{"id":110117,"date":"2014-03-10T17:20:47","date_gmt":"2014-03-10T16:20:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/10\/03\/2014\/la-tragedia-di-lecco---limpossibilita-di-vivere-senza-laltroa-cura-della-dottssa-monica-sanna-psicoterapeuta"},"modified":"2014-03-10T17:20:47","modified_gmt":"2014-03-10T16:20:47","slug":"la-tragedia-di-lecco-limpossibilita-di-vivere-senza-laltroa-cura-della-dottssa-monica-sanna-psicoterapeuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2014\/03\/10\/la-tragedia-di-lecco-limpossibilita-di-vivere-senza-laltroa-cura-della-dottssa-monica-sanna-psicoterapeuta\/","title":{"rendered":"La tragedia di Lecco &#8211; L\u2019impossibilit\u00e0 di vivere senza l\u2019altroA cura della dott.ssa Monica Sanna, psicoterapeuta"},"content":{"rendered":"<p>La notizia dell\u2019assassinio, da parte della madre,&nbsp; di tre bambine di 13, 10 e 3 anni, avvenuto a Lecco, ha sconvolto l\u2019opinione pubblica italiana. La donna albanese, dopo esser stata abbandonata dal marito per una donna pi\u00f9 giovane non avrebbe retto all\u2019abbandono e avrebbe compiuto questo gesto assurdo.<\/p>\n<p>Una reazione di questo genere, purtroppo, non \u00e8 nuova o legata solo al momento di grave crisi economica e degli affetti che la nostra societ\u00e0 sta attraversando. Se torniamo indietro di secoli nella storia, infatti,&nbsp; troviamo il mito di Medea, narrato nella tragedia di Euripide, in cui la protagonista dopo esser stata abbandonata dal marito Giasone per un\u2019 altra donna, decide di punirlo uccidendo i figli avuti con lui. Nella prima fase della separazione, soprattutto, quando questa viene scelta da uno dei due che opta per l\u2019abbandono dell\u2019altro, le emozioni che si provano sono dolore, pietrificazione, disorientamento. Davanti a questa moltitudine di sentimenti, le persone attivano una serie di meccanismi di difesa: aggressivit\u00e0, rabbia, ostilit\u00e0 verso chi ha abbandonato, svalutazione dell\u2019altro; inibizione depressiva che porta a non preoccuparsi di niente. La sensazione \u00e8 quella di avere sempre in testa l\u2019altro. I momenti pi\u00f9 difficili possono&nbsp; essere il risveglio e la notte, soprattutto, quando finisce la giornata e si viene assaliti da un fortissimo senso di solitudine, che pu\u00f2 essere somatizzato in vari modi (emicranie, abbuffate notturne, insonnie). In questo caso estremo, invece, parrebbe che la madre abbia deciso di volgere la propria aggressivit\u00e0 verso le figlie piuttosto che solo verso se stessa ma, comunque, come si diceva prima, proprio di notte.<\/p>\n<p>Durante la separazione non si pensa, in genere, all\u2019altro come una persona reale, non si pensa a lui, ma a come lui ci ha trattato male, come noi siamo diventati vittime di un\u2019ingiustizia da parte dell\u2019altro. Il sentimento prevalente \u00e8 la rabbia che comprende: rancore, indignazione, sete di giustizia. Il rancore ha a che fare con un senso di offesa e alimenta il desiderio di vendetta per essere stati lasciati. L\u2019indignazione, emerge quando si ripensa a tutto quello che \u00e8 accaduto, e si inorridisce per la cattiveria dell\u2019abbandonatore, per la sua \u201cbassezza\u201d, per il fatto di averci colpito alle spalle. La sete di giustizia, infine, ci porta a \u201csederci sulla riva del fiume ed aspettare che passi il cadavere dell\u2019ex\u201d. In questa fase pu\u00f2 scoppiare una vera e propria \u201ccampagna di vendetta\u201d. Ed \u00e8 proprio in questo contesto che pu\u00f2 trovare terreno fertile l\u2019idea di porre fine alla famiglia che ci si era creato con l\u2019altro. Quando non si riesce ad accettare la separazione, la coppia si dice sia invischiata in un&nbsp; legame disperante (Cigoli), segnato da discordia coniugale e dalla speranza senza fine di una riconciliazione. Tutto questo \u00e8 imputabile al fatto che con il divorzio, la coppia deve affrontare due compiti legati al processo di elaborazione del lutto necessari a superare la perdita del legame e cio\u00e8: chiusura del legame, a cui i coniugi avevano affidato, insieme alla soddisfazione di bisogni e desideri, anche la fiducia nel legame e riapertura di aspetti dolorosi del legame relativi alla crescita delle persone degli ex coniugi nella rispettiva famiglia d\u2019origine. E\u2019 frequente che gli ex coniugi di fronte a questo duplice compito, precipitino in situazioni relazionali dolorosamente ingestibili e si ritrovino a fare i conti con un mondo interno o persecutorio o depressivo e con le emozioni ad esso collegato. Ci\u00f2 accade, quando la coppia che si separa, non riesce ad assolvere ai compiti che le spettano a livello coniugale, e cio\u00e8 : attuare il divorzio psichico, elaborando il fallimento coniugale; impegnarsi in una gestione cooperativa del conflitto coniugale e ridefinire i confini coniugali e familiari. Pertanto, il tipo di legame, il conflitto e la cooperazione tra ex coniugi emergono come variabili cruciali per la comprensione del funzionamento coniugale nella separazione. La separazione, quindi, non \u00e8 un lavoro individuale, quanto \u201cun\u2019impresa di coppia\u201d. Le persone cos\u00ec come si sono legate, hanno il compito di separarsi.<\/p>\n<p>Un buon risultato del lavoro di separazione si pu\u00f2 ottenere, perci\u00f2, solo se le persone senza dover negare il riemergere di sentimenti di rabbia e delusione, riescono a lasciare spazi cooperativi e a riconoscere il mutamento dei confini. E\u2019 necessario chiedere aiuto a uno psicologo in questa prima fase di separazione, specialmente se si provano i sentimenti sopra descritti. Anche se non si hanno disponibilit\u00e0 economiche (cos\u00ec come pareva il caso della mamma di Lecco) \u00e8 possibile rivolgersi ai Servizi sociali dei comuni di residenza o alle tante strutture Asl (es. i consultori) presenti sul territorio e che offrono supporto gratuito.<\/p>\n<style type=\"text\/css\" abp=\"237\">body {\tbackground: #FFF;}<\/style><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La notizia dell\u2019assassinio, da parte della madre,&nbsp; di tre bambine di 13, 10 e 3 anni, avvenuto a Lecco, ha sconvolto l\u2019opinione pubblica italiana. 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