{"id":108833,"date":"2014-10-02T17:20:45","date_gmt":"2014-10-02T16:20:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/02\/10\/2014\/consiglio-regionale-sardo---respinta-la-mozione-sulla-fondazione-del-banco-di-sardegna"},"modified":"2014-10-02T17:20:45","modified_gmt":"2014-10-02T16:20:45","slug":"consiglio-regionale-sardo-respinta-la-mozione-sulla-fondazione-del-banco-di-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2014\/10\/02\/consiglio-regionale-sardo-respinta-la-mozione-sulla-fondazione-del-banco-di-sardegna\/","title":{"rendered":"Consiglio regionale sardo &#8211; Respinta la mozione sulla \u201cFondazione del Banco di Sardegna\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Alla ripresa pomeridiana dei lavori il presidente Ganau ha ricordato che era prevista la votazione dell\u2019ordine del giorno unitario del Consiglio sulla vertenza Meridiana. Non essendo pervenuto il documento, il presidente ha sospeso la seduta.<\/p>\n<p>Al termine dell\u2019interruzione il presidente, preso atto che l\u2019ordine del giorno \u00e8 ancora in fase di stesura, ha disposto il rinvio del documento sulla vertenza Meridiana e la prosecuzione dell\u2019ordine del giorno con la mozione, con primo firmatario il capogruppo dei Riformatori sardi Attilio Dedoni, \u201csulla Fondazione Banco di Sardegna\u201d, dando la parola al consigliere Dedoni.<\/p>\n<p>Dedoni, dopo aver premesso che \u00abalcuni contesti sono estranei ai veri interessi della Sardegna\u00bb ha ricordato che la Sardegna vive una crisi pi\u00f9 drammatica delle altre Regioni: disoccupazione, difficolt\u00e0 allo sviluppo, cassintegrati da tutte le parti, un motore alimentato esclusivamente dal sistema bancario che non gira, nonostante interessi tutte le famiglie\u201d. Il problema, insomma, per Dedoni \u00e8 molto chiaro: \u00abIl Consiglio ha il dovere di dare indirizzi alla Fondazione che, \u00e8 bene ricordarlo, gestisce un patrimonio di 900 milioni di euro propriet\u00e0 del polo sardo, controllato dalle istituzioni, mentre chi amministra dovrebbe essere distante dalla politica per non subirne le contiguit\u00e0\u00bb. Non voglio accusare un partito, ha chiarito il consigliere dei Riformatori, \u00abma vorrei che un partito facesse un atto di moralit\u00e0, che controllasse e verificasse se la Fondazione fa gli interessi del popolo sardo, \u00e8 una cosa che riguarda tutti\u00bb. Soffermandosi poi sui contenuti specifici della mozione, Dedoni ha criticato la composizione degli vertici societari: \u00ab\u00e8 grave e anomalo che la Fondazione detenga il 49% delle quote azionarie del Banco (mentre altre fondazioni superano di poco il 20%) attraverso patti parasociali che suo tempo imposero un certo assetto, riconoscendo alla Bper una prelazione su queste quote e sulle nomine dei vertici\u00bb. Il consigliere ha poi lamentato la scarsa trasparenza di alcune operazioni della Fondazione, come dismissioni patrimoniali, plusvalenze, obbligazioni, fondi inglesi ed altre partecipazioni a volte opache (come una societ\u00e0 lussemburghese che gestire distributori di bevande): \u00abScelte incomprensibili \u2013 ha proseguito - che appaiono distanti dall\u2019interesse pubblico\u00bb. Lo stesso presidente Pigliaru, ha concluso il capogruppo dei Riformatori, \u00abin pi\u00f9 circostanze, come hanno affermato anche autorevoli esponenti del Pd come Bersani e Fassina ed altri, si schier\u00f2 contro certe operazioni; ragione in pi\u00f9 per recuperare moralit\u00e0 e distinguere nettamente fra sistema bancario e politica\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Cesare Moriconi (Pd) ha detto in apertura di non sapere se \u00e8 giusto tirare in ballo moralit\u00e0 