{"id":110033,"date":"2014-03-05T17:20:47","date_gmt":"2014-03-05T16:20:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/05\/03\/2014\/litalicum-oggi-alla-camera-varra-solo-per-montecitorio"},"modified":"2014-03-05T17:20:47","modified_gmt":"2014-03-05T16:20:47","slug":"litalicum-oggi-alla-camera-varra-solo-per-montecitorio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2014\/03\/05\/litalicum-oggi-alla-camera-varra-solo-per-montecitorio\/","title":{"rendered":"L&#8217;Italicum oggi alla Camera, varr\u00e0 solo per Montecitorio"},"content":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019accordo tocca all\u2019Aula. Trovata ieri la quadra tra Matteo Renzi, Angelino Alfano e Silvio Berlusconi sulla legge elettorale, valida in questa nuova versione solo per la Camera dei Deputati, questa mattina l\u2019Italicum arriver\u00e0 a Montecitorio dove, dalle 10.30, si cominceranno a votare gli emendamenti.<\/p>\n<p>Il nuovo accordo cambia in profondit\u00e0 lo schema di governo di Renzi, il quale puntava ad una legge elettorale immediatamente applicabile in entrambe le Camere. Ma lo schema rischiava di deteriorare i rapporti con Ncd e gli altri partner di governo che spingevano per una riforma che garantisse a tutti la durata della legislatura. In mattinata la quadra \u00e8 stata trovata su un emendamento inizialmente presentato da due esponenti della minoranza interna del Pd, Giuseppe Lauricella e Alfredo D\u2019Attorre, e riproposto da tutti i partiti minori. L\u2019emendamento sopprime l\u2019intero articolo 2 della riforma, quello che regolava l\u2019elezione del Senato.<\/p>\n<p>\u2019Italicum quindi si applicher\u00e0 solo alla Camera mentre al Senato si voterebbe, salvo abolizione della attuale Camera Alta, con il cosiddetto \u201cConsultellum\u201d, cio\u00e8 il proporzionale puro figlio della sentenza della Consulta. Un sistema che, visto l\u2019esistente tripolarismo, condannerebbe alle larghe intese (si commenta in Parlamento) mentre alla Camera ci sarebbe un vincitore. L\u2019accordo \u00e8 stato sancito da un comunicato di Silvio Berlusconi, al termine di una riunione di Forza Italia: oltre alla \u201cdisponibilit\u00e0\u201d sull\u2019emendamento, \u00e8 stato espresso \u201cgrave disappunto per la difficolt\u00e0 del Presidente del Consiglio di garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati\u201d.<\/p>\n<p>Dopo il via libera allo stralcio dal testo delle norme che riguardano il Senato, restano ancora alcuni punti da definire. Nel testo finale ci saranno un premio di maggioranza al 37% e una soglia di sbarramento al 4,5% per i partiti in coalizione. Confermato anche l'emendamento per delegare al governo l'individuazione dei collegi. S\u00ec anche alle candidature multiple, che dovrebbero essere consentite in un massimo di otto collegi. Potrebbe invece essere archiviato, e non comparire dunque nel testo finale, l'emendamento cosiddetto \"Salva Lega\" presentato da Forza Italia, ma chi sta conducendo le ultime trattative spiega che la questione deve ancora essere decisa in maniera definitiva.<\/p>\n<p>Il nuovo accordo cambia in profondit\u00e0 lo schema di governo di Renzi, il quale puntava ad una legge elettorale immediatamente applicabile in entrambe le Camere. Ma lo schema rischiava di deteriorare i rapporti con Ncd e gli altri partner di governo che spingevano per una riforma che garantisse a tutti la durata della legislatura. In mattinata la quadra \u00e8 stata trovata su un emendamento inizialmente presentato da due esponenti della minoranza interna del Pd, Giuseppe Lauricella e Alfredo D\u2019Attorre, e riproposto da tutti i partiti minori. L\u2019emendamento sopprime l\u2019intero articolo 2 della riforma, quello che regolava l\u2019elezione del Senato.<\/p>\n<p>L\u2019Italicum quindi si applicher\u00e0 solo alla Camera mentre al Senato si voterebbe, salvo abolizione della attuale Camera Alta, con il cosiddetto \u201cConsultellum\u201d, cio\u00e8 il proporzionale puro figlio della sentenza della Consulta. Un sistema che, visto l\u2019esistente tripolarismo, condannerebbe alle larghe intese (si commenta in Parlamento) mentre alla Camera ci sarebbe un vincitore.<\/p>\n<p>L\u2019accordo \u00e8 stato sancito da un comunicato di Silvio Berlusconi, al termine di una riunione di Forza Italia: oltre alla \u201cdisponibilit\u00e0\u201d sull\u2019emendamento, \u00e8 stato espresso \u201cgrave disappunto per la difficolt\u00e0 del Presidente del Consiglio di garantire il sostegno della sua maggioranza agli accordi pubblicamente realizzati\u201d.<\/p>\n<p>Dopo il via libera allo stralcio dal testo delle norme che riguardano il Senato, restano ancora alcuni punti da definire. Nel testo finale ci saranno un premio di maggioranza al 37% e una soglia di sbarramento al 4,5% per i partiti in coalizione. Confermato anche l'emendamento per delegare al governo l'individuazione dei collegi. S\u00ec anche alle candidature multiple, che dovrebbero essere consentite in un massimo di otto collegi. Potrebbe invece essere archiviato, e non comparire dunque nel testo finale, l'emendamento cosiddetto \"Salva Lega\" presentato da Forza Italia, ma chi sta conducendo le ultime trattative spiega che la questione deve ancora essere decisa in maniera definitiva.<\/p>\n<p>La decisione di applicare l\u2019Italicum alla sola Camera dei Deputati \u00e8 una decisione figlia della mediazione, della volont\u00e0 di mettere d\u2019accordo parti molto distanti con interessi altrettanto lontani. Ma se questo compresso \u00e8 forse indispensabile per ottenere il via libera alla riforma, porta per\u00f2 in dote un rischio non trascurabile. Se infatti tutto andr\u00e0 come ritiene e come si augura il presidente del Consiglio, dopo il via libera all\u2019Italicum, arriver\u00e0 la cancellazione del Senato della Repubblica e, solo dopo, si torner\u00e0 al voto. In questo caso non ci sar\u00e0 nessun problema e, almeno dal punto di vista delle riforme si potr\u00e0 dire che \u00e8 andato tutto bene. Ma se invece si dovesse tornare alle urne dopo l\u2019approvazione della nuova legge elettorale e prima del superamento del bicameralismo perfetto, allora l\u2019Italia si troverebbe a scegliere i propri rappresentanti con due differenti leggi. Cosa perfettamente legale e possibile dal punto di vista costituzionale ma cosa che potrebbe dare come risultato due differenti maggioranze, una alla Camera e una al Senato, con buona pace della governabilit\u00e0 e della semplificazione. <\/p>\n<style type=\"text\/css\" abp=\"255\">body {\tbackground: #FFF;}<\/style><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo l\u2019accordo tocca all\u2019Aula. 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