{"id":109932,"date":"2014-03-08T17:20:46","date_gmt":"2014-03-08T16:20:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/08\/03\/2014\/bellini-mozart-puccini-verdi-268ajkovskij-ecco-la-stagione-lirica-e-di-balletto-2014-del-teatro-lirico-di-cagliari"},"modified":"2014-03-08T17:20:46","modified_gmt":"2014-03-08T16:20:46","slug":"bellini-mozart-puccini-verdi-268ajkovskij-ecco-la-stagione-lirica-e-di-balletto-2014-del-teatro-lirico-di-cagliari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2014\/03\/08\/bellini-mozart-puccini-verdi-268ajkovskij-ecco-la-stagione-lirica-e-di-balletto-2014-del-teatro-lirico-di-cagliari\/","title":{"rendered":"Bellini, Mozart, Puccini, Verdi, \u010cajkovskij: ecco la Stagione lirica e di balletto 2014 del Teatro Lirico di Cagliari"},"content":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 24 aprile alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2014 del Teatro Lirico di Cagliari. Una stagione sempre molto attesa dal pubblico che, anche per quest\u2019anno, segna la rinascita e la voglia di proseguire nella diffusione musicale del Teatro Lirico di Cagliari. Sei opere liriche ed un balletto (per sette turni di abbonamento, uno in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno scorso), tutti titoli di grande interesse che, certamente, troveranno il gradimento del pubblico, sia per quelli noti che per quelli ricercati: Norma, Il flauto magico, Turandot, Tosca, La Traviata, Lo schiaccianoci, Gli stivaletti.<\/p>\n<p>L\u2019inaugurazione \u00e8 affidata al famoso capolavoro musicale di Vincenzo Bellini (Catania, 1801 - Puteaux, 1835): Norma, tragedia lirica in due atti, intrisa sia di richiami alla tradizione classica, in particolare quella della tragedia greca, sia di romantiche atmosfere lunari e di abbandoni estatici che trovano in Casta Diva, celeberrima preghiera della protagonista, la loro compiutezza. L\u2019opera va in scena per sette rappresentazioni, dal 24 aprile al 4 maggio, in un nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari che conta della regia di Stephen Medcalf, artista inglese che si misura per la prima volta con Norma, ma gi\u00e0 noto al pubblico cagliaritano per aver curato, negli anni passati, le apprezzate messinscene di: Romeo e Giulietta del villaggio (2002), Il flauto magico (2003), Aida (2003, 2009), Carmen (2005, \u201cPremio Abbiati\u201d 2006 per la miglior regia), Il ratto dal serraglio (2007). La direzione musicale di Norma, assente dal 1988 da Cagliari (l\u2019ultima edizione, all\u2019Auditorium del Conservatorio, vide Katia Ricciarelli splendida protagonista), \u00e8 affidata a Julian Kovatchev, interprete trascinante, nato a Sofia (Bulgaria) e proveniente dall\u2019\u00e9lite dei Berliner Philharmoniker, che ritorna a Cagliari dopo aver diretto numerosi concerti (l\u2019ultimo lo scorso febbraio) ed opere liriche nelle stagioni passate.<\/p>\n<p>Rappresentata, per la prima volta, al Teatro alla Scala di Milano il 26 dicembre 1831, su libretto di Felice Romani, poeta colto e raffinato, Norma viene accolta in maniera decisamente ostile (\u00abFiasco!!! Fiasco!!! Solenne fiasco!!!\u00bb sono le parole del deluso Bellini!), anche se gi\u00e0 dalla seconda rappresentazione le arride un successo che l\u2019accompagna fino ai giorni nostri. La storia dell\u2019infelice amore tra la sacerdotessa druidica ed il proconsole romano nelle Gallie \u00e8 interpretata a Cagliari da Anna Pirozzi e Daniela Schillaci che si alternano nel ruolo di Norma e da Roberto Aronica e Francesco Anile che si alternano, invece, in quello di Pollione.