{"id":107823,"date":"2014-12-04T17:20:44","date_gmt":"2014-12-04T16:20:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/04\/12\/2014\/lavori-consiglio-regionale-sardegna-2"},"modified":"2014-12-04T17:20:44","modified_gmt":"2014-12-04T16:20:44","slug":"lavori-consiglio-regionale-sardegna-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2014\/12\/04\/lavori-consiglio-regionale-sardegna-2\/","title":{"rendered":"Lavori Consiglio Regionale Sardegna (2)"},"content":{"rendered":"<p>Successivamente il Consiglio \u00e8 passato all\u2019esame della proposta di legge n. 139\/B \u201cModifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 agosto 2014, n. 16 (Norme in materia di agricoltura e sviluppo rurale: agrobiodiversit\u00e0, marchio collettivo, distretti)\u201d.<\/p>\n<p>Il testo introduce alcuni correttivi alla legge approvata nei mesi scorsi e impugnata dal Governo davanti alla Corte Costituzionale perch\u00e9 ritenuta contrastante con le norme europee sulla libera circolazione delle merci e sulla libera concorrenza.&nbsp; Il primo firmatario Luigi Lotto, presidente della Commissione Attivit\u00e0 Produttive, ha spiegato l\u2019obiettivo primario della legge n.16\/2014:&nbsp; creare un marchio di qualit\u00e0 per la valorizzazione dei prodotti sardi. \u00abQuella legge era stata licenziata all\u2019unanimit\u00e0 dal Consiglio \u2013 ha ricordato Lotto \u2013 la Giunta aveva impostato una procedura presso l\u2019Unione Europea per l\u2019approvazione del marchio di qualit\u00e0. Il Governo ha impugnato la legge contestando l\u2019iniziativa perch\u00e9 andrebbe contro le normative europee sulla libera concorrenza. Noi abbiamo voluto creare un marchio che valorizzasse sistemi produttivi certificati per promuovere valori e tradizioni del mondo agricolo sardo\u00bb. Il presidente della Quinta Commissione ha poi ricordato all\u2019Aula che in Italia altre regioni si sono dotate di un marchio di qualit\u00e0. Alcuni progetti sono andati in porto, altri hanno subito le contestazioni del Governo.<\/p>\n<p>\u00abNon sono in grado di sapere quale sar\u00e0 il destino finale della nostra legge \u2013 ha affermato Lotto \u2013 c\u2019\u00e8 per\u00f2 una scelta politica di fondo fatta dal Consiglio all\u2019unanimit\u00e0 per porre le basi che consentano al mondo agricolo sardo di creare sviluppo economico\u00bb. &nbsp;Lotto ha poi spiegato che con la proposta in discussione saranno corretti solo alcuni passaggi obiettivamente suscettibili di rilievi, mentre sar\u00e0 mantenuto l\u2019impianto della legge 16 e difesa l\u2019idea della Regione di creare un marchio di qualit\u00e0 per valorizzare i propri prodotti tipici. \u201cAd altre Regioni \u00e8 stato consentito \u2013 ha proseguito Lotto - come Regione Autonoma non possiamo accettare supinamente che il Governo e la Corte lascino in piedi le leggi di altre regioni cassando la nostra\u00bb. In mattinata la Quinta Commissione aveva respinto la proposta del presidente del Gruppo \u201cSardegna\u201d Modesto Fenu che chiedeva di non procedere ad alcuna modifica della legge regionale n.16 impugnata dal Governo. \u00abAbbiamo deciso in sintonia con gli uffici di procedere ad alcune modifiche senza rinunciare all\u2019impianto di fondo \u2013 ha concluso Lotto \u2013 siamo convinti che la creazione del marchio di qualit\u00e0 per i prodotti sardi sia un\u2019operazione pienamente legittima\u00bb.<\/p>\n<p>Ha poi preso la parola il leader dell\u2019Uds Mario Floris che ha chiesto di ritirare la sua firma dal progetto di legge. \u00abPensavo che ci fossero state delle interlocuzioni con il Governo nazionale \u2013 ha detto l\u2019ex presidente della Regione \u2013 questa proposta introduce invece delle modifiche per i rilievi del governo. Fino a questo momento abbiamo difeso la nostra specialit\u00e0 con ricorsi e contestazioni, ora ci stiamo rimangiando tutto\u00bb.