ed etica, affermando che \u00e8 molto pi\u00f9 importante \u00abportare la discussione su un terreno adeguato ad una discussione utile, fuori dal gioco delle parti\u00bb. Nel caso specifico, ha sostenuto Moriconi, \u00aboccorre individuare strumenti davvero utili alle politiche del credito e non alle contrapposizioni politiche\u00bb. Certamente, ha aggiunto il consigliere del Pd, \u00ab\u00e8 sbagliato cercare colpevoli di una parte e dall\u2019altra, col risultato di mancare l\u2019obiettivo di un sistema creditizio che avremmo voluto pi\u00f9 partecipe dello sviluppo locale\u00bb. Forse non \u00e8 utopia immaginare una banca legata al territorio in un quadro organico di sostegno alle nostre comunit\u00e0, ha dichiarato il consigliere Moriconi, \u00abvicino a giovani, imprese, ambiente, qualit\u00e0 della vita, istruzione, salute, ad ogni settore il cui sviluppo possa accendere una speranza\u00bb. Serve in altre parole, a giudizio dell\u2019esponente del Pd, \u00abuna discussione nobile per capire se esiste una nuova possibilit\u00e0 per il credito in Sardegna, favorendo il nostro tessuto locale e sociale, riflessione che serve perch\u00e9 questa discussione non si esaurisca nelle contrapposizioni\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Luigi Crisponi (Riformatori sardi) ha riferito che fra poco a Lei, piccolo paese del Marghine, arriver\u00e0 il cosiddetto bancomat intelligente dove si potr\u00e0 pure versare. In realt\u00e0, ha detto, \u00absiamo davanti al frutto di una politica che colpisce le realt\u00e0 pi\u00f9 deboli, ma poi perch\u00e9 non si deve parlare della Fondazione quasi fosse una no fly zone?\u00bb<\/p>\n<p>La politica, secondo Crisponi, ha invece \u00abtitolo per entrare nelle questioni a cominciare dallo smantellamento del sistema del credito nella nostra regione, passano per il tema dell\u2019influenza della politica nel credito, anche perch\u00e9 ormai non si parla pi\u00f9 di sviluppo e ripartenza della Sardegna perch\u00e9 i rubinetti del credito sono chiusi\u00bb. Per queste ragioni, ha proseguito Crisponi, \u00ab\u00e8 giusto reclamare una politica diversa pi\u00f9 attenta ai territori, spezzando una catena strana che avvolge un sistema di califfati, su un solco simile a quello del Monte dei Paschi dove la politica ha creato sfracelli e danni\u00bb. La situazione \u00e8 delicata, ha concluso il consigliere dei Riformatori, \u00abperci\u00f2 dobbiamo togliere il velo e far diventare tutto pi\u00f9 trasparente e accessibile, perch\u00e9 dopo il Marghine ci saranno altre chiusure e ci troveremo ben presto a domandarci cosa fare: apriamo porte e finestre, ricordando soprattutto che degli 82 miliardi che la Bce ha assegnato recentemente alle banche, 2 miliardi sono andati a Bper, ma per fare cosa? Ricordiamoci che sono soldi che arrivano dalle tasche dei nostri cittadini\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere del gruppo Pd, Franco Sabatini, ha escluso operazioni condotte al di fuori delle norme e delle leggi da parte della Fondazione e del Banco di Sardegna. \u00abSe fossero vere le dichiarazioni rese in Aula dall\u2019onorevole Dedoni \u2013 ha attaccato il presidente della commissione Bilancio \u2013 dovrebbe recarsi in procura e denunciare le violazioni di legge\u00bb. A giudizio di Sabatini tutte le operazioni del Banco e della Bper, compresa quella relativa a Sardaleasing, sono avvenute nel pieno rispetto delle procedure e, laddove necessario, sono state verificate da advisor indipendenti. L\u2019esponente della maggioranza ha quindi approfondito il tema dei rapporti che intercorrono tra il Consiglio regionale e gli istituti di credito che operano in Sardegna. \u00abCi limitiamo \u2013 ha spiegato Sabatini \u2013 alle audizioni in occasione delle formalit\u00e0 della discussione della manovra finanziaria, ma servirebbe maggiore confronto e maggiore collaborazione\u00bb. L\u2019esponente del Pd auspica un maggiore confronto in tema di servizi offerti alle imprese, alle cooperative, insieme con una nuova attivit\u00e0 di coordinamento nei diversi interventi della Fondazione nei settori della cultura, della ricerca, dello spettacolo e dello sport. Sabatini ha concluso replicando alle ulteriori critiche mosse dal capogruppo dei Riformatori alla gestione della Fondazione e del Banco di Sardegna ed ha rassicurato sulla solidit\u00e0 patrimoniale della Fondazione Banco di Sardegna.<\/p>\n<p>Il consigliere dei Riformatori, Michele Cossa, ha cercato, in premessa, di ricondurre il dibattito al tema oggetto della mozione consiliare. \u00abPoniamo il tema del rispetto delle regole \u2013 ha dichiarato il coordinatore regionale dei Riformatori \u2013 e della commistione tra politica e banche\u00bb. \u00abE\u2019 il tema \u2013 ha aggiunto Cossa \u2013 che ha posto anche il presidente Pigliaru, quando ancora non governava la Regione, all\u2019indomani del caso Monte Paschi\u00bb.<\/p>\n<p>ichele Cossa ha quindi declinato i valori della Carta delle fondazioni ad incominciare da quello che indicano il patrimonio delle fondazioni come patrimonio originario delle comunit\u00e0. A giudizio del consigliere della minoranza nella Fondazione Banco di Sardegna permane l\u2019anomalia di una \u201cforte\u201d presenza politica e la situazione \u00e8 ancor pi\u00f9 grave se si considera che la Fondazione con l\u2019erogazione di contributi e risorse, \u00e8 in grado di condizionare la vita dei cittadini sardi in misura maggiore di quanto non lo faccia la stessa Regione. Michele Cossa ha concluso auspicando un intervento della Giunta per quanto attiene l\u2019esercizio dei poteri di vigilanza e ha invitato il Consiglio ad occuparsi di un tema centrale per lo sviluppo dell\u2019Isola. \u00abSiamo pronti a portare in piazza \u2013 ha ammonito Cossa \u2013 per spiegare ai sardi che il Banco di Sardegna \u00e8 diventato una succursale del Pd\u00bb.<\/p>\n<p>Per Piero Comandini (PD), la mozione presentata dal centrodestra manca di originalit\u00e0. \u00abVengono elencati vecchi problemi \u2013 ha detto Comandini \u2013 ma non c\u2019\u00e8 una parola, un indirizzo che sollevi il problema del credito in Sardegna\u00bb. Comandini ha poi concentrato l\u2019attenzione sulla Sardaleasing, difendendo l\u2019operazione di fusione con l\u2019ABF: \u00abquesta decisione \u2013 ha sottolineato il consigliere del Partito Democratico \u2013&nbsp; ha consentito di salvare Sardaleasing che oggi continua ad esistere e ad operare nella nostra regione\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019esponente delle maggioranza ha poi invitato i presentatori della mozione a distinguere tra banche e fondazioni. \u00abQueste ultime \u2013 ha spiegato Comandini \u2013 svolgono un ruolo fondamentale per le comunit\u00e0, sono una risorsa imprescindibile per i territori in cui operano.&nbsp; Sono state infatti create per limitare il peso della politica all\u2019interno del sistema creditizio. Oggi, invece, si chiede di tornare indietro e di rafforzare il legame tra politica e credito. Credo che non sia questa la strada giusta\u00bb.&nbsp; Comandini, al termine del suo intervento, ha ricordato che \u00aboggi a Firenze si tiene la seconda Conferenza europea delle Fondazioni. Questa opportunit\u00e0 noi non la cogliamo per le solite discussioni da cortile che non risolvono le questioni importanti. Non \u00e8 difendendo uno sportello bancario di un piccolo comune che si rilancia l\u2019economia dell\u2019Isola\u00bb.