<\/p>\n<p>Il secondo appuntamento con l\u2019opera, in scena dal 30 maggio all\u20198 giugno, \u00e8 Il flauto magico (Die Zauberfl\u00f6te), opera tedesca in due atti, su libretto di Emanuel Schikaneder e musica di Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 - Vienna, 1791), assente dal 2003 dal palcoscenico cagliaritano Al giovane maestro Christopher Franklin, specialista mozartiano che ritorna a Cagliari dopo il Cos\u00ec fan tutte dello scorso anno, spetta il compito di dirigere i complessi artistici stabili del Teatro Lirico nell\u2019estremo capolavoro del geniale compositore salisburghese, mentre Roberto And\u00f2, regista palermitano, mette in scena lo spettacolo che tanto successo ebbe nel Teatro Massimo della sua citt\u00e0 nel 2001 e per il quale scrisse: \u00abMozart mise dentro lo Zauberfl\u00f6te i suoi interessi scientifici e il grande amore per l\u2019Egitto. Purtroppo nel corso degli anni l\u2019attenzione teatrale si \u00e8 spostata troppo verso il senso iniziatico dell\u2019opera, perdendo di vista gli incroci meravigliosi tra gusto popolare e aspetti di pensiero. [\u2026] Ho voluto sgombrare il campo, recuperando la leggerezza e la sorpresa, attingendo a quel modello teatrale che voleva in scena attori-cantanti\u00bb.<\/p>\n<p>Rappresentato a Vienna per la prima volta al Theater auf der Wieden il 30 settembre 1791, Il flauto magico, amato da Goethe, definito da Salieri una grande opera, degna di venire rappresentata nelle maggiori solennit\u00e0, considerato da Wagner una delle vette dell\u2019arte musicale, accoglie in s\u00e9 tutti i pi\u00f9 importanti elementi stilistici della musica operistica settecentesca, fondendoli in una unit\u00e0 drammatico-musicale carica di significati simbolici. Ambientata in un antico Egitto immaginario, Il flauto magico \u00e8 un singspiel, ossia un\u2019azione parlata e cantata, e la prima grande opera originale in lingua tedesca. Lo stile \u00e8 quello della zauberoper in cui mescolanza di tragico e di comico, di meraviglioso e di bonariamente triviale, dove elementi fiabeschi intercalati a caratteri allegorici di pi\u00f9 svariata natura si esprimevano in un tono ora popolare ora alto, non di commedia realistica ma di racconto fantastico, senza spazio n\u00e9 tempi reali.<\/p>\n<p>Nella nuova drammaturgia operistica elaborata da Mozart, insieme al suo librettista Emanuel Schikaneder, i sentimenti dei protagonisti sono indirizzati verso un ideale etico. L\u2019idea morale \u00e8 quella della progressiva purificazione di una giovane coppia (Tamino e Pamina) sulla via della verit\u00e0, del buono e del bello, secondo i canoni dell\u2019ideologia massonica.<\/p>\n<p>Un gradito ritorno per il pubblico cagliaritano, a distanza di dieci anni dall\u2019ultima rappresentazione (marzo 2004): Turandot di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 - Bruxelles, 1924) che viene rappresentata, dal 27 giugno al 16 agosto, per quindici rappresentazioni, di cui sette in abbonamento ed otto fuori abbonamento. Il nuovo allestimento del Teatro Lirico di Cagliari \u00e8 firmato per la regia dal fiorentino Pier Francesco Maestrini e si avvale, per l\u2019impianto scenico, di un autorevole artista sardo al suo debutto nell\u2019opera lirica: Pinuccio Sciola. Altro eccellente debutto, questa volta nell\u2019impervio ruolo della protagonista, \u00e8 quello del celebre soprano greco Dimitra Theodossiou, intensa Abigaille nel Nabucco cagliaritano del 2012. Maestro concertatore e direttore \u00e8 Roberto Abbado, milanese e vincitore, nel 2008, del prestigioso Premio \u201cFranco Abbiati\u201d come \u201cdirettore d\u2019orchestra dell\u2019anno\u201d, che si alterna, nelle numerose repliche, con Giampaolo Bisanti, giovane artista milanese tra i migliori interpreti del grande repertorio musicale.