{"id":109939,"date":"2014-03-06T17:20:46","date_gmt":"2014-03-06T16:20:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/06\/03\/2014\/ucraina-tensione-ancora-alta-oggi-incontro-kerry-lavrov-a-roma"},"modified":"2014-03-06T17:20:46","modified_gmt":"2014-03-06T16:20:46","slug":"ucraina-tensione-ancora-alta-oggi-incontro-kerry-lavrov-a-roma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2014\/03\/06\/ucraina-tensione-ancora-alta-oggi-incontro-kerry-lavrov-a-roma\/","title":{"rendered":"Ucraina, tensione ancora alta: oggi incontro Kerry-Lavrov a Roma."},"content":{"rendered":"<p>Il lavoro della diplomazia sulla crisi in Ucraina prosegue, anche se Mosca e Kiev continuano a non parlarsi e la Nato alza i toni. Oggi a Roma ci sar\u00e0 probabilmente un secondo faccia a faccia tra il segretario di Stato Usa, John Kerry, e il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov. Intanto l\u2019Unione Europea vara un piano di aiuti all\u2019Ucraina da 11 miliardi di euro in due anni. Il pacchetto dovr\u00e0 essere approvato oggi dal Consiglio straordinario dei 28 capi di Stato e di governo dell\u2019Ue, l\u2019altro fronte caldo sul piano diplomatico. In Crimea la tensione resta altissima e il vicepremier filorusso, Rustam Temirgaliev, annuncia che il 16 marzo si terr\u00e0 il referendum sull\u2019annessione alla Russia. Il Parlamento locale si \u00e8 gi\u00e0 espresso, votando all'unanimit\u00e0 per la secessione.<\/p>\n<p>I soldi messi sul piatto da Bruxelles pareggiano, sostanzialmente, quelli promessi dalla Russia. Alla riunione di oggi, che sar\u00e0 il primo impegno europeo di Matteo Renzi, \u00e8 stato invitato anche il nuovo premier di Kiev, Arseniy Yatsenyuk. Gli aiuti sono molto articolati, con risorse che verranno dal bilancio europeo, ma soprattutto sotto forma di prestiti e investimenti coinvolgono la Banca europea per gli investimenti e la Banca europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Nel pacchetto, inteso come \"contributo della Commissione allo forzo europeo e internazionale per fornire una via d'uscita sostenibile dalla difficile situazione economica e a sostegno della transizione economica e politica\", sono incluse misure di assistenza politica e tecnica oltre ad un sistema di rifornitura di gas.<\/p>\n<p>Le trattative diplomatiche intanto proseguono, anche se per ora con pochi passi avanti. Ieri a Parigi il segretario di Stato americano, John Kerry ha incontrato per due volte il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov. Non \u00e8 stato per\u00f2 possibile portare allo stesso tavolo il capo della diplomazia russa e il ministro degli Esteri ad interim dell'Ucraina, Andrii Deshchytsia: Mosca continua a non riconoscere il governo ad interim di Kiev.<\/p>\n<p>La conferenza sulla Libia in programma oggi alla Farnesina fornir\u00e0 probabilmente una nuova occasione di confronto ed ha gi\u00e0 permesso un primo colloquio informale tra Kerry, i ministri degli Esteri di Italia, Francia e Germania e il viceministro degli Esteri britannico. La richiesta \u00e8 il ritiro delle forze russe e l'intervento di osservatori internazionali.<\/p>\n<p>L'ipotesi \u00e8 tornare agli accordi del 21 febbraio, conclusi tra l'allora presidente Yanukovich e le opposizioni, con la mediazione Ue. Altre consultazioni sono in programma a New York, dove il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite si riunir\u00e0 in serata.<\/p>\n<p>Sul campo invece le parti continuano a mostrare i muscoli e a schierare i propri pezzi. Secondo Sergei Aksyonov, nuovo premier della regione autonoma della Crimea, le forze filorusse controllano tutti gli accessi alla penisola. Il vicepremier della Crimea, Rustam Temirgaliev, ha invece annunciato che il 16 marzo si svolger\u00e0 il referendum che chieder\u00e0 alla popolazione se vuole restare a far parte dell\u2019Ucraina o se vuole l\u2019annessione alla Russia. Il Parlamento filorusso ha gi\u00e0 deciso, votando all'unanimit\u00e0 per la secessione da Kiev.