<\/p>\n<p>loris ha poi invitato Giunta e Consiglio a riappropriarsi del ruolo di capofila tra le regioni a statuto speciale: \u00abOggi ci adagiamo sulle decisioni di altri \u2013 ha affermato Floris - eppure la Sardegna \u00e8 stata la prima regione al mondo a dotarsi di un testo unico sull\u2019agricoltura\u00bb. Il consigliere di minoranza ha quindi concluso il suo intervento sollecitando una difesa pi\u00f9 forte delle tipicit\u00e0 sarde in modo da evitare l\u2019invasione dei prodotti provenienti dall\u2019estero.<\/p>\n<p>Il presidente ha poi dato la parola al vice presidente della commissione Attivit\u00e0 produttive, Luigi Crisponi (Riformatori sardi), il quale ha evidenziato il lavoro fatto dal parlamentino nell\u2019analisi delle richieste fatte dal governo. Crisponi si \u00e8 detto dispiaciuto nel rinunciare a parti importanti della legge, approvata ad agosto, come il contrassegno, la dicitura prodotto in Sardegna e sulle sanzioni, \u00abma dobbiamo soggiacere\u00bb a causa dei regolamenti comunitari. Il consigliere ha ricordato che la Regione Sardegna ha passato, per\u00f2, indenne il controllo dell\u2019Unione europea sul marchio di qualit\u00e0 e di origine dell\u2019artigianato di qualit\u00e0 della Sardegna, utilizzando il marchio Isola. \u00abQuesto impone una riflessione della commissione\u00bb. Crisponi ha concluso dichiarando \u00abinevitabile assicurare, per adesso, il voto favorevole\u00bb.<\/p>\n<p>Per Mario Tendas (Pd) probabilmente c\u2019\u00e8 stato qualche errore a livello procedurale sul marchio collettivo di qualit\u00e0. Il consigliere ha richiamato la sentenza della Corte Costituzionale 66\/13 relativamente ai marchi di qualit\u00e0 regionali in cui viene affermato che \u201cintrodurre un marchio \u00abregionale\u00bb di qualit\u00e0 pu\u00f2 indurre il consumatore a preferire prodotti contrassegnati da tale marchio rispetto ad altri similari, producendo, quantomeno indirettamente o in potenza, effetti restrittivi sulla libera circolazione delle merci\u201d. Tendas ha ricordato anche l\u2019esperienza della Puglia, che ha allargato l\u2019utilizzo del marchio ai soggetti operanti nell\u2019Unione europea che rispettino determinati principi di qualit\u00e0. Un\u2019iniziativa, secondo l\u2019esponente della maggioranza, da approfondire in Commissione. Il consigliere del Pd ha esortato l\u2019Aula ad approvare la legge che \u00abconsente di salvare il salvabile\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Marco Tedde (Forza Italia)&nbsp; si \u00e8 detto dispiaciuto del fatto che \u00abla legge sia sotto lo schiaffo dell\u2019avvocatura dello Stato pur essendo il frutto di un lavoro importante cui hanno contribuito maggioranza e opposizione\u00bb. Con le modifiche che stiamo apportando, ha continuato Tedde, \u00absi \u00e8 deciso di salvare il bambino buttando l\u2019acqua che comunque non \u00e8 sporca ed \u00e8 evidente che da parte del Governo c\u2019\u00e8 stato un eccesso di zelo: dal punto di vista tecnico stiamo facendo una operazione abbastanza marginale ma sul piano politico va denunciato l\u2019atteggiamento del Governo che si concentra su atti formali e non guarda alla sostanza, dato che la legge non vuole violare i principi della libera concorrenza ma richiamare l\u2019attenzione dei consumatori sul nostro marchio di qualit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia) ha operato una distinzione. Da una parte, ha sostenuto, \u00abc\u2019\u00e8 un percorso di tecnica legislativa che porta al rispetto delle norme sovra ordinate nazionali ed europee ma, dall\u2019altro, c\u2019\u00e8 poi un aspetto che riguarda la politica su cui c\u2019\u00e8 molto da dire\u00bb. Il nostro obiettivo, ha spiegato, \u00ab\u00e8 quello di promuovere la qualit\u00e0 dei nostri prodotti; in altre parole mangia sardo e compra sardo lo possiamo e lo dobbiamo dire, vogliamo avere uno strumento di promozione forte ed efficace e per questo abbiamo due strade, prodotti con marchio di qualit\u00e0 pi\u00f9 un marchio qualit\u00e0 Sardegna che