<\/p>\n<p>Stefano Tunis (Forza Italia) ha criticato l\u2019approccio al problema del credito: \u00abParte dei colleghi individuano i mali del sistema creditizio nella presenza di esponenti politici legati a un partito \u2013 ha detto Tunis \u2013 altri invece scaricano le responsabilit\u00e0. Alle banche, elemento centrale della nostra economia, si attribuisce un ruolo superiore slegato da qualsiasi attivit\u00e0 di indirizzo da parte della politica. Ma per quale motivo \u2013 si \u00e8 chiesto Tunis - dovremmo rinunciare ad un ruolo della politica?\u00bb.<\/p>\n<p>\u2019esponente di Forza Italia ha quindi segnalato all\u2019Aula la distanza tra le banche e gli interessi di cittadini e imprese. Per questo motivo \u2013 ha aggiunto Tunis \u2013 \u00aboccorre oggi dare alla politica un ruolo pi\u00f9 forte perch\u00e9 le istanze della societ\u00e0 vengano ascoltate e si esca dai freddi meccanismi del sistema creditizio\u00bb.<\/p>\n<p>Paolo Truzzu (Fratelli d\u2019Italia) in apertura del suo intervento ha ricordato i tre perni su cui si \u00e8 costruito in passato il sistema del credito: il Banco di Sardegna (per il credito alle famiglie e alle imprese), il Cis (per quello alle industrie) e la Sfirs. \u00abOggi il Cis sta sparendo \u2013 ha sottolineato Truzzu \u2013 mentre il Banco di Sardegna \u00e8 oggettivamente in difficolt\u00e0 visto il ruolo predominante della Banca Popolare dell\u2019Emilia\u00bb.<\/p>\n<p>Truzzu ha poi ricordato le preoccupazioni espresse da autorevoli intellettuali come l\u2019economista Antonio Sassu e lo storico Paolo Fadda. \u00abC\u2019\u00e8 una preoccupazioni viva nella societ\u00e0 \u2013 ha detto Truzzu -&nbsp; \u00e8 vero che le fondazioni esistono per allontanare la politica dalle banche, ma \u00e8 anche vero che il Consiglio regionale ha il compito di vigilare\u00bb. Il consigliere di Fratelli d\u2019Italia ha poi evidenziato il ruolo dominante del Partito Democratico all\u2019interno della Fondazione Banco di Sardegna. \u00abAll\u2019interno della Fondazione \u00e8 rappresentata solo una parte, non \u00e8 un problema solo per la Sardegna ma per lo stesso Partito Democratico. Quello di cui oggi si discute \u00e8 l\u2019opportunit\u00e0 di certe scelte. Ci\u00f2 oggi sembra lecito e legale pu\u00f2 lasciare dei dubbi. Anche la quotazione di Parmalat \u00e8 avvenuta secondo le regole poi \u00e8 successo quello che \u00e8 successo. Per questo \u2013 ha concluso Truzzu \u2013\u00e8 necessario riflettere sul ruolo del Consiglio.<\/p>\n<p>Il vice presidente Eugenio Lai ha assunto la presidenza del Consiglio regionale e ha dato la parola al consigliere di Forza Italia, Antonello Peru, il quale ha sottolineato come sia necessario fare chiarezza su un ente che gestisce il patrimonio di tutti i sardi. Per il vice presidente del Consiglio Peru \u00e8 grave quanto sta accadendo nel Banco di Sardegna. Gli emiliani della \u00abBper si preparano all\u2019azzeramento della gestione dell\u2019istituto di credito sardo. Un altro pezzo di autonomia della Sardegna che va via\u00bb. Per Peru \u00e8 necessario che il presidente Pigliaru spieghi con chiarezza quale sar\u00e0 il futuro della Fondazione Banco di Sardegna e ha ribadito che il 49 per cento delle azioni del Banco di Sardegna detenute della Fondazione debbano restare in mano al pubblico, patrimonio di tutti i sardi. Per questo Peru ha esortato ai Comuni a esercitare il diritto di prelazione per l\u2019acquisto delle azioni, sottraendole al controllo della Bper, in modo da salvaguardare l\u2019autonomia della Sardegna. L\u2019esponente della minoranza ha ricordato come in questi anni i dipendenti del Banco di Sardegna siano diminuiti della met\u00e0, perdendo oltre 2000 lavoratori e stipendi per 70 milioni di euro, mentre la Bper ha raddoppiato i dipendenti. Stiamo assistendo, secondo Peru, a un governo coloniale del credito sardo: il corpo \u00e8 in Sardegna, ma la testa \u00e8 a Modena.