<\/p>\n<p>Nel frattempo gli Stati Uniti hanno dispiegato altri caccia F-35 nei Paesi baltici e tra le parti in causa la tensione \u00e8 palpabile. Nel Consiglio Nato-Russia invece l'ambasciatore Aleksander Grushko si \u00e8 alzato in pi\u00f9 occasioni per lasciare polemicamente la riunione. Al termine l'Alleanza Atlantica ha annunciato da una parte che stringer\u00e0 la collaborazione con Kiev e contribuir\u00e0 a \"aumentare la capacit\u00e0 militare\" ucraina, dall'altra che \"rivedr\u00e0 i rapporti\" con la Russia. A Kiev e nelle aree filo-occidentali dell\u2019Ucraina intanto davanti ai centri di arruolamento si sono formate lunghe code. I giovani si preparano ad imbracciare le armi. Una prospettiva che tutto il mondo spera di evitare.<\/p>\n<p><\/p>\n<p><strong><u>Ucraina, a Roma nessuna intesa e il ministro degli esteri russo rifiuta l\u2019incontro con l\u2019omologo ucraino<\/u><\/strong>.<\/p>\n<p>La strada c'\u00e8: riportare in vigore gli accordi del 21 febbraio. Ma per arrivare a un accordo condiviso il percorso \u00e8 ancora lungo. Tutto accade in poche ore di colloqui diplomatici: un'altalena di speranze e delusioni. I delegati si chiudono nell'Ambasciata Francese. Il ministro degli esteri ucraino arriva , in aereo, con Kerrry. Arriva anche il Ministro Lavrov. Ma quello che accade dopo non \u00e8 chiaro. La Russia, si affretta a parlare di un'intesa raggiunta con gli Stati Uniti. L'ipotesi \u00e8 tornare agli accordi conclusi tra l'allora presidente Yanukovich e le opposizioni, con la mediazione Ue. Ma subito dopo, una fonte diplomatica americana, precisa: nessun accordo sar\u00e0 possibile \"senza un'implicazione diretta del governo ucraino\" ad interim.<\/p>\n<p>Il nodo rimane dunque il riconoscimento del nuovo governo di Kiev. Serghiei Lavrov, infatti, a Parigi stringe la mano del segretario di Stato americano, ma si rifiuta di incontrare il ministro ucraino Andrei Deshizia.<\/p>\n<p>A complicare le trattative diplomatiche arriva la presa di posizione della Nato, che oltre a \"rivedere la gamma delle relazioni con la Russia\" e a sospende la pianificazione degli incontri previsti, annuncia una pi\u00f9 stretta collaborazione con l'Ucraina sul piano \"militare e civile\". Non aiutano le dichiarazioni forti di Hillary Clinton durante un incontro elettorale: Putin \u00e8 come Hitler- dice.<\/p>\n<p>Mentre la diplomazia continua a tessere i fili per arrivare a un accordo, sulla scacchiera della Crimea la Russia schiera i propri pezzi. Le forze russe hanno preso il controllo parziale di due basi missilistiche. A Evpatoria, nell'ovest della Penisola; a Fiolent, vicino al porto di Sebastopoli, che ospita la Flotta russa del Mar Nero. Qui, la tensione \u00e8 cos\u00ec alta che l'inviato speciale dell'Onu Robert Serry viene accolto subito dalle minacce di un gruppo di filorussi: gli intimano di lasciare la Penisola e - di fatto - lo costringono a interrompere la missione. Per tutti \u00e8 una guerra di posizione per controllare il territorio: i filorussi sono tornati anche a occupare il palazzo dell'amministrazione regionale di Donetsk, nell'Ucraina orientale, da dove erano stati cacciati poche ore prima, issando la loro bandiera sull'edificio.<\/p>\n<p>&nbsp;Cos\u00ec anche fuori dai confini: la Russia aveva mostrato i muscoli rafforzando le esercitazioni alla frontiera. Ora gli Stati Uniti dispiegano altri caccia F-15 nei Paesi baltici. Serviranno per aumentare la sorveglianze dei cieli, fino a che l'Ucraina non sar\u00e0 pacificata. Cos\u00ec in tutto il paese: da Kiev alle regioni filo-occidentali i giovani si preparano alla guerra: lunghe code di reclute si sono formate davanti a ogni centro di arruolamento. Nel cuore di Kiev, i volontari erano cos\u00ec tanti, che hanno dovuto rimandarli a casa.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lavoro della diplomazia sulla crisi in Ucraina prosegue, anche se Mosca e Kiev continuano a non parlarsi e la Nato alza i toni. 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