verr\u00e0 regolato dai disciplinari di produzione delle varie filiere\u00bb. <\/p>\n<p>Il consigliere Pier Mario Manca (Sardegna Vera), in apertura, ha espresso dispiacere per la posizione del consigliere Floris che ha ritirato firma, \u00abfermo restando che rilievi del Governo non sono del tutto condivisibili soprattutto in materia di concorrenza sleale\u00bb. La politica, per\u00f2, ha continuato Manca, \u00ab\u00e8 mediazione, il legislatore deve governare il territorio con norme che consentano agli operatori economici di lavorare con dignit\u00e0 e non ci possiamo arroccare sulle nostre posizioni\u00bb. Oggi, ha detto ancora, \u00abdobbiamo salvaguardare l\u2019impianto della legge e lavorare sui marchi di qualit\u00e0, utilizzando anche il meglio di altre esperienze con riferimento a marchi di societ\u00e0 private\u00bb. Forse non \u00e8 la migliore legge possibile, ha concluso il consigliere, \u00abma \u00e8 l\u2019inizio di una strada nuova che ci pu\u00f2 portare a risultati migliori nel futuro, un segnale che inverte la tendenza e che si potr\u00e0 ulteriormente consolidare con la programmazione dei fondi Por 2014 - 2020 che consentiranno di intervenire positivamente sulle nostre filiere\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere del Psd\u2019Az, Angelo Carta, ha definito l\u2019approvazione della legge n. 16 dello scorso 7 agosto \u201cuna bella pagina della Legislatura\u201d e un \u201cbuon esercizio di un pezzo di quella sovranit\u00e0 tanto sbandierata\u201d. Carta ha quindi dichiarato di considerare \u201cun attacco alla Sardegna\u201d la decisione del governo di impugnare la legge 16 dinanzi alla Corte costituzionale, perch\u00e9 \u2013 ha aggiunto il consigliere della minoranza \u2013 la potest\u00e0 legislativa in materia di agricoltura e foreste \u00e8 garantita dall\u2019articolo 3 dello Statuto di Autonomia. \u00abMa Renzi \u2013 ha attaccato&nbsp; il rappresentante sardista \u2013 della nostra Specialit\u00e0 se ne frega e non si pu\u00f2 dunque accettare la decisione del governo procedendo con l\u2019approvazione del Dl 139\u00bb.<\/p>\n<p>A giudizio di Carta, il Consiglio regionale non deve infatti modificare il testo della legge 7 agosto 2014 sul marchio dei prodotti agroalimentari ma \u201candare fino in fondo, fino al giudizio dinanzi della Corte costituzionale\u201d. \u00abConduciamo la nostra battaglia per difendere la nostra specialit\u00e0 oppure saremo complici del governo nazionale\u00bb, ha insistito Angelo Carta, che si \u00e8 rivolto alla componente indipendentista e sovranista della coalizione del centrosinistra, perch\u00e9 incalzino la maggioranza per un\u2019azione pi\u00f9 coraggiosa e incisiva.<\/p>\n<p>Il consigliere del Psd\u2019Az ha concluso annunciando il ritiro della firma al Dl 139 ed ha preannunciato il voto contrario al testo che modifica la legge 16 approvata in Consiglio lo scorso 7 agosto.<\/p>\n<p>Il consigliere del Pd, Luigi Lotto, ha ribadito l\u2019opportunit\u00e0 di procedere con l\u2019approvazione del Dl 139 che \u2013 a giudizio del presidente della Quinta commissione \u2013modifica quelle parti della legge 16\/2014 che sono a rischio di bocciatura dinanzi alla Corte costituzionale. \u00abIl nostro obiettivo \u2013 ha dichiarato Lotto \u2013 \u00e8 salvaguardare la possibilit\u00e0 per la Regione di gestire il proprio marchio attraverso gli appositi disciplinari di produzione\u00bb.<br \/>Luigi Lotto si \u00e8 detto sicuro che senza le modifiche contenute nel Dl 139 la legge, che istituisce il marchio Sardegna, per i prodotti dell\u2019agroalimentare sar\u00e0 bocciata dalla Corte costituzionale.<\/p>\n<p>Il capogruppo dell\u2019Udc Gianluigi Rubiu ha difeso l\u2019impianto della legge n.16. \u00abQuel testo per il quale oggi si presenta una proposta di modifica \u2013 ha detto Rubiu \u2013 era una legge condivisa, la sintesi perfetta delle proposte di maggioranza e opposizione. Per questo siamo contrari ai correttivi\u00bb.