<\/p>\n<p>Per Fabrizio Anedda (Rifondazione- Comunisti italiani \u2013 Sinistra sarda -Misto) \u00e8 giusto considerare il Banco di Sardegna la banca dei sardi. \u00abChi l\u2019ha fatta diventare grande \u00e8 stata la politica e i governi che si sono succeduti. Quindi chi ha fatto diventare grande il Banco \u00e8 stata la Regione Sardegna. Non ci si deve meravigliare se ci sono nomine politiche che hanno il compito di vigilare, non vedo dove sia il problema\u00bb. Anedda ha sollevato un altro problema, ossia quello relativo alla voce insistente che il Banco di Sardegna stia cedendo i crediti vantati nei confronti delle imprese in sofferenza. \u00abSiccome anche le imprese hanno contribuito a far diventare grande il Banco di Sardegna mi sembra una situazione grave\u00bb. Anedda ha chiesto alla Giunta di verificare la veridicit\u00e0 di queste notizie e, se confermate, intervenire a favore delle imprese. II consigliere dell\u2019Udc, Giorgio Oppi, ha subito affermato di essere contrario allo spirito di questa mozione che ha l\u2019obiettivo di attaccare il presidente della Fondazione del Banco di Sardegna. \u00abConosco Antonello Cabras e ne apprezzo le qualit\u00e0 politiche e morali\u00bb, ha affermato. L\u2019esponente della minoranza ha evidenziato come nella mozione ci siano delle contraddizioni: da una parte si chiede la divisione tra finanza e politica e dall\u2019altra si vuole per\u00f2 interferire nelle nomine interne alla Fondazione. La politica, secondo Oppi, \u00e8 sempre stata legata al credito cos\u00ec da agire nel miglior modo possibile a favore del territorio e delle sue imprese. \u00abLa politica \u2013 ha auspicato Oppi - deve tornare a essere il perno della societ\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Modesto Fenu (Zona Franca) ha dichiarato che \u00abil Consiglio eletto dai cittadini ha il dovere morale di tutelare gli interessi della comunit\u00e0; se politica deve essere il primo potere dello Stato \u00e8 giusto che intervenga sulla materia, semmai bisogna chiedersi se l\u2019intervento della politica possa ridursi a quello di una sola parte\u00bb. Fenu ha poi sostenuto che \u00e8 \u00abpi\u00f9 utile mettere l\u2019accento sul sistema del credito oggi chiamato a supportare la vita e lo sviluppo delle aziende mentre invece fa il contrario, non supporta il tessuto produttivo e spesso agisce per accelerarne la scomparsa dal mercato\u00bb. Il consigliere ha denunciato inoltre \u00abi numerosi i casi di usura e anatocismo riconducibili ad una parte del sistema bancario: se \u00e8 vero che oltre l\u201980% dei mutui sardi hanno questo vizio bisognerebbe bloccare le azioni di pignoramento in corso, forse \u00e8 abbastanza per una commissione d\u2019inchiesta\u00bb. Se non la facciamo, ha avvertito il consigliere Fenu, \u00abla residua fiducia riposta dai cittadini nella politica sarebbe fortemente a rischio, interroghiamoci piuttosto sul sistema del credito senza spaventarci se con questo mettiamo in difficolt\u00e0 le banche, riflettiamo sulle centinaia di milioni distribuiti dalla Regione per i mutui prima casa, casa oggi molti cittadini stanno rischiando di perdere\u00bb.