attuare riforme, a incertezza politica e a un passo indietro delle strategie mettendo a rischio i passi avanti compiuti a fatica\". Il Fondo cita anche fattori esterni come \"condizioni finanziarie pi\u00f9 restrittive negli Stati Uniti, contagi finanziari e squilibri commerciali derivanti da eventi geopolitici cos\u00ec come una crescita dei mercati emergenti pi\u00f9 lenta del previsto\". Al contrario, effetti positivi possono derivare da \"una fiducia delle imprese migliore delle attese\", che farebbe balzare investimenti e crescita. La probabilit\u00e0 di una ricaduta in recessione per l'Area Euro \u00e8 intorno al 20%, tanto quanto in Giappone. E' quanto scritto nel capitolo uno del World Economic Outlook (Weo), che ricorda come la recessione si verifica quando due trimestri consecutivi mostrano una crescita negativa dell'economia. Il valore percentuale \u00e8 in miglioramento rispetto all'edizione del Weo dello scorso ottobre, quando per l'Eurozona era compreso tra il 30 e il 35%, e ancor di pi\u00f9 rispetto alle stime di un anno esatto fa, quando era al 50%. Tale probabilit\u00e0 viene comunque definita \"alta\" dal Fmi, segno della \"fragilit\u00e0 della ripresa debole\". Anche il rischio di deflazione \"resta relativamente alto nell'Eurozona, dove sta intorno al 20%\".<\/p>\n<p>Considerata la crescita \"debole e fragile\" e un'inflazione \"davvero bassa\", pi\u00f9 allentamento monetario \u00e8 necessario per sostenere la domanda e permettere alla Banca centrale europea di centrare il suo mandato sulla stabilit\u00e0 dei prezzi con un'inflazione sotto ma vicina al 2%. E' quanto torna a chiedere il Fondo monetario internazionale. Secondo l'Fmi, le alternative che il governatore Mario Draghi ha a disposizione comprendono un \"ulteriore taglio dei tassi di interesse, inclusi tassi sui depositi (presso l'Eurotower) lievemente negativi\". Il Fondo cita anche \"misure non convenzionali, comprese operazioni di rifinanziamento di lungo termine (possibilmente mirate alle piccole e medie imprese)\". L'istituto guidato da Christine Lagarde spiega che \"l'efficacia delle politiche monetarie verrebbe rafforzata da regimi nazionali d'insolvenza pi\u00f9 forti, che aiuterebbero a ridurre il peso del debito privato, a facilitare il miglioramento dei bilanci e a ridurre la frammentazione finanziaria\". Nel caso in cui la bassa crescita persista e le politiche monetarie siano esaurite, \"politiche fiscali potrebbero dovere usare la flessibilit\u00e0 a disposizione nell'ambito dell'attuale framework fiscale per sostenere l'attivita' (economica)\". \"Un'unione bancaria ancor pi\u00f9 completa nell'Area Euro \u00e8 cruciale per ridurre la frammentazione finanziaria e per indebolire legami tra sistema bancario e rischio sovrano\". E' quanto scritto dal Fondo Monetario Internazionale. Entro il momento in cui la Banca centrale europea avr\u00e0 centralizzato nelle sue mani il controllo delle banche \"sar\u00e0 cruciale avere in atto un forte e centralizzato Meccanismo di risoluzione unico al fine di garantire una risoluzione bancaria rapida e dai costi minimi\", si legge nel documento. L'istituto guidato da Christine Lagarde definisce \"un passo avanti\" l'accordo del 20 marzo scorso tra Parlamento, Consiglio e Commissione europei. Tuttavia, il processo decisionale \"appare complesso\". Quanto ai gruppi bancari, la riparazione dei loro bilanci \"nel contesto di una credibile asset quality review\" (la valutazione degli attivi bancari effettuata dalla Bce in vista del passaggio alla Vigilanza bancaria unica europea) cos\u00ec come la \"ricapitalizzazione di banche deboli saranno cruciali\" se serve migliorare la fiducia e rivitalizzare il credito.<\/p>\n<p>Il Fondo monetario internazionale ha tagliato le stime di crescita della Russia, su cui pesano i recenti sviluppi sul fronte dell'Ucraina e i relativi rischi geopolitici. I calcoli del Fondo sono per un'espansione del Pil nel 2014 dell'1,3%, lo 0,6% in meno rispetto all'aggiornamento al Weo di gennaio. Per il 2015 la crescita dovrebbe accelerare a un +2,3%, lo 0,2% in meno rispetto ai calcoli di inizio anno. Il Fondo spiega che \"contagi di vasta portata potrebbero verificarsi nel caso di interruzioni notevoli della produzione o del trasporto di gas naturale e petrolio o, in misura minore, di mais e frumento\". <\/p>\n<style type=\"text\/css\" abp=\"222\">body {\tbackground: #FFF;}<\/style><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel 2014 l\u2019economia italiana andr\u00e0 come quella della Grecia e, peggio di queste, faranno solo solo Finlandia, Slovenia e Cipro. 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