&nbsp; Rubiu ha poi chiesto all\u2019Aula di prendere in considerazione l\u2019emendamento alla legge presentato insieme al consigliere Modesto Fenu con il quale si affida la gestione del marchio ad un soggetto terzo di diritto privato. \u00abIn questo modo si difenderebbero i nostri prodotti tipici e si impedirebbe ad aziende non sarde di produrre e commercializzare con il marchio Sardegna\u00bb. Rubiu ha quindi annunciato il proprio voto contrario in caso di mancato accoglimento dell\u2019emendamento proposto.<\/p>\n<p>Efisio Arbau, presidente del Gruppo \u201cSardegna Vera\u201d ha sottolineato il nuovo spirito identitario presente in Sardegna da cui \u00e8 nata l\u2019esigenza di creare un marchio di qualit\u00e0. \u00abQuesto \u2013 ha detto Arbau&nbsp; - sta consentendo a molte aziende di presentarsi con orgoglio nei mercati nazionali ed internazionali. Oggi per\u00f2 c\u2019\u00e8 l\u2019esigenza di portare a casa un risultato positivo\u00bb. Arbau ha messo in evidenza l\u2019obbligo del legislatore di individuare strumenti e iniziative buone per tutti. \u00abGli strumenti da noi votati \u2013 ha proseguito il capogruppo di Sardegna Vera \u2013 sono stati ritenuti illegittimi dal Governo. Oggi abbiamo il dovere di fare i buoni legislatori e ottenere il miglior risultato possibile\u00bb.<\/p>\n<p>Rivolgendosi al consigliere Mario Floris, Arbau ha chiesto se si vuole davvero fare una battaglia per la creazione dello Stato sardo. \u00abNoi siamo pronti a sostenere questa battaglia \u2013 ha concluso Arbau \u2013 altrimenti sventolare la bandierina solo sul dettaglio ci porta a prendere schiaffi dalla Corte Costituzionale\u00bb.<\/p>\n<p>Il presidente del gruppo Sardegna, Modesto Fenu, ha affermato di essere dispiaciuto nel sentire consiglieri che paragonano la Sardegna a regioni come la Puglia non a Statuto speciale. \u00abNoi siamo chiamati qui oggi non per assecondare quello che ci viene chiesto dal Governo ma per difendere l\u2019autonomia, i diritti e le aspettative delle aziende agroalimentari sarde\u00bb. Fenu ha ricordato che \u00abil divario tra le esportazioni e importazioni ammonta a 2 miliardi e mezzo di euro\u00bb, e che se si riuscisse a incidere almeno del 40 per cento si porterebbe un incremento di fatturato per le nostre aziende di oltre un miliardo di euro.<\/p>\n<p>L\u2019avvocatura dello Stato ci offende, ha affermato, perch\u00e9 hanno utilizzato diversi comportamenti con altre regioni non sono state e perch\u00e9 chiunque cos\u00ec potr\u00e0 avere il marchio. \u00abE non \u00e8 un caso che ci chiedono di inserire il regolamento 207 del 2009\u00bb ha aggiunto Fenu, \u00absignifica che noi non possiamo intervenire neanche con i disciplinari di produzione\u00bb. Per l\u2019esponente della minoranza bisogna approvare un testo che difenda la Sardegna e gli interessi delle aziende sarde e non comportarci sempre come una colonia. Fenu ha ricordato che il Regolamento CE 1169 del 2013 non solo non impedisce di creare il marchio, \u00abma ce lo chiede\u00bb.<\/p>\n<p>Non \u00e8 possibile che dobbiamo sempre essere figli di un Dio minore. Non \u00e8 possibile accettarlo. Non posso votare questa legge\u00bb, ha concluso Fenu.<br \/>Emilio Usula (Rossomori), capogruppo di Soberania e Indipendentzia, ha annunciato: \u00abVoter\u00f2 a favore di questa legge anche con un po\u2019 di mal di pancia. Tutte le strade che portano alla promozione dei nostri prodotti devono essere percorse. La legge approvata all\u2019unanimit\u00e0 ad agosto \u2013 ha continuato - va vista in questa direzione e l\u2019impugnazione del Governo dimostra che stiamo andando nella direzione giusta\u00bb. Usula ha affermato che la Roma ci sono forze che rispondono agli interessi della grande distribuzione che si vede minacciata da questo tipo di legge. \u00abDobbiamo difendere il nostro prodotto agricolo sardo e con i disciplinari saremo in grado di farlo\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019assessore