<\/p>\n<p>Il capogruppo del Pd Pietro Cocco, ha esordito affermando che \u00abin questi casi la cautela \u00e8 dovuta e necessaria, cautela che \u00e8 mancata ai presentatori della mozione, retaggio di un certo passato come ha ricordato il consigliere Oppi\u00bb. Che le fondazioni debbano uscire dalle banche, ha continuato Cocco, \u00ab\u00e8 giusto ma questo deve valere per tutti gli altri contesti a cominciare dalle Asl e, in proposito, scandalizza l\u2019intervento di Peru dopo le vicende della sanit\u00e0 sassarese o quello di Dedoni che soffre di nostalgia del passato, ma qui bisogna parlare di politica ed occuparsi di tutte le questioni, compresa quella che riguarda le banche\u00bb. Questo dibattito, ha ricordato il capogruppo del Pd, \u00abpoteva essere una occasione per parlare del credito a livello generale, con l\u2019attenzione dovuta ai problemi quotidiani di famiglie ed imprese ma la mozione ha contenuti inesatti, contraddittori, approssimativi, velleitari e confusi, deve essere respinta al mittente a cominciare dal passaggio all\u2019impegno del presidente del Consiglio regionale, del tutto privo di fondamento\u00bb. Respingo anche, ha concluso il consigliere Cocco, \u00abi riferimenti all\u2019etica ed alla moralit\u00e0 fatti dai Riformatori, abbiamo perso l\u2019occasione di fare una discussione seria\u00bb.<br \/>Il capogruppo di Forza Italia, Pietro Pittalis, ha rivolto, in apertura del suo intervento sottolineature critiche verso i toni utilizzati dal capo gruppo del Pd, Pietro Cocco, ed ha riaffermato lo spirito prettamente politico della mozione presentata dai consiglieri dell\u2019opposizione (ad esclusione del gruppo Udc). \u00abNon sono in discussione le persone \u2013 ha spiegato Pittalis \u2013 e tantomeno i presidenti di Fondazione e Banco ma il ruolo, le funzioni e il rispetto delle regole dell\u2019ente e dell\u2019istituto di credito che operano in Sardegna\u00bb. L\u2019esponente di Fi ha quindi ripercorso l\u2019iter istitutivo delle fondazioni e le dinamiche che in alcuni casi (\u00abMps e Unicredit, ad esempio\u00bb) hanno portato ad autentiche degenerazioni.<\/p>\n<p>Pietro Pittalis ha concluso invitato il presidente della Regione a illustrare quali azioni intenda mettere in campo per garantire la correttezza dell\u2019operato di Fondazione e Banco, insieme con la salvaguardia delle funzioni e del ruolo di controllo proprio della politica, nel delicato comparto del credito in Sardegna.<\/p>\n<p>\u201cAuspico l\u2019uscita della Fondazione dal capitale del Banco di Sardegna\u00bb. E\u2019 quanto ha affermato il presidente della Regione, Francesco Pigliaru, nel suo intervento in Consiglio, nello spazio riservato alla replica della Giunta, nel corso della discussione della mozione n. 68. Il presidente della Giunta, ha riconosciuto, in premessa, l\u2019importanza del tema oggetto della mozione illustrata in Aula dal capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni, ed ha mostrato apprezzamento per gli spunti offerti dal confronto che si \u00e8 sviluppato in Consiglio.<\/p>\n<p>Francesco Pigliaru ha ricordato inoltre che Fondazione e Banco sono un ente e un\u2019impresa privati e ha definito \u201cnon utile\u201d entrare nel recinto delle questioni proprie della gestione aziendale.<\/p>\n<p>\u201cMa \u2013 ha aggiunto il presidente della Regione \u2013 c\u2019\u00e8 un tema dal quale non intendo sottrarmi e riguarda il rapporto tra politica e credito, ed affermo con chiarezza che la politica deve restare fuori dalla gestione del credito e deve limitarsi ai compiti di indirizzo e controllo, intervenendo quando ci sono episodi di malfunzionamento del mercato\u00bb. Il governatore ha citato a questo proposito il caso del mercato dell\u2019accesso al credito per esplicitare gli esempi positivi di \u201cintervento complementare\u201d tra parte pubblica e sistema del credito, ad incominciare dai consorzi fidi.