<\/p>\n<p>Turandot, capolavoro incompiuto del teatro musicale novecentesco, interrotta al terzo atto con l\u2019aria di Li\u00f9 \u00abTu che di gel sei cinta\u00bb per la morte di Puccini, avvenuta il 29 novembre del 1924, fu completata in seguito da Franco Alfano sulla base degli schizzi lasciati dall\u2019autore. E incompiuta fu rappresentata da Arturo Toscanini alla prima scaligera del 25 aprile 1926, quando interruppe l\u2019esecuzione proprio l\u00e0 dove Puccini aveva terminato l\u2019opera in partitura, dopo la morte di Li\u00f9. L\u2019argomento fiabesco, lo stesso personaggio di Turandot, favoloso nella sua coerenza nel male come nell\u2019improvviso mutamento finale dei sentimenti, erano nuovi per Puccini, fino allora interessato a ben diversi soggetti. L\u2019esotismo come fatto linguistico in grado di rinnovare con armonie dissonanti le stanche strutture della musica occidentale e la melodia sentimentale e patetica del pi\u00f9 consueto stile pucciniano si intersecano perfettamente in quest\u2019ultimo ed estremo capolavoro pucciniano.<\/p>\n<p>Dopo la pausa estiva, la Stagione lirica e di balletto riprende, dal 3 al 12 ottobre, con Tosca, celeberrimo ed amatissimo melodramma di Giacomo Puccini (Lucca, 1858 - Bruxelles, 1924) che ritorna, dopo soli quattro anni, al Teatro Lirico di Cagliari. Si tratta di una produzione del Teatro Regio di Parma, che il regista Joseph Franconi Lee ha costruito intorno ad un\u2019idea dell\u2019illustre allievo di Luchino Visconti Alberto Fassini, scomparso nel 2005. Le scene e i costumi, improntati ad un\u2019elegante e raffinata tradizione, sono di William Orlandi. L\u2019Orchestra e il Coro del Teatro Lirico sono diretti da Gianluigi Gelmetti, direttore, docente e compositore romano. Il cast d\u2019interpreti, di straordinario spessore, \u00e8 composto da Svetla Vassileva nel ruolo della passionale e sfortunata protagonista, Aquiles Machado in quelli del rivoluzionario pittore Mario Cavaradossi e da Marco Vratogna nella parte del voluttuoso barone Scarpia.<br \/>Come noto, la prima rappresentazione di Tosca ebbe luogo al Teatro Costanzi di Roma il 14 gennaio 1900: l\u2019opera \u00e8 ricca di effetti scenici a tinte forti, di particolari realistici, di passioni elementari espresse da motivi energici e melodie impetuose, ed \u00e8 indubbiamente tra le pi\u00f9 rappresentative e popolari del repertorio verista. Accanto ai due protagonisti, Tosca e Cavaradossi, si delinea la figura di Scarpia, motore del dramma, prima grande parte scritta da Puccini per una voce baritonale. La vicenda, ambientata a Roma nel giugno 1800, si sviluppa, nell\u2019arco di una sola giornata, in tre celebri ed affascinanti monumenti: la Basilica di Sant\u2019Andrea della Valle (atto I), Palazzo Farnese (atto II) e Castel Sant\u2019Angelo (atto III). L\u2019amore passionale e sincero che unisce Floria Tosca, celebre cantante, a Mario Cavaradossi, pittore d\u2019idee liberali, viene usato dal barone Scarpia, capo della polizia, a suo favore (\u00abL\u2019uno al capestro, l\u2019altra fra le mie braccia...