{"id":107333,"date":"2013-12-19T17:20:44","date_gmt":"2013-12-19T16:20:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.cronacaonline.it\/public\/content\/index.php\/19\/12\/2013\/confindustria-dalla-crisi-i-danni-di-una-guerra"},"modified":"2013-12-19T17:20:44","modified_gmt":"2013-12-19T16:20:44","slug":"confindustria-dalla-crisi-i-danni-di-una-guerra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cronacaonline.it\/index.php\/2013\/12\/19\/confindustria-dalla-crisi-i-danni-di-una-guerra\/","title":{"rendered":"Confindustria: dalla crisi i danni di una guerra"},"content":{"rendered":"<p>La profonda recessione dell'economia italiana, la seconda in sei anni, \"\u00e8 finita\". I suoi effetti no. Dunque \"camminiamo sul filo di un rasoio\". A lanciare l'allarme \u00e8 il Centro Studi di Confindustria negli ultimi Scenari Economici. \"Il Paese ha subito un grave arretramento ed \u00e8 diventato pi\u00f9 fragile, anche sul fronte sociale\", avvertono da viale dell'Astronomia. L'Italia si presenta alle porte del 2014 con \"pesanti danni, commisurabili solo con quelli di una guerra\". Bruciati oltre 200 miliardi di euro di reddito, quasi 3.500 euro per abitante. Confindustria: \"Vincere la povert\u00e0 non \u00e8 un gesto di carit\u00e0. E' un atto di giustizia\".<\/p>\n<p>Rispetto al 2007 il Pil totale \u00e8 diminuito del 9,1% e quello pro-capite dell'11,5%, cio\u00e8 di 2.900 euro a testa, tornando ai valori del 1996. La produzione industriale \u00e8 scesa in termini fisici del 24,6%, ai livelli del 1986. Le famiglie hanno tagliato sette settimane di consumi, ossia 5.037 euro in media all`anno. Le persone a cui manca lavoro, totalmente o parzialmente, sono 7,3 milioni, due volte la cifra di sei anni fa. Anche i poveri sono raddoppiati, a 4,8 milioni.<\/p>\n<p>Salir\u00e0 al 132,6% del Pil nel 2013, al lordo dei sostegni, ma inizier\u00e0 a calare nel 2015 quando si dovrebbe assestare al 132,0% del Pil (128,2% al netto dei sostegni). La stima include 0,5 punti di Pil di privatizzazioni e dismissioni immobiliari per il 2014 e il 2015, come indicato dal governo nella nota di aggiornamento al Def, il Documento di economia e finanza. <\/p>\n<p>Secondo le analisi di Confindustria, sensibile al tema, la pressione fiscale nel 2013 \u00e8 aumentata, assestandosi a quota 44,3% del Pil. Rester\u00e0 pi\u00f9 o meno invariata anche nel 2014, stabilizzandosi al&nbsp; 44,2%. Solo nel 2015, scender\u00e0 al 43,9%. Per quanto riguarda l'evasione fiscale il Centro Studi stima che il gettito evaso in Italia sarebbe pari a 190 miliardi di euro, il 12,1% del Pil, circa 9 miliardi in pi\u00f9 del 2011.<\/p>\n<p>Confindustria parla di risalita pi\u00f9 che di ripresa. Il percorso - fanno sapere da viale dell'Astronomia - sar\u00e0 lento e difficile a causa della ridotta capacit\u00e0 produttiva, intaccata dalla caduta della domanda interna. Il vicepresidente di Confindustria per il centro studi, Fulvio Conti avverte: \"Servono riforme strutturali coraggiose e politiche industriali che traccino una nuova era di ricostruzione economica e sociale del Paese\". Conti aggiunge: \"La risorsa dell'Italia \u00e8 la cultura, un'eredit\u00e0 unica ed inimitabile che non pu\u00f2 essere gestita come una rendita ma deve essere valorizzata appieno per diventare un vantaggio competitivo del paese\".<\/p>\n<p>\"Complessivamente si tratta di intervento modesto sul 2014 che ritocca marginalmente il deficit: in termini di Pil si tratta di qualche decimale (0,2%). E per il 2015 e 2016 la correzione&nbsp; del disavanzo coincide sostanzialmente con le dimensioni delle clausole di salvaguardia\". \"L'Intervento principale proposto \u00e8 quello sul cuneo fiscale - rilevano ancora gli economisti di via dell'Astronomia - ma le risorse stanziate non sono in grado di incidere significativamente\".<\/p>\n<p>Il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi accoglie favorevolmente l'ipotesi di abolizione dell'art.18 per i neoassunti proposta dal segretario del Pd Matteo Renzi. \"Sicuramente va nella direzione giusta - commenta - anche se non \u00e8 sufficiente perch\u00e9 per assumere bisogna prima creare le condizioni per avere pi\u00f9 lavoro\". <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La profonda recessione dell&#8217;economia italiana, la seconda in sei anni, &#8220;\u00e8 finita&#8221;. I suoi effetti no. Dunque &#8220;camminiamo sul filo di un rasoio&#8221;. 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