<\/p>\n<p>\u201cNessuna ingerenza con gli istituti di credito\u00bb, ha insistito il Pigliaru, nell\u2019evidenziare il dettato dello statuto della Fondazione Banco di Sardegna nella parte in cui norma il cosiddetto \u201ccomitato di indirizzo\u201d. Il presidente della Regione ha dunque ricordato che le indicazioni sono in capo ad enti che rappresentano i cittadini e non gi\u00e0 la politica (Universit\u00e0, Camere di Commercio, Province e Regione). \u00abLa prima ricetta che ho da proporre \u2013 ha dichiarato il capo dell\u2019esecutivo \u2013 \u00e8 quella di nominare le persone giuste e non procedere con nomine legate alle appartenenze politiche\u00bb.<\/p>\n<p>\u201cIl presidente Pigliaru ha quindi affrontato il tema centrale del dibattito in Consiglio, inerente il patrimonio della Fondazione e la partecipazione al capitale sociale del Banco di Sardegna. \u00abAuspico che il patrimonio della Fondazione sia utilizzato per favorire lo sviluppo dei nostri territori nei previsti settori di intervento \u2013 ha spiegato il leader della maggioranza \u2013 e ritengo che perseguire questi obiettivi la Fondazione debba gestire in modo adeguato il proprio patrimonio, per investire le necessarie risorse a sostegno dell\u2019economia e della societ\u00e0 sarda\u00bb.<\/p>\n<p>\u201cLa mia opinione, il mio auspicio \u2013 ha proseguito Francesco Pigliaru \u2013 \u00e8 che la Fondazione Banco di Sardegna esca dal capitale sociale del Banco di Sardegna\u00bb. A giudizio del governatore sono due le ragioni che supportano la posizione espressa. La prima \u00e8 che si diversificherebbe il portafoglio titoli della Fondazione e si potrebbe contare su maggiori risorse per gli investimenti nell\u2019Isola, rispetto a quelle che derivano dalla partecipazione (350 milioni di euro) al capitale del Banco; la seconda \u00e8 che con l\u2019uscita della Fondazione dal Banco si romperebbe l\u2019anacronistico legame tra fondazione e banca, eliminando i rischi di possibili commistioni tra politica e banche.<\/p>\n<p>\u201cQuelli espressi \u2013 ha concluso Pigliaru \u2013 sono auspici che mi auguro siano ascoltati da chi opera nella Fondazione con l\u2019autonomia propria del suo mandato\u00bb.&nbsp;&nbsp; Nella sua replica, il primo firmatario delle mozione Attilio Dedoni ha espresso soddisfazione per le parole di Francesco Pigliaru. \u00abL\u2019intervento del presidente \u2013 ha detto Dedoni \u2013 va nella direzione giusta. La necessit\u00e0 di separare politica e credito \u00e8 stata recentemente sollecitata anche dal Fondo Monetario Internazionale che ha denunciato il peso eccessivo delle partecipazioni bancarie sulle fondazioni\u00bb.<\/p>\n<p>Dedoni ha poi rimarcato lo spirito della sua mozione orientata a promuovere un dibattito sul tema del rapporto banche-politica. \u00abDiscussioni a parte \u2013 ha detto il capogruppo dei Riformatori \u2013 abbiamo posto delle domande a cui il presidente ha dato una risposta chiara\u00bb. Dedoni ha poi invitato Pigliaru a farsi promotore di un\u2019iniziativa in Consiglio per dare regole certe al rapporto della politica con le fondazioni. \u00abNoi \u2013 ha concluso Dedoni -&nbsp; siamo disponibili a lavorare insieme, anche per altri settori come la sanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Il Presidente Ganau ha quindi posto in votazione la mozione che \u00e8 stata respinta dall\u2019Aula (34 i voti contrari, 17 quelli a favore).&nbsp; Red<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alla ripresa pomeridiana dei lavori il presidente Ganau ha ricordato che era prevista la votazione dell\u2019ordine del giorno unitario del Consiglio sulla vertenza Meridiana. 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