dell\u2019Agricoltura Elisabetta Falchi, a nome della Giunta, ha affermato che \u00able modifiche proposte sono corrette e vanno sostenute, perch\u00e9 affermano la volont\u00e0 della Sardegna di sostenere i suoi prodotti, decisione fortemente attesa dagli operatori del settore che punta a distinguere il prodotto sardo e difenderlo da una concorrenza molto aggressiva\u00bb. L\u2019impugnativa del Governo, ha precisato, \u00abpunta ad interrompere questo cammino virtuoso; per il futuro, comunque, niente ci vieta di effettuare interventi successivi per connotare meglio i nostri prodotti attraverso l\u2019iniziativa delle imprese private, oggi dobbiamo andare avanti nella tutela della nostra agricoltura\u00bb.<\/p>\n<p>Il presidente Ganau ha messo in votazione il passaggio agli articoli della legge, che l\u2019Aula ha approvato. Successivamente, il Consiglio ha approvato l\u2019art.1 (36 favorevoli, 4 contrari), l\u2019art. 2 (36 favorevoli, 4 contrari e 3 astenuti) e l\u2019art. 3 (35 favorevoli e 4 contrari).<\/p>\n<p>Nella discussione generale dell\u2019art.4 sono intervenuti i consiglieri Modesto Fenu (Sardegna-Zona Franca), Luigi Lotto e Roberto Deriu (Pd).<\/p>\n<p>Il consigliere Modesto Fenu (Sardegna-Zona Franca) ha sottolineato che, con l\u2019articolo in esame, \u00absi cancella la concessione esclusiva del marchio ad imprese che hanno sede in Sardegna, quindi si d\u00e0 la possibilit\u00e0 ad imprese del territorio nazionale di confezionare nostri prodotti ottenendo per giunta il nostro marchio, distorsione che non \u00e8 possibile correggere con i disciplinari\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Luigi Lotto (Pd) ha ricordato che \u00abquando venne introdotta questa modifica lo si fece per difendere la visione unitaria della legge, superando i rilievi degli uffici che avevano avvertito sulla possibilit\u00e0 di una censura; il cuore della legge \u00e8 l\u2019art.22, che prevede l\u2019obbligo di indicare il luogo in cui i prodotti vengono confezionati in base a precisi disciplinari dove vengono, al consumatore la scelta finale, a noi il compito di dare valore a questo aspetto della legge\u00bb.<\/p>\n<p>Il consigliere Roberto Deriu (Pd) ha detto che \u00abla mente mi porta a sostenere l\u2019approvazione della legge ma il cuore mi porterebbe a sostenere le ragioni dell\u2019autonomia, senza dimenticare che proprio la prima legge della Sardegna venne rimandata indietro dal Governo e la Sardegna la riapprov\u00f2\u00bb. La vera scelta, ha sostenuto, \u00ab\u00e8 invitare i consumatori a orientarsi su prodotti sardi perch\u00e9 si pu\u00f2 essere autonomisti credendo nel mercato e nella concorrenza leale: noi, difendendo l\u2019origine del prodotto, facciamo un passo avanti anche se vorremmo fare qualcosa di pi\u00f9, fermo restando che la riflessione politica su come esprimere la nostra autonomia rimane tutta\u00bb.<\/p>\n<p>Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente Ganau ha messo in votazione l\u2019art.4 che \u00e8 stato approvato con 37voti favorevoli e 4 contrari. <br \/>Il consigliere del gruppo \u201cSardegna\u201d, Modesto Fenu, ha confermato le critiche alle disposizioni contenute nella Pl 139 ed ha ribadito che le modifiche proposte alle legge regionale n. 16 non tengono conto delle prerogative statutarie in materia di agricoltura e foreste. \u00abA ci\u00f2 si aggiunga \u2013 ha concluso l\u2019esponente della minoranza \u2013 che all\u2019articolo 5 della Pl 139 si lascia intendere che i disciplinari di produzione debbano avere una sorta di parare preventivo da parte del ministero\u00bb.