\u00bb, atto I). Si innesca, cos\u00ec, un dramma della gelosia e dell\u2019inganno che, irrimediabilmente, condurr\u00e0 al tragico epilogo: Scarpia, dopo aver firmato la condanna a morte di Cavaradossi, viene pugnalato da Tosca che, dopo aver assistito alla finta\/vera fucilazione dell\u2019amante, si lancia da Castel Sant\u2019Angelo.<\/p>\n<p>La Stagione lirica e di balletto prosegue con un altro amatissimo ed immortale capolavoro del massimo operista italiano, Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, Parma, 1813 - Milano, 1901): La Traviata, melodramma fra i pi\u00f9 popolari ed eseguiti al mondo. Rappresentata al Teatro La Fenice di Venezia il 6 marzo 1853, La Traviata, terza opera della famosa \u201ctrilogia popolare\u201d (con Il Trovatore e Rigoletto) \u00e8 una delle partiture musicali pi\u00f9 dense di interiorit\u00e0 psicologica di tutto il teatro d\u2019opera romantico. Le figure femminili verdiane precedentemente delineate trovano in Violetta il pi\u00f9 alto e perfetto compendio. Si impone, in quest\u2019opera, un nuovo tipo di lirismo drammatico, non pi\u00f9 fondato sui violenti contrasti delle passioni, ma su sottili e spesso raffinate notazioni dei sentimenti, del dolore, della tenerezza, dell\u2019amore, della rassegnazione.<\/p>\n<p>La Traviata va in scena dal 7 al 16 novembre, per sette rappresentazioni, e ritorna a Cagliari, dopo appena tre anni (l\u2019ultima edizione \u00e8 del giugno 2011), in un celebrato ed affascinante allestimento del 1987, proveniente dai Deutsche Oper am Rhein, Theatergemeinschaft D\u00fcsseldolf-Duisburg e Th\u00e9\u00e2tre de la Monnaie Bruxelles che si avvale della pi\u00f9 famosa coppia di registi della scena internazionale, Karl-Ernst e Ursel Herrmann, che hanno saputo evocare, con la cura di ogni dettaglio, lo spirito che sugger\u00ec a Verdi un soggetto capace di suscitare tanto scandalo. \u00abCi siamo attenuti alle indicazioni sceniche che figurano nel libretto di Francesco Maria Piave - spiega la coppia di registi - Intanto si rivela fondamentale l\u2019individuazione delle varie stagioni. Il primo atto di Traviata si svolge una sera inoltrata di fine estate, quando la natura ormai \u00e8 esplosa in tutto il suo fulgore. Il secondo atto invece cade a gennaio e per questo, nel primo quadro, il giardino della casa di campagna, dove abitano Violetta e Alfredo, non pu\u00f2 essere rigoglioso. Presenta piuttosto alberi nudi e spogli. Il terzo atto ha luogo a febbraio, in pieno carnevale. Fondamentali le scene di festa, dove la borghesia si diverte, una borghesia di cui Violetta in breve tempo sar\u00e0 la vittima sacrificale.\u00bb La direzione musicale \u00e8 affidata a Donato Renzetti, direttore abruzzese ed apprezzato interprete della tradizione musicale italiana, in particolare verdiana, che ritorna a Cagliari dopo il \u201csuo\u201d recente Nabucco di due anni fa, mentre, nei ruoli principali, cantano Irina Lungu (Violetta), Francesco Demuro (Alfredo), al suo debutto in un\u2019opera lirica a Cagliari, e Vittorio Vitelli (Germont), tre giovani ed affermati artisti, specialisti ciascuno del proprio ruolo.<\/p>\n<p>Dal 22 novembre al 30 novembre, per otto rappresentazioni, di cui una fuori abbonamento, ritorna la grande danza classica con Lo schiaccianoci di P\u00ebtr Il\u2019i&#269; &#268;ajkovskij (Kamsko-Votkinsk, governatorato di Vjatka, 1840 - San Pietroburgo, 1893), uno dei capolavori pi\u00f9 amati dal pubblico, nella versione portata in scena dal Balletto del Teatro Stanislavskij di Mosca, con la coreografia di Vasily Vainonen. Questo prestigioso corpo di ballo, uno dei massimi esempi della tradizione coreografica romantica, debutta al Teatro Lirico di Cagliari proprio con la favola natalizia che continua ad ammaliare magicamente adulti e bambini e che mancava dal palcoscenico cagliaritano dal 2010.<\/p>\n<p>Lo schiaccianoci, composto da &#268;ajkovskij nella sua piena maturit\u00e0 artistica, viene rappresentato, per la prima volta, il 5 dicembre 1892 al Teatro Marijinskij di San Pietroburgo. Il balletto, dominato dall\u2019immagine del capro di paglia, simbolo del Natale nordico, \u00e8 caratterizzato dall\u2019unione dell\u2019universo narrativo della scrittrice svedese di letteratura per l\u2019infanzia, Elsa Beskow, con quello del tedesco Ernst Theodor Amadeus Hoffman. Nel racconto Il Natale di Petter e Lotta, i piccoli protagonisti festeggiano il Natale con le zie Marrone, Verde e Lavanda e con lo zio Blu. Lo schiaccianoci-soldatino di Hoffmann diventa lo schiaccianoci-capro, attorniato dalle figure del Carbonaio-Principe, della Governante-Principessa, dei topi, dei deliziosi dolcetti natalizi e di tutti gli addobbi dell\u2019albero che si animano nella notte di festa.<\/p>\n<p>Chiude la Stagione lirica e di balletto, dal 19 al 30 dicembre, un\u2019opera comico-fantastica di ambientazione ed argomento natalizi che, nel gennaio 2000, ebbe un enorme successo, di pubblico e critica, al suo apparire, per la prima volta in Italia, sul palcoscenico del Teatro Lirico di Cagliari: Gli stivaletti (&#268;erevi&#269;ki) di P\u00ebtr Il\u2019ic &#268;ajkovskij (Kamsko-Votkinsk, governatorato di Vjatka, 1840 - San Pietroburgo, 1893). Lo straordinario allestimento, ispirato alle creazioni di Faberg\u00e9, \u00e8 rimasto negli occhi del pubblico anche per la sontuosit\u00e0 delle scene e la magnificenza dei costumi che, ideati da Vjacheslav Okunev, incorniciano questa fiaba russa in quattro atti che il regista Yuri Alexandrov racconta in maniera tanto semplice quanto spettacolare. A dirigere i complessi musicali stabili cagliaritani ritorna la bacchetta esperta di Donato Renzetti.<\/p>\n<p>La vicenda degli Stivaletti prende avvio nel 1872 con un concorso bandito dalla Societ\u00e0 per la musica russa per un\u2019opera tratta da La notte di Natale di Nikolaij Gogol\u2019. Affascinato dall\u2019idea di raccontare un episodio tra il fantastico ed il popolaresco, &#268;ajkovskij decide di parteciparvi. Con il titolo Il fabbro Vakula, il grande musicista vince il Primo Premio, ma il 6 dicembre 1876 la prima rappresentazione al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, ha un esito deludente. &#268;ajkovskij si impegna, pertanto, in un rifacimento dell\u2019opera, modificandone anche il titolo in Gli stivaletti, che va in scena al Teatro Bol\u2019\u0161oj di Mosca il 31 gennaio 1887. Questa, in breve, la trama: il fabbro Vakula \u00e8 un sempliciotto innamorato di Oksana, ma la capricciosa ragazza per accettare di sposarlo pretende in dono un paio di stivaletti uguali a quelli della zarina. Il giovane non disarma e riesce nell\u2019impresa di catturare un diavolo, dal quale si fa portare al Cremlino. Nel palazzo imperiale il principe Serenissimo finisce per regalargli degli stivaletti ricamati d\u2019oro. Vakula pu\u00f2 allora finalmente chiedere in moglie Oksana a suo padre &#268;ub.<\/p>\n<style type=\"text\/css\" abp=\"255\">body {\tbackground: #FFF;}<\/style><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gioved\u00ec 24 aprile alle 20.30 si alza il sipario sulla Stagione lirica e di balletto 2014 del Teatro Lirico di Cagliari. 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