<\/p>\n<p>Il presidente del Consiglio, non avendo altri iscritti a parlare a posto in votazione l\u2019articolo 5 \u201cModifiche all'articolo 19 (Disciplinare di produzione) della legge regionale n. 16 del 2014\u201d che \u00e8 stato approvato con 33 voti favorevoli, 11 contrari, su 44 votanti. Il presidente Ganau ha quindi aperto la discussione sull\u2019articolo 6), al quale \u00e8 stato presentato l\u2019emendamento aggiuntivo n. 1 (Fenu-Rubiu), e il presidente del Consiglio ha invitato i presentatori ad indicare la copertura finanziaria. Il consigliere Fenu (Zona Franca-Sardegna) ha indicato l\u2019Upb \u00e8 specificato che la copertura finanziaria prevista \u00e8 pari a 50mila euro. Modesto Fenu ha quindi proseguito il suo intervento denunciando che con l\u2019approvazione della Pl 139 di fatto si impedisce la valorizzazione attraverso l\u2019apposito marchio dei prodotti dell\u2019agroalimentare sardo per quelle produzioni con ingrediente principale sardo. Fenu si \u00e8 detto convinto che al marchio Sardegna possa applicarsi il regolamento Ue 1169\/2011 che consente alla Francia di tutelare e valorizzare i prodotti delle produzioni agricole.<br \/>Il consigliere dei Riformatori, Luigi Crisponi, ha ricordato come l\u2019ipotesi del marchio collettivo a gestione privata sia stato in realt\u00e0 cassato dall\u2019Unione europea nel 2002, in riferimento ad un\u2019iniziativa condotta in tal senso dalla Germania.<\/p>\n<p>Il consigliere del Pd, Luigi Lotto, ha espresso il parere contrario della commissione Quinta e la Giunta, con l\u2019assessore dell\u2019Agricoltura, Elisabetta Falchi, ha dichiarato di rimettersi al parere della commissione.<br \/>Il consigliere Fenu (Zona Franca-Sardegna) \u00e8 intervenuto per dichiarazione di voto ed ha invitato il Consiglio a riflettere sul fatto che le modifiche alla legge 16, attraverso quanto previsto nella Pl 139, si tradurranno in una penalizzazione per la Sardegna e avranno come risultato che \u201ci culurgiones prodotti con la fecole di patate olandesi avranno il marchio dei prodotti sardi\u201d.<\/p>\n<p>Il consigliere Luigi Lotto (Pd) ha annunciato il voto contrario all\u2019emendamento Fenu-Rubiu ma ha sottolineato come in sede di discussione in commissione si \u00e8 dichiarata la disponibilit\u00e0 ad affrontare il tema del marchio collettivo a gestione privata.<\/p>\n<p>Il consigliere del gruppo Soberania&amp;Indipendentzia, Piermario Manca, ha sottolineato la disponibilit\u00e0 al confronto dichiarata in tal senso dall\u2019assessore Falchi.<\/p>\n<p>Il consigliere di Sel, Eugenio Lai, ha evidenziato come il compito principale del Consiglio regionale sia quello di concludere il percorso normativo segnato dalla legge 16 del 7 agosto 2014 e che ha registrato il favore di agricoltori e allevatori in Sardegna.<\/p>\n<p>Il consigliere di Forza Italia, Oscar Cherchi, ha dichiarato il favore alla proposta avanzata da Fenu e Rubiu per il marchio collettivo a gestione privata.<\/p>\n<p>Non essendoci altri iscritti a parlare, il presidente del Consiglio, Gianfranco Ganau, ha quindi posto in votazione l\u2019articolo 6 \u201cAbrogazioni\u201d che \u00e8 stato approvato con 38 voti a favore e 5 contrari, mentre l\u2019emendamento aggiuntivo n. 1 (Fenu-Rubiu) non \u00e8 stato approvato (42 votanti, 11 favorevoli e 31 contrari). Approvato con 40 favorevoli e 3 contrari l\u2019articolo 7 \u201cEntrata in vigore\u201d, il presidente Ganau ha dichiarato aperta la votazione finale del testo di legge e ne ha quindi proclamato l\u2019approvazione: 43 votanti, 39 favorevoli e 4 contrari. Com<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Successivamente il Consiglio \u00e8 passato all\u2019esame della proposta di legge n. 139\/B \u201cModifiche ed integrazioni alla legge regionale 7 agosto 2014, n. 16 (Norme in&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[49],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107823"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=107823"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/107823\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=107823"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=107823"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=107823"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}